Recupero

Guarire dalla malattia mentale si può? Come si può 'guarire' da se stessi?

Ma la malattia mentale esiste? Si può definire malattia un carattere, una diversa attitudine, un'emozione intensa? Purtroppo secondo la psichiatria organicista, la malattia mentale esiste ed è inguaribile, tuttavia curabile necessariamente con i farmaci, anche se non è mai stato dimostrato alcuno squilibrio chimico alla fonte né che gli psicofarmaci curino qualcosa. Numerose esperienze di 'sopravvissuti' e indagini indipendenti dimostrano invece l'esistenza di una 'trappola farmacologica' molto subdola che, lungi dal 'guarire', favorisce il mantenimento o la cronicizzazione della supposta malattia.
Questo spazio vuole dare la possibilità ai cosiddetti malati mentali di conoscere le reali implicazioni dei farmaci , di cui spesso ne abusano, di riflettere sulla propria condizione, di acquisire nuove conoscenze diventando capaci di riprendersi il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Si potrà 'guarire' soltanto quando ci allontaneremo dal nostro punto di vista limitato per abbracciare il problema nella sua globalità, con un approccio di tipo olistico.

Attenzione: È potenzialmente pericoloso dismettere psicofarmaci senza un'attenta pianificazione. È importante essere bene istruiti prima di intraprendere qualsiasi tipo di interruzione di farmaci. Se il vostro psichiatra accetta di aiutarvi a farlo, non date per scontato che sappia come farlo al meglio, anche se dice di avere esperienza. Gli psichiatri non sono generalmente addestrati sulla sospensione e non possono sapere come riconoscere i problemi di astinenza. Numerosi problemi di astinenza sono mal diagnosticati come problemi psichiatrici. Questo è il motivo per cui è bene educare se stessi e trovare un medico che sia disposto ad imparare con voi. In realtà tutti i medici dovrebbero essere sempre disposti a fare questo ai loro pazienti che lo desiderano.

venerdì 21 marzo 2014

Emergenza spirituale

Riporto questa esperienza  perché  è straordinario  quanto ci ritrovi in molti aspetti quello che è accaduto a me durante quelle che vengono chiamate in gergo psichiatrico 'crisi maniacali'. 
Lui preferisce chiamare questi episodi 'emergenze spirituali' ed in effetti così verrebbero considerati e trattati nelle civiltà indigene, quelle del passato che non avevano mai conosciuto la psichiatria con tutto il suo corollario di malattie mentali.  
"Ciò che stava accadendo nel mondo apparentemente esterno era magicamente in relazione con quello che stava succedendo dentro di me". Questa è una frase che ho sentito dire da molti amici con diagnosi psichiatriche e viene liquidata con 'delirio' cioè un'anomalia del pensiero che a sua volta dipende dal un'anomalia nel cervello. Tuttavia dal punto di vista spirituale assume un significato di tutt'altro valore. Indica infatti il profondo legame tra noi e il nostro ambiente, un principio che appartiene per esempio anche alla millenaria cultura orientale.  
Un'altra cosa che mi ha colpito in questo racconto è la sensazione che lui ha ad un certo punto di avere poteri di guarigione (taumaturgici) esattamente la stessa sensazione che ho sperimentato anche io durante questi periodi 'mistici'. 
Penso che sia troppo sbrigativo liquidare queste esperienze, qualunque tipo di esperienza spirituale come patologiche, frutto di una 'psicosi' che occorre solo spegnere al più presto per via del tremendo pericolo a cui va incontro il malcapitato. 
A sentire i racconti delle persone, la maggioranza di queste esperienze sono relativamente innocue , semmai il danno vene fatto dalla necessità di rinchiudere, sedare, umiliare la persona in crisi con il trattamento standard che viene usato in questi casi. Risposte violente con esplosioni di rabbia sono sempre una conseguenza diretta del 'trattamento', mai avvengono spontaneamente.   Questo è dovuto fondamentalmente alla paura degli stati estremi del  pensiero, bollati come negativi e pericolosi. 
Paul  qui è stato  fortunato ad incontrare uno psichiatra che ha capito ciò che stava attraversando evitando così, la solita trafila senza fine di stigma, imposizione di cure chimiche e ricoveri. 

Va comunque anche detto che, proprio come in quelli che in gergo vengono chiamati 'bad trip' la consapevolezza di chi attraversa una crisi di questo tipo è importante, perché secondo l'indole individuale si può anche incorrere in situazioni di estremo pericolo. Per questo motivo, come una persona che assume un allucinogeno dovrà essere seguito da qualcuno 'sobrio' per evitare pericoli, così chi subisce una emergenza spirituale se non preparato a sufficienza dovrà essere costantemente seguito onde evitare che commetta qualche sciocchezza. Lo so che così è molto più impegnativo , pertanto si preferisce sedare, rinchiudere, umiliare l'individuo aggiungendo ulteriore trauma. 

Prima grande crisi del 1986  


EMERGENZA SPIRITUALE

di PAUL LEVY


Nella primavera del 1981 ero seduto in meditazione, quando, solo per un istante, un lampo balenò nella mia mente. Anche se non me ne resi conto, al momento, questo è stato l'inizio di un risveglio spirituale che ha cambiato la mia vita per sempre. Avevo fatto un passo attraverso lo specchio, non potevo tornare mai più alla vita che ero stato abituato a vivere.

Nel giro di un paio di giorni fui portato in ambulanza in un ospedale. Avevo incominciato a comportarmi così diversamente dall'ordinario, senza auto condizionamenti e repressioni che un caro amico pensava che fossi  impazzito. Mi sentivo totalmente inconsapevole e incredibilmente libero. Sentivo l'energia creativa dell'universo scorrere attraverso di me, come se vivessi in prima linea nel Big Bang. Era come se la mia mente si fosse rovesciata dall'interno del cranio  e si esprimesse attraverso gli eventi dell'ambiente esterno. Ciò che stava accadendo nel mondo apparentemente esterno era magicamente in relazione con quello che stava succedendo dentro di me. Il confine tra il sogno e la veglia, tra interno ed esterno, si stava dissolvendo. Era come se mi fossi svegliato dentro un sogno. Sapevo senza ombra di dubbio che stavo attraversando una profonda esperienza spirituale. L'esperienza fu così travolgente che non avevo altra scelta che arrendermi e lasciarmi andare.

E 'stata così travolgente, infatti, che venni ricoverato un certo numero di volte durante il primo anno. Mi fu diagnosticata  una grave rottura psicotica e mi dissero che ero maniaco-depressivo. Mi fu prescritto il  litio, e, a volte, l'Haldol. Mi dissero che avrei dovuto convivere con la malattia per il resto della mia vita. 
Poco a poco i medici si resero conto che stavo prendendo parte a una sorta di emergenza spirituale / processo di iniziazione sciamanica, che a volte imitava una psicosi, ma in realtà era un'esperienza di un ordine molto diverso.


Nella stanza dell'ospedale, una sorta di salotto per i pazienti psichiatrici, c'era una donna cieca. Subito dopo averla vista, senza alcun pensiero da parte mia, d'istinto mi avvicinai e mi ritrovai a guardarla negli occhi dicendo più volte le seguenti parole: "Tutto quello che dovete fare per vedere è aprire gli occhi e guardare." Queste parole mi uscirono di bocca senza pensare. Mi avvicinavo sempre più a lei e ogni volta ripetevo queste parole, fissando i suoi occhi senza distogliere il mio sguardo. I suoi occhi erano ciechi, opachi, senza colore o luminosità.

Che cosa è successo dopo che non lo dimenticherò mai. I suoi occhi cominciarono a riconquistare il loro colore e la luminosità, passando da morti, occhi malati di una persona non vedente a normali, sani, occhi di un vedente. Aveva riacquistato la vista. In quel momento un medico mi  portò in un'altra stanza legandomi su un tavolo. E lì ho passato la notte.

La mattina dopo fui portato in una stanza e l'unica altra persona lì, seduta su un tavolo con me, era, guarda caso, la ex cieca. Lei mi guardò sorridendo da un orecchio all'altro,  ancora non aveva detto una parola per me. Tutto ad un tratto fu come un pugno chiuso nel mio cuore che sia apriva completamente. Era perfettamente chiaro che questa era la fioritura del mio chakra del cuore. E'descritta come l'apertura di un fiore di loto dai mille petali, e anche se non avevo mai avuto prima questa esperienza l'ho subito riconosciuta.

Ho poi avuto la realizzazione spontanea che ha spiegato quello che era successo il giorno prima con questa donna. Ho intuito che i suoi occhi erano fisicamente a posto,  solo che non si era lasciata andare per aprire gli occhi interamente e guardare. In qualche modo questo si era manifestato in una percezione di cecità.

E ieri ho "visto" questo. Non solo ho visto questo, ma in qualche modo sapevo che cosa dire e cosa fare. Era come se fossi diventato un tramite per forze di quarigione più profonde. Era anche chiaro che  il nostro incontro non era stato casuale. Era chiaramente un incontro sincronico, quello in cui entrambi i ruoli giocano un dramma più profondo. A un certo punto mi disse: "Non hai intenzione di rispondere alla telefonata di Roy (mio padre)?" Queste sono state, letteralmente, le prime parole che mi ha detto. Pochi istanti dopo, l'infermiera entrò nella stanza e disse che mio padre era al telefono.

Sono stato in quel particolare ospedale per tre giorni. Il secondo giorno ero nell' ufficio del medico incaricato di me, il dottor Lantz, e stava guardando una stampa di un quadro di Van Gogh che aveva sulla sua parete. Mi ricordo  una corrente elettrica che usciva dai miei occhi e che circolava intorno alla stampa per poi tornare ai miei occhi. Era chiaro che si trattava di una sorta di fenomeno "kundalini", ma a questo punto non c'era niente che potessi fare, solo testimoniare la mia meraviglia.

Avevo bisogno di convincere il dottor Lantz che non ero pazzo, perché rischiavo di essere trattenuto li per un tempo molto lungo. Decisi che non volevo rimanere in un ospedale molto più a lungo, quindi mi sono letteralmente costretto a 'scendere' e cominciare a parlare dei miei problemi, la mia nevrosi, il mio senso di colpa, e la mia sensazione di "sdoppiamento" Dopo un po' di tempo, disse: " Bene, sei normale ... sei libero di andare. "

La settimana successiva mi sono incontrato ancora  con il Dr. Lantz durante il pranzo. Mi ha spiegato che il mio essere in grado di entrare pienamente nel mio stato "normale" della mente su richiesta era la prova per lui che non ero pazzo, invece le persone che si trovano in "veri" episodi psicotici non sono in grado di fare ciò.

Noi, come società, abbiamo bisogno di riconoscere l'esistenza di vere e proprie emergenze spirituali. E 'di fondamentale importanza per noi, per coloro che passano attraverso questo processo con successo e diventano sciamani, guaritori  e insegnanti, hanno doni enormi e benedizioni da condividere che andranno a beneficio di tutti noi. Avevo fatto la meditazione buddista per un anno intero prima che il fulmine mi attraversasse la mente.

Sono stato uno dei fortunati, sono stato in grado di districarmi dalla struttura medica psichiatrica, che è molto ignorante di fenomeni come questi. Dopo anni di sofferenze incredibili dove ho faticato a contenere le esperienze, sento che li ho integrati al punto in cui ho qualcosa di molto prezioso da offrire. Di recente ho iniziato a parlare apertamente delle mie esperienze, dando la mia prima conferenza pubblica a Portland, Oregon nel 1993, che ho chiamato "Risveglio o follia?" Sono diventato un insegnante, assisto le persone attraverso il loro proprio processo di risveglio spirituale, e ho sviluppato uno straordinario veicolo per il risveglio che io chiamo "il processo del sogno: Un percorso di risveglio" Questo strumento si basa sulla constatazione che la mente stessa che produce i nostri sogni durante la notte in realtà sta 'sognando' la nostra vita.

Mi chiedo quanti casi di malattie mentali sono in realtà emergenze spirituali andate male. Potrebbe essere che siamo tutti nelle diverse fasi di un processo di emergenza spirituale?


Nota dell'editore: Paul è profondamente spirituale, guaritore e mistico estremamente penetrante. Egli è la prova vivente che ciò che la società dominante concepisce attualmente come "malattia", può infatti avere una base religiosa o spirituale.

mercoledì 19 marzo 2014

Storie di recupero: bipolar story

Questa volta riporto una storia di una donna con diagnosi di disturbo bipolare di tipo I, secondo la psichiatria quello più grave dei 3 tipi. La sua diagnosi è la stessa della mia, e anche lei come me ha deciso di non assumere farmaci con il risultato simile al mio, di beneficiare di lunghi periodi di stabilità.  
Come lei stessa afferma, senza farmaci (MED-free) non significa trascurare ogni tipo di cura. Lei si cura tramite la medicina ortomolecolare, ovvero attenzione alla dieta e integrazione di micronutrienti. 
Ciò significa che senza l'assunzione costante di queste sostanze starebbe ancora male. Tuttavia nel mio caso per essere stabile non ho avuto bisogno di integratori, ma piuttosto di una maggiore attenzione verso le sostanze di 'trigger', confermando ciò che si diceva una volta della cosiddetta sindrome maniaco-depressiva, cioè che è un disturbo che ha generalmente una ciclicità molto lunga tra gli episodi (10-20 anni). 
Il problema è che oggi grazie ai farmaci e all'ampio uso di sostanze psicoattive che abbiamo a disposizione la frequenza delle crisi e la loro gravità è aumentata a dismisura, rendendo il disturbo cronico e invalidante.  



UNA STORIA BIPOLARE MED-FREE
  

Ho intenzione di scrivere la mia storia, anche se è un viaggio che mi spaventa a morte. Ho paura di tante cose che non so nemmeno da dove cominciare, ma è ora che più gente parli dello stigma bipolare, di cosa vuol dire vivere con questa diagnosi, e come ho fatto io,  stare senza farmaci per oltre dieci anni. Il termine, per vostra informazione, è "MED-free bipolare", NON "non-medicato bipolare", c'è una differenza enorme. Ci sono un sacco di bipolari non-medicati là fuori che dovrebbero avere sempre bisogno di aiuto, ma ce ne sono altri, come me, che scelgono di non prendere i farmaci. La maggior parte delle persone potrebbe pensare che sono l'eccezione alla regola. Invece no, ce ne sono migliaia come me, che vivono liberi dai farmaci. Hai solo bisogno di sapere come, e perché.

Che cosa significa veramente VIVERE senza farmaci? Vuol dire alti e bassi pazzeschi sicuri, una personalità lunatica che distrugge tutti intorno a te? NO! Inoltre, non significa vivere fuori controllo, in balia dei stati d'animo, o gravare gli altri in modo da poter avere i vostri euforici 'alti'. Significa vivere una vita in cui, se non si è scelto di condividere la diagnosi, nessuno avrebbe saputo. Significa vivere in un modo che si può godere della personalità che hai senza sentirsi attutiti, fuori controllo, o senza speranza, in altre parole, "normale", ma in un certo senso anche meglio. Perché credo di essere una bipolare fai da te un po 'eccezionale' (se non siete d'accordo, questo è un altro argomento). Riuscite a immaginare? Nessuna vergogna, nessun medico, nessuna gestione delle medicine, esami del sangue, né ospedali, nessun sintomo fuori controllo, e senza effetti collaterali!

Quando dico che sono stata "med-free" per dieci anni, non significa che io sono al 100% libera da sintomi tutto il tempo, oppure che posso ignorare il mio disturbo. Né significa che ero in qualche modo "mal diagnosticata", come tante persone mi hanno detto. Sono stata diagnosticata come Bipolare I (Il più grave dei tre tipi) nel 1999, dopo un soggiorno involontario di due settimane  in una casa-vacanza breve come qualcuno potrebbe chiamare il reparto psichiatrico.  Credetemi, mi è stato diagnosticato correttamente. Ho anche provato un paio di volte  a fermare i miei trattamenti naturali quando ho pensato che ero guarita, solo per andare così vicino al crash che quando sono andata da uno psichiatra (due volte in 10 anni), mi ha dato la versione più recente dei farmaci sul mercato rispetto al mio ultimo episodio. Tutti mi hanno fatto peggio, ma quando i miei integratori hanno funzionato nella via del ritorno nel mio sistema mi sono trovata bene. Quello che intendo dire come  bipolare libero  da farmaci è quello che mi accompagnerà nei prossimi mesi.

Questi cocktail di farmaci e gli effetti collaterali sono peggiori del male, almeno per me. Alcuni di voi sanno di cosa sto parlando. Questi sono solo alcuni dei farmaci che ho preso, alcuni solo per giorni, erano così terribili: Depakote (oltre un anno), Seroquel, Abilify, Lamictal, Litio, Paxil, e Zyprexa. Dunque perché sono determinata ad essere e rimanere una  bipolare senza farmaci? Perché una vita noiosa con una litania di effetti collaterali non è un'opzione per me. Con i farmaci ero senza gioia, senza speranza, priva di personalità e  uno zombie. Era così vivido ogni effetto collaterale di ciascun faramco, e io ero ancora più sorpresa quando ho saputo quanti bipolari hanno ancora un sacco di sintomi, episodi, e ricoveri anche sui farmaci giusti! La maggior parte delle persone stanno meglio senza farmaci piutosto che con essi! E a quanto pare questo non dovrebbe accadere per una grave sindrome bipolare di tipo I. Allora, come faccio io senza farmaci? Penso che sto facendo meravigliosamente bene. (Ma io ancora scrivo su i miei giorni bui e le mie giorante maniacali, quando li ho). E il mio scopo qui è quello di condividere e magari ispirare speranza in altri che c'è un altro modo.

Dodici anni dopo la mia diagnosi: Sono una mamma di tre bambini  incredibili, sono una imprenditrice di successo che mostra anche un profitto sulle mie dichiarazioni dei redditi, sono sposata con un marito meraviglioso da dieci anni, e non ho visto una camicia di forza dal 1999. Perché sono così speciale? Perché a qualcuno dovrebbe importare? "Che importa se sei una mamma, sposata, bla bla bla, tutti lo sono". (Mi dispiace, queste sono solo le voci nella mia testa). Perché sono orgogliosa dei miei risultati e voglio aiutare gli altri con gli stessi trattamenti che ho trovato? Perché. Per un sacco di motivi. Ma eccone uno grande: il mio psichiatra la prima volta quando sono uscita dall'ospedale mi ha dato gli scenari migliori e i peggiori come bipolare:


Scenario Caso migliore :

Dovrò prendere farmaci (legali droghe di strada) per il resto della mia vita.
Avrò difficoltà a mantenere un lavoro stabile (un 'lavoro' come ho sempre voluto  in ogni caso).
Non saro mai senza sintomi nonostante i farmaci.
Probabilmente soffrò di depressione post-partum grave se deciderò di avere figli (che implica che forse non è una buona idea farne).
Oh, a proposito, alcune persone possono vivere una vita normale , purché rimangono con i loro farmaci. 


Scenario peggiore:

Potrei essere ricoverata in ospedale un sacco di volte.
Non sarò in grado di funzionare normalmente.
Candidato ad alto rischio di psicosi post-partum (sì, il bambino-annegamento-tipo).
Rovina finanziaria a causa di  folli spese maniacali.
Potrò prendere la disabilità permanente per garantirmi un trattamento e medicine gratis.
Non sarò mai in grado di riconquistare la salute, la vita o l'assicurazione di invalidità.
La maggior parte dei matrimoni finisce con un divorzio.
E l'elenco potrebbe continuare.


Mi prendi in giro? Avevo solo 22 anni, in procinto di laurearmi all'università, e questa è la vita, che è mi stata prospettata ? Dove è la mia speranza e i miei scopi? E i miei sogni, le aspirazioni, i 3,5 anni trascorsi e le decine di migliaia di dollari che avevo speso cercando di ottenere la laurea? Ora so che questo ragazzo stava sbagliava  cercando di prepararmi per quello che mi aspettava, e che per fortuna non tutti i medici dicono queste cose ai nuovi pazienti, ma ho davvero sentito che alla gente viene detto molto di peggio (come una madre che dice alla figlia che i bipolari finiscono nelle strade, che dormono con i senza tetto perché non possono controllare i loro sintomi! Mi prendi in giro? La mamma in realtà mi ha detto che personalmente non immaginava che io fossi bipolare!) Sono contenta di non averci creduto (ma l'ho fatto per più di un anno).

Ecco il mio scenario che ho scelto, invece:

Nessun ricovero dal 1999
Solo tre mesi di psicoterapia in dodici anni.
Ho trovato un grande piano di trattamento naturale che funziona quando lo prendo, ho sintomi o episodi, quando non lo faccio.
Tre bambini, niente depressione post-partum o anche "baby blues".
Sono tra i migliori del mio campo al lvoro: un business (anche donna d'affari dell'anno scorso)
Un grande matrimonio.
Solo  sintomi occasionali, che non interferiscono con la mia vita.
Io vivo una vita piena di speranza, opportunità, e l'abbondanza
Nessuno sa dall'esterno che sono bipolare a meno che io non scelga di condividere.
Allora perché sono così spaventata? Perché ho così tanto da perdere, ed è difficile parlarne. Quando ho detto alla gente in passato sulla mia condizione di bipolare, ho perso amicizie, relazioni, opportunità di lavoro e altro ancora. La gente mi ha detto cose brutte e dolorose, e mi ha trattato in modo diverso quando lo hanno scoperto. Allora perché sto ancora scegliendo di condividere la mia storia adesso?

Perché le persone stanno aspettando di mostrarsi e parlare
Perché la gente ha bisogno di sentire il mio messaggio
Perché voglio solo attirare le persone che mi vogliono bene e mi accettano.
Perché nessuno nella mia vita mi giudichi.
Perché io sono forte e sto abbastanza bene per parlarne e cambiare lo stigma
Perché io sono una ribelle e odio lo status quo
Perché le persone sono alla ricerca di risposte al loro dolore
Perché ho così tanto da dare
Perché io posso.

Se io ho così paura, qualcuno che vuole fare outing, senza peli sulla lingua, chiacchierone, e non ha paura di parlare a migliaia di persone in un momento di qualsiasi altra cosa, chi altro lo farà? Chi parlerà dello stigma e gli stereotipi, le false informazioni, le diagnosi errate, i maltrattamenti e tutto il resto? Lo farò. Ma  preferisco parlare della brillantezza, dei contributi che questa 'malattia' ha dato alla società, e io posso dare speranza al fatto che vi è una causa comune di base e che possiamo curarci in modo naturale ed efficace.
C'è una speranza.

giovedì 6 marzo 2014

Storie di recupero: non si può tornare indietro

Ho già scritto in passato di Monica, per l'esattezza ho tradotto un suo articolo intitolato "Se fossi rimasta conforme".
Oggi ho tradotto invece parte della sua storia così come è stata pubblicata nel sito rxisk.org.
Mi è sembrata molto emblematica della triste abitudine degli psichiatri di adoperare i farmaci in modo sconsiderato, con questo vizio deleterio della polifarmacia. 
Praticamente lei ha assunto per parecchi anni una combinazione di tutte le principali classi di farmaci che si  usano in psichiatria: stabilizzatori dell'umore, antidepressivi, benzodiazepine, antipsicotici. Tutti insieme allegramente in dosi da cavallo. 
Fortunatamente si è accorta del danno che gli stavano causando anche se non subito, ma dopo anni e anni di 'nebbia' farmacologica. Purtroppo ancora dopo 2 anni e mezzo dalla loro dismissione (che è durata 6 anni!) continua a portare addosso i danni iatrogeni di queste sostanze , infatti parla di sé stessa come ancora molto 'malata' ma è da intendere malata di iatrogenia non di una sorta di malattia mentale. La sua presenta malattia mentale ora non è più da lei riconosciuta.  Monica si occupa attivamente del suo blog il quale ha attirato migliaia di persone che come lo è stata lei, stanno adesso nel mezzo del loro difficile cammino della dismissione di queste sostanze tutt'altro che innocue.   

NOTA BENE: Dismettere di colpo gli psicofarmaci può essere molto pericoloso. Prima di intraprendere qualunque azione in merito consultare un medico che appoggi il vostro desiderio e sia in grado di seguirvi in un percorso di dismissione molto graduale.  



La grave disabilità della sindrome da astinenza: storia di Monica

fonte: rxisk.org 2012

Recentemente ho contattato il medico che è stato responsabile della mia iatrogenesi - il medico che mi ha grossolanamente sovra-medicata e mi ha fatto del male. Sono stata  in corrispondenza con lui per diversi anni,  ma questa era la prima conversazione telefonica che ho avuto con lui da quando gli ho detto che cosa il suo cocktail di droga ha fatto per me. Raramente risponde alle mie e-mail dove linko gli articoli che ho scritto sul "trattamento" che mi ha dato. Così l'ho chiamato lasciando un messaggio vocale dicendogli di voler parlare con lui.

Quando pochi giorni dopo ha risposto alla mia chiamata, abbiamo parlato forse per una mezz'ora. Mi è sempre piaciuto questo uomo quando ero sua paziente e ora che ho superato la maggior parte della rabbia di essere stata danneggiata dal suo trattamento,  ancora mi piace. Le sue intenzioni erano buone, questo è chiaro per me.  Ma non credo che questo lo sollevi dalle sue responsabilità, tuttavia non mi sentirei più sollevata odiandolo, semplicemente non sarebbe un bene per la mia anima. Eppure, allo stesso tempo lo apprezzo. L'intuizione di David Healy sui pazienti che soccombono alla  sindrome di Stoccolma  e hanno fatto la stessa osservazione su di me. Non è per niente facile  elaborare emotivamente quello che è successo a me e quello che continua ad accadere a tanti altri.

Quindi la mia conversazione con l'uomo che ha praticato una selvagga e non testata multiterapia su di me è stata in realtà abbastanza civile e ho sentito che era pure produttiva. Ha ascoltato e condiviso il mio punto di vista. Non sempre è stato  d'accordo, ma stava chiaramente ascoltando.

Lui ha difficoltà a credere che quello che è successo a me è di routine, che succede a molti pazienti. Lui capisce la mia esperienza, però, come un buon strizzacervelli. Lui mi crede quando gli dico sia che la mia mente è chiara adesso e che sono stata gravemente danneggiata dai farmaci. Io non sono sicura che pensi di essere responsabile, ma lui non sfida la mia esperienza. Mi viene in mente la frase dissonante cognitiva: Come fanno a fare questo? Io non pretendo di capire.

Così ha detto qualcosa che  suggerisce che  quello che è successo a me non è la norma. Che vede continuamente le meraviglie dei farmaci.  L'ho sfidato in questo modo: "Dott. M, quando mi stava trattando pensava che io fossi uno dei vostri successi, vero? "Egli disse:" Sì. "E io ho risposto:" Beh, si  sbagliava. La mia vita era miserabile. Ho vissuto in una foschia drogata. Ho dormito e lavorato perché questo è tutto quello che ho avuto il tempo di fare. Non avevo passione per quello facevo e ho vissuto passando attraverso ai movimenti, piatti e vuoti. La mia vita era un inferno. Le è piaciuto e aveva bisogno di credere che stavo bene ... Ho provato a farle piacere come un "buon paziente." Comunque se avesse prestato attenzione sa che mi ha sempre chiesto di prendere la pensione di disabilità. Ecco perché era folle per me lavorare 8 ore al giorno, quando richiedevo 12 ore di sonno a causa della pesante sedazione.  Era anche pericoloso per me guidare in quel cocktail farmaceutico ma  avevo bisogno di guidare per mantenere il mio lavoro.  Se avesse veramente prestato attenzione avrebbe capito che la mia vita era miserabile. E io le prometto, avete altri pazienti proprio come me. "

Sto condividendo questa introduzione, perché credo che la maggior parte dei medici sentono storie come la mia e pensano che essi non sono gli autori di tale pregiudizio. Il mio medico è uno psichiatra con una  reputazione  molto buona nella mia zona. E' ben noto e ben considerato. Lui è uno psichiatra tipico e gli psichiatri tipici stanno causando un grave danno ogni giorno in tutto il paese e in tutta una buona parte del mondo. Egli sembra ancora credere che io sono un'anomalia e che in qualche modo io non sono il suo problema. Sì, dissonanza cognitiva.

Quindi stavo assumendo una combinazione di sei sostanze compresa ogni classe di psicofarmaci a dosi elevate che hanno richiesto più di sei anni per il loro ritiro. Questi farmaci mi hanno lasciata gravemente malata, afflitta da una grave malattia iatrogena:   "Sindrome di astinenza" per mancanza di un nome migliore. Dal nome sembrerebbe  qualcosa che può durare giorni o settimane ma in realtà ha paralizzato la mia vita per anni. Quelli di noi che diventano così (ho contatti in rete con migliaia di persone in ritiro adesso) sono   soggetti a cure pericolose  e al rifiuto della nostra esperienza da parte di medici e dell'istituzione medica in generale.

Cosa spinge un medico a prescrivere un tale cocktail? Non credo che riuscirò mai a saperlo, ma posso dirvi come sia successo a me.

I farmaci su di me non hanno mai "funzionato"  e in retrospettiva mi hanno fatto molto peggio ... in effetti hanno causato la malattia cronica con la quale adesso sto convivendo. E 'diventato chiaro per me quando  dopo circa quindici anni pesantemente drogata, non ero in grado di continuare a lavorare, e la mia mente e il corpo semplicemente hanno smesso di cooperare sotto una nebbia di prodotti chimici neurotossici. Sapevo che dovevo cercare di liberarmi di loro.

Come è cominciato tutto questo? Dopo una mania indotta da sostanza stupefacente che si è innescata al college, la psichiatria ha ottenuto la mia sospensione. Mi dissero che ero bipolare e sarei stata male per il resto della mia vita. Un medico, infatti, mi disse  che sarei morta se non avessi preso farmaci per il resto della mia vita.  Dopo aver subito traumi ripetuti nella mia vita il trauma supplementare a cui sono stata sottoposta al reparto psichiatrico ha preteso il suo pedaggio. Ho dato retta a ciò che mi hanno detto, mi hanno spaventato per bene comprese le minacce di mandarmi in un ospedale statale per risiedervi in modo permanente. E 'chiaro per me ora che questo è stato utilizzato solo per terrorizzarmi, per accettare il trattamento farmacologico, non era una minaccia che sarebbe stata effettuata, ma questo l'ho saputo solo dopo.

La verità, tuttavia, è che ho avuto una  storia di trauma che aveva bisogno di essere risolto, non qualsiasi tipo di malattia del cervello come la malattia mentale è comunemente intesa. Gli anni di pesanti psicofarmaci, alla fine, sono l'unica cosa che mi hanno fatto veramente male. Cioè, i sintomi psichiatrici e fisici causati dai farmaci che mi hanno dato come "trattamento". La mia diagnosi originale, disturbo bipolare, datami come una condanna a vita  non ha mai avuto molta credibilità.  La tragedia è che in tutti questi anni di psicofarmaci durante il primo periodo della mia vita, mi sentivo senza scopo, piatta, poco viva e senza sesso. Ero un'atleta in forma e tonica e sono diventata 30 kg di sovrappeso, incapace di esercitarmi a causa della sedazione e della nausea. Sì, ho avuto nausea cronica a lungo termine, un effetto negativo del Lamictal. 

Ora, senza psicofarmaci, sto spesso troppo male per lasciare la mia casa, ma la mia mente è cristallina. Sono motivata e produttiva, sono l'autrice ed editrice di un popolare blog di salute mentale che offre alternative alla psichiatria.  Essendo stata sia un  professionista nel sistema della salute mentale e vittima dello stesso sistema, ho alcuni spunti interessanti e scomodi nell'attuale paradigma di cura. Sono appassionata del mio lavoro.  Ho un'esperienza di vita sugli psicofarmaci, anche se ora la mia vita è dolorosamente limitata in modi che è difficile trasmettere a coloro che non hanno mai sperimentato tale malattia e l'isolamento.

Col senno di poi vedo ora come ogni farmaco ha portato al successivo. Gli "stabilizzatori dell'umore", che mi hanno reso depressa hanno portato ad antidepressivi che mi hanno lasciato con l'insonnia e agitazione che ha portato alle benzodiazepine per il sonno. Ancora l'agitazione  mi ha portato agli antipsicotici che hanno reso tutto peggiore e infatti il mio doc aggiungeva milligrammo  per milligrammo di Risperdal fino a quando ero a 11 mg per la mia acatisia che ora so che era causata dal Risperdal. Egli stava trattando un sintomo con il farmaco stesso che stava causando il sintomo! la mia acatisia cessò quando finalmente sono uscita fuori dal Risperdal. L'abbiamo sempre chiamata "ansia", ma era  acatisia.

Quel grande cocktail di farmaci mi ha lasciato sedata e letargica. Nessuna sorpresa. Il passo successivo è stato stimolante. Dipendenza e dipendenza da benzodiazepine porta anche al bisogno di sempre più farmaco per ottenere lo stesso "effetto terapeutico". E così la mia dose è continuata ad aumentare. Purtroppo ho imparato che questo accade a troppe persone, alcune delle quali mai realizzano il problema. Farmaci che portano a più farmaci che portano a più farmaci. E una volta in trappola è quasi impossibile vedere chiaramente. Capire cosa sta succedendo è difficile e forse a volte impossibile.

Sono stata libera da questo massiccio cocktail di farmaci per oltre due anni e mezzo ormai [oggi 4 e mezzo ndt]. La parte triste è che la maggior quantità di sofferenza che io abbia mai sopportato in vita mia è stata il risultato dell'adattamento del mio corpo a non avere più farmaci neurotossici in circolo. Un danno medicalmente causato e un termine che spesso suona orwelliano a quelli di noi che sperimentano la versione lunga:  sindrome di astinenza  non riesce a catturare in pieno l'esperienza, la tomba di disabilità in cui cadono alcuni di noi.

Eppure, non ho un momento di rammarico per essermi liberata da questi farmaci perché ora la mia mente è chiara! Ho una chiarezza di mente così bella che mi viene da piangere se spendo tempo a pensarci. La mia chiarezza è stata portata via da me per quasi la metà della mia vita. Anche se ancora compromessa come lo sono io, incapace di uscire di casa la maggior parte del tempo, ne sono grata.

Una volta ho fatto una lista delle miriadi di insulti che il  mio corpo e la mente hanno sopportato. Esso ne comprendeva oltre 50, per lo più sintomi invalidanti.  Ciò che è più sorprendente è che io sto esponenzialmente meglio adesso che non sperimento  più la maggior parte di questi sintomi, ma io sono ancora molto molto malata. Questo, ancora una volta, è qualcosa che poche persone possono concepire. E 'da capogiro anche per me che l'ho sperimentato.

Il fatto è che i nostri corpi e le nostre menti sono intrinsecamente spinti a cercare il benessere e il mio non fa eccezione. Io sono su un percorso verso la completezza. Non credo che si fermerà adesso. Non si può tornare indietro.


martedì 25 febbraio 2014

Morire di psichiatria

Morire di psichiatria non è affatto una cosa rara. La maggioranza delle morti accadono per iatrogenia ma in tal caso la fine arriva più lentamente e per gradi. Sono le morti dovute ad un degrado  fisico molto lento e graduale, inevitabile conseguenza del trattamento farmacologico. Si stima che le cure psichiatriche somministrate vita natural durante comportino un abbassamento di circa 20-25 anni dell'aspettativa di vita media. 
Ma qui sto per parlare di morti più dolorose, improvvise, impreviste , non annunciate. Giovani vite spezzate a causa di un ricovero in reparto psichiatrico, a causa di complicazioni dovute ad una massiccia somministrazione forzata di farmaci tossici.    
Durante il mio ultimo ricovero, quando forzatamente mi furono somministrati questi veleni, mia suocera mi ha ricordato aver parlato con lei dicendogli che sarei presto morto se non mi avessero dimesso a breve. Lei e gli altri mei familiari pensavano che questo facesse parte del mio delirio ma io sono ora convinto che se provavo queste sensazioni significa che avevo delle buone ragioni. Se rivedo un breve  filmino che mi sono fatto in quel periodo col pc, noto con orrore che la mia faccia era una smorfia, tutta contratta, la voce impastata e gli occhi stretti tanto che facevo fatica a tenerli aperti. 
A chi non ha mai provato cosa sia quella agitazione tutta  interiore , l'impossibilità di formulare un pensiero , quello strano non-essere che spinge alcuni fino al suicidio, dovrebbe provare almeno una volta nella vita un neurolettico, tanto per capire come si sta.  
La scrittrice di questo articolo si è immedesimata in una di queste morti improvvise, realmente accaduta in Inghilterra nemmeno tanto tempo fa. 
La vittima, un giovane uomo di 32 anni, morto per attacco cardiaco.



Olga Runciman

11 gennaio 2014


MORTE

L'ultima fine


Assaporo quelle parole, le sento rotolare intorno alla bocca e le ripeto, le papille gustative cominciano a registrare solo incredulità.
"No, non è  mio figlio , lui ha solo 32 anni come può essere, devono aver fatto un errore." Attacco di cuore, hanno detto? "Ah," da ridere ", allora davvero devono aver fatto un errore, lui è giovane e in forma, inoltre non abbiamo infarti nella nostra famiglia." Morte, morte, faccia blu, scuoto la testa, " no, no smetti di dire quelle parole stupide, ovviamente non è morto, ho parlato con lui soltanto ieri sera, stavamo progettando il nostro week-end insieme come si può essere così crudeli e continuare a ripetere quelle parole " suo figlio è morto". Mio figlio è vivo, zitto, chiudi quella bocca FINISCILA! .. mi dispiace, non volevo gridare, volevo dire, smettila per favore, perché mi stai spaventando con le tue parole. Lui ha tutta la vita davanti a sé, lui ha tutti i suoi sogni.. d'accordo, ha problemi in questo momento, è per questo che è con voi, avete promesso di aiutarlo, è per questo che lui è lì, nel vostro reparto psichiatrico".

Ma ora la paura si fa strisciante, morte blu, faccia di morto, si tenta di nuovo. "La prego di verificare ancora una volta che si riferisce a mio figlio, è sicuro che non sia il vecchio che viveva nella stanza accanto, quello che vagava senza meta in giro con quegli occhi vuoti e borbottava da solo frasi incoerenti? Non aveva nulla per cui vivere, l'ho potuto constatare, e poi lui è vecchio, vecchio come le colline, è lui, deve essere lui, oh Dio, prego che possa essere lui, o qualcun altro, chiunque altro, semplicemente non mio figlio , NON MIO FIGLIO!".

Ti senti urlare e le parole - morte, figlio - ora sembrano echeggiare intorno alla stanza che si avvicina sempre di più, come una danza macabra di luce e di tenebre, colore e oscurità, vita e morte e. . . Oh Dio, è Pietro lì in mezzo, che lotta per il suo diritto alla luce, al colore, alla vita e sta perdendo..   vostro figlio è morto, è morto per un attacco cardiaco la scorsa notte nel suo letto , ti interrompe ancora e ancora e ancora questa figura professionale, questo medico lontano, e ogni volta che dice qualcosa tu urli "no, non è vero!" Ma la morte del figlio si sente molto più vicina ora. "Pietro!" urlo "vieni qui dietro di me, mi batterò con la morte per te, sei troppo giovane devo morire io prima di te, è nell'ordine naturale delle cose, io sono tua madre,  permettimi di lottare per te , per favore lasciatemi morire al posto suo"

Ma non si può arrivare a lui, non importa quanto duramente si tenta, - tuo figlio è morto, è morto per un attacco cardiaco a la scorsa notte nel suo letto, interrompe il medico. Improvvisamente, indissolubilmente, la morte e il figlio sono uniti. Essi sono divenuti uno e la luce inizia a cambiare, diventando sempre più oscura, il colore inizia a drenare, cambiando, sempre più nero e la morte, la morte con la faccia blu, per ora sta cercando lui, tuo figlio, e il suo volto è contorto, non blu come avevano cercato di mettervi in guardia, ma più verso il viola. La madre quasi non lo riconosce e i un ultimo patetico tentativo prova ad urlare "non è lui!", lui non ha mai avuto quello sguardo, lui è bello, con una pelle pallida e bella. Gli occhi sono verdi, non  così pieni di sangue, non così violacei, questa persona sembra un mostro uscito da un film dell'orrore, come puoi essere così crudele e farmi credere quasi che potrebbe essere lui,  NON E'MIO FIGLIO !" 

Ma adesso sto singhiozzando, un profondo fremito di singhiozzi mi torce le budella e improvvisamente, vomito e un infermiere mi porge un asciugamano per asciugare la fronte, il mix di singhiozzi e vomito.

Come si fa a sopravvivere a una perdita così grande, così devastante? Una volta dove c'era la luce, ora c'è solo il buio che si estende da orizzonte a orizzonte, infiltrandosi nell'anima, paralizzando, portando via il colore lasciando solo oscurità, risucchiando la gioia di vivere, lasciando un corpo tormentato e  miserabile, a contorcersi a terra in totale,  disperata agonia.


BIG PHARMA

THE UNHOLY ALLIANCE

Come si fa a sopravvivere a una perdita così scioccante? Scioccante perché è indotta dal sistema in nome della cura. Vengono a predicare il vangelo della normalità, dicono che hanno mangiato dall'albero della conoscenza e partecipato al rito del sangue da bere, ma, in realtà, sono le lettere di sangue dei giorni passati, sono gli assassini di stato, gli assassini in bianco. "Sappiamo che cosa ha di sbagliato tuo figlio" dicono, "noi lo possiamo aiutare, sappiamo cosa fare, vieni portiamolo dentro. Gli daremo un letto e un cuscino per riposare la sua testa matta". La bibbia della follia viene consultata  e le pagine sfogliate, "ah, ecco qui, uno schizofrenico, nientemeno!", dicono e le loro espressioni diventano gravi come appaiono su quella Bibbia e spiegano alla madre, al padre, e sua sorella: "Questa è una malattia grave che richiede farmaci, per fortuna abbiamo  una nuova pillola, quella che noi sappiamo essere perfetta per lui. 
"Serdolect è il suo nome", dicono con un sorriso rassicurante. 
Serdolect è speciale - solo che loro dimenticano di dire perché - , è stato un farmaco bandito dalla produzione, ha ucciso, ha provocato attacchi di cuore, non una buona cosa, almeno sulla carta. Ma il denaro rende ciechi, i soldi fanno dimenticare, i soldi promuovono l'avidità e l'etica va a qual paese.

Otto anni passano e poi Serdolect fa il suo "debutto", "la nuova pillola sul blocco di partenza" dicono, tutti si pavoneggiano con orgoglio per questa buona pillola, "è così speciale", dicono, che solo gli psichiatri sono autorizzati a prescriverla , e come un servizio extra ci sarà un monitoraggio del cuore e tutti  meravigliati per tale buona offerta, non riescono a vedere il messaggio, il messaggio nascosto di morte potenziale.

La macchina dello stato sanzionato e condonato di morte ha schierato una nuova vittima nel mirino. E 'stato selezionato o dovremmo dire, Serdolected : "lui è un pazzo, un pazzo, un schizoide, chi se ne frega se muore fintanto che otteniamo i nostri soldi. Probabilmente è meglio morto, ma se siamo onesti, vogliamo che ingoino vivi le nostre pillole per il resto della loro vita, perché è lì che i nostri profitti diventano enormi. Siamo in  recessione? Non l'abbiamo notato, siamo immuni a questo genere di cose. Quando tutti gli altri soffrono nella morsa economica, noi continuiamo a sorridere perché il nostro esercito in bianco sta compiendo la nostra profezia onnisciente e stanno riempiendo le bar.. ehm, scusate... le casse con i soldi. Così alcuni muoiono, muoiono sulla strada, una perdita economica per noi, ma non importa: per il resto ci assicuriamo che moriranno, ma non completamente. Li abbiamo appena  derubati della loro anima, la loro essenza, li facciamo diventre zombie, morti viventi che  diranno al mondo che sono così perché soffrono di una grave malattia e noi abbiamo la cura. Altre pillole, diciamo, costano un bel po ', ma sono davvero di aiuto, soprattutto quelle nuove, la seconda generazione, che le rende molto migliori di quelle vecchie, quelle vecchie che, tra l'altro, non hanno più brevetti, e costano un centesimo a pillola, che come potete apprezzare non è vantaggioso per noi. Ma la nostra seconda generazione di pillole, oh siamo così orgogliosi che abbiamo sbirciato nella nostra Bibbia, il nostro libro sacro della diagnosi e abbiamo creato queste pillole che costano un sacco, ma sono, lo ripetiamo,  molto, molto meglio! "

Non ci sono prove o segni per dimostrare che la schizofrenia esiste, che Pietro soffriva di questo cosiddetto squilibrio chimico del cervello, e dal momento che la psichiatria non crede che la vita possa  giocare un ruolo nel dolore della psiche -  dopo tutto non ci sono soldi in questo - nessuno gli ha mai chiesto: "Pietro come possiamo  davvero aiutarti?" 

Credeva nel sistema, si fidava come tanti fanno. "Gli psicofarmaci  sono grandi, davvero funzionano!" L'ironia di tutto questo, l'orrore di tutto questo, perché era lui che è stato ucciso, lui che è stato assassinato, era lui l'unico che credeva veramente che questa era la cura la strada da percorrere, ma ora è morto.

Prendeva già un dosaggio massimo e ora aveva bisogno di altro, o almeno così ha detto, "è necessario aggiungere una nuova pillola, Zyprexa è il suo nome e aiuta davvero. Si, può fare ingrassare, vi darà il diabete e con l'altro farmaco potrebbe.. oops in realtà non lo sappiamo, non abbiamo studiato la combinazione dei due, ma ci basterà scrutare nella nostra sfera di cristallo e.. sì, questa è una combinazione perfetta per te. L'OMS e il Ministero della Salute raccomandano un solo antipsicotico alla volta, ma anche se non sei in pericolo per gli altri o per te stesso, pensiamo che hai bisogno di due tipi, quelli di seconda generazione, naturalmente, molto più denaro per le nostre casse.. oh caro, nel tuo caso, ora che sei morto, si scopre che eravamo noi il pericolo per te, non tu stesso - vabbè, non importa.


Dedicato a Roberto Melino, Francesco Mastrogiovanni, Giuseppe Casu e innumerevoli altri che non  ho citato.



Fonte: madinamerica.com

mercoledì 19 febbraio 2014

E la chiamano terapia

E' incredibile quanto agli psichiatri piaccia difendere le loro idee malsane anche contro ogni evidenza. 
Un caso eclatante è la cosiddetta terapia elettro-convulsiva o TEC che suona meglio rispetto al suo vero nome che aveva in origine : elettroshock. 
E' ormai evidente che la classe medica psichiatrica ignora e viola sistematicamente il primo principio Ippocratico di 'non nuocere al paziente'. Nessun 'trattamento' psichiatrico che si voglia chiamare così, che sia chimico o fisico fa eccezione alla regola generale di produrre danni a chi lo riceve, ma questo in particolare,  è l'ultimo baluardo rimasto di una serie di trattamenti inumani che hanno caratterizzato la  storia della psichiatria: vere e proprie torture inflitte a persone che disgraziatamente cadevano sotto le grinfie di questi aguzzini, che sarebbe un'eresia chiamarli medici nonostante si fregiassero di questo titolo. 

Fu verso la fine degli anni 30 che lo psichiatra Ugo Cerletti, osservando i maiali in un mattatoio che venivano resi docili da forti scosse elettriche alla testa pensò bene di usare lo stesso sistema per rendere calmi i pazienti psichiatrici troppo agitati. Il 15 aprile 1938 Cerletti provò la sua invenzione sul primo essere umano, un paziente maniaco-depressivo. Dopo la prima scossa questi rimase talmente 'shoccato' che scongiurò il Cerletti di non ripetere l'applicazione pensando che sarebbe sicuramente morto. Naturalmente lo psichiatra, per il bene della scienza ripetè più volte le applicazioni e ancora oggi si parla di 'cicli' di applicazioni di TEC.  

Elettroshock sui bambini

Lauretta Bender era una psichiatra americana negli anni 50 che durante la sua brillante carriera ha somministrato la TEC a circa 500 bambini ed è stata uno degli psichiatri più onorati del suo tempo. Nel 1955 racconta di avere somministrato 20 trattamenti di TEC ad un bambino sotto i 3 anni, ricoverato nell'ospedale di Bellevue a New York. Ecco cosa scriveva:

E 'il parere di tutti gli osservatori in ospedale, nelle aule scolastiche, dei genitori e degli altri tutori che i bambini sono stati sempre un po' migliorati dal trattamento di shock, in quanto erano meno disturbati, meno eccitabili, meno ritirati e meno ansiosi. Erano meglio controllati, sembravano meglio integrati e più maturi ed erano maggiormente in grado di soddisfare le situazioni sociali in modo realistico. Erano più composti, più felici, e sono stati più in grado di accettare l'insegnamento o la psicoterapia di gruppo o individualmente.

Ok ma sentiamo cosa ne pensano invece le vittime di questo meraviglioso trattamento: 

Avevo sei anni [nel 1944]. Mia madre era stata rinchiusa in un ospedale psichiatrico poco prima che io nascessi. Una psichiatra al Bellevue Hospital di New York, il Dr. Lauretta Bender, aveva appena iniziato la sua serie infame di esperimenti con il trattamento TEC sui bambini, e aveva bisogno di più soggetti. Così fui diagnosticato come "schizofrenico infantile," strappato dai miei genitori adottivi, e mi furono somministrati 20 trattamenti d'urto ....in 18 dei quali venni trascinato lungo il corridoio gridando, con un fazzoletto farcito in bocca in modo da non mordermi la lingua. Mi sono svegliato [dopo il trattamento d'urto] senza sapere dove ero, o chi ero, ma la sensazione era come se avessi subito l'esperienza della morte. Dopo quattro mesi di questo calvario tornai finalmente alla mia casa adottiva. Il trattamento di shock mi aveva cambiato: da  ragazzino timido che amava sedersi in un angolo e leggere ero diventato un bambino terrorizzato che voleva aggrapparsi solo alla sua madre adottiva e piangere. Non riuscivo a ricordare i miei insegnanti. Non riuscivo a ricordare il ragazzino che mi era stato detto fosse il mio migliore amico. Non riuscivo nemmeno a trovare la mia strada intorno al mio quartiere. L'assistente sociale che mi visitava ogni mese disse ai miei genitori adottivi che la mia perdita di memoria era un sintomo della mia malattia mentale. Pochi mesi dopo, fui spedito in un ospedale statale a trascorrere i successivi 10 anni della mia vita.
Questa cosidetta terapia è appannaggio di alcuni sadici isolati, qualche scienziato pazzo che ama praticarla di nascosto? No, la psichiatra che mi ha fatto questo a me e diverse centinaia di altri bambini è ancora una leader nel suo campo, con molti articoli pubblicati su riviste psichiatriche prestigiose, lei riceve ancora uno stipendio dal Dipartimento di Igiene Mentale dello Stato di New York. E non una sola voce è mai stata sollevata all'interno dell'intera professione psichiatrica per protestare contro quello che aveva fatto. (Ted)

Ted non è stato il solo che si è lamentato del trattamento ricevuto. Nonostante che la zelante psichiatra Bender pubblicasse articoli entusiasti, una analisi più approfndita su diversi bambini 'shoccati' ha rivelato che questo trattamento li rendeva sicuramente peggiori di quanto già non fossero. Uno di loro a 9 anni finì pure per tentare il suicidio, disse che "aveva paura di morire e voleva farla finita in fretta". La maggioranza diventarono violenti e furiosi cronici. 

Ma vediamo più da vicino come funziona questa meravigliosa elettro-terapia: 

La scienza  
L' Elettroshock viene definito dagli psichiatri come terapia elettroconvulsiva o ECT (TEC in italiano) perché comporta la produzione di forti convulsioni, simili ad un attacco epilettico, applicando fino a 600 volt di tensione elettrica sulle tempie e facendo attraversare alla corrente il cervello per quattro secondi. Prima dell'applicazione, ai soggetti vengono somministrati anestetici e farmaci per paralizzare i muscoli, per sopprimere la paura e il dolore e per ridurre il numero di ossa rotte - soprattutto nella spina dorsale, un evento comune, prima quando non venivano utilizzati tali farmaci.
La convulsione indotta di solito dura 30-60 secondi, può produrre complicazioni pericolose per la vita, come l'apnea e l'arresto cardiaco. La convulsione è seguita da alcuni minuti di incoscienza. L'Elettroshock è generalmente somministrato in ospedali attrezzati per gestire le situazioni di emergenza, compresa la morte, che si possono sviluppare durante o subito dopo la scossa.
 
Danni cerebrali
I medici, così come le imprese di costruzioni, fanno del loro meglio per impedire alla gente di essere ferita da scosse elettriche. Alle persone sono somministrati farmaci anticonvulsivanti per prevenire crisi epilettiche, perché sono note per danneggiare il cervello.
Il cervello funziona naturalmente in millivolt di elettricità. Con l'ECT, tuttavia, si applicano scossoni al cervello con una media di 150-400 volt di elettricità. L'ECT induce un attacco epilettico ed è ovvio che l'elettroshock provoca danni al cervello.
Il professor Peter Sterling dell' università di neuroscienze della Pennsylvania   si esprime così in una testimonianza nel corso di un'audizione nel 2001 sull' ECT al comitato permanente di New York dell'Assemblea sulla salute mentale, ritardo mentale e disabilità dello sviluppo:
"L' ECT indiscutibilmente danneggia il cervello. Il danno è dovuto ad una varietà di meccanismi noti:
1) L'ECT è stato progettato per evocare una forte crisi epilettica che coinvolge una massiccia eccitazione dei neuroni corticali che provocano anche l'eccitazione di strutture cerebrali inferiori. La crisi provoca un aumento acuto della pressione sanguigna nella gamma ipertensiva, e questo provoca spesso piccole emorragie nel cervello. Ovunque si verifica una emorragia nel cervello, le cellule nervose muoiono - e queste cellule non vengono sostituite.
2) L'ECT rompe la 'barriera emato-encefalica.' Questa barriera impedisce normalmente a molte sostanze nel sangue di raggiungere il cervello. Questo protegge il cervello, che è il nostro organo più chimicamente sensibile, da una varietà di potenziali infortuni. Quando questa barriera viene violata, le cellule nervose sono esposte a danni e possono anche morire. La rottura di questa barriera porta anche un 'edema' (gonfiore), che, poiché il cervello è racchiuso dal cranio rigido, porta all'arresto locale di afflusso di sangue, anossia [mancanza di ossigeno], e morte dei neuroni.
3) L'ECT provoca nei neuroni il rilascio grandi quantità di un neurotrasmettitore, il glutammato. Questo prodotto chimico eccita ulteriormente l'attività neuronale che rilascia ancora più glutammato, portando a 'eccito-tossicità' (letteralmente i neuroni muoiono a causa di iperattività). Tale eccito-tossicità è stata riconosciuta relativamente di recente ed è ora un importante argomento di ricerca. E 'nota per accompagnare le crisi e più  applicazioni ripetute di ECT possono avere un contributo significativo all'accumulo di danni cerebrali.
 "
La linea di fondo è che l'ECT "funziona" nella misura in cui danneggia e disabilita il cervello. 
Perdita di memoria
La perdita della memoria è un fattore chiave che indica l'esistenza di un danno cerebrale. E 'altamente significativo, poi, che l'industria dell'elettroshock tenta di negare o minimizzare la perdita di memoria elettroshock-indotta.
Nel 2001, il leader ricercatore e sostenitore dell'ECT, lo psicologo Harold Sackeim ha ammesso in un editoriale del "The Journal of ECT" che "virtualmente tutti i pazienti avvertono un certo grado di persistente e, probabilmente, amnesia retrograda permanente". Anche i più ardenti sostenitori dell'elettroshock "esperti" ora ammettono la perdita di memoria.
Più di recente, Sackeim ed i suoi colleghi hanno pubblicato i risultati di un importante studio nel numero di gennaio 2007 della Neuropsicofarmacologia. Essi hanno riconosciuto che l'elettroshock può causare amnesia permanente e deficit permanenti nelle capacità cognitive, che influiscono sulla capacità di funzionare: "Questo studio fornisce la prima prova in un grande futuro campione che gli effetti cognitivi negativi possono persistere per un lungo periodo, e che caratterizzano il trattamento di routine con ECT in contesti comunitari."
 
Morte
Il risultato peggiore dell'elettroshock è la morte. Leonard Frank ha fornito una delle migliori sintesi dei dati esistenti sulla morte elettroshock-indotta, mostrando che le stime variano ampiamente. La  giornalista Sandra Boodman fornisce un po 'di prospettiva:
Secondo l'APA (Associazione Psichiatrica Americana) in una  relazione del 1990, uno in 10.000 pazienti muore a causa della moderna ECT. Questo dato deriva da uno studio di morti entro 24 ore dalla ECT riferito ai funzionari della California tra il 1977 e il 1983. Ma le statistiche più recenti indicano che il tasso di mortalità può essere più alto.
I funzionari del Dipartimento del Texas di Salute Mentale e Ritardo Mentale riportano che tra il 1 Giugno 1993 e 1 settembre 1996, hanno ricevuto segnalazioni di 21 morti tra i circa 2.000 pazienti.
In uno studio è emerso che uno su 95 pazienti erano morti entro 14 giorni dall'applicazione di ECT. Un altro studio  riporta i risultati sul trattamento di 65 pazienti anziani depressi di 80 anni di età o più Un anno dopo il trattamento, gli autori hanno trovato 10 decessi  tra i 37 pazienti che hanno subito l'ECT e 1 decesso tra i 28 pazienti che non lo hanno subito.
 
Efficacia
Oltre al fatto che elettroshock viola direttamente il primo giuramento di Ippocrate di non nuocere non è stato nemmeno dimostrato che fornisce un beneficio a breve termine. Sono stati fatti studi prospettici, randomizzati, controllati con placebo confrontando l'amministrazione di veri ECT rispetto a farre finta in condizioni di doppio cieco. Nella finzione dell' ECT, i pazienti ricevono un anestetico generale, sono collegati alla macchina ECT, il pulsante viene premuto, ma nessuna corrente viene generata. Come riporta lapsichiatra Colin Ross nella sua recensione della letteratura, questo finto elettroshock (anestesia, ma non l'elettroshock) ha gli stessi risultati a breve termine, come il vero elettroshock, e non vi è alcuna prova che fornisce un effetto benefico duraturo. Molti studi non sono riusciti a trovare una differenza neanche durante il trattamento. 

Si dice che questa 'terapia' sia molto efficace nella depressione più resistente, quella che non passa nemmeno con i farmaci più potenti. Quando qualcuno in tali condizioni tenta il suicidio, e a causa di ciò va in coma o subisce un grosso trauma, solitamente quando il peggio è passato la sua depressione è magicamente sparita e sta bene per un po di tempo. Questo allora significa necessariamente che per far passare una depressione occorre massacrare di botte il paziente? Questa è l'idea che probabilmente ha spinto gli psichiatri quando usavano per esempio portare vicino alla morte i loro pazienti attraverso il coma insulinico, ed è più o meno lo stesso principio ad essere applicato per quanto riguarda la TEC: a riempire di botte il bambino troppo vivace sicuramente si calma. A volte una tv guasta riprende a funzionare se viene percossa. Ma questo significa che tale violenza sia la cosa corretta da fare?  
Cosa rimane della  umana pietà in questi individui col camice bianco? 
Possibile che non capiscano il male che provocano?
E pensare che dicono di farlo per il bene del paziente!
E' il momento di abolire questa pratica assurda. Non è cosa degna di un paese che si voglia chiamare civile.  

Rcuperamente


Il fatto che abbiamo bisogno di argomenti contro l'elettroshock ai bambini dimostra quanto la nostra società assurda e crudele è vicina a completare il proprio collasso.
Sharon 

Tutti coloro che sono sopravvissuti a questa atrocità devono alzarsi e raccontare le loro storie con la forza e la chiarezza della verità. 
Dorothy

La psichiatria è una dannato spettacolo dell'orrore, non un trattamento o un aiuto o qualcosa di simile.
Copycat

E' così triste che questo deve ancora essere discusso. Ti fa chiedere se molti psichiatri siano veramente crudeli e sadici.
Madincanada

Solo psichiatri e medici nazisti potevano usare strumenti di tortura e chiamarli "trattamento!"
Stephen

Ciò che è affermato  essere il miglior trattamento di salute mentale è spesso indistinguibile dalla punizione.
Joe

Fonte delle citazioni : Madinamerica.com