Recupero

Guarire dalla malattia mentale si può? Come si può 'guarire' da se stessi?

Ma la malattia mentale esiste? Si può definire malattia un carattere, una diversa attitudine, un'emozione intensa? Purtroppo secondo la psichiatria organicista, la malattia mentale esiste ed è inguaribile, tuttavia curabile necessariamente con i farmaci, anche se non è mai stato dimostrato alcuno squilibrio chimico alla fonte né che gli psicofarmaci curino qualcosa. Numerose esperienze di 'sopravvissuti' e indagini indipendenti dimostrano invece l'esistenza di una 'trappola farmacologica' molto subdola che, lungi dal 'guarire', favorisce il mantenimento o la cronicizzazione della supposta malattia.
Questo spazio vuole dare la possibilità ai cosiddetti malati mentali di conoscere le reali implicazioni dei farmaci , di cui spesso ne abusano, di riflettere sulla propria condizione, di acquisire nuove conoscenze diventando capaci di riprendersi il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Si potrà 'guarire' soltanto quando ci allontaneremo dal nostro punto di vista limitato per abbracciare il problema nella sua globalità, con un approccio di tipo olistico.

Attenzione: È potenzialmente pericoloso dismettere psicofarmaci senza un'attenta pianificazione. È importante essere bene istruiti prima di intraprendere qualsiasi tipo di interruzione di farmaci. Se il vostro psichiatra accetta di aiutarvi a farlo, non date per scontato che sappia come farlo al meglio, anche se dice di avere esperienza. Gli psichiatri non sono generalmente addestrati sulla sospensione e non possono sapere come riconoscere i problemi di astinenza. Numerosi problemi di astinenza sono mal diagnosticati come problemi psichiatrici. Questo è il motivo per cui è bene educare se stessi e trovare un medico che sia disposto ad imparare con voi. In realtà tutti i medici dovrebbero essere sempre disposti a fare questo ai loro pazienti che lo desiderano.

lunedì 10 luglio 2017

Uno scenario molto sconfortante

Ora d'aria : il cortile del carcere

C'è stata una revisione di studi fatta in contemporanea in 4 paesi industrializzati: Usa, Canada, Australia e Regno Unito.  
Il risultato di tali studi in sintesi dice che: Tutti e 4 i paesi hanno aumentato la prevalenza dei trattamenti psichiatrici fin dal 1990. Ma a dispetto di questo incremento, in nessuno di questi paesi vi è un evidenza di una riduzione della prevalenza dei disordini mentali, o comunque nessun indizio che si possa invertire tale tendenza. 
In altri termini, nel nostro bel mondo civilizzato la prevalenza della malattia mentale è in aumento e sono anche in aumento gli interventi di trattamento della stessa. 
Se le 'cure' fossero veramente efficaci ci si dovrebbe aspettare  un calo della prevalenza delle suddette malattie mentali, in primo luogo. Allo stesso tempo si dovrebbe osservare pure un calo delle richieste di disabilità psichica. Invece anche queste ultime sono in costante, drammatico aumento. 

Che cosa sta succedendo allora? 

La spiegazione semplicistica , la migliore che abbia mai sentito è :  Le diagnosi sono in aumento perché le persone sono meno restie ad andare a farsi visitare da uno psichiatra, rispetto al passato. 
In altre parole, ci sono un sacco di malati mentali che una volta stavano nascosti, non volevano uscire allo scoperto per vergogna o per lo stigma. Queste persone ovviamente venivano per lo più imprigionate a vita dalle famiglie nelle cantine o nelle soffitte senza alcun tipo di cura, stavano li a languire fino alla fine dei loro giorni, oppure se non avevano una famiglia alle spalle andavano ad aumentare la schiera dei senza tetto per le strade. 

Oggi invece, non solo  i barboni per le strade non diminuiscono, ma aumentano i ricoveri nei reparti psichiatrici, aumenta il numero delle pensioni di invalidità da distribuire a chi ne fa richiesta dopo una diagnosi di malattia mentale cronica e invalidante. Aumentano i trattamenti, alias più introiti per chi produce i farmaci, diminuisce la 'validità' dei pazienti e questi 'malati' non guariscono mai. 

I dati sulla depressione sono forse ancora più da capogiro. Healy (2004;. Healy et al, 2001) sostengono che la frequenza della depressione è aumentata di ben  mille volte dopo l'introduzione degli antidepressivi. Questo sarebbe accettabile in qualsiasi altro campo in medicina? Immaginate di diffondere un trattamento per la tubercolosi e poi scoprire dopo che il trattamento era stato usato diffusamente che la prevalenza della tubercolosi era aumentata di un fattore 1000.
 E con tutti questi antidepressivi venduti sicuramente i suicidi saranno diminuiti. Niente affatto, sono in aumento pure quelli: 
"Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i tassi di suicidio sono aumentati del 60% negli ultimi 45 anni. Ci sono poche prove che una maggiore consapevolezza della cultura dei sintomi della malattia mentale è stata utile per prevenire il suicidio."
Il Dott. Peter Gotsche un medico ricercatore indipendente Danese ha affermato: 
"L'industria farmaceutica ha imparato che i crimini pagano, anche quelli che sono costati la vita a migliaia di pazienti e hanno portato  a pesanti multe. Questo è il motivo per cui i crimini sono aumentati, e come nella mafia, maggiore è il delitto, maggiore è il progresso e guadagni per il criminale. E' estremamente raro che i crimini commessi da coloro al vertice delle aziende farmaceutiche possano costare loro il posto di lavoro."
La dottoressa Johanna Moncrieff, psichiatra e studiosa nel regno unito scrive:
 "Se gli antidepressivi fossero efficaci, le persone con depressione avrebbero maggiori probabilità di assumerli, allora ci si aspetterebbe che le conseguenze della depressione iniziassero a diminuire. Una di queste conseguenze, secondo le statistiche del governo, è di essere senza lavoro. Ma ciò che vediamo è esattamente il contrario: L'aumento dell'uso di antidepressivi si correla con l'aumento del numero di persone affette da depressione, che sono senza lavoro, e sempre su una base a lungo termine. E questo è in un momento in cui la disabilità dovuta ad altre condizioni mediche è diminuita.
L'idea che le condizioni come la depressione e l'ansia possono essere rapidamente ed efficacemente trattate con farmaci o brevi cicli di terapia che regolano il vostro pensiero non è avvalorata da prove. Invece di aiutare le persone a migliorare la loro vita e rimettersi di nuovo in piedi, questo approccio sembra creare un numero sempre crescente di persone che sono viste, e considerano se stessi, come malati cronici. Lontano da aiutare le persone verso una ripresa significativa, prendere un antidepressivo può essere semplicemente un promemoria quotidiano dell'idea che siamo  permanentemente  imperfetti."

Questo è il desolante scenario che abbiamo davanti. Nonostante tutti i fantastiliardi spesi per la 'causa' della salute mentale, il mondo sta scivolando sempre più in una brutta china  in cui vedremo la maggioranza della popolazione  diventare schiava di sostanze chimiche, incapaci di ragionare con il proprio cervello, sempre più malati, refrattari, individualisti e indifferenti a tutto ciò che li circonda.

 Vi è in verità una piccola parte di 'ribelli' che non si riconoscono parte del sistema ma non ci sono ancora indizi che possono far pensare ad una presa di coscienza più ampia, una massa critica capace di risvegliare anche le coscienze di una popolazione più numerosa. Senza dubbio vi è un maggiore interesse e forse anche attenzione per la salute intesa come legame tra il corpo, la mente  e lo stile di vita, ma temo che non sia sufficiente  a generare un nuovo paradigma nel campo della salute mentale, almeno finché questo tipo di problemi rimangono confinati ad un relativo numero ristretto di 'pazienti' mentali cronici. 

Perciò quanti cadaveri dovremo vedere passare sotto i ponti prima che si instauri qualcosa di veramente efficace? La mia rabbia scaturisce dalla constatazione che le soluzioni esistono e sono a portata di mano, ma gli interessi dei 'potenti psicosociopatici' sono ancora molto più forti e intendono mantenere lo status quo a tutti i costi in barba a tutte le buone intenzioni. 

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