Recupero

Guarire dalla malattia mentale si può? Come si può 'guarire' da se stessi?

Ma la malattia mentale esiste? Si può definire malattia un carattere, una diversa attitudine, un'emozione intensa? Purtroppo secondo la psichiatria organicista, la malattia mentale esiste ed è inguaribile, tuttavia curabile necessariamente con i farmaci, anche se non è mai stato dimostrato alcuno squilibrio chimico alla fonte né che gli psicofarmaci curino qualcosa. Numerose esperienze di 'sopravvissuti' e indagini indipendenti dimostrano invece l'esistenza di una 'trappola farmacologica' molto subdola che, lungi dal 'guarire', favorisce il mantenimento o la cronicizzazione della supposta malattia.
Questo spazio vuole dare la possibilità ai cosiddetti malati mentali di conoscere le reali implicazioni dei farmaci , di cui spesso ne abusano, di riflettere sulla propria condizione, di acquisire nuove conoscenze diventando capaci di riprendersi il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Si potrà 'guarire' soltanto quando ci allontaneremo dal nostro punto di vista limitato per abbracciare il problema nella sua globalità, con un approccio di tipo olistico.

Attenzione: È potenzialmente pericoloso dismettere psicofarmaci senza un'attenta pianificazione. È importante essere bene istruiti prima di intraprendere qualsiasi tipo di interruzione di farmaci. Se il vostro psichiatra accetta di aiutarvi a farlo, non date per scontato che sappia come farlo al meglio, anche se dice di avere esperienza. Gli psichiatri non sono generalmente addestrati sulla sospensione e non possono sapere come riconoscere i problemi di astinenza. Numerosi problemi di astinenza sono mal diagnosticati come problemi psichiatrici. Questo è il motivo per cui è bene educare se stessi e trovare un medico che sia disposto ad imparare con voi. In realtà tutti i medici dovrebbero essere sempre disposti a fare questo ai loro pazienti che lo desiderano.

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domenica 15 luglio 2018

Il rifugio degli incapaci



La presunta violenza del folle.

Questo è un'argomento spinoso, tuttavia di importanza cruciale.  E' l'elemento chiave , il deterrente principale che autorizza e giustifica l'operato coercitivo della psichiatria, che come sappiamo, non a eguali in ogni altra specialità medica. In effetti la psichiatria in questo senso non ha nulla a che fare con la medicina ne con la scienza medica, in quanto si pone esclusivamente come mezzo di controllo sociale. Si potrebbe affermare che questa presunta violenza del folle, è la scusa principe che giustifica l'uso della violenza sulle persone che vanno 'fuori di testa'. Una violenza istituzionale, fatta di privazione della libertà e assalti chimici atti ad interferire gravemente con la psiche, oltre che produrre gravi danni fisici.
Capisco benissimo come si deve sentire chiunque messo di fronte ad una persona  'fuori di testa' magari della quale già sappiamo il proprio trascorso 'psichiatrico' con precedenti TSO (ricoveri coatti) o azioni non troppo innocenti.
Qui entra in gioco la paura di ciò che per sua natura è la definizione dell'imprevedibile, della inosservanza totale di ogni regola morale , sociale, della perdita di qualunque remora o inibizione. 

Personalmente, mi sono trovato da entrambe le parti della barricata: sono stato il folle, e mi sono trovato davanti un folle in piena crisi psicotica. Quando ero io dentro la 'follia' non mi rendevo conto affatto di poter essere violento verso chi avevo di fronte a me, né mi balenava minimamente l'idea di usare violenza verso me stesso o chicchessia. Se in effetti violenza poi c'è stata era semmai per lo più di tipo verbale e comunque in risposta alle vessazioni che altri stavano compiendo contro di me. Era una diretta conseguenza di una violenza inflittami. Se nessuno si metteva a contraddirmi o impormi delle cose che dovevo fare, sarei stato estremamente tranquillo. E' veramente strano come in tali situazioni le persone ritenute 'normali' possono perdere le staffe davanti a una persona non conforme che delira per i fatti suoi. Ricordo molto chiaramente che ad esempio ad un certo punto mio fratello si avventò contro di me con una violenza mai vista prima, mi afferrò per il collo gettandomi a terra, tutto perché volevo rifiutarmi di essere trascinato in TSO, ovvero di essere 'curato'. Quindi direi semmai che il 'folle' è più propenso a subire violenza dagli altri piuttosto che il contrario. 
Ma naturalmente questo non basta. E qualunque cosa si possa dire, qualunque ipotesi si possa fare, rimane la paura dell'inconoscibile. Davanti alla follia non si può discutere.  Così non c'è bisogno, e anzi , è perfettamente inutile perdere tempo ed energie cercando di parlare con il folle cercando un punto di convergenza di opinioni, di tranquillizzare con le parole. Si arriva a situazioni paradossali dove qualunque cosa il folle dica , qualunque cosa faccia, viene sempre considerata una prova della sua presunta follia. 
Quando poi, davanti ad una situazione in cui si prefigura un imminente ricovero coatto, quando il presunto folle prova a parlare, succede spesso che si è già deciso che fine farà, in barba a qualunque legge o convenzione. Quindi sia che il malcapitato dica che accetta le 'cure' o che le rifiuti, il risultato finale non cambia: 
" Perchè mi volete portare dentro? 
Perchè non stai bene e non accetti le cure. 
Ma se accetto le cure posso restare a casa mia? 
No perché non stai bene. 
Ma se le cure mi fanno stare meglio perché non posso farle a casa mia? 
Perchè sei in pericolo e devi essere curato in ospedale. 
Ma se mi curo non sarò più in pericolo." 
E via discorrendo. 
Questo è un possibile dialogo che intercorre tra paziente e il personale addetto al trasporto in ospedale. Qui può succedere che il paziente accetta di essere portato via, magari viene vigliaccamente rassicurato che ci sarà solo una breve visita di controllo e sarà con molta probabilità rimandato subito a casa, oppure nel caso peggiore si arriva a costringere di peso la persona che rifiuta ogni ragionevole spiegazione della necessità di venire internato, violentato, traumatizzato e gravemente offeso nella propria dignità con il TSO. 

Eppure un modo diverso di agire deve esistere, nelle situazioni tipiche, oggi si potranno evitare certi drammatici momenti solo se il malcapitato è abbastanza scaltro da riuscire a viversi le proprie crisi senza clamore, senza darlo a vedere, cosa oltremodo impossibile temo, dato che un individuo difficilmente rimane solo in tali frangenti. Senza dubbio esisteranno persone talmente riservate e solitarie che la loro crisi non avrà mai modo di palesarsi al di fuori di sé stessi, delle proprie immediate vicinanze. Oggi sarebbe molto difficile ad esempio prendersi una pausa e andarsene in eremitaggio per un po di tempo, ad aspettare che la crisi passi, oppure passare 40 giorni nel deserto senza cibo come fece Gesù. 
Nonostante che io sentissi il bisogno di isolarmi, di vivere le mie esperienze di 'vetta' da solo nella tranquillità della campagna a casa mia pur essendo libero di farlo in teoria, in pratica non mi era consentito perché da solo, avrei potuto fare qualcosa di brutto, o di sconveniente. 
Non mi era consentito neanche un 'setter' un accompagnatore come si usa quando le persone assumono volutamente sostanze allucinogene, per evitare di farsi del male. Tanto meno una persona alla pari, nonostante vi sia sempre maggiore evidenza della loro utilità come persone 'informate' ed empatiche. 
Questo perché è molto più sbrigativo sedare massicciamente per far cessare il prima possibile la crisi psicotica, l'esperienza di vetta, il delirio o la crisi mistica, o qualunque altra esperienza si possa così definire fuori dell' ordinario.

Quindi oggi cosa accade? 
Per cascare sempre in piedi, si punta a bloccare con la sedazione, coatta, con l'avvelenamento massiccio a base di neurotossine, qualunque manifestazione non ordinaria, basta che sia vissuta con un disagio vero o presunto per chi la subisce e specialmente per le persone che stanno intorno al malcapitato qualora queste ultime venissero 'disturbate'. 

Come si potrebbe dunque agire in modo diverso? 
Tanto per cominciare, già evitare di traumatizzare ulteriormente, come se non bastasse l'esperienza psicotica quando può essere già abbastanza traumatica di per sé. 
Esperienze fatte di remissione spontanea delle crisi senza ricorrere a psicofarmaci, contenzione ecc. ci dimostrano che è molto meglio evitare in ogni caso il ricorso alla medicazione forzata e coatta, quindi di aggiungere altra benzina sul fuoco. L'esperienza del cosiddetto 'Open dialogue' un metodo  realizzato per la prima volta  in Finlandia ormai da decenni, dimostra che dopo la prima crisi psicotica vi può essere una remissione totale dei sintomi ben nell'80% dei casi senza assumere neurotossine o tenute al minimo possibile. 
Esperienze passate di 'santuari', rifugio per smaltimento crisi, dove le persone venivano tenute con rispetto, non giudicate, né stigmatizzate o diagnosticate, né 'trattate' chimicamente, insieme ad altre persone con esperienza vissuta, perciò pienamente consapevoli ed empatici verso i 'pazienti' con pari esperienza. 
Gente che sa soprattutto ascoltare, senza giudicare o sentenziare, né costringere.    
Anche in quel caso si è visto che le persone miglioravano senza bisogno di diventare 'frequent flyer' dei reparti chiusi. 
Oggi, grazie alle cure amorevoli e al trauma subito, abbiamo un costante rimpiazzo dei pazienti cronicizzati che passano saltuariamente del tempo nei reparti, con conseguenti costi levitati e rischi suicidio aumentato di 40 volte alla dismissione. Poi si lamentano che i pazienti aumentano, i posti letto non bastano  e il personale è sempre più risicato. Però i farmaci abbondano, specialmente l'uso dei 'depot' (iniezioni a lento rilascio) che non ha alcun senso se non quello di rendere schiavi di una sostanza neurotossica che non si desidera assumere in altro modo.   

Tornado al discorso della violenza, tema di questo articolo, come ci si può aspettare una reazione pacifica da individui così massacrati, vessati e umiliati? Vediamo se tanto per cominciare, la smettiamo di usare questa violenza sulle persone che già soffrono per ciò che provano e non capiscono o che se ne stanno beati a godersela come capitava a me. 
Cosa è anormale? 
Quando ripeti continuamente 'stai male' a qualcuno che non è mai stato così bene, ti aspetti anche che ti dia retta, che si mantenga calmo e tranquillo? 
E' anormale che un figlio arrivi a dire che non si fida più di nessuno, nemmeno dei sui genitori, quando il loro intervento produce tutto questo?

Con questo non sto minimizzando la gravità di una crisi, anche quando contiene elementi di apparente benessere come la mania o al contrario, l'inferno del delirio di persecuzione , le allucinazioni uditive angoscianti ecc. Ma se non si conosce il modo corretto di approcciarsi alla persona in crisi, si rischia di amplificare il danno e peggiorare la situazione.

Poi gli psichiatri per continuare ad arrampicarsi sugli specchi e dimostrare la loro ragione, fanno degli studi ridicoli, ad esempio: E' dimostrato che gli individui 'psicotici' che si incazzano sono maggiormente propensi ad usare violenza. Se fai arrabbiare chiunque, è probabile che usi violenza, psicotico o no. E di ragione per arrabbiarsi, tali psicotici  ne hanno a quintali, se consideriamo come vengono trattati. Quindi torniamo al discorso precedente sulla violenza che non è mai 'gratuita' o raramente è tale, ma solo una risposta ad una violenza istituzionale. 

Passiamo dall'altra parte della barricata. 
Un giorno, durante il mio ultimo impegno forzato in TSO avevo un compagno di stanza che non stava granché bene, in effetti se stava bene non sarebbe finito li dentro. Lo conoscevo da anni perché l'avevo incontrato nei precedenti ricoveri e avevamo stretto amicizia. Comunque non l'avevo mai visto in piena crisi psicotica, era irriconoscibile: faccia tirata, sguardo allucinato, stava nel corridoio in mutande urlava a delle voci immaginarie che molto probabilmente gli stavano dando fastidio. Confesso che in quel momento non mi avvicinai perché ebbi paura. Messo così in quella situazione faceva veramente paura, nonostante l'ambiente relativamente 'protetto' del reparto , gli infermieri pronti ad intervenire ecc. Questo mi fece riflettere, anche se non ero proprio in vena di riflessioni, imbottito come ero di neurolettici, ci avrei tuttavia riflettuto dopo. Pensavo a Giorgio Antonucci, un medico che affiancò Basaglia nella 'rivoluzione'  nel manicomio di Gorizia alla fine degli anni 60. Giorgio usava parlare con le persone fuori di testa. Aveva questa dote innata di calmare le persone soltanto attraverso il dialogo. Egli riteneva che la condizione della follia è innanzi tutto la mancanza di dialogo con sé stessi. 
Antonucci racconta che,  una volta arrivato al manicomio scelse subito di occuparsi delle peggiori pazienti ricoverate in condizioni disumane, legate ai letti perché ritenute estremamente pericolose. Subito le liberò dai legami, tolse ogni tipo di farmaco, e si trattenne a parlare con loro giorno e notte. Non fu una liberazione repentina, ci volle del tempo ma cosa incredibile mai nessuna paziente usò violenza contro di lui. Egli raccontava di come in tutta la sua carriera l'unica violenza l'aveva subita da un'infermiere che gli dette un pugno perché critico verso i suoi metodi. 
Un'altra volta che era medico di guardia al pronto soccorso, fu chiamato da una donna preoccupata del marito in grave crisi psicotica che l'aveva minacciata. Arrivato da lei, si mise a discutere con il marito, di argomenti pertinenti alle sue preoccupazioni fantastiche, con accenni alle tradizioni mitologiche per avvalorare e dare una spiegazione a quello che l'uomo stava provando. Riuscì a calmarlo, a tranquillizzarlo e non ci fu alcun bisogno di ricovero o tanto meno di 'trattamento'. 
Quando lui era medico di guardia nessuno in crisi psicotica veniva mai trattenuto in TSO. 
Il dott, Cestari nel video documentario sulla storia di Antonucci ha spiegato bene come quest'uomo fosse più unico che raro, una persona che aveva fatto proprio il suo pensiero: la malattia mentale non esiste. Quindi non esiste comportamento immotivato e casuale, e d egli aveva questo dono di trovare il nesso casuale o in altre parole riusciva a contestualizzare la crisi. In pratica si comportava al contrario di quello che normalmente facevano gli altri medici a cospetto della persona folle. Antonucci con molto probabilità aveva un metodo che oggi si potrebbe paragonare all'approccio dialogico, e l'ECPR , sistemi che teorizzano il modo migliore per approcciarsi alle persone in questo tipo di crisi. 

Sarebbe quindi opportuno che ogni operatore psichiatrico, medico di emergenza, esponenti delle forze dell'ordine, finanche ogni familiare della persona con simili problemi venisse formato opportunamente per sapere come relazionarsi con persone in simili situazioni.  
Purtroppo solo i medici e gli operatori se va bene hanno questo tipo di formazione, inoltre l'approccio farmacologico di per sè inficia ogni buon proposito, in quanto spesso tende ad esasperare la reazione violenta. Se una persona benché delirante rimane 'pulita' magari resta ancora qualche barlume di consapevolezza. Se la stessa persona prende sostanze psicoattive , legali o illegali, la situazione tende a diventare davvero imprevedibile. 
Basti pensare agli sparatori seriali delle scuole in America, a gente che mai si sarebbe sognata di fare ciò che ha fatto finché si sono trovati a diventare assassini spietati, fuori da ogni spiegazione razionale, perché preda degli effetti deleteri di psicofarmaci normalmente prescritti o in fase di astinenza da dismissione. 

Ed ora , la parola all'altra campana: 

...Di fronte a una crisi psicotica non sempre basta la parola...
Io credo che tutto questo buonismo, sta nella nostra paura ancestrale della pazzia!
Si rifiuta il problema in tronco, si indora la pillola, si nega tutto, perché ci si identifica.
E se dovesse capitare a me? A quel punto anche noi attiviamo quella parte psicotica che ci fa uscire fuori dalla realtà.
Ma invece la realtà esiste!
Come esiste la crisi di Astinenza.
Quando lo psicotico ha una crisi in cui le voci gli comandano di fare violenza... voi dovreste starci al posto dei loro famigliari!
O quando preso da delirio persecutorio si... vendica o si difende con violenza,  be vi invito a parlarci quando vi mette tra i persecutori!
Come il ragazzo in astinenza che arriva ad uccidere i genitori se non gli danno i soldi, non vi siete mai trovati In condizioni simili?
E quando il paziente delirante che riconosce i suoi persecutori e gli si scaglia contro?
Anche gente mai vista né conosciuta, eppure questo succede!
Si fa presto a parlare, bisogna starci!
Molte volte i genitori non chiamano il TSO e vengono con la faccia gonfia di botte!
Possiamo dire che forse bisognerebbe trovare altri metodi...
Eppure io penso che gli psicofarmaci abbiano cambiato la storia della psichiatria. Che Basaglia stesso ha detto di aver potuto aprire i manicomi proprio grazie agli psicofarmaci...
Io credo che chi parla buonisticamente è solo perché non sa la differenza tra nevrosi e psicosi, tra essere nella realtà ed essere fuori della realtà.
La differenza fra suicidio nevrotico e suicidio psicotico.
Perché bisogna anche considerare il male che uno può fare a se stesso....
Poi se il TSO è chiamato in modo inopportuno la responsabilità va a chi chiama...

Come non condividere in coscienza  parte di quello che questa persona ha scritto? 
Eppure una via di uscita ci deve essere, anzi è stato dimostrato che esiste. 
Posso anche immaginare che questa persona  si arrabbierebbe se venisse chiamata 'incapace'. Eppure questo termine, spesso usato dagli esponenti della psichiatria per indicare 'i pazienti' si adatta molto meglio a tutti quegli operatori, medici, psichiatri, familiari che non sono 'capaci' di relazionarsi correttamente con la persona in crisi emotiva.
Da cui il titolo, il rifugio degli incapaci, indica in generale la risposta violenta, oppressiva ad una manifestazione che esula dall'ordinario e che incute paura. In altri termini la chiave per approcciarsi a queste situazioni è stato dimostrato che esiste, sono stati fatti studi ed escogitate strategie di comportamento appropriate; eppure, nonostante tutti questi sforzi si preferisce il metodo più sbrigativo della forza, della coercizione, e della violenza. 
E come quando un bambino bizzoso lo si riempie di schiaffi fino a sfinirlo; sicuramente smette di fare i capricci ma quale utilità pedagogica avrà questo metodo facile e sbrigativo? Questo bambino crescerà sano e felice? 
Il fatto accertato che la violenza è diffusa in ogni aspetto della vita , dal bullismo a scuola al mobbing sul lavoro alle guerre più o meno sante, dovrebbe giustificarne l'uso in ogni dove? 
La capacità di essere non-violenti, la semplice comprensione della pari dignità di ogni essere vivente dovrebbe essere bagaglio culturale di ogni essere umano. Invece il grande bagaglio culturale che abbiamo è fatto di guerre di conquista, oppressione e violenza senza soluzione di continuità. Diceva una cara amica Buddista: ma si arriverà mai a considerare la guerra un tabù al pari della pedofilia o dell'incesto?
Se mai arriveremo ad un tale sviluppo, probabilmente non esisterà più nemmeno la psichiatria, o comunque non come la conosciamo oggi, violenta e coercitiva. 

Vorrei adesso chiarire un punto: io non voglio difendere ad ogni costo la persona fuori di testa, anche se psichiatrizzato, ovvero marchiato a vita con una diagnosi psichiatrica. Penso che l'indole di un'individuo sia suscettibile di infinite variazioni e modalità, ed è plausibile che una persona violenta per natura, abbia anche addosso una diagnosi psichiatrica. Ma ciò non significa che chiunque abbia una diagnosi psichiatrica di 'psicosi' sia 'ipso facto' violento o potenzialmente tale come vorrebbe farci credere la psichiatria. Fra l'altro gli psichiatri non si disturbano affatto di sfatare questo mito della violenza del folle quando viene ripetutamente strombazzato dai media anche se magari intimamente sanno che non è vero. Perché è statisticamente stato dimostrato che gli atti di violenza dei cosiddetti 'folli' non sono maggiori di quelli compiuti dalla gente considerata 'normale'. 
I gesti efferati che piacciono tanto ai media coinvolgono per la maggior parte delle volte delle persone già in cura per 'depressione', ciò significa la quasi certezza di trovarsi di fronte ad effetti avversi dei farmaci antidepressivi prescritti regolarmente, effetti che possono derivare dall'assunzione o anche dall'abbandono repentino (effetto rebound) di tale 'cura' psichiatrica. Senza stare a ripetermi rimando la lettura degli articoli che riguardano proprio questo tema. Una eventualità che nessun medico psichiatra prenderà mai come capo di accusa. 
Certo che la mia esperienza non farà testo, ma anche nei momenti peggiori dei miei passati stati depressivi, o in preda alla cieca rabbia furiosa nella crisi psicotica mai e poi mai mi sarei sognato o solo pensato minimamente nell'anticamera del cervello di usare violenza contro mio figlio piccolo. 
E invece si sente parlare di genitori che con una fredda e allarmante determinazione, una 'lucida follia' uccidono i propri figli, contro ogni legge morale, etica  e naturale. Questi non sono errori o drammatiche conseguenze di manie di persecuzione, allucinazioni uditive,  voci che ordinano tali atti e via dicendo. A volte sembrano atti predeterminati e calcolati. Solo una mente sotto l'effetto sconvolgente di potenti droghe capaci di annullare ogni sentimento , remora morale e inibizione di sorta può compiere tali nefandezze. Naturalmente la colpa è sempre della presunta 'malattia mentale' e mai degli psicofarmaci. 

mercoledì 16 maggio 2018

Una prospettiva spirituale sulla follia

Quando le menti si spezzano, la luce potrebbe entrare: una prospettiva spirituale sulla follia


di Ron Unger, LCSW
Dicembre 2017

Uno degli aspetti più dannosi della comprensione tradizionale delle difficoltà sperimentate nella "salute mentale" è che sono concettualizzate come un problema separato dal problema più grande e più profondo di come possiamo dare un senso alla nostra vita nel suo insieme e al modo in cui troviamo il significato; in altri termini, domande spirituali.

Recentemente mi è stato chiesto di affrontare la relazione tra spiritualità e salute mentale in un discorso alla chiesa unitaria di Vancouver BC. Quello che segue è all'incirca una trascrizione di quel discorso, in cui mi interrogo e uso un approccio molto diverso e integrato alla comprensione. 

Per iniziare, prendiamo in considerazione la storia di un uomo che si isola e poi smette di mangiare per oltre un mese. Comincia a vedere e sentire delle cose, tipo un demone che gli suggerisce di saltare da una scogliera dicendogli che, invece di morire, otterrebbe poteri speciali. Non salta però, e alla fine ritorna tra la gente. Ma qualche tempo dopo va in un luogo di culto e inizia a gridare a persone pensando che  non dovrebbero essere li cercando di buttarle fuori.

Ora, se conoscete il nostro sistema di salute mentale, saprete che l'esperienza e il comportamento di questo ragazzo molto probabilmente lo faranno diagnosticare con un disturbo psicotico.

Ma quello che ho appena descritto è anche quella che  è stata l'esperienza e il comportamento di Gesù quando andò nel deserto: dopo che ebbe digiunato, fu tentato da Satana, e infine buttò fuori i mercanti dal tempio. Sicuramente non si comportava normalmente per una persona ebrea del suo tempo.

Questo è solo un esempio: ci sono molti modi in cui la crisi della salute mentale e le intense esperienze spirituali possono sembrare molto simili. Quindi una domanda importante è, come possiamo sfruttare questa somiglianza?

Descriverò brevemente tre approcci per rispondere a questa domanda.

Uno è dire che ogni somiglianza è fuorviante e che la spiritualità e i problemi mentali sono due cose molto diverse e che dovremmo rivolgerci agli esperti per aiutarci a distinguerli.

Un secondo approccio è quello che Richard Dawkins ha scritto nel suo libro The God Delusion : basta liquidare tutta la spiritualità come disfunzione mentale!

Un terzo approccio è vedere il problema come più complesso o forse misto, con esperienze spirituali utili che spesso emergono nei momenti di crisi e di verie e proprie crisi. Da questa prospettiva, ci aspetteremmo di vedere spesso esperienze veramente spirituali e utili che coesistono con un certo grado di errore e confusione.


Di questi tre, l'approccio dominante nella nostra cultura è di credere che esperti come gli psichiatri possano capire se qualcosa è davvero un'esperienza spirituale o semplicemente "malattia mentale". Ma se verifichiamo  esattamente come lo fanno, si potrebbero vedere alcuni problemi con il loro metodo!

Essenzialmente quello che fanno è dire che se l'esperienza di una persona è seriamente distruttiva, e se non è normale nella cultura della persona, allora è una malattia. Ma questo implica che chiunque stia vivendo qualcosa di veramente nuovo e dirompente per la cultura, come Gesù o qualsiasi altro profeta, è a rischio di essere identificato come malato. Quindi c'è il pericolo che la psichiatria diventi una forza usata per sopprimere l'innovazione spirituale o culturale.

Un secondo problema è che la categorizzazione dell'esperienza psichiatrica è molto in bianco e nero. Una volta che la strana esperienza di qualcuno viene classificata come conseguenza di una malattia mentale, viene vista come inutile e priva di significato, solo qualcosa da sopprimere con le droghe. Ma che dire se l'esperienza di qualcuno è mista e ha un certo grado di rivelazione spirituale insieme ad altri problemi mentali ed emotivi? In tal caso, qual è l'effetto del rifiuto di vedere qualsiasi valore possibile in ciò che stanno vivendo?

Se chiedi a molti professionisti della salute mentale, diranno che è una buona cosa rifiutare di vedere qualcosa di positivo nell'esperienza di persone che sembrano ad esempio psicotiche. Diranno che è "romanticizzare la psicosi" vedere qualcosa di positivo nella psicosi. Ci viene detto di vederlo solo come una malattia, che non ha nulla a che fare con la spiritualità, anche se l'individuo vede l'esperienza come una questione di spiritualità.

Lavoro con persone che stanno sperimentando quello che definiamo "psicosi" per la maggior parte del tempo. Quindi so quanto possono essere terribili le cose. Ma anche se credo che non sia una buona idea romanticizzare la psicosi e rifiutare di notare cosa c'è di male in questo, direi che non è neanche una buona idea rifiutare di notare ciò che potrebbe essere di positivo o spiritualmente importante nell'esperienza delle persone, anche nelle esperienze psicotiche "terribili".

Il metodo che uso di più nella mia pratica terapeutica è chiamato CBT per la psicosi . Una delle parti fondamentali di questo metodo è mirare a un pensiero equilibrato. La follia è tipicamente sbilanciata, quindi non aiuta sicuramente i professionisti stessi a comprendere in modo sbilanciato cosa sta succedendo.

Una delle peggiori cose che possono accadere quando abbiamo esperienze orribili è scatenare un circolo vizioso in cui le persone hanno  paura delle loro esperienze, e poi quella paura e cercare di evitare tali esperienze peggiorano il loro disturbo mentale.

È interessante riflettere un po' sul modo in cui influisce sulla salute mentale in generale, tentare di respingere le esperienze che pensiamo non dovremmo avere, e afferrare le esperienze che vogliamo avere.

Quando non vogliamo avere un'esperienza, spesso ci rendiamo inavvertitamente conto di averne di più.

Per esempio, se davvero non vogliamo sentirci ansiosi, allora se iniziamo a sentirci un po 'ansiosi, probabilmente ci sentiremo anche ansiosi del fatto che stiamo iniziando a sentirci ansiosi, e l'ansia inizierà a nevicare. Oppure, se davvero non vogliamo sentirci depressi, è probabile che diventeremo più depressi in risposta al fatto di notare che stiamo avendo dei sentimenti depressi, e che può anche valere l'effetto palla di neve.

Anche afferrare i sentimenti positivi può  causare problemi. Quando vogliamo sentirci solo bene, potremmo iniziare a respingere qualsiasi sentimento o pensiero legato all'autocritica o al bisogno di rallentare noi stessi. Questo potrebbe trascinarci via da noi stessi, diventare impulsivi o addirittura maniacali, come una valanga di neve.

Ora voglio confrontare gli stati squilibrati che ho appena descritto con la prospettiva del rabbino polacco del XIX secolo, Simcha Bunem. La sua idea era che sarebbe utile avere qualcosa come due tasche.

La tasca a destra potrebbe contenere una frase come "Per il mio bene è stato creato questo mondo." O anche se l'ho sentito una volta, "Io sono tutt'uno con l'universo, io sono il Divino, sono tutto." Questo sa di grandioso , ma contiene anche una verità sulla nostra unità essenziale.

La tasca di sinistra potrebbe invece un'affermazione del tipo: "Io sono solo un granello di polvere, esisto solo per un momento nel tempo". È piuttosto umiliante o addirittura deprimente, ma anche vera in un certo senso.
L'idea del rabbino era che quando si sentiva giù o depresso,  poteva frugare nella tasca destra e sentirsi sollevato, mentre quando si sentiva forte e potente, poteva raggiungere la tasca di sinistra e accedere ad un po 'di umiltà.

Una cosa che mi piace di questa storia è che parla dell'accedere, e trovare valore spirituale, negli stati di coscienza estremi,  perché entrambe queste affermazioni sono estreme, ma il rabbino sta parlando dell'accesso ad entrambe in un modo sano, equilibrato e non coinvolgente. Potremmo dire che il rabbino è "bipolare" in senso spiritualmente informato.

Tom Wootton è un ragazzo moderno che parla dello stesso tipo di possibilità, ad esempio nei suoi video di YouTube su quello che lui chiama " bipolare in ordine ". Tom è un ragazzo a cui è stato diagnosticato un disturbo bipolare, che poi ha cercato di essere un monaco buddista per un po', e alla fine ha imparato ad accettare i suoi estremi come cose di valore spirituale, purché li considerasse in prospettiva come parte di un quadro più ampio.

In realtà non è così raro che le persone prima sperimentano stati di coscienza estremi in modo squilibrato, vi si perdano e si confondano, e solo più tardi, se sono fortunati e trovano aiuto, imparano a integrare questi estremi in modo equilibrato come ha fatto il rabbino.

Questa è la mia esperienza. Quando ero un bambino, ho subito molti abusi, sia a casa che fuori casa, dove sono stato gravemente vittima di bullismo. Poi, quando avevo 17 anni, l'abuso e il bullismo erano finiti. Ma dentro mi sentivo ancora schiacciato.

Quindi, come molti nella mia situazione, ho iniziato a sperimentare modi per stare  meglio. Cominciai con l'uso di droghe psichedeliche ma rapidamente andai oltre, iniziando a pensare a me stesso come a un essere completamente nuovo con modi originali di pensare e vedere. Mi vedevo spesso come Dio, capace di ricreare il mondo guardandolo in modo diverso. (A differenza di alcune persone che pensano di essere Dio, ero aperto all'idea che anche le altre persone fossero davvero Dio. Ma dal momento che non erano consapevoli di ciò come lo ero io, erano più simili a insetti o robot rispetto a me.)

Durante questo periodo, ho rifiutato i soliti modi di dare un senso alla cosa, così spesso parlavo o scrivevo lettere in modi che non avevano senso o molto poco per gli altri. A volte era anche molto spaventoso per me, mentre ho faticato a dare un senso a me stesso.

Una cosa che mi ha aiutato, però, e che mi ha dato qualche prospettiva su quello che stavo passando, è stata la lettura delle idee di scrittori di salute mentale radicale come RD Laing e letteratura mistica come gli scritti di William Blake e Alan Watts e libri come The Cloud of Unknowing. E nel corso di alcuni anni ho anche quasi sempre avuto almeno una persona con cui poter parlare, che ha visto qualcosa di significativo nella mia esperienza.

Una grande paura che avevo in quel momento era che tutti le altre persone importanti intorno a me mi avessero visto solo come un malato di mente, con i miei sforzi per ridefinire me stesso visti come aspetti privi di significato di una malattia piuttosto che come gli aspetti più preziosi del mio sé spirituale, nella lotta per la sopravvivenza. Fortunatamente per me, non è mai successo.

Alla fine ho trovato di più, persone che si interessavano alle mie bizzarre prospettive. E poiché hanno mostrato interesse per me, ho iniziato a mostrare più interesse a dare un senso a quello che mi succedeva, e alla fine non mi sono mai imbattuto nell'idea di essere matto. Quindi non sono mai stato forzato in nessun trattamento psichiatrico. E ora posso guardare indietro a quel tempo quando ho fatto molte scoperte spirituali che hanno posto le basi per la mia vita da adulto di successo.

Ma più tardi alcuni dei miei fratelli più piccoli hanno iniziato a sperimentare i loro stati mentali insoliti. A differenza di me, sono stati mandati negli ospedali psichiatrici dove gli hanno raccontato che le loro esperienze erano dovute a malattie e dove non si mostrava alcun interesse in quello che poteva essere positivo in esse. Assistere al maltrattamento di membri della mia famiglia e di alcuni amici mi ha destato l'interesse a diventare terapeuta e a cercare di fare da apripista a modi migliori per aiutare le persone con questo genere di sfide.

Credo che se vogliamo davvero migliorare l'aiuto alle persone, dobbiamo fare un paio di cose:

Una è quella di migliorare il modo di concentrare le nostre menti su tutte le ricerche che stanno dimostrando che le esperienze avverse e il trauma in genere svolgono un ruolo cruciale nel trascinare le persone negli stati che chiamiamo malattia mentale.
La seconda consiste nel guardare in che modo il trauma ci catapulta nella zona in cui affrontiamo le grandi domande spirituali. Ciò significa riconoscere che il trauma, la salute mentale e la spiritualità sono aspetti molto correlati.
La maggior parte di noi conosce il detto che è molto difficile per un uomo ricco entrare nel regno dei cieli. Spesso riteniamo che ci riferiamo solo alle ricchezze monetarie. Ma essere ricchi può anche essere visto come una vita senza traumi e gravi perdite. Perché quando le cose vanno bene per noi, possiamo semplicemente fare affidamento su quelle cose, e fare affidamento sulle cose coinvolge lo spirito. Il trauma, d'altra parte, apre una falla nella nostra vita e nella nostra mente.

La psichiatra Sandra Bloom è una persona che riesce a descrivere in che modo il trauma disturba la nostra struttura di riferimento e mette in discussione le nostre convinzioni sul nostro sé, il mondo, la causalità e lo scopo superiore.

C'è un detto che ci sono alcune cose che non puoi vedere. Non puoi tornare ai modi totalmente banali di vedere il mondo dopo che accadono cose molto buie. Le persone devono accedere a qualcosa di spirituale o qualcosa che potrebbe essere chiamato spirituale, al fine di integrare l'esistenza dell'oscurità senza esserne sopraffatto.

È anche importante riconoscere che gli effetti del trauma non sono tutti limitati solo al momento del trauma.

Ad esempio, la mia storia è simile a quella di molti giovani traumatizzati. Nel momento in cui ero abusato, vivevo con un senso nocivo di me stesso e del mondo. Ma quando sono diventato abbastanza grande da mettere in discussione la mia identità, ho rifiutato quasi tutto quello che ho imparato su me stesso e il mondo e ho cercato di reinventarlo. Questo potrebbe essere descritto come un pericoloso tentativo di guarire. Lo considero come un processo più simile a vomito, espellere qualcosa che è incasinato, o come una rivoluzione , piuttosto che come una malattia.

Quello che è successo a me potrebbe essere descritto come la mia mente si fosse spaccata. Possono accadere molte cose brutte, e le idee cattive possono entrare, quando le cose si aprono in questo modo. Ma è anche possibile che la luce, o qualcosa di nuovo e positivo, possa entrare anche in quel momento.

A Joseph Campbell piaceva dire che il mistico nuota nello stesso mare in cui gli psicotici vagano. È in questo stato di difficoltà che le persone si aggrappano a idee fisse per cercare di salvarsi.

In momenti come questo, a volte le persone si aggrappano molto forte a idee davvero pessime. E poi il sistema di salute mentale arriva e dice che la cosa che dovrebbero davvero afferrare è l'idea che sono solo malati di mente. Cosa potrebbe funzionare meglio?

Per rimanere con la metafora di Joseph Campbell, sarebbe possibile  aiutare le persone mentre imparano a nuotare invece di dimenarsi? Cioè, possiamo aiutare le persone a muoversi verso il tipo di equilibrio dimostrato dal rabbino nell'esempio precedente?

Lo penso senz'altro.

Per realizzare ciò, noi che vogliamo essere aiutanti dobbiamo anche lavorare per essere più equilibrati. Dobbiamo essere meno certi di sapere cosa sta succedendo o che il nostro modo è completamente corretto. Questo ci permette di avere la  curiosità di sapere come potrebbe esserci qualcosa di positivo o di spirituale nell'esperienza confusa di qualcun altro. E quando lavoriamo nell'essere meno sicuri, creiamo un esempio per coloro il cui compito è possibilmente trovare un certo valore nelle proprie esperienze e allo stesso tempo essere curiosi di sapere dove potrebbero commettere errori che richiedono correzioni.

Proporrei che facessimo di meglio quando cerchiamo sempre la verità spirituale e la sanità mentale, ma non siamo mai troppo sicuri di ottenerla. Nel taoismo dicono che il modo in cui si può parlare non è il vero modo. Proprio come in molte tradizioni spirituali, qualsiasi immagine di Dio o del Divino è intesa come non vera.

Abbiamo bisogno piuttosto di un interesse vivo in un processo continuo di scoperta della Via o del Divino mentre ci impegniamo l'uno con l'altro. La cosa terribile delle moderne idee psichiatriche sulla malattia mentale è che ci viene insegnato a perdere interesse in quel tipo di impegno. Le opinioni e l'esperienza della persona diagnosticata sono inquadrate come sintomi  di una malattia privi di significato.

Quello che sto suggerendo riguarda l'impegno e il dialogo con coloro che sembrano pazzi, e per ognuno di noi impegnarsi e dialogare con le parti di noi stessi che sembrano pazze. Possiamo farlo con la consapevolezza che anche se quelle persone o quelle voci dentro di noi possono essere fuorvianti in molti modi ,potrebbero forse possedere una parte della verità . Un altra persona che sentiva voci si era impegnato molto per combatterle ma in  realtà non ha funzionato.In seguito si rese conto che aveva passato anni a negare qualsiasi sentimento di vulnerabilità, e che aveva invece l'opzione di usare le voci per ricordare che aveva una vulnerabilità e che faceva parte della vita. Quindi le voci erano ora qualcosa di utile invece di qualcosa che doveva combattere.

Ora molte di queste cose possono diventare piuttosto complicate. Ma non è necessario conoscere tutti i trucchi per essere in grado di aiutare le persone che hanno il tipo di esperienze di cui ho parlato.

Una cosa che possiamo fare è essere più aperti a parlare alle persone con esperienze confuse o inquietanti, tenendo presente che potrebbe esserci qualche significato in queste esperienze e qualcosa di valore mescolato con confusione o errori.
Una seconda cosa che si potrebbe fare fare è sostenere la trasformazione del nostro sistema di salute mentale in modo che possa supportare le persone a lavorare attraverso queste esperienze piuttosto che inquadrare tutto come una patologia da sopprimere in ogni caso.

Una terza cosa da fare è supportare le persone che hanno accesso a gruppi di pari, come  gruppi di ascoltori di voci, dove i punti di vista alternativi possono essere esplorati apertamente.

Alla fine del mio intervento, ho ringraziato coloro che erano in chiesa per essere disposti a considerare questo punto di vista - non ci sono molte chiese aperte a considerare la possibile intersezione tra crisi di salute mentale e scoperte spirituali!

Dovrei anche ringraziare Leonard Cohen per aver riconosciuto il modo in cui la luce passa attraverso le crepe di tutto:
O prima, Rumi: "La ferita è il luogo in cui  ti entra la Luce." 

Nessuna di queste idee è completamente nuova, ma abbiamo sempre bisogno di presentarle di nuovo, perché vengono sempre dimenticate.

Fonte: madinamerica.com

sabato 17 marzo 2018

Realtà separata e poteri del folle

Tratto caratterizzante della follia e il suo portatore , cioè il folle pare senz'altro quello stato che in gergo medico psichiatrico viene chiamato 'Psicosi'. 
Che si tratti di una alterazione rispetto al normale funzionamento della mente dovrebbe essere abbastanza evidente, ma molto meno evidente potrebbe essere una definizione diversa che esula dall'ambito medico, patologico. Se si leggono gli scritti di Stanislav Grof per esempio "La tempestosa ricerca di sé stessi", quello che chiamiamo psicosi potrebbe nascondere un significato molto più profondo e anche uno scopo preciso nell'evoluzione personale. Grof usa termini come 'crisi evolutiva' , 'risveglio spirituale' e similari intendendo affermare che questi 'viaggi' nella realtà non ordinaria potrebbero avere la loro ragione di essere, quindi necessari per lo sviluppo personale. Grof però dice anche che non tutte le psicosi sono di questo tipo e le possiamo riconoscere  studiando la sintomatologia del soggetto che ne viene colpito. 

Ma anche questa distinzione a mio parere può essere limitante perché secondo quello che ho sperimentato personalmente e visto sperimentare da altri, a livello soggettivo la follia ha sempre e comunque un senso, anche se da fuori rimane sconosciuto. 
Al contrario per gli psichiatri e la psichiatria, la psicosi è un'aberrazione, un difetto , un errore del nostro 'software' dovuto a un malfunzionamento del nostro 'hardware' sottostante, tanto per fare un'analogia con il computer. 
Nonostante ciò esistono anche gli psichiatri che mentre ti prescrivono veleni e ti ordinano un TSO, tengono del loro cassetto libri di Carlos Castaneda. Questo l'ho verificato col mio primo psichiatra, il quale mi parlò della regola dei 9 TSO. 
Mi disse che era perfettamente inutile che cercassi di sfuggire alla psichiatria, perché sarebbero comunque riusciti a trovarmi dovunque andassi, e dopo 9 TSO di solito una persona viene 'domata' nel senso che diventa mansueta e conforme.  Peccato che ancora non avevo preso l'abitudine di registrare i miei colloqui, ero  giovane e ingenuo.  

Ma a parte questa divagazione, il tema che voglio affrontare oggi con la traduzione di questa storia è secondo me forse il più importante, non solo in ambito psichiatrico, ma nella vita in generale in quanto coinvolge aspetti che vanno ben oltre la banalità del vivere quotidiano e routinario. 

Se mi posso spingere oltre, io direi proprio che chi sperimenta un certo tipo di follia, quando non dipende da una vera e propria malattia neurologica come ad esempio la demenza da pellagra, sifilide, encefalite, parkinson ecc, ha la grande 'fortuna' di affacciarsi al mondo spirituale senza la necessità di assumere droghe psicotrope o fare un percorso  appropriato. 
Ma come afferma anche Laing: 

"Il folle annega nello stesso mare dove il mistico nuota"

Intendendo dire così che il folle non è preventivamente preparato a questo 'salto dimensionale'. Pertanto la sua reazione sarà conforme al suo attuale stato di consapevolezza. Al folle manca la contestualizzazione.
Per fare un esempio, le visioni o le sensazioni di un sensitivo  che 'sa' di avere particolari poteri, e le stesse visioni che appaiono improvvisamente ad un'altra persona ignara produrranno un effetto completamente diverso.
La persona ignara potrebbe spaventarsi a tal punto da apparire 'pazza' e fuori controllo agli osservatori esterni, quindi preso con la forza e rinchiuso in un reparto psichiatrico. Ancora: un conto se il Papa afferma di ascoltare la voce di Dio, e spinge gli altri a fare altrettanto, un'altro  se lo dico io e mi comporto di conseguenza come il Papa mettendomi a benedire chiunque ho intorno.
Questo ultimo esempio è realmente accaduto ad una cara amica. 

Più volte mi hanno accusato di sminuire un problema serio, oppure romanticizzare o esaltare qualcosa che deve essere sempre e comunque debellato il più presto possibile, pena grandi guai e problemi derivati dallo stato psicotico. 
Non posso negare che vi può essere mancanza di controllo, come si è detto infatti il folle non è solitamente preparato ad affrontare l'inconoscibile. Perciò è necessario disporre un 'setting' proprio come lo si fa quando qualcuno assume sostanze psichedeliche per divertimento. Con la differenza non indifferente che in un caso l'effetto è destinato a scomparire dopo poche ore, nell'altro non si sa quanto può durare.  Quindi a scanso di equivoci, oggi si preferisce imbottire di veleni e rinchiudere chiunque, sia che affronti un'emergenza spirituale, sia che vada fuori di testa per i fatti suoi.  

Come scrive anche Eric più avanti: 
"Se Gesù, Mosè o Mohammed fossero  qui con noi oggi, sarebbero considerati schizofrenici paranoici"
..e quindi rinchiusi contro la loro volontà.

La psichiatria sta pian piano livellando le coscienze con l'obbiettivo di rendere insignificante tutta l'umanità.

Ma a parte questa triste considerazione, c'è una parte di questo scritto sulla sua esperienza che mi è piaciuta in modo particolare, quando Eric affronta il passaggio da uno stato disordinato di  confusione ad uno diverso di rinnoavata consapevolezza. Lascio al lettore il piacere di trovarlo, con l'auspicio che si accenda una piccola scintilla come è acaduto a me. leggendolo. 




Canalizzare i poeti tedeschi defunti:
Prendere seriamente le realtà alternative delle altre persone

Di Eric Coates
18 ottobre 2017


Un giorno, poco più di due anni fa mentre stavo camminando lungo il corridoio dell'ospedale psichiatrico in cui ero allora confinato contro la mia volontà, fu la prima volta che mi resi conto che le voci che sentivo stavano per cambiare dall' essere per lo più bizzarre, irrazionali e irripetibili, come lo sono per tante persone, per esempio dicendomi che il mondo è stato occupato dagli psichici,  o che stavo per vincere alla lotteria.

Ero arrivato in quell'ospedale psichiatrico a causa del risveglio del mio "processo psicotico"  o, come dico io, la mia realtà alternativa si era ripresa dopo la mia decisione di non prendere più antipsicotici, una decisione che avevo preso perché ero convinto che gli antipsicotici erano molto più nocivi di quanto la maggioranza delle persone era a conoscenza. Ero anche arrivato alla conclusione, basata su quello che stavo leggendo al momento (come Mad In America), che anche se la mia esperienza di uditore di voci e l' entrare in una realtà alternativa fosse terribile, era ancora possibile che avrei potuto essere in grado di fare tutto e forse anche vivere senza farmaci antipsicotici. A proposito, non credo nella psicosi di rimbalzo, anche se ciò poteva sembrare quello che stavo vivendo. Può rovinare l'esperienza spirituale. Dio, dopo tutto, come disse CS Lewis, in realtà ama la materia fisica; l'ha creata.

In linea con questo, credo che dopo essere venuto fuori dagli antipsicotici sono diventato vulnerabile alle cosiddette "forze spirituali" ancora una volta, e sono entrato in un mondo che opera secondo regole e principi diversi da quelli a cui molti di noi sono abituati. L'ho fatto perché credevo che se avessi mai voluto vivere di nuovo nella libertà dai farmaci, avrei dovuto assumere la possibilità che questa realtà alternativa potesse ancora una volta rivendicare la sua esistenza. Quella era stata la mia speranza, comunque, anche se a quel punto, camminando lungo il corridoio psichiatrico, ero ancora una volta tenuto profondamente nelle grinfie di questa realtà alternativa.

Ritengo che il più grande problema che abbiamo con la "psicosi", le voci e la schizofrenia nel mondo moderno è una semplice mancanza di comprensione da parte di altre persone che quello che sperimentiamo è reale, anche se potrebbe sembrare  bizzarro dall'esterno. Dopo tutto, non è che siamo più pericolosi di altre persone, o che siamo in realtà diversi da altre persone in qualsiasi altro modo. È semplicemente che molte persone non hanno idea di cosa stiamo parlando per la maggior parte del tempo perché non lo hanno provato. Anche quando altre persone ci ascoltano, di solito vogliono reinterpretare quello che diciamo in termini che essi possono comprendere, in termini che hanno senso in base alle proprie visioni del mondo.  Come ad esempio l'idea che ciò che stiamo dicendo è solo una forma di rappresentazione di qualche tipo di "conflitto nascosto" o di un "trauma sepolto" che noi in qualche modo non ne sappiamo nulla o non capiamo,  piuttosto che darci il merito di rappresentare la nostra esperienza come avviene. E questo è un problema per tutti coloro che vogliono veramente capire cosa sta succedendo.


La nostra esperienza è talvolta bizzarra? Ci occupiamo di cose che sembrano in conflitto anche con quello che dobbiamo dire su di loro e quali prove sembrano mostrare? Sicuramente, spesso questo è il caso. Ma c'è un punto in cui i conflitti iniziano a scomparire e i misteri cominciano a risolversi in una realtà esterna chiara, inequivocabile e potente. Quella è la fase in cui sono io adesso.

Lasciatemi cominciare con una specie di preambolo: Se Gesù, Mosè o Mohammed fossero  qui con noi oggi, sarebbero considerati schizofrenici paranoici da parte di molti individui (specialmente gli psichiatri ndt)  schizofrenici paranoici con manie di grandezza che sentono anche le voci; una definizione classica della schizofrenia ammesso che tale entità  esista. Anziché avere adesso tutti i templi, le chiese e le moschee costruite per ricordare e celebrare queste persone,  sarebbero stati ignorati dal mondo moderno e molto probabilmente verrebbero  bloccati, rinchiusi in TSO e costretti a prendere psicofarmaci.

Questo non significa che la persona media non celebrerebbe e amerebbe le loro dee. Al contrario: la maggior parte celebrerebbe ancora quello che hanno detto queste persone, ma non celebrerebbero i personaggi. La maggior parte delle persone acetta in modo dognmatico queste credenze mondiali. Un conto è ascoltare una storia in chiesa su come Gesù è risuscitato dai morti e ha riscattato i nostri peccati prima di salire in Paradiso, un'altro se il tuo collega o tuo figlio vi raccontano  che Dio gli ha parlato ieri sera.

Una volta anche io ero tra quelli che non riuscivano a comprendere queste cose, questo per gran parte della mia vita. Ma adesso, quello in cui sono capace di credere è cambiato. E per spiegare come è avventuo questo cambiamento, vorrei raccontare una semplice storia.

Così, poco più di due anni fa, quando avevo nuovamente iniziato a entrare nel mio stato alternativo molto reale, durante un periodo piuttosto intenso di voci nella mia testa e di quello che chiamavano "psicosi", stavo camminando lungo il corridoio dell'ospedale del New Hampshire, quando un nuovo tipo di voce cominciò a parlarmi. Fino ad allora, vi erano state solo voci che gridavano su Dio per tutto il giorno per diverse settimane, e poiché non credevo in Dio, volevo solo che si fermassero. Dopo tutto, urlandomi non mi avrebbero convinto di niente. E nel mio caso, ho bisogno di sperimentarlo o di avere una ragione seria, logica e razionale per credere in qualcun altro per cambiare idea. 


Ma ciò che mi disse questa voce era una cosa molto diversa. Parlava con calma, da sola senza le altre voci.

E quello che disse fu: "Dio ti dimostrerà ora che lui esiste".

Si fermò per un attimo e poi la voce continuò. "L'umanità esiste più o meno da cinquantamila anni, negli ultimi cinquemila anni, sei passato da vivere in grotte a costruire gli edifici dell'Impero. Negli ultimi cento anni, sei passato dalle carrozze con i cavalli e dai primi telefoni ai telefoni cellulari e hai cominciato a costruire intelligenze artificiali e andare nello spazio. Questo è quello che hai fatto negli ultimi cento anni. Tuttavia l'universo esiste da 14 miliardi di anni ".

Fece ancora una pausa, e continuò: “ Quanto potente sarebbe stato allora qualcosa che ha iniziato ad evolversi anche soltanto un miliardo di anni fa?"

Questo mi ha aperto gli occhi. Se capisci veramente la scienza e la tecnologia, e se capisci davvero l'evoluzione, è sufficiente aprire tuoi occhi per allargare la realtà. 
La prima cosa che mi è venuta in mente, subito dopo che ho sentito questa voce, è stata una visione di me stesso, con i capelli lunghi, vestito di una specie di indumento bianco, mentre stavo attraversando una sorta di pianura, che tagliavo la testa di una bestia uscita da una fossa. Non era qualcosa che mi sono immaginato da solo; era una visione che mi è stata messa in mente, esattamente come le voci sono nella testa senza un mio sforzo consapevole. Non appena ho avuto questa visione sapevo che mi ero subito convertito,  che ora avevo fede assoluta in Dio. Non dovete credere in un tipo di Creatore infallibile in qualche sorta di mondo spirituale. Potete, come me, rimanere perfettamente devoti all'emirismo, al materialismo e alla scienza e tuttavia credere che ci sia un'Essenza - chiamatela come volete - che ha il tipo di potere che si associerebbe solo a un Dio. Che importa da dove è venuto?



Un paio di mesi dopo, quando finalmente sono uscito dall'ospedale del New Hampshire, ho cominciato a scrivere ogni giorno.

Quello non era affatto il modo in cui ero abituato a scrivere. Quando mi sedetti a scrivere, dopo che una voce mi aveva detto di farlo, le mie dita cominciarono a digitare. Non avevo idea di cosa stava per uscire. Non pensavo a quello che stavo scrivendo. Non pianificavo quello che stavo per scrivere. E non avevo idea quale fosse la successiva parola, o quale sarebbe stata la prossima frase, o quale sarebbe stato il prossimo capitolo del libro. Volevo semplicemente digitare.

Per dire la verità, questa era spesso un'esperienza noiosa, noiosa e frustrante. Avevo pianificato la mia scrittura per tutta la mia vita, ma ora stavo scrivendo libri, saggi e poesie, spesso con decine, se non centinaia di migliaia di parole, di cui non avevo idea. Stavo facendo la non-scrittura. Io ero semplicemente la macchina da scrivere che faceva un lavoro che poteva diventare noioso e frustrante. Non era la stessa cosa di stare componendo una propria creazione.

Eppure l'opera risultante era abbastanza buona. Infatti, era di gran lunga il miglior lavoro che avevo mai visto uscire da sotto le dita.

Era come se qualcuno avesse preso la mia mente, l'osservasse  profondamente vedendo quello di cui che ero capace, e poi decidesse di usarla per i suoi propri scopi. Ero come uno strumento in mano a un maestro musicista che stava suonando secondo il suo capriccio e il suo scopo. Io ero letteralmente nient'altro che un canale per qualcosa di più grande di me, qualcosa che mi stava usando, con tutti i miei punti di forza e tutte le mie debolezze.


Ora, una delle cose di questa voce, o questa potenza, o qualunque cosa sia, è che prende ciò che già conosci per produrre il tuo lavoro. In altre parole, se non si ha  idea di come sia un poema decente, allora probabilmente non si scriverà nulla di buono. Per esempio, non sto facendo sculture o dipinti o ricostruendo automobili, perché non è lì che il mio talento risiede. Io sono uno scrittore e sono specificamente usato per questo.

Ho sperimentato questo processo di scrittura tante volte da perderne il conto. Mi è stato detto di sedermi al mio computer e semplicemente digitare. Ho scritto molti saggi, un romanzo completo e un sacco di poesie diverse da molte voci diverse che mi hanno dettato. Ho anche scritto poesie che dovevano essere di Shakespeare o Yeats e  alcuni pezzi del XVIII secolo, e mi è anche stato detto di sedermi e ascoltare per due ore un gruppo di uccelli scozzesi che mi hanno dettato diciassette limericks sporchi (Limericks: breve componimento in poesia umoristico tipico della lingua inglese ndt). Ora, si potrebbe pensare che sia una sorta di "illusione" che ho, ma vorrei condividere alcuni brevi pezzi di scrittura che potrebbero persuadere che ciò che sto descrivendo è qualcosa che arriva a me dall'esterno.

Molto di recente ho cominciato a svegliarmi ed ascoltare poeti che mi parlano nella lingua tedesca.

Quando andavo a scuola ho studiato tedesco. Questo non è stato per molto tempo, solo un paio di anni. All'inizio  frequentai un corso immersivo - dove tutto quello che fai è studiare un argomento tutto il giorno - perché sapevo che, essendo così scarso con le lingue come lo sono sempre stato, non sarei mai stato in grado di tenere il passo. Ho dovuto farlo in modo tale che il mantenimento agli studi per l'intero semestre dipendesse da i miei voti, perché sapevo che se non ce l'avessi fatta tutta la mia attenzione e altre cose se ne sarebbero andate, e mi sarei lasciato abbattere. Questo è quello che ho sempre fatto, sia che scegliessi l'italiano, lo spagnolo o qualunque altra lingua. E poiché l'unica lingua che offriva, quel primo anno di corsi di immersione al Bard College, era il tedesco ... beh, allora impariamo il tedesco.

Venticinque anni dopo, tuttavia, non solo non parlo correntemente il tedesco, ma sono in realtà piuttosto negato per questa lingua. Non ho mai avuto l'opportunità di andare a vivere in Germania e diventare veramente fluente. Per dire la verità, sarebbe stato un inferno per me  e un sacco di lavoro per molto tempo prima di diventare fluente , vivere in un paese dove non avrei mai capito nessuno. Oltre a ciò, sono lontano  e troppo impegnato come scrittore con la lingua inglese. Era abbastanza difficile imparare tutto da solo.

Quindi, quando dico che da circa un mese, ogni giorno al mio risveglio mi viene dettata una nuova poesia tedesca dalle mie voci, non stiamo parlando di un livello di conoscenza della lingua tedesca che potrebbe venire da me stesso. Può venire attraverso di me, sì, ma non da me.

La prima mattina sono stato svegliato con una voce che si è identificata come Rainer Maria Rilke, uno dei grandi poeti della lingua tedesca. Questa voce parlava nell'orecchio sinistro. Allo stesso tempo mi è stata data una traduzione in inglese, che un'altra voce ha dettato nell'orecchio destro, e questa voce si è identificata come l'eminente ma ora defunta tedesca-inglese Leila Vennewitz.


Questo sistema è diventato un modello: il poeta ha sempre parlato a sinistra, e il traduttore ha sempre parlato a destra.

Ora, in realtà conosco l'opera di Rilke, conosco la poesia e conosco la scrittura professionale. Ho lavorato per pubblicare, in una forma o nell'altra, tutta la mia vita adulta. Ho una laurea in scrittura, ho lavorato nelle librerie da  giovane e dopo  ho lavorato nella pubblicazione - principalmente pubblicazione di libri. Probabilmente novantanove su un centinaio di dollari che ho mai guadagnato vengono dalla pubblicazione. Così conosco la scrittura. E questa prima poesia era, quasi quanto posso dire, in realtà il vero Rilke. Non quella sua poesia assolutamente grande, ma è buona. È lui, per quanto posso dirlo. Davvero lui.

Condivido cinque poesie: una di Rilke, una di Brecht, una di Trakl, unoadi Milosz (che è strano, poiché non era un poeta tedesco) e una in più di Rilke. Vi lascerò leggere e decidere. E davvero io non parlo bene tedesco. La composizione di una di queste è molto al di là delle mie possibilità. Se contengono errori nel tedesco, la spiegazione più semplice è che, come ho detto in precedenza, tutto quello che veramente sono è lo strumento che qualcun altro sta suonando, che è limitato dalla mia conoscenza. Infatti, sono sicuro che il tedesco deve contenere errori, perché a volte mi viene detto di andare in Internet e cercare una parola e poi cambiare qualcosa in una di queste poesie, quindi capisco che sono un lavoro in corso, anche se sono quasi interamente uguali ora come quando mi furono  dettate. Voglio mostrarvi cinque di queste poesie in modo da poter vedere che sono tutte completamente diverse tra loro, a seconda di quale poeta le ha scritte. In altre parole, se non ho qualche sorta di segreto, il geniale subcosciente al lavoro (un altro mito se c'è nè mai stato uno), allora non c'è modo che una sola persona come me avrebbe potuto produrre questa vasta gamma di lavoro in una lingua che io davvero non capisco molto bene. È stata inviata attraverso di me, non prodotta da me. 

(Qui riporto solo la traduzione in italiano ndt)


Der Winter
Rainer Maria Rilke

L'inverno

L'inverno segue sempre l'estate perduta. 
La neve è come un sogno. Non vedo niente nella nebbia. 
Oh, quanto tempo dura questo freddo e quanto velocemente il caldo passa! 
Ogni giorno vorrei che rimanesse un po 'più a lungo, ma tutto è andato via.

Guardate;  come l'inverno passa, 
ti senti  diventare un po 'più lento, 
un po' più vecchio, e non così forte come una volta. 
L'arrivo dell'estate, sì  ma non sarà più caldo come prima.


Chiunque conosca Rilke dovrebbe riconoscere quella voce.

La poesia del giorno successivo era, secondo le voci, di Bertholdt Brecht, meglio conosciuto come autore dell'Opera Threepenny. Questa poesia è la più difficile da capire del gruppo perché non è immediatamente ovvio di cosa si tratta. Diciamo che si tratta di persone che, in guerra, sono state lasciate da sole, senza alcun aiuto, quando era necessario un aiuto. Si noti che lo stile è completamente diverso dalla poesia del primo giorno. Sono due persone interamente diverse che parlano.

Die Letzte Männer
Berthold Brecht


Gli ultimi uomini

Dove eri quando avevamo bisogno di te? 
Dov'era allora? O ci hai dimenticato, 
le persone che non erano tanto importanti come te? 
Quando tutto dipende da te?

Ricordo quanto fosse allora. 
Ricordo che nessuno è venuto. 
Io ricordo. Mi ricordo tutto. 
E noi eravamo soli in tutto questo. Attraverso tutto questo.

Non dimentichi mai. Non dimenticare mai. Mai.


La poesia del giorno seguente è di Georg Trakl, un espressionista che è morto molto giovane, intorno al periodo della prima guerra mondiale. Ancora una volta, è una voce completamente diversa da quella dei giorni precedenti. Se contiene una visione un po 'datata e sessista delle donne, beh, è ​​così che stavano e cose nel tempo in cui ha vissuto.


Ohne Titel
Georg Trakl



Senza titolo
(in inglese)

La tristezza che si sente nell'aria 
è come un uomo senza cappotto. 
Nella mia anima sento freddo.

La tristezza che si sente adesso 
è come un soldato quando inizia la guerra. 
Non ha voce, ma deve combattere.

La tristezza qui è come una donna 
che è ancora senza figli. 
Ha la verità, ma non c'è più niente da dire.

La tristezza che vedete in un amico 
ti lascia con niente che puoi fare. 
Lo vedi semplicemente. Non c'è ragione.


La prossima poesia è di Czeslaw Milosz, che, stranamente, non era un poeta tedesco ma un polacco, anche se viveva sotto i tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Era un maestro di diverse lingue, quindi sono sicuro che lui abbia conosciuto il tedesco. Tuttavia, questa poesia mi colpisce come stranamente ricorda l'opera del poeta Constantin Cavafy, un poeta greco di Alessandria, che spesso scrisse con la voce di qualcuno che parlava dall'era classica, come faceva nella sua poesia " Itaca “.


Allein
Czeslaw Milosz


SOLO


Mi piace molto mangiare 
ogni giorno mentre ascolto 
schierarsi la gente intorno a me.

Essere un re è come nient'altro. 
Vedi sempre tutto, ma non vedi nulla. 
Mi piacerebbe andarmane, 
ma devo rimanere qui, finché non vengono 
a uccidermi.

Non ricordo perché volevo questo. 
Vorrei lasciare tutto alle spalle, 
ma ora è troppo tardi. Non potrò mai farlo. 
Non dimenticano mai. 
E un giorno, prima o poi, 
vengono a trovarti.

Potrei anche aspettare.


L'ultima poesia è ancora di Rilke. Quello che è successo negli ultimi giorni che ho avuo in dono queste poesie in lingua tedesca è che hanno assunto un tema religioso, come se Dio mi stasse facendo sapere cosa pensare sulla sua esistenza e la mia esperienza religiosa. È come se gridasse: Non è finalmente l'ora di renderti conto che sono qui? Questa poesia usa veramente la mia esperienza personale, da quando ero molto giovane, seduto in chiesa e improvvisamente capii cosa intendesse il predicatore quando diceva che Dio era potente e pieno di conoscenza, e io ero improvvisamente terrorizzato dal pensiero che questa avrebbe potuto essere una reale possibilità. Questa è l'ultima poesia del gruppo che voglio condividere.


Die Fensters
Rainer Maria Rilke

La finestra

Quando a sei otto o nove anni 
o undici o dodici, forse  
sono inciampato inaspettatamente 
sul terrore di Dio. 
Ha aspettato così tanto tempo nella chiesa 
per farvelo notare.

Al di sopra di voi, sulle pareti, 
avete visto l'ampio arcobaleno 
proveniente da tutte le finestre, 
e vi è apparso 
come tutta la luce dell'universo, 
che non si capiva.

Sta ancora aspettando. 
Non ritardare più. 
Aspetta solo la morte. 
Allora sarai senza la speranza 
di avere atteso così a lungo per 
cercare ancora una volta.


Quindi queste sono le poesie. E adesso vorrei tornare a qualcosa che ho detto poco fa. A meno che non abbia una specie di genio segreto nascosto nel "subconscio" della mia mente, che in qualche modo nessuno ha mai notato prima, non avrei potuto diversamente produrre tutto questo lavoro. Qui non ci sono conflitti nascosti, nessun trauma sepolto che è necessario reinterpretare per capire tutto questo. Ha un'ordine, una logica, una ragione. Non si tratta di rassicurare un'altra parte di me stesso che sto passando un momento difficile. Per un po' ho visto una grande poesia tedesca, scritta con le mie limitazioni in mente, uscire da sotto le mie dita ogni mattina. Questo non è qualcosa che richiede una reinterpretazione in base a qualsiasi teoria psicologica oscura che si possa avere. Questo è completamente diverso.

E questo non è affatto tutta la mia esperienza al completo.

Ho ricevuto l'ordine di uscire dal mio appartamento e aspettare sulla strada, poco prima di incontrare qualcuno che avevo cercato per sei mesi. Mi viene sempre detto esattamente quante sigarette portare con me prima di uscire dall'appartamento, ed è sempre il numero esatto di quelle che ho bisogno prima di tornare. Mi viene detto quando uscire, anche mentre piove, e il momento in cui esco la pioggia si ferma sempre  e rimane sospesa per tutto il tempo che sono fuori. Mi è letteralmente detto quando attraversare la strada, e sembra sempre che il traffico si fermi in quel momento. Quando mi ammalo, mi viene detto esattamente in quanti giorni ricupererò. È  il mondo che ruota attorno a me? Non credo. Penso che sia tutto il mondo che ruota e che le mie voci mi dicano quando fare le cose perché è questo il momento in cui il mondo è allineato nel modo giusto.

Ma quando si tratta di informazioni reali, effettive e confermabili su luoghi reali o persone reali o cose reali, non succede mai. Credo che Dio voglia rimanere nascosto, che si riveli solo in piccoli accenni da come ci guida, facendolo in un modo che solo noi stessi possiamo vedere. Mi può venire detto di mettere le scarpe a posto prima che mia madre arrivi in un certo momento inaspettato, ma non ho mai una voce che dice: "tua madre è qui fuori". 

Una volta ero fuori dal mio appartamento quando ho cominciato a sentire una voce dire: "Eric, vieni a casa mia. Eric, vai a casa mia. Eric, vieni a casa mia ". Ha ripetuto più e più volte questa frase. Ho riconosciuto esattamente chi stava parlando, e ho subito raggiunto la casa di quella persona. Questo era nel mezzo del pomeriggio, quando quella persona avrebbe dovuto essere al lavoro. Eppure, quando sono arrivato, quella persona era seduta nella sua macchina, nel vialetto, che stava dicendo  a se stessa di quanto voleva che venissi a casa sua e la aiutassi. Mi aveva chiamato,  ma avevo lasciato il mio cellulare in casa. È stato il modo di Dio di mostrarmi che,  in realtà può mostrare le cose nel mondo reale importanti, valide e reali?

Questi non sono esempi di spicco. Sono il genere di cose che succedono di continuo. Ogni giorno è qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo, qualcosa di straordinario che nessuno potrà mai spiegare.

Mi sono seduto nel mio appartamento e ho guardato come migliaia di spiriti hanno attraversato il mio appartamento, distruggendo tutti i miei beni più cari per poi ripristinarli entro il giorno successivo. Ho visto oggetti scomparire e poi riapparire di nuovo, sia che fossi in casa mia o in un reparto psichiatrico. Ho visto il sole scendere, poi tornare in su e poi scendere di nuovo. Questa non è la testimonianza di un uomo irrazionale. Questo è quello che ho visto accadere, con i miei occhi. Mi sono sentito sollevare e fare discorsi nella piazza pubblica, non sapendo dove veniva la voce o cosa stava per dire e anche con quale accento in cui stava parlando (e ci sono stati alcuni accenti veramente selvaggi, credetemi) . Ho visto troppo a questo punto per sconfiggere la realtà di Dio. E io sono solo uno dei milioni che stanno avendo questo tipo di esperienze.

Dovreste vedere la traduzione della Bibbia che mi è stata dettata. 

Mi piacerebbe molto se i nostri alleati  potessero mettere da parte i loro pregiudizi - ovvero che la loro realtà è l'unica realtà e che le nostre strane esperienze devono essere reinterpretate nel proprio quadro per la comprensione del mondo e capire che noi, gli psicotici, i suonatori e gli schizofrenici stanno in realtà sperimentando una realtà che può essere completamente diversa da quella propria. Può essere benissimo che quando Dio guarda il viale del tempo, vede un destino diverso per quelli di noi che ha scelto per un'esperienza diversa e che non è un offesa contro la tua realtà che è diversa dalla mia. Lo so che è diversa. Proprio come hai difficoltà a crederci, ora ho difficoltà a credere che tu abbia mai avuto una mentalità così limitata. 
Ma non è questione di intelligenza, educazione o ragionamento. È semplicemente che sono stato scelto per sperimentare qualcosa di diverso da quello che sei tu e spero che mi concedi la cortesia di riconoscerlo. Siamo tutti importanti, ma Dio ha diversi compiti e scopi per tutti noi. Il mio è questo. Il tuo qual'è? 

E se la stessa psichiatria avesse una spiegazione per tutto questo, vorrei sapere cos'è. Forse può darmi un farmaco per aiutarmi a farli accadere ancora più spesso, perché quello che vedo ogni giorno sono miracoli,  a  meno che tu sia uno psichiatra, e i soli miti e miracoli a cui sembri credere sono quelli che tu stesso facevi.

Fonte: madinamerica.com

mercoledì 5 aprile 2017

Collaborare con la follia

Parlando di recupero da stati di 'follia' si può intendere tante cose. Tra le numerose possibilità vi sono gli estremi di essere assoggettati dalla follia, di controllarla e ancora di collaborare con la propria parte folle. Questa che segue è  la traduzione di un breve articolo che parla di 'collaborazione'. 
Quello che la psichiatria organicista e farmaco-centrica attua normalmente con i suoi trattamenti è lo spegnimento , o ottundimento dei sintomi della follia, spesso con il risultato di fare emergere altri sintomi altrettanto se non ancora più invalidanti di quelli della follia stessa. E così la psicosi diventa 'psicosi tranquillizzata' dove l'individuo rimane per così dire sospeso senza sapere cosa prova, senza essere né carne né pesce. Se va bene vive, o meglio , sopravvive vegetando in un limbo formato da nuvole neurolettiche  senza la possibilità di pensare o di provare qualcosa a livello emotivo, sia nel male che nel bene. Tale sensazione può avere anch'essa tutta una gamma di influenza dal leggero intorpidimento quando si è molto fortunati, fino alla semi-incoscienza con molte  abilità compromesse. 
Perciò, posso capire molto bene il pensiero di Will, che rifiutando questi trattamenti preferisce venire a patti con quella parte oscura di sé, anche se forse a mio parere potrebbe esistere una terza possibilità che magari per lui è più difficile da mantenere. 
Io per esempio sono consapevole dei 'doni maledetti' che costituiscono la mia parte folle, tuttavia non ho più il desiderio di ritrovarli, perché so che in tal caso dovrei pagare un prezzo troppo alto in termini di stabilità emotiva. Quello che ho fatto per gran parte del tempo nella vita è stato anelare e desiderare di ritrovare tali doni, come chi è dipendente da qualcosa che lo fa stare molto bene. (e chi non lo sarebbe dico io?) Ma arriva prima o poi il momento di mettere un freno, non sono più un giovincello desideroso di nuove scoperte. Con questo non intendo dire che non ci sarebbe più nulla da cercare e scoprire, piuttosto è possibile riservare tali ricerche e scoperte in un momento più opportuno, fosse anche la prossima vita, sempre ammesso che vi sarà.  
Quindi anche se con Will ho in comune la considerazione positiva e la consapevolezza di poter accedere a doni piuttosto che maledizioni, non ho il suo stesso desiderio di conviverci e venire a patti con essi. Questo non implica che devo necessariamente 'curarmi' per impedire alla mia parte folle di emergere, in quanto so che queste mie cosiddette 'crisi' hanno un trigger ben noto e determinate condizioni da rispettare. Quindi dovrei poter rimanerne fuori a meno che il desiderio , le sete dell'ignoto non ritorni prepotente e richieda un ultimo sacrificio. 



Collaborando con la follia - Will Hall

Come la maggior parte dei miti greci, la storia di Cassandra verte sull'arroganza. Cassandra era dotata di tanta bellezza che il dio Apollo, voleva giacere con lei, e così  le offri il potere della profezia. Cassandra  accettò la proposta di Apollo, e così lui le concesse la possibilità di vedere il futuro. Ma quando arrivò il momento di onorare  la sua parte del contratto, Cassandra rifiutò le avances di Apollo. Apollo era così infuriato da questo tradimento che per vendetta maledì Cassandra: cosi lei avrebbe avuto il potere di vedere il futuro, ma nessuno avrebbe mai creduto alle sue previsioni. In conseguenza di questo terribile destino, Cassandra impazzì.

I greci amavano avvertirci che dobbiamo sempre capire il nostro ruolo nel rapporto con gli dèi. Il mito di Cassandra parla della mia stessa esperienza di essere etichettato con la schizofrenia, e di come mi ha insegnato a trovare l'atteggiamento giusto verso la follia.

Anche adesso,  a volte, mi capitano  stati estremidi coscienza  terrificanti e travolgenti: voci e visioni, la paura degli altri, il collasso e il ritiro dal mondo. Allo scopo di aiutarmi, sono stato consegnato per un anno nelle mani del sistema pubblico di salute mentale di San Francisco , con i suoi reparti chiusi, le droghe psichiatriche  e gli abusi.

Il sistema mi ha insegnato a vedere queste esperienze dolorose e misteriose che stavo avendo come negative, ma non c'è riuscito, il problema erano le parti di me che avrei dovuto cercare di eliminare, o almeno di controllare. Anche la promessa di un 'recupero', che è una alternativa più promettente rispetto alla prognosi di malattia cronica permanente, presumibilmente significa tornare a una normalità perduta  e  superare la rottura e la malattia. La domanda che vorrei porre è invece: chi siamo noi esseri umani per rivendicare una tale conoscenza di qualcosa di misterioso e potente come la follia? Chi siamo noi per imporre i nostri standard di funzionamento e di salute, per definire disabile qualcuno come me e, nel recupero,  dividere la mia esperienza tra normalità e 'sintomi'?

Per quanto mi riguarda, la sintomatologia dolorosa di quella che viene chiamata "schizofrenia" non sono semplicemente difetti negativi: io li vedo come doni complessi che compongono quello che sono. La mia creatività, la sensibilità, l'ispirazione e la spiritualità vanno di pari passo  con le cose che il sistema di salute mentale vorrebbe eliminare: la paranoia, l'isolamento, le voci, le "associazioni libere" e le "idee di riferimento." Mi hanno detto che gli orrori dei farmaci e le umiliazioni della psicoterapia sono molto meglio dei miei  'sintomi', ma sono i miei sintomi che fanno di me quello che sono.

Il mito di Cassandra offre un indizio importante su ciò che possono significare questi "maledetti regali"  e le mie esperienze:  non voltate le spalle alla divinità che ha fatto questo per voi. Non ho la pretesa di prendere qualcosa di vostro, non nego la parte di essa che è al di là di te stesso. La follia di Cassandra e la maledizione non provengono dal dono della profezia stessa, ma dal suo atteggiamento egoista verso di esso. E non è questo che il sistema di salute mentale, con i clienti che produce cerca di fare con i poteri sconosciuti della follia? Egoisticamente li definiscono in base alle norme vigenti e agli standard, allo scopo di possederli alle loro condizioni. Possiamo invece imparare a collaborare con la follia alla pari, piuttosto che  controllare e diagnosticare, in modo che ciò che sembrano essere maledizioni possono diventare quei doni che sono realmente?

Qualcuno, forse l'autore di fantascienza Philip K. Dick, ha scritto, "La realtà è ciò che si rifiuta di andarsene quando io smetterò di credere in essa". Per anni ho cercato di smettere di credere nella realtà folle che ho sperimentato di cui nessun altro sembrava avere esperienza.Tutti dicevano che vi era qualcosa di sbagliato in me, e credevano che avessi avuto bisogno di 'recuperare' da questo. Invece, la realtà si è rifiutata di andare via, e sono contento di questo. Non mi piace essere normale. Mi piace sentire i pensieri delle persone, fare sogni premonitori, il fantasma del vento alle 4 del mattino e  vedere le macchinazioni del potere diabolico codificate nelle cospirazioni di estranei. Mi piace essere spazzato via dalle grandi visioni creative e guidato da un'ispirazione ardente. Mi piace essere così sensibile che posso a malapena a volte resistere nella società umana. Ma la cosa più pericolosa che potrei fare sarebbe quella di presumere di possedere questi doni come se fossero miei.

Per me vivere la mia vita, oggi, significa trovare un accordo con la mia pazzia, per onorare un rapporto con essa come qualcosa al di là di me stesso. Naturalmente mi concentro sul benessere e faccio quello che posso per prendermi cura di me e prevenire le mie crisi. Ma, come Cassandra, che avrebbe dovuto mantenere la sua promessa di Apollo in modo che le sue profezie venissero ascoltate, ho un rapporto di collaborazione e di reciprocità con la mia follia e la più profonda, misteriosa forza dentro di me che si rifiuta di andare via.

Non dico: questa è la mia parte sana e questa è la parte malata, ho bisogno di fare una pausa. Non dico: come faccio a guarire dai miei sintomi? Io dico invece: questa è una parte di me che è più saggia e più forte di me. Questa è una parte di me che offre un grande dono. Questa è una parte di me,  non capisco ancora come relazionarmici, ma ho intenzione di imparare. Ho bisogno di fare modifiche per rispondere a questa parte di me, a volte grandi cambiamenti e non è facile. Ma questa non è una parte di me che voglio ripudiare. Né una parte che voglio controllare. Questa è una parte di me con cui voglio collaborare.

È arroganza  cercare di curare la follia o far ritorno alla realtà ordinaria, sebbene la realtà ordinaria sia un luogo utile da visitare di tanto in tanto. E arroganza, se offendi gli dei, rischi sempre effetti catastrofici, anche se è solo la catastrofe di voltare le spalle ai doni e alle potenzialità, in nome della sicurezza e della familiarità. Possiamo invece collaborare con la follia, chiederci perché le sue possibilità sono pregne di maledizioni, e imparare quali promesse devono essere mantenute.


Fonte: madinamerica.com