Recupero

Guarire dalla malattia mentale si può? Come si può 'guarire' da se stessi?

Ma la malattia mentale esiste? Si può definire malattia un carattere, una diversa attitudine, un'emozione intensa? Purtroppo secondo la psichiatria organicista, la malattia mentale esiste ed è inguaribile, tuttavia curabile necessariamente con i farmaci, anche se non è mai stato dimostrato alcuno squilibrio chimico alla fonte né che gli psicofarmaci curino qualcosa. Numerose esperienze di 'sopravvissuti' e indagini indipendenti dimostrano invece l'esistenza di una 'trappola farmacologica' molto subdola che, lungi dal 'guarire', favorisce il mantenimento o la cronicizzazione della supposta malattia.
Questo spazio vuole dare la possibilità ai cosiddetti malati mentali di conoscere le reali implicazioni dei farmaci , di cui spesso ne abusano, di riflettere sulla propria condizione, di acquisire nuove conoscenze diventando capaci di riprendersi il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Si potrà 'guarire' soltanto quando ci allontaneremo dal nostro punto di vista limitato per abbracciare il problema nella sua globalità, con un approccio di tipo olistico.

Attenzione: È potenzialmente pericoloso dismettere psicofarmaci senza un'attenta pianificazione. È importante essere bene istruiti prima di intraprendere qualsiasi tipo di interruzione di farmaci. Se il vostro psichiatra accetta di aiutarvi a farlo, non date per scontato che sappia come farlo al meglio, anche se dice di avere esperienza. Gli psichiatri non sono generalmente addestrati sulla sospensione e non possono sapere come riconoscere i problemi di astinenza. Numerosi problemi di astinenza sono mal diagnosticati come problemi psichiatrici. Questo è il motivo per cui è bene educare se stessi e trovare un medico che sia disposto ad imparare con voi. In realtà tutti i medici dovrebbero essere sempre disposti a fare questo ai loro pazienti che lo desiderano.

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mercoledì 4 aprile 2018

Come chiamare correttamente gli psicofarmaci

Questo articolo di Peter Breggin, lo dedico a tutti quelli che considerano gli psicofarmaci 'inevitabili' per il benessere mentale. Come può essere di beneficio un veleno, una neurotossina? 
Mi si risponderà che anche un potente battericida può essere tossico per il corpo umano, pur essendo impiegato come salvavita. Questa è una scusa ridicola in quanto nella psichiatria non si usano le neurotossine soltanto 'al bisogno' ma vengono addirittura iniettate in modalità 'depot' a lento rilascio e per una durata indefinita del 'trattamento'. Quale trattamento di emergenza in medicina è fornito per tutta la vita?  
Nella medicina allopatica si usano anche 'trattamenti' vita natural durante ma questi servono a sopperire a funzioni biologiche che nel corpo sono compromesse. Un esempio classico è il diabete di tipo 1 ove il pancreas non riesce più a produrre una sostanza vitale come l'insulina, che dovrà allora essere fornita dall'esterno e per tutta la vita. 
Al contrario, nelle cosiddette malattie mentali non esistono prove di alterazioni biologiche tali da giustificare l'uso continuativo di neurotossine. Ma anche se fossero individuate delle carenze, nessun farmaco psichiatrico scoperto fin'ora sarà in grado di correggere tali carenze. 
Nel caso della malattia chiamata pellagra ad esempio, sappiamo che vi è una carenza di vitamina B3. Ha molto più senso correggere tale carenza attraverso l'apporto di tale vitamina anche per tutta la vita se necessario. Questa era la cura per la schizofrenia del noto psichiatra canadese Abram Hoffer. 

Oggi le neurotossine vengono impiegate per la stabilizzazione dei pazienti psichiatrici  a vita. Ho già parlato ampiamente del litio in passato, forse la più tossica delle neurotossine. Esiste ancora qualcuno che crede, magari perché il suo  psichiatra  gliel'ha detto, che il litio serve a riequilibrare una  carenza nel cervello di tale sale metallico. In altri termini, chi ha il cosiddetto disturbo bipolare di tipo I necessiterebbe di litio perché risulterebbe carente di questa sostanza. Sarebbe allora come per esempio affermare che  si è ansiosi perché manca l'alcool nell'organismo, dato che questa sostanza di abuso ha effetti positivi sull'ansia. E' lo stesso tipo di ragionamento.
La cosa peggiore è che la gente  crede a simili assurdità  e cade nella trappola senza uscita dell'intossicazione cronica da litio. Ma tanto lo sappiamo già, meglio avere i reni distrutti, la tiroide compromessa, e chissà quante altre magagne causate da anni  di litio a dosaggi tossici piuttosto che tornare preda della terribile malattia mentale. 
Queste persone ignorano dei fatti importanti: per prima cosa si può avere lunga stabilità senza bisogno di litio o altri veleni come dimostrano le esperienze di tanti 'maniaco-depressi' in remissione. In secondo luogo, sarebbe proprio l'improvvisa alterazione della concentrazione ematica del litio a causare i problemi tanto temuti delle ricadute. Chi prova a dire a queste persone che starebbero ugualmente stabili senza litio, solo osservando alcune regole  per migliorare uno stile di vita malsano? Purtroppo spesso la gente preferisce la morte  piuttosto che abbandonare le proprie abitudini nocive. 



Come dobbiamo veramente chiamare gli psicofarmaci?
Di Peter Breggin, MD 
17 gennaio 2018

V'è un unico termine scientifico che descrive più adeguatamente i farmaci psichiatrici. Non molto tempo fa, l'ho usato in tribunale in diverse occasioni durante la mia testimonianza per spiegare perché gli psicofarmaci possono avere effetti disastrosi sul cervello, la mente, e il comportamento.

Il mio uso di questo  termine ha fatto arrabbiare gli esperti dall'altra parte che hanno dichiarato: “se si cerca nella letteratura scientifica, solo il Dr. Breggin usa questa parola per descrivere gli psicofarmaci.” In effetti, c'è una lunga tradizione dell'uso di tale termine che è stato in gran parte escluso dalla letteratura ufficiale psichiatrica ma rimane vivo nella ricerca e, a volte compare nella letteratura clinica.

La parola  che esorto tutti a iniziare a utilizzare in maniera regolare, è neurotossina. Il termine “neurotossina”  scardina i miei colleghi, perché è un vero descrittore per ogni prodotto chimico psichiatrico e perché apre la porta ad un'analisi onesta di come questi veleni abbiano un impatto sul cervello umano e la vita mentale.

Che cosa è una neurotossina?
Una tossina è “un qualsiasi veleno immesso nell'organismo.” Una neuro tossina è “una sostanza che altera la struttura o la funzione del sistema nervoso .” Un  definizione alternativa a neurotossina è “una sostanza velenosa che agisce sul sistema nervoso e disturba la normale funzione delle cellule nervose.” Dal punto di vista medico, una neurotossina è "una qualunque tossina che agisce specificamente sul tessuto nervoso." 

Non v'è alcun modo razionale per argomentare contro l' introduzione di sostanze chimiche psichiatriche nella categoria delle neurotossine. Tutte le sostanze psichiatriche alterano “la struttura o le funzioni del sistema nervoso” e perturbano “la normale funzione delle cellule nervose.” Tutte agiscono “specificamente sul tessuto nervoso.”

In che modo le aziende farmaceutiche cercano di creare neurotossine  psichiatriche?
Le compagnie farmaceutiche sperimentano i loro futuri prodotti per interrompere e alterare le funzioni del cervello su animali normali prima di iniziare a testarli sugli esseri umani. Quando un potenziale farmaco psichiatrico non riesce ad alterare, distruggere o compromettere la funzione normale nel cervello dei mammiferi, le case farmaceutiche lo scartano come inutile per un trattamento psichiatrico.

Il Prozac, per esempio, è il risultato di una intensa ricerca  per ottenere una sostanza chimica che avrebbe potuto interferire con il normale funzionamento della neurotrasmissione della serotonina  nel cervello animale e umano. Allo stesso modo, non è un caso che tutti i farmaci antipsicotici interrompono la neurotrasmissione della dopamina  nel cervello animale e  umano.

L'obiettivo biochimico di tutti i farmaci psichiatrici è l'interruzione della normale neurotrasmissione nel cervello. I primi grandi ricercatori psichiatrici, Delay e Deniker, lo sapevano e discussero apertamente gli effetti neurotossici dei farmaci che  iniziarono la rivoluzione in psichiatria nel 1950, tra cui la Torazina (clorpromazina) e l' Haldol (aloperidolo).



Negare la  neurotossicità
Il problema per la psichiatria moderna è che l'uso di questa terrificante parola , neurotossina, almeno annulla l'ipotesi ingenua o fraudolenta che i farmaci psichiatrici sono relativamente sicuri e che fanno più bene che male. Accettare che tutti i farmaci psichiatrici sono neurotossine rende ridicole tutte le affermazioni del tipo: “correggono gli squilibri biochimici”, “migliorano i neurotrasmettitori” o “curano le malattie.” Quando si assume una neurotossina in dosi sufficienti per cambiare in modo osservabile vita mentale umana e il comportamento, c'è poca o nessuna possibilità che i benefici siano superiori ai rischi, anche nel breve periodo, e vi è  una quasi certezza di un certo grado di danno persistente dopo mesi e anni di esposizione.

Chiamando  neurotossine gli psicofarmaci, facciamo chiarezza sul fatto che essi non sono intrinsecamente terapeutici e che i loro effetti probabilmente sono il risultato del danno delle funzioni cerebrali. Sulla base di quello che sappiamo sulle neurotossine in generale, dal gas nervino ai farmaci antipsicotici, chiamarli neurotossine dovrebbe, almeno, farci riflettere sulle potenziali catastrofi tossiche e  sugli effetti negativi irreversibili quasi inevitabili a lungo termine.

Quanto sono tossici gli psicofarmaci?
Una breve lettura di qualsiasi documento di approvazione della FDA  contenente informazioni prescrittive complete per qualsiasi psicofarmaco confermerà che produce una vasta gamma di impatti neurotossici gravi. I presunti benefici dei farmaci sono difficili da dimostrare scientificamente, e sono più che mediocri; ma i loro effetti neurotossici sono indiscutibili e troppo spesso letali.

Per ogni antidepressivo che L'FDA ha approvato, l'informativa completa contiene il seguente avviso, in questo caso, dalla versione 2017 del Lexapro :

"Tutti i pazienti trattati con antidepressivi per qualsiasi indicazione devono essere controllati in maniera appropriata e strettamente monitorati per il rischio di un  peggioramento clinico, per comportamento suicida, e inusuali cambiamenti nel comportamento, specialmente durante i primi mesi di terapia farmacologica, o in momenti di cambiamenti di dose, in aumento o diminuzione.

I seguenti sintomi: ansia, agitazione, attacchi di panico, insonnia, irritabilità, ostilità, aggressività, impulsività, acatisia (irrequietezza psicomotoria), ipomania e mania, sono stati riportati in pazienti adulti e pediatrici in trattamento con antidepressivi per il disturbo depressivo maggiore e come per altre indicazioni, sia psichiatriche e non psichiatriche."

Ricordando che anche i pazienti “psichiatrici” possono essere afflitti da questi effetti potenzialmente tragici, la FDA rende chiaro che il farmaco, e non disturbo mentale del paziente, è la causa di queste reazioni. Solo una potente neurotossina potrebbe avere un impatto così devastante sul cervello, la mente e il comportamento.

La descrizione degli effetti degli antidepressivi assomiglia notevolmente a una discussione generale sulle “Manifestazioni comportamentali di neurotossicità delle neurotossine psichiatriche”: 


"La neurotossicità è l'interruzione del sistema nervoso derivante dall'esposizione alle tossine ambientali. Manifestazioni tipiche includono cambiamenti nella funzione cognitiva e lo sviluppo di disturbi della memoria neurodegenerativa, cambiamenti nella funzione neurologica,umore / disturbi psichiatrici. ... cambiamenti di umore che si vedono spesso in misura diversa nella neurotossicità includono aumento di ansia, depressione, irritabilità, impulsività, e psicosi." 

Come ogni potente neurotossina, gli antidepressivi possono causare crisi neurotossiche estreme. La maggior parte dei farmaci antidepressivi causano una sindrome serotoninergica che sconvolge così tanto il cervello che molti pazienti trattati moriranno. L'FDA ha approvato informazioni prescrittive complete per il Lexapro che descrive questa crisi neurotossica insieme con i suoi effetti tossici più generali:

"I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere cambiamenti di stato mentale (ad esempio, agitazione, allucinazioni, delirio e coma), instabilità autonomica (ad esempio, tachicardia, labile pressione sanguigna, vertigini, sudorazione, vampate di calore, ipertermia), sintomi neuromuscolari (ad esempio, tremore, rigidità, mioclono, iperreflessia, incoordinazione) convulsioni e / o sintomi gastrointestinali (ad esempio, nausea, vomito, diarrea). I pazienti devono essere monitorati per la comparsa di sindrome serotoninergica."

Tutti i farmaci psichiatrici hanno la propria litania di effetti neurotossici gravi e tutti mostrano le proprie manifestazioni di estrema neurotossicità, come la sindrome serotoninergica, sindrome neurolettica maligna, encefalopatia da litio, depressione del sistema nervoso centrale indotta da benzodiazepine, o neurotossicità da stimolanti.

Le compagnie farmaceutiche lottano con forza per manipolare le loro sperimentazioni cliniche per dimostrare degli “effetti terapeutici”, anche marginali per i loro farmaci. Eppure, nonostante i loro sforzi per attrezzare le loro prove e  manipolare i loro risultati, in ogni studio clinico gli effetti neurotossici sono prevalentemente più evidenti e coerenti rispetto a qualsiasi presunto effetto benefico. I prodotti chimici psichiatrici sono noti come neurotossine con presunti effetti benefici terapeutici.

Allo stesso modo, quando si parla degli effetti nocivi delle sostanze chimiche psichiatriche, è il momento di lasciar andare termini eufemistici come effetti collaterali, effetti avversi, o eventi avversi. Abbiamo bisogno di parlare di effetti neurotossici.

E come dovremmo chiamare la cosiddetta “utilità” o gli “effetti terapeutici”? Potrebbero essere chiamati “effetti neurotossici ricercati.” Questi includono una miriade di segni di neurotossicità, come ad esempio l'euforia lieve o, molto più comunemente, la sedazione, il torpore emotivo, l'apatia, la depersonalizzazione, o l'indifferenza verso se stessi e gli altri.

Panoramica
Tutte le droghe psicoattive, tutti i farmaci che colpiscono il cervello e la mente-hanno effetti neurotossici di intensità variabile. Tutti raggiungono il loro effetto ricercato alterando le funzioni cerebrali superiori, spesso attenuando  o paralizzando la capacità di sentire. Le neurotossine psichiatriche sono particolarmente dannose perché le aziende farmaceutiche  le sviluppano indirizzandole verso i principali sistemi di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina, a volte bloccando le loro funzioni e, talvolta, rendendole iperattive, e in tutti i casi gravemente anomale.

Sia che la gente prenda neurotossine di strada, come l'LSD o la metamfetamina, o neurotossine sociali come marijuana e alcool, o neurotossine prescritte quali i prodotti chimici psichiatrici, tutte le neurotossine compromettono la capacità degli individui di percepire o di comprendere il grado di disfunzione mentale ed emotiva che i farmaci stanno infliggendo su di loro (vedi “farmaco affascinante ”). Questo è il motivo per cui molte persone continuano a prendere sostanze chimiche nocive, tra cui neurotossine psichiatriche, anche se la qualità della loro vita diventa sempre più compromessa. Essi perdono il contatto con il reale stato del loro funzionamento emotivo e mentale. Amici e familiari in difficoltà spesso cercano di dire a queste vittime che stanno peggiorando, spesso senza alcun risultato.

Principi di neurotossicità
Sulla base della esperienza clinica e le informazioni pubblicate nei miei  libri e articoli, riporto qui la formulazione di alcuni principi fondamentali di neurotossicità. Ogni principio si applica a tutte le neurotossine psichiatriche, tra cui i cosiddetti antipsicotici; stabilizzatori dell'umore; antidepressivi; tranquillanti, ansiolitici e farmaci per l'ADHD:

La gravità e la frequenza del danno neurotossico a lungo termine tende ad aumentare con l'esposizione a dosi più elevate.
Le reazioni neurotossiche acute possono verificarsi in qualsiasi momento, e possono assumere forme caratteristiche per la classe chimica della neurotossina, come sindrome neurolettica maligna, sindrome serotoninergica, psicosi anfetaminica, encefalopatia da litio, e coma sedativo. In Tutte le crisi neurotossiche acute si dovrebbe sospettare che  provochino danni durevoli, salvo prova contraria. L'evidenza indica che tutti possono causare lesioni permanenti al cervello e la mente.
I neuroni, tra tutte le cellule del cervello e del corpo, sono particolarmente sensibili o vulnerabili alle tossine ambientali, come psicofarmaci, monossido di carbonio e piombo.
I neuroni, rispetto ad altre cellule del cervello e il corpo, hanno poco poteri rigenerativo o di recupero, e prendono più tempo per recuperare da un infortunio.

I neuroni, più di qualsiasi altre cellule del corpo, esistono in relazioni infinitamente complesse e sottili l'uno con l'altro, in modo che anche menomazioni sottili di un insieme di neuroni o un sistema di neurotrasmettitori è destinato ad influenzare negativamente gli altri. (I rapporti tra i neuroni sono probabilmente più complessi di qualsiasi altra relazione nell'universo. Devono essere così complessi da generare e / o esprimere tutte le notevoli qualità della vita umana, tra cui pensiero, sentimento, espressione e creatività.)
Le esioni e la morte dei neuroni influisce negativamente quelli che li circondano e può portare anche alla loro disfunzione e morte.
La neurogenesi (la crescita di nuovi neuroni) si verifica, ma non è un indicatore che la neurotossina psichiatrica sta migliorando la funzione del cervello. Al contrario, la neurogenesi è di solito una risposta ad e un marcatore per infortunio, come l'ictus, lesioni cerebrali traumatiche, ECT, o aggressione tossica. Inoltre, i neuroni che muoiono sono facilmente confusi nel loro aspetto con i neuroni appena creati.

Poiché il cervello è un organo integrato, la neurotossicità raramente  colpisce solo un'area discreta del cervello, la neurotossicità avrà  effetti negativi generalizzati sulle varie funzioni mentali come la regolazione emotiva e la cognizione, e sulle funzioni fisiche, come la sensazione e il controllo motorio e il coordinamento. La neurotossicità raramente produce effetti discreti, come ad esempio una paralisi o un ictus limitato a un lato del corpo o la cecità in un occhio. Invece, danneggerà la funzione generale del cervello, la mente e il comportamento dell'individuo, spesso in modo appena percettibile, come un leggero piattezza emotiva o la mancanza di impegno con gli altri e con la vita, a causa della variazione individuale e le circostanze complesse che tipicamente circondano la somministrazione di neurotossine psichiatricche.

Ancora una volta, questa varietà o spettro di effetti neurotossici è suggerito nelle informazioni prescrittive approvate  dalla FDA, complete per qualsiasi psicofarmaco. Inoltre, il vero grado di pericolosità della neurotossina psichiatrica supera sempre di gran lunga la matrice che trova la sua strada nelle informazioni prescrittive complete. Gli effetti neurotossici descritti nelle informazioni prescrittive complete sono il risultato dei  vigorosi negoziati delle compagnie farmaceutiche con una FDA, fin troppo acquiescente e inefficace.

E 'tempo di ripulire il pasticcio fuorviante delle parole in psichiatria. Dobbiamo respingere il concetto di farmaci psichiatrici e sostituirlo con neurotossine psichiatriche. Siamo in grado di smettere di parlare di effetti collaterali o effetti negativi e affrontare direttamente effetti neurotossici. Gli effetti terapeutici o benefici devono essere sostituiti con ricercati effetti neurotossici, tra cui euforia, ottundimento emotivo, apatia e indifferenza per la propria sofferenza. L'impatto di questo colloquio diretto sarà tonificante e un chiarimento per tutti coloro che desiderano conoscere, parlare e scrivere la verità su ciò che la psichiatria e le case farmaceutiche stanno davvero spingendo sulla società: un'epidemia di neurotossicità.

Fonte: madinamerica.com

lunedì 1 gennaio 2018

Tre cose da sapere sui quei veleni chiamati psicofarmaci

Come è stato dimostrato per esempio da Robert Whitaker, Peter Breggin, Peter Gøtzsche e altri ricercatori indipendenti, esiste un problema grave che riguarda i farmaci psichiatrici. Come dice Gøtzsche era  meglio se non fossero mai stati inventati in primo luogo. Purtroppo non solo vengono usati e prescritti in quantitativi impressionanti, ma oramai si è formata una cultura medica che coinvolge i professionisti della salute mentale per primi, i quali  considerano queste tossine come la cosa più ovvia e indispensabile da usare anche con la forza se necessario per combattere e debellare i sintomi della temibile malattia mentale.  Così si perde di vista, relegandolo come secondario (integrativo) o perfino  obsoleto tutto un patrimonio di approcci olistici che contrariamente ai farmaci puntano alla ricerca e la cura delle vere cause, che siano psicologiche, organiche, relazionali o un mix di queste. La psichiatria, anche se ammette la propria completa ignoranza sulle vere cause delle 'malattie' inserite nel suo DSM (Manuale Statistico Diagnostico dei disturbi mentali) non esita a proporre soluzioni chimiche come se tutto il processo che porta alla fantomatica 'malattia' fosse ormai ben noto. 

Quindi se si ipotizza che ad esempio la depressione organica dipende da una carenza di uno tra i tanti neurotrasmettitori come la serotonina, qualunque stato depressivo è soggetto ad essere 'curato' con farmaci che in teoria dovrebbero  agire sul meccanismo di gestione della serotonina per averne di più in circolo. Ovvero producono un'anomalia chimica rispetto al funzionamento 'normale' del cervello.

Ne consegue che se sono triste per i fatti miei, perché mi è morto il gatto o cose più gravi non importa, posso sempre ristabilire artificialmente la mia felicità senza bisogno di sforzarmi per capire o chiedermi cosa faccio di sbagliato nella mia vita.

Ma questo a mio modesto parere non è  curarsi questo è drogarsi! Con la sola differenza che questa droga è legale e la compro in farmacia anziché da un pusher per la strada. Anzi forse una droga di strada la si conosce meglio per sapere come uscire dalla dipendenza o mitigare le crisi di astinenza rispetto agli psicofarmaci che come si diceva sono neurotossine a tutti gli effetti. 

Con questo non voglio dire che è consigliabile assumere sostanze illecite  per 'guarire' da un disagio mentale, anzi, direi che alla fine è la stessa cosa. 

Semmai la domanda che ci dovrebbe fare prima di tutto è perché così tante persone oggi devono ricorrere alle sostanze lecite o illecite per mitigare, occultare o tacitare il proprio disagio esistenziale. Perchè vi è la necessità di sballarsi per evadere da una realtà che opprime, piuttosto che chiedersi come si potrebbe migliorare questa realtà. Non so se è soltanto una mia sensazione ma sembra che più la scienza e la tecnologia progrediscono, più ci si allontana  dalla salute psicofisica.

Le nostre difese biologiche frutto di millenni di lento adattamento non riescono a tenere il passo allo scempio ambientale, all'avvelenamento sistematico dei cibi industriali, dall'aria che respiriamo e dell'acqua che beviamo. Pertanto, dopo questa continua esposizione a tossine, non soddisfatti ci intossichiamo ulteriormente quando si sta male, tramite farmaci che lungi dal combattere la vera causa del malessere, tolgono la connessione utile con il nostro corpo per guarire veramente. 

Molta gente sente sempre di più il bisogno di trovare un modo di curarsi che sia veramente efficace, ma spesso si sente dire che la tale disciplina, stile di vita, approccio non farmacologico  non funziona: "ho provato tutti i rimedi alternativi ma nessuna cosa ha funzionato per me". Questo è ovvio perché ci si aspetta quel risultato immediato che solo i farmaci (le droghe) possono dare, sempre quando va bene, quindi si tende a smettere molto presto. 

Chi desidera intraprendere un percorso olistico verso la guarigione deve necessariamente tenere conto di questo. Senza impegno e senza metterci il tempo che ci vuole non si può guarire; gli psicofarmaci hanno successo proprio perché ingoiare delle pillole non richiede alcuno sforzo, ma alla lunga il conto da pagare è salatissimo.



I tre fatti più importanti sui farmaci psichiatrici

Di Peter Breggin, MD

14 dicembre 2017

Qualche giorno fa, lo psicologo ed educatore Michael Corrigan è stato ospite al mio programma radiofonico e ha sollevato alcune domande su come comunicare con le persone riguardo agli psicofarmaci. In particolare, ha chiesto, "Quali sono le tre cose più importanti per chiunque da sapere sulle droghe psichiatriche?" Ecco la mia risposta:

1 - I farmaci psichiatrici sono neurotossine . Avvelenano il cervello, danneggiano le cellule cerebrali, causando gravi squilibri biochimici e potenziale caos biologico. Poiché le case farmaceutiche le progettano per attraversare la barriera emato-encefalica e per danneggiare specifici sistemi di neurotrasmettitori, ogni farmaco psichiatrico è una potente neurotossina. Non possono "aggiustare" gli squilibri biochimici perché non ci sono squilibri biochimici nel cervello di persone in difficoltà e sofferenti; e più specificamente perché sono fatti su misura in laboratorio per interrompere la funzione cerebrale e non per risolverla. Come neurotossine, sono dannose per il cervello con la prima dose. Possono causare danni tragici, come il suicidio e la violenza all'inizio del trattamento, e tendono a causare danni al cervello e apatia dopo un'esposizione più lunga.

2 - I farmaci psichiatrici “lavorano” per danneggiare il vostro cervello e la mente (principio cerebrale invalidante). Come ogni forma di lesione cerebrale, alcuni psicofarmaci possono causare temporanea euforia; ma tutti causano smarrimento emotivo e perdita di contatto con se stessi e gli altri. Fanno in modo che le persone si preoccupino meno delle loro vite e degli altri. Causano questi effetti infiltrandosi nell'intero cervello, diminuendo la funzione complessiva, inclusi i gangli super-sensibili della base, il sistema limbico, il lobo temporale e il lobo frontale.


3 - Le droghe psichiatriche nascondono i loro effetti dannosi (farmaci che affascinano). La maggior parte delle persone che usano alcol, marijuana, cocaina o narcotici sono gli ultimi a sapere quanto vengono danneggiati o danneggiano gli altri mentre sono "sotto la loro influenza". Alcune persone insistono che queste neurotossine sono utili quando il principale effetto a lungo termine consiste in una diminuzione della consapevolezza, sensibilità o sentimento. Lo stesso vale in particolare per i farmaci psichiatrici, perché le case farmaceutiche li adattano per colpire e interrompere i principali sistemi di neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina. Le persone che assumono psicofarmaci spesso sottovalutano il danno e sovrastimano qualsiasi effetto positivo. Questo è "incantesimo dei farmaci".

Questi tre principi di neurofarmacologia:  neurotossicità, effetti disabilitanti del cervello e incantesimo dei farmaci - sono il punto di partenza per capire come gli psicofarmaci influenzano effettivamente il cervello e la mente, e perché dovrebbero essere evitati, quando possibile.

A peggiorare il problema dell'esposizione agli psicofarmaci, tutti possono causare sintomi da astinenza. Alcuni sono palesamente avvincenti, come gli stimolanti dati ai bambini per "ADHD" e i tranquillanti dati per l'ansia e l'insonnia negli adulti. Altri farmaci che non creano dipendenza, come gli antidepressivi e i farmaci antipsicotici, possono causare tanta devastazione emotiva e sofferenza durante il ritiro, che le persone soffrono molto quando cercano di smettere di prenderli. Ridurre o arrestare i farmaci psichiatrici al di fuori di un ospedale deve essere fatto con cautela e attenzione con una supervisione clinica esperta e un buon sistema di supporto .

Molti studi confermano che i farmaci psichiatrici fanno più male che bene e dovrebbero essere semplicemente evitati. Cosa possono fare le persone al posto di prendere  farmaci psichiatrici?

La ricerca mostra anche che molti approcci non farmacologici sono efficaci, compresa la psicoterapia , oltre a migliorare la salute generale attraverso credenze positive, esercizio fisico e nutrizione. È nel tuo migliore interesse trovare un terapeuta o un consulente che ti tratti come qualcuno da apprezzare e potenziare. 

fonte: madinamerica.com

martedì 5 dicembre 2017

Per gli psichiatri il cervello è un tumore maligno

E pensare che il mio medico olistico me lo disse : gli antipsicotici (più corretto chiamarli neurolettici) sono gli unici farmaci che non hanno una funzione terapeutica, ma solo quella di danneggiare le funzioni cerebrali più importanti , quelle del SNC (Sistema Nervoso Centrale).
Quindi è più corretto chamarli neurotossine e l'articolo che segue di Peter Breggin lo conferma. 
Egli si spinge perfino a dichiarare scherzosamente ma non troppo, che per gli psichiatri il cervello, l'organo più prezioso che abbiamo, equivale ad un tumore maligno quindi oggetto dei più aberranti insulti, basta leggere la storia della psichiatria per sincerarselo. 
Io auguro, questa volta veramente con tutto il cuore, che ogni psichiatra che ama prescrivere e somministrare con la forza queste neurotossine, come è stato fatto a me varie volte durante i miei ricoveri coatti, riceva la giusta retribuzione karmica, non importa se in questa vita o la prossima. Meglio sarebbe in questa vita ma il karma come si dice è insondabile.  La corretta retribuzione è quella di ricevere lo stesso trattamento cerebro-debilitante e capire una volta per tutte in prima persona cosa significa sentirsi il cervello in pappa. 



Psichiatria: il cervello è un tumore maligno!
Di Peter Breggin, MD
24 novembre 2017

Venni introdotto alla psichiatria organizzata quando, come matricola del college, mi unii a un programma di volontariato di Harvard presso l'ospedale psichiatrico statale locale. Trascorsi centinaia di ore in reparto e alla fine diressi il programma di volontariato.

Tra le stupefacenti esperienze educative che ebbi, una delle più sbalorditive fu la mia conversazione con lo psichiatra che gestiva la stanza dello shock insulinico in cui il personale iniettava overdosi di insulina ai degenti ivi detenuti fino a quando il loro cervello cominciava a morire, mandandoli in convulsioni, incoscienza e poi in coma profondo. A volte si contorcevano, a volte giacevano immobili come i morti che stavano diventando, fino a quando non venivano salvati con dosi di zucchero.

Chiesi allo psichiatra: "Come può aiutare il coma insulinico?"

Lui rispose con certezza: "Uccide le cellule cerebrali cattive".

Al secondo anno, mentre ero ancora una scettica matricola universitaria, iniziai a leggere per conto mio  sui trattamenti che  l'istituzione  psichiatrica regolarmente aveva inflitto ai suoi pazienti. C'era lo shock da insulina, che uccideva innegabilmente le cellule cerebrali. I campioni di tessuto  mostravano la cellula morta e morente. L'elettroshock distrugge il cervello e uccide i neuroni di centinaia di migliaia di persone in America oggi, così come il ricorso meno comune alla lobotomia, che consiste nel tagliare o bruciare parti del normale tessuto cerebrale. Ho faticato molto nella mia mente, come giovane studente universitario per capire cosa potesse motivare chiunque a infliggere tali dannosi assalti al cervello di altre persone.

Molto più di recente, infatti, nell'ultimo anno, sono tornato a studiare le origini del primo farmaco miracoloso: la torazina (clorpromazina). Ho già pubblicato alcuni dei documenti di ricerca originali dei primi anni '50 scritti dai pionieri Delay e Deniker sul mio Antipsychotic Resource Center gratuito ( www.123antipsychotics.com ). Dopo aver sperimentato i nuovi farmaci per circa due anni e aver visto la torazina diventare virale in tutto il mondo, i francesi si resero conto che il farmaco si stava comportando come un agente dell'encefalite epidemica. Si resero conto di aver scoperto una neurotossina !

Il lavoro promozionale di Delai e Deniker aveva già portato milioni di pazienti ad essere danneggiati dalle nuove neurotossine, con inevitabili sofferenze causate da terribili reazioni neurologiche e fisiche. Nel 1957, sapevano in dettaglio come i loro farmaci imitassero una ben nota epidemia neurotossica chiamata encefalite letargica.

Quindi cosa hanno fatto i due dottori? Hanno scritto e telefonato ai loro colleghi per dire "Aspettate! Abbiamo fatto un errore terribile. Stiamo diffondendo neurotossine sula faccia della terra " ?

No, non l'hanno fatto. Invece, contattarono la compagnia farmaceutica e chiesero: "Nei vostri studi sulle scimmie, qual è il farmaco più neurotossico di tutti, quello che causa il danno più grave al sistema nervoso?" Ricevettero rapidamente una serie di agenti mortali e iniziarono a darli ai loro pazienti. Fuori dal loro approccio arrivarono droghe come l'Haldol (aloperidolo), probabilmente tra gli agenti più tossici in medicina, forse superato solo dai più radicali trattamenti contro il cancro.

Adesso forse la mia conclusione inizia ad avere più senso, cioè che la psichiatria ha sempre considerato il cervello come un cancro. Consciamente o inconsciamente, la psichiatria vede il cervello come un cancro maligno e incurabile che può essere controllato solo da farmaci che uccidono le cellule cerebrali e accorciano le vite. E se i farmaci non funzionano, c'è la macchina dello shock per far esplodere il cervello fino alla morte. E naturalmente, come per ogni cancro, c'è sempre il bisturi o la sonda rovente, in questo caso la lobotomia e nuove forme di psicochirurgia, inclusa la radiazione. Sì, radiazioni, proprio come un trattamento contro il cancro.

Prima che dedicassi cinque anni della mia vita a fermare la rinascita della psicochirurgia in  tutto il mondo nei primi anni '70, uno dei più stimati neurochirurghi britannici, Geoffrey Knight, eseguiva la sua lobotomia impiantando sostanze radioattive nei lobi frontali dei suoi pazienti! Mi fa pensare che devo avere ragione: gli psichiatri e alcuni neurochirurghi aberranti credono davvero che il cervello sia un tumore maligno.

Sono quasi arrivato, finalmente a spiegare cosa rende gli psichiatri e alcuni neurochirurghi così irrazionali e persino pazzi. Pensano che il cervello sia un tumore maligno, che, per ragioni pratiche, non può mai essere completamente sradicato, ma che deve essere gestito e controllato per tutta la vita del paziente, per quanto il trattamento la possa accorciare.

Spiega anche perché tutti i nostri sforzi scientifici e attentamente motivati ​​per criticare gli psicofarmaci, il trattamento d'urto e la lobotomia sono caduti così in sordina. Queste persone, questi psichiatri e neurochirurghi, non pensano di trattare un cervello normale con una mente e uno spirito, una persona vivente - pensano di trattare una forma sottile e talvolta flagrante di cancro.

Ora, naturalmente, parlano di squilibri biochimici e di come i farmaci li correggono. Ma sanno che non è vero. L'evidenza è che gli unici squilibri biochimici presenti nel cervello dei loro pazienti sono quelli che essi stessi producono con le loro neurotossine e le loro scosse elettriche.

Quindi perché gli psichiatri non prestano attenzione a quelli di noi che scrivono così tanti articoli e libri scientifici su ciò che Peter Gøtzsche chiama 'Psichiatria mortale'  e ciò che ho descritto come 'Psichiatria tossica e Trattamenti disabilitanti al ​​cervello' ? Perché respingono il caos provocato dalle loro droghe, trattandolo come un mero danno collaterale in una guerra che giustifica e richiede l'uso di armi chimiche mortali?

Questi cervelli malati devono essere portati a un passo dalla morte, se necessario; e anche se molti milioni di cervelli all'anno vengono uccisi o mutilati, insieme ai loro proprietari, è lo stesso tipo di rischio che deve essere assunto con il trattamento di qualsiasi tumore mortale. Dopotutto, questi cervelli uccidono le persone che li abitano e talvolta uccidono altre persone. Peggio ancora, questi cervelli emanano gli orrori più inimmaginabili della vita: emozioni forti e talvolta travolgenti che non possono essere controllate senza ricorrere a neurotossine e scosse elettriche alla testa.

Prima che la mia intuizione ti faccia sentire sopraffatto dal risentimento o da altre brutte emozioni in agguato nel tuo cervello maligno, pensa a questo: cosa devono pensare questi psichiatri sterminatori di cervelli dell'organo all'interno della propria testa? Pensa a quanto devono sentirsi tristi e disgraziati riguardo al loro cervello e quindi a sé stessi.

Concludo con l'intuizione più importante di tutti. Abbiamo costantemente fallito nel tentativo di influenzare la psichiatria con argomenti scientifici perché consideriamo il cervello come normale mentre loro pensano che sia un cancro. Immagina quanto possa sembrare strano a loro: stiamo parlando del cervello, il tesoro più prezioso dentro le nostre teste, e lo stanno osservando nel modo in cui un chirurgo studia un neuroblastoma - o un assassino vede l'oggetto del suo odio. 

Quindi, quale nuova strategia nasce da queste intuizioni? Dobbiamo convincere gli psichiatri che il loro cervello non è cancerogeno. Dobbiamo aiutarli a capire che tutte le emozioni che combattono dentro di sé fanno parte dell'esperienza umana - che è normale, anzi che è auspicabile, che noi esseri umani siamo così pieni di emozioni e passioni, dolorose ed elettrizzanti, deprimenti ed esaltanti, alla fine è comunque amore.

fonte: madinamerica.com

lunedì 2 ottobre 2017

Litio: Il suono del SILENZIO

Come ho già scritto in precedenza in un articolo intitolato 'Io non credo in Dio ma credevo nel Litio', ho avuto modo di ricredermi su questa sostanza. A sentire quelli che lo osannano come farmaco miracoloso contro la temibilissima sindrome maniaco-depressiva e le esperienze di molti amici letteralmente 'rinati' dopo essere passati ad assumere gli altissimi dosaggi tossici di litio carbonato, pronti a spergiurare di non abbandonarlo mai e prenderlo diligentemente, vita natural durante amen per non dover cadere mai più nella loro mania distruttiva.
Non nego di avere iniziato anche io a prenderlo per un periodo di almeno due anni, anche se a dosaggi di un terzo inferiori  alla quantità 'terapeutica'. Non nego nemmeno di non essermi mai lamentato o comunque di avere trascurato gli effetti immediati che comprendevano una maggiore sete con minzione più frequente e un leggero tremito. Non posso avere memoria degli eventuali effetti cognitivi o la sensazione di essere sottotono in quanto quando lo assumevo ero già abbastanza depresso di mio come risposta alla cosiddetta fase di mania appena trascorsa. Anzi in quel frangente il mio psichiatra mi disse che il litio avrebbe avuto  la capacità di tirarmi su dalla depressione, solo che occorreva aspettare diversi mesi prima che facesse effetto, salvo che poi ho scoperto che dopo diversi mesi la depressione sarebbe passata comunque da sola.  
Ecco un commento che dimostra in modo eloquente come ci si sente con il litio:

"Sì. Il litio è molto bravo a intorpidire il cervello, paralizzare le emozioni, a disconnetterci dalla 'vita', dal nostro senso di sé e dalla creatività. Penso che possa essere 'salvavita', ma a quale costo per lo spirito umano? Ci sono altri modi per raggiungere una vita degna d'essere vissuta. Una vita che non è definita da un esistenziale 'esserci fino alla morte'. Ci sono altre possibilità. Ci sono altri modi per vivere nel mondo che non richiedono l'intervento (o imposizione) di sostanze che alterano la mente che ci permettono di intorpidire il nostro dolore ma anche di farci vivere come uno zombie. Questa è stata la mia esperienza, comunque, per quello che vale. Un'esistenza libera dal litio è molto più degna d'essere vissuta."

Solo più di recente (da 10 anni a questa parte) sono venuto a conoscenza di studi che dimostrerebbero il legame tra 'mania' e dismissione del litio , ma anziché essere considerato un ritorno della condizione tenuta a bada dal litio sarebbe proprio un effetto indesiderato di tale sostanza quando improvvisamente viene a mancare. Ho avuto modo di appurare personalmente questo fatto ma allora fu fatto passare per un ritorno della 'malattia' quando al contrario senza farmaci non sarebbe mai avvenuto.
In sintesi, il litio dovrebbe stabilizzare una condizione che per sua natura gode di  lunghissimi periodi di stabilità, a meno che non si interrompa l'assunzione o si diminuisce bruscamente la dose tossica, pardon 'terapeutica'. 

Ecco dunque come anche in questa 'cura', ritenuta la più, solida, studiata e di provata efficacia nasconde una trappola infida, così come tutte le altre cure psichiatriche.

Hello darkness my old friend.     

Ma dulcis in fundo, non sapevo ancora nulla di una sindrome irreversibile dal nome inquietante procurata dal litio: SILENT. Ce ne parlerà brevemente lo psichiatra Peter Breggin nell'articolo che segue, scritto in risposta all'idea degli psichiatri, evidentemente innamorati alla follia di questo veleno, di proporre l'inserimento del litio, perfino nell'acqua potabile perché tutti possano beneficiare delle sue tossiche proprietà.  



Litio nell'acqua potabile?

Di Peter R. Breggin, MD
Pubblicato Domenica 25 Giugno 2017


“Lithium: il dono che continua a darci in Psichiatria” è il titolo su un pannello al meeting annuale del 2017 della American Psychiatric Association (APA).  Gli psichiatri esaltano il valore di questa neurotossina  come una cura naturale da mettere nell' acqua potabile. Questo farmaco è approvato dalla FDA per reprimere episodi maniacali ed è anche prescritto, senza l'approvazione della FDA per livellare la depressione e per prevenire il suicidio. Questi utilizzi mancano entrambi di una solida base scientifica.

Cos'è che rende il Litio un tale dono per la psichiatria? E 'il farmaco più velenoso e specificamente neurotossico usato in psichiatria. La maggior parte dei trattamenti che danneggiano il cervello sono sempre tra i più lodati come cure in psichiatria, da qui la popolarità dei farmaci antipsicotici e dell'elettroshock . Ovviamente la maggior parte di questi trattamenti sopprimono drammaticamente  nell'individuo,  i sentimenti, i pensieri e le attività. L'effetto finale comune di tutti gli interventi psichiatrici dal Ritalin al  Prozac al Risperdal e altri psicofarmaci è la soppressione dei sentimenti della persona.

Nel 1983, ho iniziato ridicolizzare la promozione del litio nella nostra acqua potabile,  ma non mi sarei mai sognato che questa idea fosse ancora viva come non mai nel 2017.

I medici di Harvard hanno recensito la prova certamente contraddittoria e speculativa riguardante il miglioramento della salute mentale nelle comunità con elevati livelli naturali di litio nella loro acqua da bere. Il concetto è ridicolo, naturalmente. Non bastano gli studi difettosi sull'acqua potabile. Questi irriducibili sostenitori non possono nemmeno produrre studi scientifici che dimostrano un solo beneficio a lungo termine del litio per qualsiasi problema umano, mentre è relativamente facile dimostrare il danno a lungo termine per la funzione del cervello e della cognizione , così come la mania dovuta al ritiro dalla neurotossina.

Il trattamento farmacologico psichiatrico di lunga durata con il Litio provoca una sindrome chiamata SILENT: Sindrome Irreversibile Litio Effectuated Neuro Tossicità. SILENT comprende perdite durevoli nella capacità di camminare, parlare, e danni alle funzioni mentali superiori.

Il trattamento con litio provoca indifferenza, ritiro sociale e disfunzioni cognitive in volontari sani. Il trattamento di routine può danneggiare i reni, la tiroide e altri organi.

Quanto è neurotossico il litio? 

Questa sostanza è così neurotossica che i pazienti devono fare prelievi  periodici di sangue per verificare la concentrazione della tossina nel sangue. Piccole variazioni di questa concentrazione possono diventare così neurotossiche che i pazienti possono ammalarsi e morire senza realizzare ciò che sta avvenendo. E 'così neurotossica che provoca letargia, stanchezza, flaccidità e altre anomalie neurologiche nei neonati e nei lattanti di madri che assumono il litio.

I livelli di litio nell'acqua sono relativamente minuscoli rispetto ai livelli a volte mortali e sempre distruttivi indotti nel flusso sanguigno umano dalla prescrizione. Queste piccole esposizioni in acqua potabile non hanno alcun effetto noto sugli esseri umani.

Allora, perché spingere un idea così stupida come mettere il litio nell'acqua potabile? Perché può influenzare gli psichiatri altrettanto stupidamente ad ignorare i pericoli estremi del farmaco al fine di darne di più agli adolescenti come sostiene il pannello APA.

Nulla induce di più in errore ben intenzionati genitori, di un breve riferimento dal loro psichiatra infantile di fiducia dicendogli che il litio è “una sostanza naturale” già presente nell'acqua potabile e pensata per essere utile. I medici non ricordano a questi genitori che alcuni dei minerali ed elementi più velenosi sono “naturali”, cioè, si trovano in natura. I veleni “naturali” comprendono il mercurio, il piombo, l'amianto, l'arsenico, e le radiazioni ionizzanti.

La libertà richiede una mente libera dai farmaci

La psichiatria è sempre alla ricerca di risposte in tutti i posti sbagliati. Ma forse questi sostenitori del litio sanno quello che stanno facendo. Uno degli effetti più evidenti di questa sostanza sulle persone e gli animali è la soppressione generale di attività volontaria o di forza di volontà . Tutti i comportamenti creativi e spontanei si riducono. 
Volete rimanere  persone libere e indipendenti? State all'erta sui piani di mettere litio nella vostra acqua potabile. Nel frattempo, evitate l'uso del litio come farmaco psichiatrico per voi e i vostri familiari.

Come ho descritto nel mio libro sulla dismissione di psicofarmaci , se si sta già assumendo litio,  prendere in considerazione un aiuto professionale nel ritiro da questa sostanza, usare molta cautela in quanto il ritiro dei litio può causare mania.

lunedì 21 novembre 2016

Discinesia tardiva: un'epidemia nascosta

Come ho già avuto modo di scrivere su questo blog, il senso comune suggerisce, come anche l'opinione di qualche psichiatra poco informato, che i problemi motori, involontari che affliggono molti psichiatrizzati, in special modo quelli che assumono quei veleni chiamati impropriamente antipsicotici, sono i sintomi evidenti della loro 'malattia' mentale, mentre in realtà sono la diretta conseguenza delle 'amorevoli cure' psichiatriche.
Peter Breggin è uno psichiatra che lotta da anni contro la biopsichiatria organicista, molto prolifico ha scritto libri e articoli che varrebbe la pena di leggere come anche farsi un giro sul suo sito www.breggin.com

In questo articolo intende mettere in guardia i pazienti che prendono psicofarmaci sul rischio reale di sviluppare la Discinesia Tardiva, una malattia troppo spesso celata e minimizzata da qualunque psichiatra. E qui mi ripeterò ancora, dicendo che oggi gli psichiatri amano i neurolettici (specialmente depot) esattamente come le mosche amano gli escrementi. Auspico che la verità su questi veleni venga fuori quanto prima anche grazie a 'lottatori' come Peter e queste mosche facciano la fine che meritano, schiacciate dal loro stesso karma.  



L'epidemia nascosta rilevata: il nuovo  Centro di risorse per la discinesia tardiva (TD) 

Di Peter Breggin, MD 28 Ottobre 2016


La discinesia tardiva è un disturbo terribile causato da tutti i farmaci antipsicotici. Nella maggior parte dei casi, provoca movimenti involontari bizzarri deturpanti e talvolta totalmente invalidanti che affliggono qualunque muscolo del corpo che normalmente sono parzialmente o totalmente sotto il controllo volontario. Questi includono gli occhi, la bocca, la lingua, il viso, braccia e gambe, mani e piedi, collo,  spalle, schiena e torso. Si può mettere in pericolo il diaframma e la respirazione, le corde vocali e la  parola, o l'esofago e la deglutizione. Può causare spasmi dolorosi e deformanti, spesso del collo e delle spalle (distonia tardiva). La TD può causare  agitazione interna tipo tortura (acatisia tardiva), che spinge le persone in psicosi, atti di violenza e suicidio. Soprattutto quando è grave, la TD è spesso associata a disturbi cognitivi, demenza e psicosi. Le persone che ne soffrono tendono a isolarsi dalla società e molti diventano portatori di handicap.

Ecco l'elenco dei nuovi farmaci antipsicotici tra i quali figurano: Risperdal (risperidone), Abilify (aripiprazolo), Geodon (ziprasidone), Invega (paliperidone), Latuda (lurasidone), Rexulti (brexpiprazole), Saphris (asenapina), Seroquel (Quetiapina ), e Zyprexa (olanzapina). Gli antipsicotici più vecchi includono Haldol (aloperidolo) e Torazina (clorpromazina). Tutti possono causare Discinesia Tardiva.

Tutto quello che ho qui descritto è supportato da articoli scientifici facilmente recuperabili sul mio nuovo Centro risorse sulla discinesia tardiva (TD)  su www.Breggin.com.  

Quando un individuo soffre di TD per più di pochi mesi, la probabilità di recupero diventa molto piccola. Non esistono trattamenti efficaci e sicuri.

Quando smettono di prendere neurolettici, alcune persone con TD migliorano nel tempo, ma di solito senza il pieno recupero. Altri sviluppano nuovi sintomi e diventano ancora più compromessi.

La TD può manifestarsi come uno o più sintomi, varia di giorno in giorno, e tende a scomparire nel sonno. La tensione, l'ansia e la stanchezza possono peggiorare temporaneamente i sintomi, ma non giocano alcun ruolo nel causare la TD.

I Tassi di TD per le persone che assumono farmaci antipsicotici sono astronomici. Nei giovani adulti sani che prendono questi farmaci,il tasso cumulativo è del 5% -8% l'anno, che si attesta fino a un 15% - 24% in 3 anni. Il tasso aumenta costantemente con l'età, pari o superiore a un tasso cumulativo del 25% al 30% per ogni anno nei pazienti di 65 anni. Se facciamo prendere questi farmaci ai bambini, con tassi simili ai giovani adulti possiamo  rovinare la loro vita prima di iniziarla.

Peggio ancora, i tassi reali sono ancora più alti perché i pazienti che vengono studiati di solito prendono i farmaci antipsicotici al momento dello studio, e questi farmaci mascherano i sintomi di TD, mentre si stanno sviluppando.

Quante vittime ci sono? Negli ultimi decenni, le aziende farmaceutiche hanno soppresso qualsiasi stima. Tuttavia, siamo informati che nel 2011, sono stati somministrati farmaci antipsicotici a più di 3 milioni di pazienti  negli Stati Uniti. Con tali tassi di TD, siamo in grado di fare una stima modesta che circa il 10% (o 300.000)  nuovi  pazienti sviluppano discinesia tardiva ogni anno. (Dal momento che molti dei pazienti sono in case di cura, molti avrebbero tassi di TD fino al 30% l'anno.)
Quelli che prendono questi farmaci in modo continuativo, e sono molti che lo fanno, si troveranno ad affrontare crescenti rischi in futuro. Se consideriamo le molte persone che vivono già con la TD che hanno sviluppato anni prima, insieme a quelli che ora si avvicinano al rischio di ammalarsi che sono dal 25% al 30% l'anno, è certo che molti milioni di americani hanno questo problema. Probabilmente decine di milioni sono stati colpiti in quanto i primi farmaci sono usciti nel 1954.

Le prime relazioni scientifiche hanno identificato la discinesia tardiva alla fine degli anni '50. Dobbiamo rinunciare a sperare che la Food and Drug Administration (FDA ente di controllo farmaci ndt), le case farmaceutiche, o la professione medica faccia qualcosa di concreto per questa pandemia in crescita. Il mio lavoro, come quello di Bob Whitaker e altri, ha dimostrato che queste neurotossine producono un danno diffuso e che il loro valore dimostrabile si  avvicina a zero. A lungo termine, le persone che assumono  farmaci antipsicotici tendono a peggiorare fisicamente e mentalmente. Dobbiamo continuare a educare il pubblico fino a quando la gente comincia a rifiutarsi di sottomettersi all'epidemia.

Il centro risorse sulla discinesia tardiva (TD)  è un ulteriore passo nella direzione di educare il pubblico, così come anche i professionisti. Il Centro offre un'introduzione approfondita ma semplice al disturbo indotto da tali farmaci, un elenco di farmaci a rischio e video illustrativi. Abbiamo PDF con circa 150 articoli scientifici organizzati per argomento, tassi per adulti, bambini e anziani; la prova che i nuovi farmaci sono pericolosi così come i più vecchi; studi che mostrano danni cerebrali e disfunzione cognitiva, e una dozzina di altri soggetti.

Si prega di aiutare a diffondere l'esistenza questo nuovo e del tutto gratuito centro di risorse sulla Discinesia Tardiva.

Fonte: madinamerica.com

domenica 29 maggio 2016

Gli psichiatri stanno giocando a fare Dio?

Non ho parole. Penso che ciascuno debba essere libero di disporre come vuole della propria vita, e quando mi capitava di stare molto male non posso negare di avere contemplato una possibile 'scappatoia' finale e anzi il solo pensiero di questa soluzione estrema mi dava addirittura un po di sollievo ma, sapevo anche bene che quella condizione non poteva essere 'per sempre' e che ne sarei uscito come altre volte. 
Ecco invece che in questo caso, una persona in frangenti simili viene aiutata a mettere in pratica il suo desiderio, frutto di una situazione che in definitiva gli è stata costruita intorno. Prima con il convincimento di avere una malattia probabilmente cronica, una diagnosi presumibilmente di depressione maggiore, o similare, e poi rovinata chimicamente attraverso somministrazione dei soliti coktails di psicofarmaci.  
Complimenti, un altro meraviglioso successo della psichiatria!



Gli psichiatri stanno giocando a fare Dio?

Di PETER BREGGIN, MD

Con l'approvazione dei suoi psichiatri, a una donna olandese di vent'anni recentemente gli è stato "permesso" di morire per suicidio assistito, cioè, è stata uccisa dai suoi medici. Ciò è avvenuto dopo il fallimento del "trattamento intensivo" per guarirla dal  trauma di essere stata abusata da piccola.

Gli Psichiatri hanno una lunga e terribile storia di distruzione di persone nel nome della loro 'normalizzazione'. Dopo aver completamente fallito per aiutare molti dei loro pazienti nei decenni e anche nei secoli, gli psichiatri storicamente li hanno condannati a terribili e spesso mortali alternative. Per dirla più precisamente, dopo aver peggiorato i loro pazienti  per aver percosso il loro cervello con droghe e con la corrente elettrica, gli psichiatri e la psichiatria organizzata hanno nel passato e ora di nuovo nel presente messo a morte le loro vittime. In breve, gli psichiatri prima peggiorano i loro pazienti, poi li dichiarano incurabili, e infine, concorrono a ucciderli. La tragica ironia rispetto alle vittime di abusi va davvero oltre le parole. Come si fa a descrivere l'orrore di una professione che prende il sopravvento sulla vita delle persone ferite da abuso, poi ancora ne abusa, e, infine, partecipa a ucciderli in nome dell'eutanasia?

Le vittime di abuso possono essere aiutate, ma non dalla psichiatria biologica, che li scoraggia e compromette le loro funzioni cerebrali. A volte da soli, spesso con il sostegno amorevole degli altri, anche le vittime dei più terribili abusi riescono a vivere una vita che vale la pena, a volte diventano perfino leader nel condannare gli abusi sui minori e nel respingere i continui abusi della psichiatria. 

L'incapacità della psichiatria di aiutare i suoi pazienti ha portato alla lobotomia e l'elettroshock nel 1930, entrambi i trattamenti sono ancora tra noi. Peggio ancora, quasi tutte le vittime contemporanee di elettroshock e lobotomia erano già aggravate da anni di abusi psichiatrici in forma di farmaci tossici e diagnosi scoraggianti. In origine, la maggior parte di questi trattamenti che danneggiano il cervello sono stati inflitti entro i confini degli ospedali psichiatrici in cui gli individui venivano regolarmente sottoposti a isolamento, umiliazione, sostanze chimiche tossiche, e infine,  sottomessi con la lobotomia, shock e morte precoce.

Più recentemente, continuando l'incapacità di aiutare, peggiorano le persone. La psichiatria prescrive farmaci tossici a milioni di persone  rovinando la loro qualità della vita e spesso avviandole verso una morte precoce. Questa buia influenza ormai permea tutta la cultura occidentale, in modo che chiunque con licenza di prescrizione - dagli infermieri ai pediatri ai medici di famiglia - è probabile che prema il grilletto e prescriva. La mia propria  ricerca , quella di Peter C. Gøtzsche e Robert Whitaker , chiariscono che le tipiche cure  psicofarmacologiche spesso portano a una perdita in termini di qualità della vita e una durata della vita più breve.


Il culto della morte in psichiatria è culminato alla fine del 1930 in Germania, quando la psichiatria si accanì con quelli nella cerchia delle sue 'cure' e sterminò centinaia di migliaia di persone, in primo luogo nella stessa Germania, e poi nelle terre conquistate nella seconda guerra mondiale. Hanno chiamato le loro vittime "mangiatori inutili", "inguaribilmente pazzi" e "disabili". Sono state, in realtà, le vittime dei tentativi falliti della psichiatria per aiutarli.

La psichiatria in Germania non si votò agli omicidi di massa a seguito di Hitler e il nazismo, piuttosto stava già adempiendo la propria traiettoria di "eutanasia" verso quelli nella sua assistenza prima di Hitler. Fu la psichiatria che ispirò Hitler. Questo massacro psichiatrico organizzato di innocenti fornì a Hitler un progetto per l'Olocausto, dimostrando che l'omicidio di massa poteva essere burocraticamente organizzato e svolto con la piena collaborazione e l'approvazione degli psichiatri di più alto rango. Gli osservatori al processo di Norimberga hanno confermato che il programma di omicidio psichiatrico fornì il modello e rese possibile l'Olocausto. Per i fatti circa il ruolo della psichiatria nell'Olocausto, si veda il mio articolo e il libro, dal genetista tedesco, Benno Muller-Hill, la scienza Omicida: eliminazione da selezione scientifica di ebrei, zingari, e altri, Germania, 1933- 1945 ( New York : Oxford University Press, 1988).

Ora il cosiddetto movimento di eutanasia è ancora una volta guidato da psichiatri in Europa, i quali decidono che i giovani, comprese le vittime di abusi sui minori, non possono essere più aiutati e meritano di essere sollevati delle loro sofferenze da parte del governo,  sponsorizzando la morte psichiatricamente approvata.

Recentemente qualcuno mi ha profondamente preoccupato perché si sentiva suicida e andava da uno psichiatra a l'altro nei centri medici universitari stimati, dove gli è stato più volte detto che aveva bisogno di un trattamento di elettroshock . Cos'è che ognuno di questi psichiatri stava veramente dicendo? Ognuno stava dicendo: "Non ho idea di come aiutarti! Come tutte le altre persone che non possiamo aiutare, dobbiamo  consegnarti alla ghigliottina dello shock ".

In Europa, e in un numero crescente negli Stati Uniti, gli psichiatri che non hanno idea di come aiutare le persone, spesso li hanno  peggiorati e gli consiglieranno di uccidersi. Quando, i miei colleghi della psichiatria organizzata finalmente ammetteranno che non sanno come aiutare le persone, che i farmaci ed elettroshock sono le dimostrazioni della loro incapacità, e che nella loro frustrazione devono smettere di distruggere il cervello e vita delle persone che hanno in cura? Temo che non sapranno mai inibire i loro impulsi distruttivi per conto proprio.

Si è tentati di dire che gli psichiatri stanno "giocando a fare Dio". Ma è vero? Sarebbe Dio, così crudele da guardare dall'alto in basso una vittima sofferente di abusi sui minori e dichiarare la persona meglio morta? Potrebbe un tale Dio adempiere alle finalità degli abusatori mettendo a tacere per sempre le loro vittime? O sarebbe un Dio amorevole che si aspetta  di raccogliersi tutti noi attorno a questi individui con empatia e saggezza, mentre ci dedichiamo a porre fine agli abusi sui minori? Gli psichiatri che feriscono le persone e poi li dichiarano incurabili e chiedono le loro morti non stanno "Giocando a fare Dio" -  stanno giocando a fare gli psichiatri. E 'ora che la psichiatria smetta di  uccidere le sue vittime dopo che non è riuscita ad aiutarle peggiorandole.

Fonte: madinamerica.com

lunedì 12 maggio 2014

Anosognosia

L'effetto 'incantatore' degli psicofarmaci

Riflessioni ed estratti dal saggio omonimo di Peter Breggin Md

L'Anosognosia è un disturbo neuropsicologico che consiste nell'incapacità del paziente di riconoscere e riferire di avere un deficit neurologico o neuropsicologico. Più precisamente, il paziente non è consapevole del suo stato di malattia, manifestando invece la ferma convinzione di possedere ancora le capacità che in realtà ha perso in seguito a lesione cerebrale. (da wikipedia)

Qui invece si parla di Anosognosia in un contesto diverso, cioè l'inconsapevolezza di un eventuale danno cerebrale provocato dagli psicofarmaci. La vittima dirà che i farmaci la stanno aiutando mentre l'evidenza rivela tutto l'opposto.
Perché molte persone continuano ad assumere  psicofarmaci e sostanze psicoattive nonostante l'evidenza che non ottengono alcun beneficio e anzi, vengono ulteriormente danneggiati da essi? 
Una prima risposta che mi viene spontanea è che la pratica psichiatrica ha un funzionamento talmente insensato che pure gli evidenti effetti iatrogeni dei farmaci vengono considerati sintomi della presunta malattia mentale. Perciò le persone vengono convinte della necessità sempre crescente di assumere queste sostanze psicoattive.
Ma ci sono altre spiegazioni, tra cui la tendenza innata degli esseri umani ad assumere sostanze che alterano la mente, per avere l'illusione di stare meglio, per fuggire così ad uno stato altrimenti insopportabile ecc.
Un'altra spiegazione potrebbe essere che gli psicofarmaci, al pari delle droghe ricreative posseggono in sé  il potere di favorire , facilitare, o costringere le persone al loro utilizzo. Questa è la tesi che in questo saggio verrà portata avanti. I farmaci avrebbero un potere 'incantatore' intrinseco.

"Alcuni farmaci psichiatrici , come gli stimolanti e le benzodiazepine , causano alterazioni nel cervello che portano a problemi di dipendenza e astinenza . C'è una crescente evidenza che la maggior parte o tutti gli psicofarmaci causano problemi di astinenza sufficienti a interferire con gli sforzi per smettere di prenderli. Dipendenza e problemi ritiro in sé , tuttavia , non giustificano pienamente l' uso diffuso di una vasta gamma di farmaci psicoattivi, compresi i farmaci psichiatrici non addictive (che non danno dipendenza ndt), come gli antidepressivi, il litio, e i neurolettici".  

Revisione dei casi

Breggin elenca una serie di casi limite da lui stesso osservati, ovvero persone in preda a crisi maniacali farmaco-indotte che compiono degli atti per loro insoliti, anche criminali senza rendersene assolutamente conto. Persone conosciute per avere un carattere mite che improvvisamente diventano violenti, suicidi o compiono atti criminali.  
Breggin dice: "Una delle cause più frequenti e gravi, è stata la combinazione di antidepressivi della classe SSRI,  e benzodiazepine, in particolare alprazolam (Xanax), ma sono state coinvolte tutte le categorie di psicofarmaci, compresi gli stabilizzatori dell'umore e i neurolettici".
Nella mia personale revisione dei casi di cui sono a conoscenza, a parte un paio di episodi di suicidio, non ho mai riscontrato particolari atti di violenza se non quelli legati direttamente alle crisi, ma anche in questo caso non si può discernere con certezza se la crisi sia dovuta alla presunta malattia mentale piuttosto che ad un uso irresponsabile di farmaci psicoattivi, magari mescolati ad altre sostanze psicotrope come alcool o droghe illegali. 
Un fatto abbastanza sconcertante tuttavia è che molte persone riferisicono (nei momenti in cui sono asintomatici) di stare bene grazie ai farmaci, salvo poi scoprire conoscendoli meglio che hanno tutta una serie di problemi fisici e congitivi più o meno gravi. Alcuni arrivano a non poter mantenere un lavoro oppure guidare una macchina e a volte neanche riuscire a prendere un mezzo pubblico. Naturalmente poi queste difficoltà vengono imputate alla presunta malattia piuttosto che l'effetto debilitante della 'cura'.
Anche se apparentemente Tizio che assume un neurolettico da 10 anni in dosi minime dice di stare bene, di non avere manifestato più alcun disturbo mentale, di poter lavorare per conto proprio ecc. come si approfondisce il rapporto si scopre che fisicamente  è in grave sovrappeso, a rischio diabete e cognitivamente la sua memoria sembra quella di un alcoolista maturo. Nonostante ciò egli non ammetterà mai di avere determinati problemi oppure anche qualora se ne rendesse conto non li collegherà all'uso continuativo del farmaco antipsicotico. 

Ma leggiamo come Breggin continua:

"In primo luogo, le persone non riescono a percepire che agiscono in modo irrazionale, insolito e pericoloso. In secondo luogo, non riescono a identificare il farmaco come possibile causa del drastico  cambiamento dei loro processi e attività mentali. In terzo luogo,  spesso pensano che il farmaco li sta aiutando, anche se a volte credono che sia inefficace, e continuano a prenderlo mentre si deteriorano mentalmente. In quarto luogo, nell'estremo questi individui diventano compulsivamente spinti a perpretare violenza (indipendentemente dal loro carattere)  contro se stessi o altri, spesso in uno stato maniacale  farmaco - indotto." 

Le persone sotto l'effetto di sostanze psicotrope ricreative non sono in grado di riconoscere i loro effetti negativi. Questo lo si può notare molto bene ad esempio in quelli che fanno uso frequente di THC (cannabis e derivati) quando si rendono poco conto della confusione mentale, della distraibilità eccessiva e della scarsità della loro memoria. Allo stesso tempo tendono a sopravvalutare gli effetti positivi, ovvero credere per esempio di essere particolarmente spiritosi, acuti  o creativi, di eseguire un certo compito alla perfezione mentre in realtà introducono un sacco di errori ecc.
Per chi fa uso di queste sostanze  diventa  più importante come  soggettivamente uno si sente e di conseguenza esprime un giudizio falsato sul mondo circostante. I problemi che prima provocavano  angoscia diventano più sfocati e lontani, l'attenzione è diretta verso altre cose che altrimenti sarebbero meno importanti. 
Questo per certi versi può essere anche positivo, tuttavia il grosso guaio è che i problemi ritornano peggio di prima una volta che l'effetto inebriante della droga svanisce. 
Per questo e altri motivi, sarebbe meglio raggiungere quello stato mentale desiderato, in cui i problemi diventano solo una piccola parte di un  tutto dove sono aperte migliaia di possibilità in modo naturale attraverso tecniche meditative per esempio, sfruttando così le endorfine autoprodotte. 
Tale stato è riconoscibile perché vi è lucidità e manca di tutti quei fastidiosi effetti collaterali che provocano le droghe ricreative o gli psicofarmaci.  
Naturalmente si preferisce di gran lunga drogarsi perché è molto più facile ingoiare una pillola, sniffare cocaina o fumarsi una canna piuttosto che sforzarsi in una pratica  molto più impegnativa che richiede una disciplina costante. 
Detto ciò non voglio apparire un bacchettone intransigente; io non sono categoricamente contro l'uso responsabile ed informato di sostanze psicoattive, compresi gli psicofarmaci al bisogno (sempre che ve ne sia effettivamente un giustificato bisogno) e per quando riguarda le 'canne' penso che se (per assurdo) venissero usate al posto dell'alcool molte vite perse sulle strade verrebbero risparmiate, anche se forse al prezzo di qualche psicosi in più.

Principio di disabilitazione cerebrale

Breggin afferma che "tutti i trattamenti psichiatrici causano disfunzioni cerebrali" e che "tale effetto è l'effetto primario terapeutico". Cioè l'effetto debilitante dei farmaci psichiatrici è proprio ciò che 'serve' ed è utile. Fantastico!
Questa cosa la si può osservare molto bene per esempio nelle pratiche psichiatriche più coinvolgenti quali la lobotomia e l'elettroshock. L'effetto debilitante più marcato è tipico dei neurolettici ed  infatti non è fuorviante l'appellativo di 'lobotomia chimica' che viene dato a questa classe di farmaci.
Sembra quindi che in psichiatria sia necessario fare del male alle persone per curarle, contrariamente a quanto sarebbe auspicabile per la medicina tutta secondo il detto Ippocratico di 'Non nuocere'. 

Ecco i primi 4 degli 11 principi cerebrali invalidanti che sono stati formulati da Breggin: 

1 . Tutti i trattamenti biopsichiatrici condividono un modo comune di azione - l'interruzione della normale funzione del cervello. Nessuno di loro migliora la funzione cerebrale. 
2 . Tutti gli interventi biopsichiatrici efficaci funzionano causando disfunzioni cerebrali generalizzate, che interessano entrambe le funzioni emotive e cognitive. In un modo alquanto dose-dipendente, tutti gli interventi biopsichiatrici compromettono la funzione mentale in generale. 
3 . I trattamenti biopsichiatrici producono i loro effetti "terapeutici" danneggiando le funzioni umane superiori, tra cui reattività emozionale,  sensibilità sociale, auto- consapevolezza o selfinsight, autonomia e autodeterminazione.
Effetti più drastici possono essere apatia, euforia, lobotomia e indifferenza. Quando l'interruzione di una funzione normale viene interpretata come vantaggiosa, il trattamento viene considerato corretto. Un'interpretazione positiva è spesso fatta dal medico o il familiare, ma non dal paziente. A volte i pazienti preferiscono stare in uno stato mentale ridotto perché offusca la loro consapevolezza di sé e quindi la sofferenza o provoca un'euforia artificiale. 
4 . Ogni trattamento biopsichiatrico produce il suo effetto essenziale o primario nel cervello su tutte le persone, compresi sia i volontari sani che pazienti con varie diagnosi psichiatriche.

Qualsiasi agente psicoattivo può causare disfunzioni mentali, portare Anosognosia e diventare 'incantatore'. Anche se in misura minore, altri tipi di farmaci non psichiatrici possono concorrere a causare disfunzioni mentali: tra questi, farmaci per problemi  cardiovascolari, antipertensivi, steroidi, contraccettivi orali e anche alcuni antibiotici. 

"L'individuo che diventa agitato su un antibiotico, per esempio, esattamente come un individuo che diventa agitato su un antidepressivo, non rischia di percepire la gravità del cambiamento mentale, non è in grado di associarlo  con il farmaco, e, se gravemente colpito, può pensare che lui (o lei) sta facendo meglio che mai. Una persona resa agitata da un antidepressivo, può incolpare della sua agitazione  un amico, un familiare, o un estraneo, con risultati potenzialmente dannosi ."

Il paradigma dell'alcool

Prima ho fatto l'esempio delle droghe leggere, ma l'effetto Anosognosia è altrettanto vero nel caso dell'alcool,  probabilmente 
la prima volta è stato storicamente  scoperto così. 
Chi è leggermente intossicato dall'alcool tipicamente sopravvaluta gli effetti positivi e ignora la propria 'menomazione'. Così ad esempio qualcuno può essere convinto di poter guidare senza problemi con spiacevoli conseguenze. 
Posso testimoniare di avere fatto un viaggio allucinante di 60 km andata e ritorno con un amico in condizioni di ebrezza nemmeno eccessivamente gravi. Da allora però ho giurato di non andare mai più con lui anche perché dopo pochi mesi, trovato alla guida in stato di ebrezza dalla polizia gli è stata revocata la patente a vita. 
Rispetto alle persone che prendono psicofarmaci però chi beve ad un certo punto ha maggiori probabilità di riconoscere di essere sotto gli effetti dell'alcool e quindi di regolarsi di conseguenza. E' anche più facilmente riconoscibile da chi gli sta intorno. Per chi prende gli psicofarmaci, a parte alcune eccezioni spesso non vi è modo di capirlo da chi gli sta accanto.

"Le persone in contatto con una persona ubriaca sono suscettibili di ricordargli che ha bevuto troppo; ma le persone in contatto con una persona intossicata da uno psicofarmaco non sono suscettibili di identificare i sintomi quali agitazione, irritabilità, instabilità dell'umore come potenziali effetti negativi del farmaco. Molto probabilmente, non potranno  nemmeno sapere che la persona ha recentemente assunto un farmaco psichiatrico."

Il rinforzo sociale 

"Quando le persone cominciano a sentirsi peggio dopo avere iniziato ad assumere un farmaco psichiatrico, di solito attribuiscono il loro declino alla presunta malattia mentale. Quando il farmaco non funziona, possono diventare disperati nella loro convinzione che "nulla mi può aiutare", quando in realtà è il farmaco che sta peggiorando le loro condizioni."

Questa convinzione è universalemnte portata avanti dagli psichiatri che raramente avvertono i loro pazienti sui potenziali effetti indesiderati di questi farmaci. E comunque c'è sempre pronto l'alibi della presunta malattia mentale sottostante che giustifica una grande varietà di ulteriori sintomi tra cui ansia, irrequitezza, agitazione , depressione ecc. 
I medici raramente attribuiscono il peggioramento dei loro pazienti come risultato del trattamento . Gli effetti iatrogeni più evidenti sono più frequenti quando questi farmaci vengono iniziati o interrotti oppure viene regolato il loro dosaggio. 


Anosognosia cronica

"E' possibile usare psicofarmaci per mesi o addirittura anni, senza riconoscere  di essere mentalmente compromessi, senza accorgersi che i farmaci stanno causando perdita di valore, che non si hanno benefici reali, e in casi estremi che siamo diventati compulsivamente distruttivi per noi stessi e per gli altri. Tutto questo è familiare a chiunque abbia affrontato gli alcolisti cronici. Tuttavia, nella mia esperienza, questa inconsapevolezza è una conseguenza inevitabile dell'uso cronico di qualsiasi agente psicoattivo.
In psichiatria, questo effetto 'incantatore' è comunemente riconosciuto in individui ai quali sono prescritte benzodiazepine  nel lungo termine. Spesso l'individuo diventa dipendente e alterato senza rendersene conto."
 

Conosco personalmente un uomo sopra i 55 anni ormai diventato schiavo da diverso tempo del suo sonnifero, tutto questo senza avere mai avuto alcuna diagnosi psichiatrica. Gli è stato prescritto la prima volta dal suo medico di famiglia per far fronte ad una situazione stressante dovuta a cause esterne ben precise. 
Dopo anni di uso continuativo di questa sostanza, ha ancora problemi di ansia che si sono aggravati notevolmente fino a sfociare in forti attacchi di panico di intensità tale che richiedono l'invio al pronto soccorso per una notte in monitoraggio. Altri problemi cardiovascolari,tra cui ipertensione, anomalie del battito cardiaco, una fobia sociale  che non gli permette facilmente di fare ad esempio dei viaggi, una ridotta capacità di sopportare lo stress, un'ansia quasi costante. Tutti sintomi che ha sono ben documentati tra i possibili effetti dovuti ad un uso continuativo di tali farmaci.
Eppure se gli si parla mai ammetterebbe che la causa di molti dei suoi problemi sia il calmante che anzi, benedice ogni volta per il suo effetto tranquillizzante e assume regolarmente ogni giorno consumandone una boccetta a settimana.
E'curioso quanto questa stessa persona che per esempio assolutamente non fa uso di alcool, abbia nei confronti di chi fa uso di sostanze di svago un atteggiamento fortemente critico, di assoluto rifiuto, inconsapevole di essere diventato esso stesso un tossico-dipendente ad un livello assai più preoccupante per la salute rispetto per esempio a chi ama fumarsi un 'tranquillante' in forma di canapa indiana.
Infatti nel caso della canapa, non vi è alcun problema dovuto all'astinenza contrariamente a quanto succede con le benzodiazepine che stando a quanto dicono i sopravvissuti psichiatrici sono più problematiche e difficili da mollare addirittura dell'eroina!
Difficili perché i sintomi prodotti dall'astinenza sono tra i peggiori che si possa provare, un vero inferno in terra a quanto dicono.

"Anche gli antidepressivi hanno effetti negativi a lungo termine che i pazienti non riescono a rilevare. Pazienti che ho valutato di volta in volta hanno assunto antidepressivi per anni senza rendersi conto che le loro emozioni sono diventate insensibili, che il farmaco sta causando il loro intorpidimento, e non stanno funzionando così come potrebbero in tutta una serie di attività."


Effetti variabili degli psicofarmaci

"Gli antidepressivi, come già osservato, comunemente producono un continuum di stimolazione che la persona non riconosce come effetto del farmaco. In casi estremi, subiscono una mania farmaco indotta, una condizione in cui l'individuo è estaticamente incantato e crede di stare magnificamente bene, a un fantastico livello. Gli antidepressivi possono anche produrre un ottundimento o un effetto stupefacente, in particolare con l'uso cronico. Ancora una volta, l'individuo non riconosce la gravità della condizione o della sua relazione con il farmaco, e può sentire dei miglioramenti. 
Le benzodiazepine producono una serie di effetti piacevoli che sono molto simili agli effetti dell'alcol ma spesso senza l'ubriachezza evidente con cattiva articolazione della parola e inciampo che avvisa l'individuo di una intossicazione. 
Gli stimolanti producono un continuum di stimolazione simile a quella prodotto dagli antidepressivi, ma producono anche un fenomeno specifico di ridotta spontaneità. Il figlio medicato reso più apatico, e quindi più docile,  può essere percepito come  migliorato dai genitori e gli insegnanti, e anche da lui stesso nel suo desiderio di rimanere fuori di guai.
I neurolettici producono una devastante disfunzione del lobo frontale bloccando la neurotrasmissione della dopamina, producendo una lobotomia chimica virtuale (Breggin , 1997). In molti modi la forma di incantamento, può diventare uno stato  simil-zombie. In casi estremi, i pazienti intossicati con neurolettici diventano interamente sotto la  schiavitù della droga, robotici, e incapaci di pensare e agire per sé stessi."

Come ho avuto modo di ripetere altre volte qui, quanti di noi hanno potuto constatare questi effetti invalidanti nelle persone diagnosticate con la più terribile delle malattie psichiatriche, la schizofrenia e sottoposti ad anni e anni di 'cure' a suon di neurolettici. Tanto che questi effetti vengono confusi e spacciati dai medici come la conseguenza di questa terribile malattia degenerativa mentre non sono altro che le 'normali' conseguenze della cura. 
La controprova la si può osservare nelle (purtroppo) poche esperienze di recupero, veri e propri miracoli, quando qualcuno si rende conto del danno inflitto e trova il modo di ricorrere ad un altro tipo di trattamento magari semplicemente riuscire a scalare correttamente questi veleni e riappropriarsi della propria vita, sempre che il danno non sia ormai tale da invalidare qualunque tentativo in tal senso.  

"Questo fenomeno clinico generale di Anosognosia si trova praticamente in ogni forma di disfunzione cerebrale. Può anche essere notato in individui che sono stanchi o esauriti a causa di mancanza di sonno, di sforzi eccessivi, o malattie. Comunemente non afferrano il loro grado di invalidità e non riescono a percepire eventuali connessioni tra come si sentono e la loro mancanza di sonno, sforzi eccessivi, o malattie. In alcuni casi, questi individui sviluppano un falso senso di benessere e di aumentate capacità.
Qualsiasi trauma al cervello e alla funzione mentale può avere un impatto simile sull'individuo. Vittime di incidenti acuti con trauma cranico spesso non riescono ad apprezzare che sono gravemente feriti e tenteranno di rifiutare le cure mediche, anche se stanno visibilmente male da non poter muoversi."

Pare che l'Anosognosia sia anche associata alla perdita di memoria: 

"Nel discutere la sindrome amnesica che segue un trauma al cervello, Bourgeois, Seaman, e Servis (2003,p. 294) confermano che "La maggior parte dei pazienti con disturbi amnesici mancano di riconoscere i loro deficit e possono con veemenza negare la presenza di compromissione della memoria nonostante la chiara evidenza del contrario."

Risulta anche nei casi di discinesia tardiva: 

"La discinesia tardiva è un disturbo del movimento comune e di solito irreversibile provocato dai farmaci neurolettici. Molti individui con discinesia tardiva possono identificare evidenti contrazioni muscolari e spasmi in altri pazienti, ma non in sé stessi. L'effetto è principalmente osservato nei detenuti psichiatrici ospedalieri e può essere dovuto ad una combinazione di danni cerebrali cronici e intossicazione acuta causata da farmaci neurolettici.
Con la lobotomia, l'individuo diventa un robot incantato. Il senso del sè è così obliterato che gli individui in precedenza fluenti non possono scrivere alcune frasi semplici su se stessi.
Di solito non riescono a riconoscere di essere enormemente compromessi. Derubati della loro capacità di motivazione o di autodeterminazione, non perpetrano crimini bizzarri, ma possono essere facilmente guidati da altri. Una reazione simile ai robot è osservata nei pazienti o i detenuti a cui vengono dati  neurolettici  e nei bambini a cui vengono prescritti stimolanti. Anche in questo caso a causa dell'interruzione del lobo frontale, diventano più docili e gestibili. Spesso (ma non sempre) non riescono a percepire il loro grado di compromissione e non si rendono conto  che i farmaci li fanno comportare in modi inusuali.
Lesioni traumatiche ai lobi frontali, lobotomia, farmaci neurolettici e farmaci stimolanti influenzano gli animali nello stesso modo come colpiscono gli esseri umani. Naturalmente, nell'animale, non potendo parlare è difficile valutare il  grado di anosognosia. Tuttavia il comportamento esteriore dell'animale è identico a quello umano."

L' Anosognosia  o intossicazione 'incantatrice' colpisce probabilmente la maggior parte delle persone che assumono droghe psicoattive, tra cui la maggior parte dei pazienti a cui vengono prescritti psicofarmaci. Essa ci aiuta a spiegare perché tante persone prendono farmaci  psichiatrici, nonostante l'evidenza che gli stanno facendo più male che bene.