Recupero

Guarire dalla malattia mentale si può? Come si può 'guarire' da se stessi?

Ma la malattia mentale esiste? Si può definire malattia un carattere, una diversa attitudine, un'emozione intensa? Purtroppo secondo la psichiatria organicista, la malattia mentale esiste ed è inguaribile, tuttavia curabile necessariamente con i farmaci, anche se non è mai stato dimostrato alcuno squilibrio chimico alla fonte né che gli psicofarmaci curino qualcosa. Numerose esperienze di 'sopravvissuti' e indagini indipendenti dimostrano invece l'esistenza di una 'trappola farmacologica' molto subdola che, lungi dal 'guarire', favorisce il mantenimento o la cronicizzazione della supposta malattia.
Questo spazio vuole dare la possibilità ai cosiddetti malati mentali di conoscere le reali implicazioni dei farmaci , di cui spesso ne abusano, di riflettere sulla propria condizione, di acquisire nuove conoscenze diventando capaci di riprendersi il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Si potrà 'guarire' soltanto quando ci allontaneremo dal nostro punto di vista limitato per abbracciare il problema nella sua globalità, con un approccio di tipo olistico.

Attenzione: È potenzialmente pericoloso dismettere psicofarmaci senza un'attenta pianificazione. È importante essere bene istruiti prima di intraprendere qualsiasi tipo di interruzione di farmaci. Se il vostro psichiatra accetta di aiutarvi a farlo, non date per scontato che sappia come farlo al meglio, anche se dice di avere esperienza. Gli psichiatri non sono generalmente addestrati sulla sospensione e non possono sapere come riconoscere i problemi di astinenza. Numerosi problemi di astinenza sono mal diagnosticati come problemi psichiatrici. Questo è il motivo per cui è bene educare se stessi e trovare un medico che sia disposto ad imparare con voi. In realtà tutti i medici dovrebbero essere sempre disposti a fare questo ai loro pazienti che lo desiderano.

sabato 11 maggio 2019

Risorgere dopo 20 anni di psicofarmaci

Ecco un'altra storia di recupero dal famigerato 'disturbo bipolare di tipo I ' considerata una delle più gravi condizioni psichiatriche. Precisiamo che a mio parere recupero non significa in generale tornare ad uno stato precedente la presunta 'malattia', né essere privo di sintomi o di ricadute. Si può essere privi di sintomi e di crisi importanti ma allo stesso tempo fare una vita  orribile con il desiderio costante di farla finita come succede spesso, ma non a causa della malattia, e come si evince da questa storia, proprio a causa della perfetta immedesimazione nel ruolo di 'malato mentale' e conseguente obbligo di trattamento a base di cocktails di neurotossine vita natural durante. 
Ecco qui alcuni estratti dai forum pro-psichiatria: 

30 Aprile LC scrive:
"qualcuno forse sa se gli psicofarmaci vanno presi a vita, ma è vero? 
.. ma prenderli a vita come diventeremo? Ho paura.."

28 Aprile  RC scrive:
"Mi voglio suicidare ho trovato un sito che vende medicinali per l'eutanasia, sto di merda niente ha più senso ormai. "

25 Marzo RS scrive: 
"qualcuno sa se è legale l'eutanasia? 
Ho 37 anni Bipo misto mi arrendo, stop. "
nei commenti aggiunge: 
"Prendo rivotril, paroxetina, depakin, litio e quietapina" (!!!!)

11 Marzo ED scrive: 
" E' inutile combattere e cercare aiuto, ho perso troppi anni a lottare ma ha sempre vinto lui, il demone che si è impossessato di me. Non ci sono farmaci, anzi, peggiorano solo il tutto... la morte è l'unica soluzione perché non è un male fisico per cui una persona può sperare nella medicina e i suoi progressi... è un male dell'anima e non si sa la sede dell'anima dove sia e quindi solo la morte mi darà sollievo. Il problema è trovare il coraggio ma soprattutto il modo, non andrò all'inferno perché l'inferno è questo."

20 Aprile  CV scrive : 
"Ho 52 anni . Sono avvilito, quasi disperato. Non provo più amore per mia moglie ma non ho il coraggio di separarmi, ho lasciato il lavoro e i miei unici introiti sono il sussidio di invalidità di 289 euro. Prima di ammalarmi ero una persona brillante, avevo centinaia di amici e amiche mentre ora soffro la solitudine in modo indicibile [..] Mi sento come se fossi il fantasma di me stesso. Ho fallito in tutto e spesso penso al modo meno tragico per farla finita..che devo fare Gesù mio che posso fare!!!" 

Questi non sono scritti sporadici in mezzo ad una moltitudine di altri interventi di persone felici e contente, pienamente soddisfatte della loro vita e del loro trattamento. Questi sono  la norma in tali forum, la punta di  un iceberg fatto di sofferenza indicibile. Sono inoltre convinto che la maggioranza sofferente non ha neanche la forza o la voglia di condividere un tale inferno con gli altri.

Graciela ha sopportato tutto questo per ben 20 anni, prima di 'svegliarsi' e risorgere.  
Dato che sono stato accusato di fare del terrorismo, preciso ancora una volta che non tutte le persone che assumono diligentemente neurotossine stanno continuamente male. Possono avere una vita 'normale' anche se sotto-soglia, e generalmente sta meglio chi ne assume meno o è in mono-terapia ad esempio con il litio o un altro stabilizzatore dell'umore. 
Leggo anche  di una persona che si 'cura' diligentemente da 30 anni e giura di essere in perfetta salute, (tranne che avere il 100% di invalidità). Tutti hanno  uno zio o un vecchio parente che ha vissuto 90 anni nonostante facesse una vita di eccessi a base di Bacco Tabacco... e Venere. Ma non voglio dilungarmi in quanto ho già scritto in precedenza della fallacia aneddotica di chi difende gli psicofarmaci. 

La giovane donna, protagonista di questa storia scrive: 
"il peggior effetto collaterale dei farmaci e del sistema è stata la perdita del mio senso di agire. Non ho mai affrontato la questione che mi ha catapultato nel sistema. Non ho mai trovato un significato nella mia esperienza di vita.."
Questo è quello che fanno le maledette neurotossine: tolgono la capacità di agire, per affrontare i problemi in modo radicale e risolutivo. 
La sua salvezza è stata la lettura di un paio di libri:   A Promise of Hope di Autumn Stringam e Med Free Bipolar dI Aspen Marrow. Ha poi trovato sulla sua strada le persone giuste che sono state in grado di aiutarla ad uscire dalla  trappola in cui era finita per tanti anni. 
Ora Graciela ha una nuova consapevolezza. Non importa quanto potrà durare ancora  la sua condizione di benessere prima di un'altra eventuale ricaduta, gli auguro naturalmente che non succeda mai più, ma non è questo il punto. La cosa più importante è che adesso sa come affrontare al meglio i suoi problemi e capire il senso di quello che gli succede.  



Istantanee di primavera: in viaggio con gli psicologi dopo 20 anni di conformità

Di Graciela Pilar Signes 
30 aprile 2019

Prima della primavera del 2016, la mia capacità di dire "no" al suicidio era aggrappata a un filo. Volevo stare bene o volevo essere morta. Non potevo più sopportare una via di mezzo. Il mio mondo interiore stava diventando sempre più oscuro. I ricoveri l'avevo sempre sentiti come dei santuari deformati, dove un sofisticato bulldozer  demoliva il poco senso che mi era rimasto mentre mi teneva, impotente, in uno stato di trance. Non volevo finire di nuovo lì.

Dopo il divorzio dei miei genitori e il mio primo tentativo di suicidio, nella primavera del 1998 mi venne diagnosticato un disturbo bipolare di tipo I. Da allora mi è stato diagnosticato l'ADHD, il disturbo borderline di personalità, la psicosi, ecc. Ho tentato il suicidio e sono stata ricoverata molte volte . Per circa 20 anni, ho fatto del mio meglio per adattarmi e conformarmi ai diversi cocktail di farmaci che mi erano stati prescritti. Immediatamente mi hanno mandato lontano e nella mia mente, e per l'enorme costo del trattamento, il sistema non mi ha mai insegnato o incoraggiato a guarire me stessa. Invece, mi è stato detto che la mia condizione era incurabile. Il termine "recupero" all'interno del sistema era un concetto vago e confuso. Non significava che avrei recuperato il mio vero sé, ma  cercavo disperatamente sollievo pur rimanendo resistente ai trattamenti. Recupero per me significava che mi stavo integrando nella società come un'ombra, il mio cervello era invaso da droghe psicotrope estranee, che presumibilmente sapevano come gestire la mia vita meglio di me. Sapevo che le avrei dovute prendere a vita e alcune volte hanno fornito un pronto soccorso effimero, ma piuttosto che affrontare i miei problemi originali, li soffocavano e ne aggiungevano di nuovi.

Sentivo di aver fallito con mia madre, la mia roccia, così tante volte nella vita, non potevo mancarle adesso che aveva bisogno di me. Il suo morbo di Alzheimer stava peggiorando rapidamente e lei mi aveva nominato la sua amministratrice di sostegno. Prima, durante e dopo il lavoro, facevo cose per mia mamma tutti i giorni, ma fino alla primavera del 2016,  stavo giocando nella mia vita con scene mortali che mi frullavano nella testa. Ad ogni svolta, una parte di me ruminava sul suicidio in modo incontrollabile. Il mio cervello recitava repliche della varietà più oscura in cui ero allo stesso tempo preda e  predatore. Con il passare delle settimane, divenne sempre più difficile resistere alla tentazione di agire. Molte volte facevo un sogno ad occhi aperti ricorrente (occupando troppo del mio spazio mentale):  io che andavo al negozio accanto, rubavo una pistola da un poliziotto, e tornando a casa sparavo prima a mia madre, poi a me, quindi nessuno di noi sarebbe stato più un peso.

Altre volte immaginavo di affittare un magazzino, di parcheggiare la macchina all'interno e di lasciarmi andare con la CO2. Abbracciavo stretta mia madre come se fosse per l'ultima volta mentre pensavo di assumere una badante per prendersi cura di lei, qualcuno dolce e intelligente, non il maledetto pasticcio che avevo scoperto di essere, così avrei potuto uccidermi in pace. Non importa quanto pregassi, il suicidio stava diventando sempre più difficile da respingere. Dato che per parecchie volte non ero ancora riuscita ad uccidermi, andai su Amazon a comprare 'l' uscita finale' di Derek Humphry. Una volta online, invece, sono stata guidata a comprare 'A Promise of Hope' di Autumn Stringam e 'Med Free Bipolar' di Aspen Marrow. Mia madre e io abbiamo un debito di gratitudine con queste donne. La prima storia mi restituì lentamente la speranza e la seconda mi diede istruzioni su come eliminare i farmaci che probabilmente contribuivano, se non erano proprio la causa, delle mie idee suicidarie e le mie psicosi oscure.
Con l'aiuto del libro di Aspen Marrow, iniziai a considerare quello che stavo mettendo nel mio intestino e nel gennaio del 2017 aggiunsi micronutrienti al mio nuovo piano di trattamento. Volevo morire ed essere qualcun altro e, a poco a poco, è esattamente ciò che sta accadendo. Le parti necrotiche della mia vita stanno lentamente cadendo sul ciglio della strada o vengono ripristinate alla salute.

Nel corso degli anni, la parte peggiore è stata il continuo offuscamento della linea tra ciò che era un effetto collaterale, quale risposta a uno stimolo, un sintomo dei cosiddetti disturbi  o anche quale fosse la mia personalità. Era difficile essere me stessa, ammesso che esistesse ancora. Non ero più in grado di coinvolgere completamente la mia corteccia prefrontale e tutto ciò che vi era collegato. Alcune medicine hanno reso molto difficile la mia deglutizione. Il mio corpo ha una forma fluttuante come un bracciale per la pressione sanguigna. Ho avuto una terribile acne da adulta. Di notte, mi sono sentita paralizzata, incapace di muovere il mio corpo nel letto con molta difficoltà a respirare, consumata dalla paura, sentendo  cose strisciare su di me e inseguita dai demoni. Quasi tutti i giorni credevo di essere stata punita da Dio perché ero così disonesta per l'umanità.


Sono anche stata arrestata. Ho dovuto fare rapporto agli agenti di libertà vigilata. Ho fatto tante cose che per me non hanno senso adesso. Ho lasciato casa per diventare senzatetto, ho dormito in metropolitana o nella Port Authority, ho chiesto soldi agli estranei. Sono stata in disabilità. Ho raccolto i mozziconi di sigaretta dal marciapiede per fumarli. Mi sono sentita più in basso del mozzicone sul marciapiede che era stato calpestato tutto il giorno. La maggior parte di me sembrava avesse perso il controllo e qualsiasi parvenza di sé e autostima mi si fosse rigirata contro. Dalla a ragazza brillante che ero una volta, mi ero trasformata in spazzatura. Come la maggior parte della gente, però ho anche avuto innumerevoli esperienze di volare in alto nella vita, seguite da atterraggi di schianto. Ho perso dei buoni rapporti con il mio comportamento indisciplinato. Ho perso posti di lavoro e opportunità come se fossero dei granelli di sabbia che mi scivolavano tra le dita senza essere in grado di aggiustare la presa. Le mie trascrizioni universitarie sono piene di lettere di ogni genere e io rimango senza una laurea.

Ho toccato "il fondo" infinite volte per scoprire che si trattava, in effetti, di un pozzo senza fondo. Finché c'è un impulso, la vita può sempre peggiorare. Ho sofferto di acatisia e discinesia tardiva a causa del mio regime di farmaci, ma il peggior effetto collaterale dei farmaci e del sistema è stata la perdita del mio senso di agire. Non ho mai affrontato la questione che mi ha catapultato nel sistema. Non ho mai trovato un significato nella mia esperienza di vita. Sono soltanto diventata una "malata di mente" e mi sono vista come un estraneo inaffidabile che ha dovuto consultare terapeuti e psichiatri per ogni mossa che facevo riguardo alla mia vita, il che era peggiore del danno cerebrale, della perdita di memoria, del malfunzionamento cognitivo, della minaccia di sviluppo del diabete e insufficienza d'organo tra tutti gli altri effetti avversi dai farmaci che mi sono stati prescritti.

Nella primavera del 2017, ho preso una lezione di Narrative Healing online con il Teleosis Institute, seguita da un insegnante, autore e insegnante di inglese delle superiori, Reggie Marra. La classe mi ha aiutato a migliorare il mio percorso verso un "nuovo modo di essere". Gli incarichi di scrittura erano come una terapia fisica per la mia mente mentre stavo lavorando con tessuto cicatriziale mentale a basse dosi di farmaci in un ambiente di supporto. Una delle letture assegnate alla classe era del dott. Lewis Mehl-Madrona, MD Ph.D. che si è laureato alla Stanford University e all'Istituto di studi psicologici. È un prodigio, psichiatra, geriatra, autore, ecc. Con decenni di esperienza nell'aiutare molti a guarire da malattie mentali e fisiche. Uno studente per tutta la vita, che integra la cultura degli indigeni.

Quando ero a un mese al largo dalle medicine, il dottor Mehl-Madrona accettò di assistermi, e nelle nostre sessioni, ha trattato la mia mente, il mio corpo e lo spirito senza partizioni usando la Medicina narrativa, il rilascio miofacciale osteopatico e la cerimonia all'interno di una comunità. L'integrazione della prospettiva nativa nel mio recupero ha offerto al mio intelletto affamato una potente dose di buon senso che ha risuonato profondamente e messo radici. Il modo in cui i guaritori della Prima Nazione riconoscono l'ambiente e l'individuo che è afflitto ha più senso della dissezione dell'afflitto (e dell'afflizione) dal suo ambiente che   viene maltrattato in modo indipendente dal suo contesto, che era stato per lo più il mio caso nella cura tradizionale. Tutto è connesso. Il dottor Lewis mi ha anche presentato a The Red Road. La sua profonda semplicità lo rende un modo pratico per tornare in linea con ciò che è importante quando mi sento fuori strada. Anche se il mio tempo come cliente è stato breve, posso testimoniare che mentre la sua combinazione di pratiche è atipica, questa consumatrice resistente agli ex trattamenti è più una prova dell'efficacia dei suoi metodi. Recentemente, la sua partner e moglie Barbara Mainguy, MAE, ha accettato di diventare la mia terapeuta. Psicoterapeuta canadese di arti creative e altre discipline, ha una buona conoscenza della psicologia quantistica e ha implementato con me una varietà di modalità che nei miei vent'anni e più di terapia non sapevo nemmeno esistessero. Un professionista laborioso e lungimirante; non è allarmata quando le mie presunte "psicosi" emergono. 

Sarebbe ormai ora che le numerose terapie "non convenzionali" di lunga data ed efficaci venissero coperte dall'assicurazione. Hanno bisogno di essere introdotte nel mainstream in modo che più persone abbiano le risorse per recuperare dalla malattia mentale invece di continuare a perpetuare la loro malattia entro i parametri limitati del sistema attuale. 
Mentre sto tra le rovine del mio passato, parti di me che pensavo fossero morte in qualche modo continuano a strisciare fuori dalle macerie. La mia vita ha molto margine di miglioramento, ma non potrei essere più felice con questo ritorno a casa, che la psichiatria tradizionale non è stata in grado di offrirmi. Nella primavera del 2018 fui abbastanza forte da andare in pellegrinaggio lungo il Cammino di Santiago nel nome della mia defunta madre, nove mesi dopo la sua morte e sei mesi dopo aver lasciato gli psicologi. Questa missione mi ha fortificato in molti modi.

Per essere onesti, ho passato un sacco di bei momenti per tutta la vita, ma ho sentito di fraintendere le regole del gioco, cercando di nascondere le crepe nella mia migliore faccia da poker e tenendo una mano di carte che non sapevo come leggere, mentre stavo in equilibra su un filo alto cercando di scuotere l'implacabile paura di cadere liberamente nell'abisso al successivo passo falso. 
È difficile avere il controllo sulla tua vita quando ingerisci sostanze di controllo mentale prescritte che non sono state progettate per un uso a lungo termine per buone ragioni.

Ora, nella primavera del 2019, sto riconciliando il mio passato con il mio presente con l'intento di avere un miglior domani rispetto ai miei ieri. Ho 39 anni e vivo senza farmaci dal compleanno di mia madre, il 2 dicembre 2017. Al di fuori delle medicine, non riconosco la mia vita come la mia. Mi sento come un sopravvissuto che inciampa nel suo stesso punto zero, guardando da sopra la sua spalla, incerto su cosa sia appena successo, su come sono ancora viva o su come e se è sicuri di costruire una vita degna di essere vissuta. Non importa quanto avrei preferito non svegliarmi da quell'inferno e forse reincarnandomi come qualcos'altro, sono riuscita a sfuggire al sistema ed eccomi qui nella stessa vita, viva e vegeta. La mia preghiera per togliermi dalla mia infelicità fu esaudita, ma non come immaginavo. Mi sento fuori dalla mia profondità con la mia nuova prospettiva di vita.

Sono una non fumatrice e vivo senza farmaci dopo 20 anni di dipendenza. La mia vita potrebbe non sembrare gran che dall'esterno, ma per me è tutto. Sono così grata di riconquistare l'uso del mio cervello! Vivo in un accogliente piccolo appartamento da sola e ho mantenuto lo stesso lavoro per quasi 10 anni. Sono una superstite psichiatrica che fa piccoli e decisivi cambiamenti verso una nuova vita. Sì, a volte ho sintomi intensi che ora riesco a gestire, senza essere ostacolata dagli psicofarmaci. Mentre rimappo la mente, il mio cervello si ripara da solo. La pratica di eseguire nuovi circuiti nel mio cervello apre alla possibilità che forse i cosiddetti sintomi siano una buona cosa, rendendomi umana invece che un membro dei morti che camminano.

La visione senza sostanze psicotrope è così diversa, a volte vertiginosa con la meravigliosa vastità della vita. Poiché essere libera dai farmaci ha fatto esplodere la mia coscienza, ho difficoltà con la meccanica di base e il mantenimento della vita. È una sfida trovare il mio posto nella società e non perdermi nello shuffle. Sono incasinata da cose banali che prendo come promemoria per me per stare calma, lenta e costante, il che rende una sfida integrare più cambiamenti di vita più rapidamente. Il tempo continua a scivolare via e non ho raggiunto gli obiettivi che avevo in mente per il mio primo anno senza farmaci, ma ringrazio il Creatore per questa mia esperienza passata estremamente frustrante e umiliante. Ho così tanto di cui essere grata. Posso dormire senza droghe e posso piangere quando ne ho bisogno di nuovo! Ogni giorno sto diventando sempre più capace di usare le parole per mostrare a qualcuno la vita dal mio punto di vista - che era una prelibatezza riservata a rare occasioni speciali. 

Spero non sia troppo chiedere che non finisca mai. Mi sembra di avere un merito, o forse mia madre sta mettendo una buona  parola per me, mi è stato permesso di tornare nella razza umana. In un certo senso, mi sento come un adolescente di quasi quarant'anni che sta finalmente attraversando una specie di pubertà. Spero che il processo non venga interrotto di nuovo. Mentre percorro con cautela questo spazio mentale condiviso, splendidamente modellato e infinito all'interno e tra tutti noi, prego di continuare a prosperare affinché un giorno la mia esperienza possa essere di servizio agli altri che potrebbero trovarsi in un vicolo cieco nell'ambito della cura psichiatrica tradizionale e hanno bisogno di una mano. Questo nuovo percorso potrebbe non avere alcun segno o garanzia, ma ha più senso dell'inferno ardente da cui sono sorta. Potrei aver fatto molta strada, ma sono appena all'inizio.

In chiusura, vorrei ringraziare le persone che ho menzionato sopra, e i loro pari, per non arrendersi quando il sistema ha fatto loro resistenza per osare pensare, praticare la medicina e costruire vite al di fuori della normale "scatola nera" . Se non fosse per loro, non sarei qui. Sono i pionieri e i fari di luce che continuano a illuminare il sentiero oscuro verso una nuova alba all'interno del nostro sistema sanitario.

fonte:madinamerica.com

mercoledì 1 maggio 2019

L'eterno dilemma del corpo e della mente

Lungi da dare una risposta esaustiva sulla questione, naturalmente ho le mie idee, ma vorrei qui esporre alcune considerazioni e suggerimenti con la speranza (o forse l'ardire) di riuscire a fare un po di chiarezza.
Io non capisco perché gran parte degli studiosi, operatori o esperti di salute mentale,  tendono ad arroccarsi ciascuno sulle proprie posizioni relativamente al dilemma delle cause dei disturbi mentali. 
Perchè non siamo capaci di vedere il problema nella sua globalità? Gli organicisti, che sono la maggioranza, vedono malattie di origine genetica che producono nel cervello degli scompensi chimici. Vere e proprie malattie organiche che colpiscono il cervello, anche se nessuno ha mai dimostrato la loro esistenza, proprio come altre vere malattie del cervello, che invece sono appannaggio dei neurologi. Da oltre mezzo secolo gli psichiatri continuano a ripetere come un disco rotto  che siamo ad una svolta e che le prove delle loro teorie che poggiano sul nulla si stanno per rivelare grazie alle nuove scoperte, alle innovative tecniche di neuroimaging ecc. Tuttavia nonostante si brancoli ancora il buio assoluto sulla questione, non si risparmiano di inventare nuove neurotossine  che sono solo capaci di attutire i sintomi senza  intaccare minimamente le cause della sofferenza. Non solo, si limitassero a questo andrebbe ancora bene, purtroppo oltre ad avere (ricordiamolo solo quando va bene) l'effetto terapeutico sperato, hanno anche una miriade di effetti indesiderati che messi insieme provocano un aggravamento ulteriore delle condizioni generali psicofisiche e perfino della presunta malattia che vorrebbero curare, rendendola cronica e inguaribile. Questo è un semplice fatto, che non mi stancherò mai di denunciare. A chi mi chiede dove siano le prove, basta guardarsi intorno facendosi le giuste domande o leggere per esempio i libri di Robert Whitaker, noto giornalista investigativo statunitense il quale sta mettendo in crisi  a piccoli passi il colosso psichiatrico-farmaceutico.

Su una cosa, credo che siamo tutti d'accordo: i sintomi dei disturbi mentali sono una reazione a qualcosa. Quello che è più difficile da capire comunque è che questa reazione spesso potrebbe essere l'unico modo che l'insieme mente-corpo ha per raggiungere un suo equilibrio. 
L'assunto corrente che i disturbi mentali siano vere e proprie malattie organiche hai indubbiamente dei limiti. Per cominciare, penso che  dovrebbe essere possibile che qualsiasi disturbo mentale possa accadere a chiunque nelle opportune condizioni, senza per questo dichiarare di avere una malattia cronica e inguaribile sottostante. L'esempio che mi viene in mente per spiegarmi meglio è quello della febbre. La febbre è un sintomo dovuto ad una reazione del corpo ben precisa ed ha anche una sua funzione quando la causa è ad esempio l'influenza. L'influenza è per questo motivo una malattia cronica e inguaribile? Cioè siamo tutti malati cronicamente di influenza?  No, l'influenza è un disturbo prevalentemente stagionale, solitamente di origine virale che ha il suo decorso senza complicazioni se ci teniamo opportunamente a riposo, coperti bene  e mangiamo poco cibo. Medicinali sono solitamente sconsigliati a meno che la febbre non sia troppo alta o duri troppo a lungo. In altre parole, il sistema immunitario se funziona bene farà il suo lavoro di pulizia se lo lasciamo in pace. Curiosamente sappiamo anche che quando la temperatura sale parecchio in alcuni casi si può manifestare delirio, tuttavia questa 'psicosi' la riteniamo innocua proprio perché associata al malessere temporaneo. 
Ora la variabile che implica una diagnosi psichiatrica di malattia mentale sarà semplicemente la sua durata. Si parla di malattia mentale quando il sintomo ha una durata superiore ad un certo limite, proprio come si parla ad esempio di altra condizione più grave quando la febbre dura più di tot giorni. Cioè quando la reazione naturale del corpo non è capace di ristabilire un equilibrio in tempi brevi.  Questo ragionamento implica che qualsiasi condizione anomala non può protrarsi per più di un certo tempo, ed è secondo il mio modesto parere assai limitante quando siamo nel campo dei disturbi mentali. E' limitato dalle convenzioni sociali, perché il nostro stile di vita ci impone di essere efficienti con continuità , perciò ogni eccezione a tale standard comunemente accettato diventa un segno di malattia, senza poter accettare che talune reazioni hanno bisogno di molto  tempo per essere elaborate ed avere la loro funzione 'terapeutica' riparatrice.  
Relativamente alle cosiddette malattie mentali come si può dimostrare ciò? 
La validità di questo assunto è a mio parere dimostrata dall'approccio finlandese chiamato 'Open dialogue' dove i casi di primo episodio psicotico vengono trattati in modo non convenzionale,   senza usare pericolose neurotossine o lasciandole ridotte al minimo, e spostando l'attenzione verso l'ascolto, la compartecipazione attiva di tutte le figure intorno al 'paziente' evitando diagnosi, giudizi  e terminologia medica. Si è visto in questo modo un tremendo risultato positivo di persone completamente recuperate  e asintomatiche , si parla di oltre l'80 % di successi. Quale sia la causa, alle persone viene dato il tempo e la possibilità di elaborare quello che è accaduto a loro, soprattutto, non viene detto  loro che hanno una malattia cronica con la quale dovranno necessariamente convivere per tutta la vita. Io sono propenso a credere che questo metodo funziona non grazie a qualche azione terapeutica specifica, ma soprattutto grazie alla  mancanza di un approccio convenzionale con tutto il suo carico di stigma, false profezie e neurotossine.  Ciò resta in accordo con quello che accadeva prima dell'era farmacologica, cioè che una fetta consistente delle persone si sarebbe ripresa senza manifestare sintomi o manteneva un intervallo di tempo molto lungo tra l'insorgenza delle crisi.

Quindi un aspetto importante sempre più trascurato che invece dovrebbe essere considerato è la natura temporanea delle crisi. 
Riassumendo possiamo elencare alcuni  concetti chiave: 

 1 - I disturbi mentali possono colpire chiunque dato un appropriato insieme di circostanze

 2 - I disturbi mentali, se si escludono vere anomalie o condizioni mediche riconosciute sarebbero per loro natura fenomeni temporanei e rari.

 3 - Le persone recuperano pienamente anche dai problemi mentali più estremi e gravi. 

 4 - le esperienze umane di stati estremi detengono senso e saggezza per essere comprese ed elaborate dalla persona che le vive. 

Questo ultimo punto è anche quello più disatteso, chiaramente perché si deve intervenire tempestivamente per fermare ad ogni costo il delirio, la psicosi. Questi interventi però, non fanno altro che rimandare all'infinito una 'risoluzione' autonoma e duratura del problema. 
Lo psichiatra ceco Stanislav Grof lo spiega chiaramente nei sui scritti  ma egli però fa anche una doverosa distinzione tra le crisi che sono di tipo 'evolutivo' (emergenze spirituali)  o di tipo prettamente organico, cioè dovute a vere malattie neurologiche.  
A mio parere questa distinzione è un po' più sfumata anche specialmente alla luce dei risultati che si sono ottenuti in Finlandia, dove l'elaborazione della crisi rappresenta il fulcro del 'trattamento'. 
Ricordo che la mia prima e più profonda crisi di 'vetta' del 1987 non venne prontamente abbattuta con potenti antipsicotici in regime d TSO come invece accadde nelle successive. Anche se con indubbia dose di preoccupazione, in special modo da parte delle persone a me vicino che non capivano cosa mi stava succedendo, l'esperienza  andò avanti fino alla sua naturale estinzione. Arrivai alla diagnosi e ad assumere solo del litio consigliatomi da un neurologo che tuttavia presi in dosaggio minimo rispetto a quello chiamato con eufemismo 'terapeutico' e per una durata di un paio di mesi.  Dopo questo minimo 'trattamento' del primo episodio psicotico non ho più avuto simili crisi per i successivi 13 anni. Dopo la successiva crisi che da una parte avevo ricercato con fervore, mi convinsero che avrei dovuto assumere farmaci stabilizzatori per tutta la vita. In seguito a questa convinzione, passai i 6 peggiori anni della mia vita con crisi ricorrenti e conseguenti ricoveri dove venivo prontamente riempito di neurotossine. Alla fine di questi cicli ricorrenti mi convinsi che forse la 'cura' era da considerarsi la prima responsabile delle mie ricadute. 

Ma dopo questa introduzione vorrei arrivare al punto centrale di questo mio contributo. 
Quello che io sostengo da un po di tempo a questa parte è che può avere un senso agire in un modo piuttosto che in un altro indipendentemente dalle vere cause, in quanto una cosa può influenzare l'altra. E' perfettamente plausibile per esempio che la mente possa cambiare, tramite la volontà delle abitudini alimentari nocive, oppure  interferire sulla biochimica generale per favorire o bloccare l'assorbimento di determinate sostanze, oppure ancora, la mente potrebbe modificare il metabolismo, il sistema immunitario, il sistema linfatico ecc.  Tutto questo ha una senso per me. Ha poco senso invece intossicare intenzionalmente il corpo per modificare la mente, o assumere delle droghe per alterare il nostro hardware e ingannare così la mente. Sarebbe come ostinarsi a modificare l'hardware di un computer quando il problema è nel software.  A volte potrebbe essere possibile, altre volte no.
Comunque ha poco senso negare a priori l'efficacia di un trattamento della mente rispetto a quello del corpo e viceversa; come si spiegherebbe altrimenti il successo di approcci non 'convenzionali'?
E' stato dimostrato che i traumi, le emozioni possono influire sulla biochimica, quindi è sensato intervenire anche sulla biochimica per rimediare purché venga fatto nel modo corretto, senza ricorrere a veleni. 
Ho ammirato molto e sono un fan del grande neurologo purtroppo scomparso Oliver Sacks. Ho divorato diversi suoi libri e compreso come lui quanto sia affascinante la capacità adattativa del cervello in seguito a gravi traumi,lesioni, o malattie neurologiche. Se prendiamo per buono l'assunto che la natura non va mai contro sé stessa, il corpo non va mai contro sé stesso, i sintomi della cosiddetta malattia mentale potrebbero essere una forma di adattamento che il corpo adotta per proteggersi. Questo è un concetto un po' forte , duro da digerire. Immagino per esempio che un problema grosso come il cancro sia difficile da considerare in questi termini. Nonostante ciò, c'è chi afferma che anche il cancro sia una forma di adattamento e la sua proliferazione non è il risultato dell'inevitabile decorso di tale malattia, ma piuttosto della cure tradizionali per questa terribile condizione. Dicesi che dalle autopsie fatte risulta che vengono trovati molti tumori in stato latente innocui e perciò mai diagnosticati. 
E' difficile per me digerire questo, come è difficile essere concordi con chi afferma per esempio che il virus dell'HIV non esiste, che tramite gli aerei avveleniamo intenzionalmente i cieli per diffondere malattie, che i tumori siano soltanto dei traumi irrisolti, che si possono curare con il bicarbonato o con diete appropriate, che tutti i vaccini siano nocivi e inutili ecc ecc.  
Ma anche se difficile da credere, penso che sia possibile  guarire da una situazione grave o difficile grazie esclusivamente alla convinzione che ciò sia possibile. In altre parole, anche i ciarlatani e i venditori di olio di serpente hanno la loro fetta di 'miracolati' altrimenti non si spiegherebbe il fatto che tanta gente si affida a loro piuttosto che alla medicina ufficiale. Le persone possono credere a qualunque cosa anche se non esistono spiegazioni razionali, davanti a fatti concreti e prove aneddotiche.
Quindi mi fanno sbellicare quelli fissati con le prove empiriche , con gli studi a doppio cieco randomizzati, quelli che non credono a niente che non sia perfettamente replicabile e scientificamente dimostrabile al 100%. Questo non perché ritengo inutile provare scientificamente un qualunque rimedio ma piuttosto perché in un campo così complesso, aleatorio e poco conosciuto come il cervello, occorre avere la mente aperta a tutte le possibilità. Così ritengo un abominio  ignorare o denigrare  per esempio il grande e immenso lavoro di Abram Hoffer, considerarlo perfettamente inutile anche davanti all'evidenza di avere salvato la vita di migliaia di suoi pazienti , ricordiamolo, tutti debitamente diagnosticati inguaribili e cronici della peggiore etichetta psichiatrica. Erano tutti falsi malati? Era tutto merito del suo carisma e il semplice fatto che un medico psichiatra dicesse ai sui pazienti che sarebbero comunque guariti? 
Grazie a lui sono diventato anche io un fan della B3 o Niacina. Ogni tanto mi faccio un ciclo di trattamento con grande giovamento almeno del mio colesterolo ma in particolare lo faccio perché mio padre morì di infarto a appena mezzo secolo di età. La RDA (fabbisogno giornaliero) della B3 è di 18 milligrammi, il minimo per non sviluppare la pellagra. Tale vitamina è implicata  in circa 400 reazioni biochimiche corporee; una mole enorme di funzioni vitali. Il flush (razione di arrossamento) che da è molto piacevole quando è leggero, abbastanza fastidioso quando è forte, ma così si può misurare il proprio fabbisogno. Così scopro che la dose assunta raggiunge anche 10 volte quella raccomandata. Provate ad assumere 10 volte la dose raccomandata di un qualsiasi farmaco; un modo rapido ed efficace per togliere il disturbo per sempre dal mondo. 

Ma sto di nuovo divagando. Per tornare al punto, penso ad esempio come mai nei paesi dove vigono situazioni intollerabili di miseria, conflitti etnici, guerre di potere , perciò gente sottoposta a massicce dosi di traumi, non vi siano nel contempo picchi enormi di malattie mentali. Ancora, perché ad esempio due individui diversi , sottoposti agli stessi traumi non sviluppano entrambi la stessa malattia mentale ma solo uno di questi viene colpito? La risposta potrebbe  essere che lo sviluppo dei disturbi mentali dipende essenzialmente dalla reazione individuale, che a sua volta dipende da altri fattori tra i quali anche la predisposizione. Ma la predisposizione cos'è?  Può essere un condizione organica o può non esserlo? 
Ci sono domande che temo non avranno mai una risposta definitiva. E' nato prima l'uovo o la gallina? Si possono solo fare delle ipotesi e in base a queste cercare delle verifiche. 
Io qui mi fermerei, e rileggendomi ho come l'impressione di avere aumentato la confusione piuttosto che avere fatto chiarezza. Ma questo è normale quando si entra in un tale ginepraio. Buona vita. 
Recuperamente

domenica 14 aprile 2019

Argomenti e prove a favore del modello psicologico

Ecco un articolo scritto molo bene, dove spiega con efficaci analogie i limiti dell'attuale paradigma di trattamento delle cosiddette 'malattie mentali'. Avevo scritto in precedenza che per quanto ne possa capire, io propendo per una ipotesi dove un insieme di cause concorrono a formare un certo tipo di sintomatologia che viene poi interpretata come un disturbo mentale, tra le quali non disdegno quelle organiche. Questo si può facilmente evincere dalla mia simpatia per spiegazioni biochimiche  non ortodosse quali principalmente tutto il lavoro di pionieri come Hoffer, Pauling, Osmond, Pfeiffer e compagnia. In effetti per esempio una ipotesi basata sullo stress ossidativo mi sembra più plausibile e più facile da comprendere rispetto alle teorie psicologiche sui traumi. Tuttavia mi devo un po' ricredere , visto la mole di prove empiriche a sostegno di questo approccio psichico, che purtroppo è stato messo in disparte a favore dei trattamenti prettamente farmacologici. Chiaramente l'autore essendo psicologo cerca di tirare l'acqua al suo mulino come si suol dire.

Alla fine purtroppo i sostenitori dell'una o dell'altra ipotesi tendono a rimanere sulle loro convinzioni, non riuscendo ad ammettere che ci potrebbe essere una terza via,  un'altro approccio che considera valide entrambe le ipotesi e applica un trattamento che tiene conto di questo assunto. 

Comunque quello che conta è il risultato che si ottiene. Sappiamo ormai abbastanza bene che con i farmaci a lungo andare non si ottiene alcun tipo di recupero spesso nemmeno quando siamo di fronte ad una vera e propria malattia organica. Al contrario il recupero che si ottiene con l'approccio psicologico sembra duraturo. Se ammettiamo che la mente è in grado di influenzare il corpo e viceversa, a prescindere dalle vere cause potrebbe essere ragionevole considerare utile sia l'uno che l'altro approccio, ammesso che entrambi vadano a incidere sulle cause primarie anziché limitarsi a attenuare i sintomi. 

Faccio un esempio per chiarire: supponiamo che una persona abbia delle paranoie sugli alieni che gli stanno violando i pensieri. 

Somministrare un antipsicotico non fa sparire tali paranoie ma diminuisce solo la preoccupazione per tale evento (la persona diventa indifferente al problema), per cui, sta buono durante il trattamento ma è pronto a ritornare in paranoia, una volta che il trattamento cessa. Parlarci, spiegando che può ricorrere a dei 'trucchi' per proteggersi da tali invasioni, come adoperare delle schermature potrebbe tranquillizzarlo ma anche in questo caso il problema di base non si risolverebbe. Occorre quindi agire sulle cause scatenanti il problema andando alla ricerca delle origini. L'approccio psicologico potrebbe allora scoprire un particolare trauma  all'origine di questi sintomi mentre l'approccio ortomolecolare potrebbe 'ripulire' il terreno organico da eventuali tossine, responsabili di una certa predisposizione alle paranoie. Entrambi gli approcci otterrebbero così lo stesso risultato, con la differenza che il trattamento chimico andrà fatto a vita. In entrambi i casi la persona non subirà i deleteri effetti di uno o più farmaci neurotossici. 

L'ostacolo che io vedo riguarda la bravura del psicoterapeuta. Se il problema non viene risolto, sarà a causa dell'incompetenza dell'operatore oppure a causa di una disfunzione , o vera malattia organica? 

Per questo motivo secondo me, di fronte a sintomi psichiatrici avrebbe senso indagare comunque a 360 gradi, non tralasciando alcuna ipotesi. 

Oggi la prima e spesso unica cosa che si fa è fornire un trattamento basato esclusivamente sulla somministrazione anche coatta di neurotossine. Questo è il modo migliore non solo per non risolvere niente, ma per rendere cronico il problema e peggiorare così la condizione psicofisica del malcapitato.



Perché il "Modello del trauma psicologico" alla fine trionferà 

Di Eric Kuelker, PhD

31 gennaio 2019

George Washington venne ucciso dai suoi stessi medici. Questo in realtà non era il risultato che speravano. Agivano per il suo bene bene e avrebbero voluto salvare la vita del primo presidente degli Stati Uniti. Lavorarono sodo per cercare di aiutarlo.

Ma c'era un problema profondo: la loro teoria di ciò che causava la malattia era sbagliata. Credevano nella teoria umorale, che la malattia fosse dovuta a un eccesso di umori o fluidi nel corpo (bile, catarro, sangue, ecc.). Pertanto, pensavano che la soluzione alla sua infezione alla gola fosse quella del salasso, per ridurre gli umori in eccesso. Tolsero così il 40% del suo sangue in 12 ore, e quindi lo uccisero. Il che dimostra che le buone intenzioni e il duro lavoro, unite alla comprensione sbagliata di ciò che causa la malattia, portano al disastro.

Profondi difetti nel modello di 'squilibrio chimico'

Per evitare questo tipo di danni e morti inutili, dobbiamo essere molto sicuri che la nostra teoria di ciò che causa la malattia sia corretta. In termini di malattia mentale, il modello dominante è la teoria dello "squilibrio chimico", ovvero che la depressione e altri disturbi sono dovuti a bassi livelli di serotonina o livelli anormali di dopamina o altri squilibri di sostanze chimiche nel cervello. Tuttavia, quando guardiamo da vicino, emergono tre problemi in questo modello di squilibrio chimico.

Il primo difetto è che semplicemente non c'è modo di misurare i livelli di sostanze neurochimiche in un cervello vivente. Pertanto, non possiamo sapere quale sia il corretto equilibrio di sostanze neurochimiche o quale sia un equilibrio scorretto. L'affermazione che c'è uno squilibrio chimico non ha dati per supportarlo. La successiva pecca è che la teoria non spiega come mai le sostanze chimiche diventano squilibrate in primo luogo.  Afferma che la depressione è dovuta a bassi livelli di serotonina o che la schizofrenia è dovuta a livelli anormali di dopamina. Non spiega però perché i livelli di serotonina si siano presumibilmente ridotti in primo luogo. È dovuto a una fluttuazione casuale? Troppe radiografie? Non abbastanza vitamina D? Questa incapacità di spiegare l'origine dello squilibrio significa che la teoria è incompleta. Se ci fosse qualcosa a monte che fa cadere i livelli di serotonina, allora questa sarebbe la vera causa della depressione.

Il terzo difetto è il più serio. Quando i ricercatori cercano di misurare i livelli di serotonina nel cervello (livelli di plasma sanguigno, autopsie, ecc.) Non trovano semplicemente evidenza di uno squilibrio chimico.  Nessuno. Non trovano che le persone depresse abbiano livelli più bassi di serotonina nel cervello rispetto alle persone non depresse.  Questa conclusione può essere difficile da riconoscere, poiché la credenza in uno squilibrio chimico è estremamente diffusa nella nostra cultura e viene ripetuta sui principali media quasi ogni settimana. Tuttavia, nelle parole di Lacasse e Leo, " non esiste un solo articolo revisionato da colleghi che possa essere citato con precisione per supportare direttamente le affermazioni di carenza di serotonina in qualsiasi disturbo mentale, mentre ci sono molti articoli che presentano contro-prove " .

Ciò ha implicazioni colossali per l'intero campo della salute mentale. La teoria dominante non ha un modo diretto di misurare l'equilibrio delle sostanze chimiche nel cervello vivente, non può spiegare come apparentemente le sostanze chimiche diventano squilibrate, e non vi è alcuna prova scientifica di uno squilibrio chimico che provochi disturbi mentali. In breve, non ha più credibilità intellettuale della teoria umorale, secondo la quale un eccesso di bile gialla causava una malattia, o che affermava che il salasso era il trattamento corretto per un'infezione alla gola.

Perché preoccuparsi delle cause dei problemi?

Quindi, in che modo una teoria che ha supporto scientifico zero diventa il modello dominante per  le persone che diventano depresse, ansiose o hanno problemi con i loro pensieri? La ragione è semplice. La teoria della causalità  è estremamente potente. Una volta definito ciò che pensi sia la causa di un problema, la soluzione segue immediatamente. In realtà, è necessario utilizzare la soluzione. E poiché i medici nel 1799 credevano che un eccesso di umori (certi fluidi nel corpo) causassero una malattia, George Washington fu dissanguato quattro volte nelle ultime ore della sua vita. La causa determina la soluzione, anche se la soluzione è talvolta letale.

Ecco perché le aziende farmaceutiche hanno speso miliardi di dollari per promuovere la teoria dello "squilibrio chimico" della depressione, della schizofrenia e di altre condizioni mentali. Non appena qualcuno accetta il concetto che le loro difficoltà o esperienze emozionali sono dovute a uno squilibrio chimico, allora credono di dover prendere una pillola per correggere questo squilibrio. Nient'altro funzionerà. Non avranno motivo di credere che la psicoterapia o altri interventi correggeranno lo squilibrio, quindi devono solo iniziare a prendere le pillole. E una volta che lo fanno, devono continuare a prenderle. Se si fermano, lo "squilibrio chimico" si riaffermerà, causando di nuovo il problema.

E fintanto che la causa viene creduta, vengono esclusi approcci alternativi. Anche se sono molto più efficaci. Ad esempio, Ignaz Semmelweiss scoprì che se i medici si lavavano le mani prima di far nascere un bambino, allora il tasso di mortalità per le madri a causa di un'infezione era inferiore all'1%.  Tuttavia, se i medici non si lavavano le mani, il tasso di mortalità era del 10%. Era così noto che le donne pregavano di essere ammesse alle cliniche dove gli operatori  si lavavano le mani. In effetti, era più sicuro per una donna partorire per strada piuttosto che partorire quando un medico l'assisteva. Il tasso di mortalità materna era del 4% quando  dava alla luce il bambino nella fogna all'esterno della clinica.

Ma anche se Semmelweis produsse dei dati (e delle madri riconoscenti) che dimostrano che lavandosi le mani si salvavano molte vite, è stato ignorato perché "non poteva offrire una spiegazione scientifica accettabile per le sue scoperte". Non aveva alcuna teoria della causalità. Fu solo dopo la sua morte, quando Louis Pasteur confermò la teoria che i germi causavano la malattia, che i medici iniziarono a lavarsi le mani regolarmente. Una nuova causa per la malattia era stata scoperta, che era un germe. Questo ha spodestato la vecchia causa, la teoria umorale. Di conseguenza, si è smesso di fare salassi, il lavaggio delle mani si è diffuso e molte vite sono state salvate.

Diverse lezioni chiave possono essere disegnate finora. Non è sufficiente dire che la soluzione attuale è inefficace. Il salasso era dannoso ma è resistito  per due millenni. Non è sufficiente dire che il nuovo trattamento è molto più efficace. Semmelweis ridusse il tasso di mortalità del 90% e venne ancora ignorato. Se vuoi cambiare la pratica sanitaria, devi proporre una causa alternativa. Solo allora si possono fermare le soluzioni inutili o dannose e le persone ricevono un aiuto concreto.

Ecco perché nel panorama dei problemi di salute mentale c'è così poco cambiamento. "Gli squilibri chimici" sono visti come la vera causa dalla maggioranza e le soluzioni alternative si sono allineate di conseguenza. Non è sufficiente dire che le pillole psicoattive sono inefficaci a lungo termine. I tassi di prescrizione stanno ancora salendo. Non è sufficiente dire che la psicoterapia ha migliori risultati a lungo termine e nessun effetto collaterale. È ancora affiancata all'uso delle pillole (quando c'è ndt). Non è sufficiente dire che non esiste una ricerca che supporti l'idea che gli squilibri chimici causino depressione o altri problemi. L'approccio farmacologico conserva un enorme potere e il numero di persone che assumono pillole aumenta ogni anno, perché la teoria causale non è stata sostituita con una nuova. Non c'era nessuna ricerca che dimostrasse che uno squilibrio di umori causasse la malattia mentale.

C'è un nuovo modello di malattia mentale

Ora esiste un modello alternativo per ciò che causa problemi di salute mentale. A differenza della teoria dello squilibrio chimico, ha il sostegno di migliaia di studi di ricerca. Può anche spiegare alcune delle contraddittorie vessazioni nella ricerca psichiatrica. Propone un modo completamente nuovo di valutare le persone e i loro problemi di salute emotiva, che sostituisce fondamentalmente il DSM e altri modelli di cluster di sintomi. Ancora più importante, porta a interventi più sicuri e più efficaci per le persone che soffrono di gravi problemi emotivi. Mette al centro le loro esperienze e le loro scelte sul trattamento, invece di colpirli con una diagnosi e usare il potere per imporre loro un intervento che spesso non vogliono o non capiscono.

Il nuovo modello è il modello di lesione psicologica (PI). Afferma che la causa principale dei problemi di salute mentale è quando una persona subisce un danno psicologico. Questi si verificano quando la persona è soggetta a marcata negligenza, abuso, mancanza di rispetto o caos nel loro ambiente sociale. Possono anche verificarsi quando la persona sperimenta un evento traumatico. Ci sono almeno quattro gruppi di lesioni psicologiche: il primo è un trauma durante l'infanzia, il secondo è un evento di vita molto stressante, il terzo è avere problemi al lavoro a causa di un superiore abusivo, e l'ultimo è un trauma in età adulta. Il modello PI riconosce che i problemi di salute mentale possono verificarsi anche per altri motivi (ad es. Fluttuazioni ormonali che portano alla depressione postpartum), ma ritiene che la causa principale sia la lesione psicologica.

Trauma infantile come lesione psicologica

La ricerca pionieristica nell'area del trauma infantile è stata effettuata dai Dr. Fellitti e Anda, del Centers for Disease Control. Hanno chiesto a 17.000 residenti a San Diego se avessero sperimentato diversi tipi di abuso e negligenza, oltre a cinque tipi di disfunzione coi genitori. Inizialmente, non si aspettavano molto. Tre quarti del campione erano stati al college e avevano un buon lavoro, una buona assistenza sanitaria e vivevano in una delle città più belle e ricche degli Stati Uniti. Ma il dolore era proprio sotto la superficie. Due terzi del campione avevano avuto una qualche forma di abuso o disfunzione dei genitori. La maggior parte aveva avuto più traumi. Anche i bambini con genitori alcolizzati avevano subito abusi emotivi e visto il loro papà che picchiava la mamma.

L'effetto di questo dolore infantile ha continuato per decenni. Se una donna è stata abbastanza fortunata da crescere in una casa emotivamente sana, aveva il 18% di possibilità di sviluppare depressione  nella mezza età. Ma avere una sola esperienza infantile avversa (ACE) aumenta il rischio del 50%.  Due ACE  aumentano il rischio dell'84%. E le povere anime che avevano cinque o più ACE avevano un rischio maggiore del 340% di sviluppare la depressione rispetto a qualcuno che era cresciuto in un ambiente emotivamente sano.

I tentativi di suicidio seguono da vicino i casi di depressione grave. Chi non aveva avuto traumi infantili, aveva l'1% di possibilità di tentare il suicidio.  Ma il loro rischio aumentava con ogni trauma aggiuntivo, fino a quando le persone che avevano sette o più traumi avevano una probabilità 36 volte maggiore di tentare il suicidio rispetto a quelli che non ne avevano. Snocciolare i numeri ha mostrato che in 2/3 di tutti i tentativi di suicidio erano presenti traumi durante l'infanzia.

Questi risultati sono stati replicati più e più volte. I ricercatori canadesi hanno avuto accesso a un campione ancora più ampio, in cui ogni persona nel paese aveva le stesse possibilità di essere studiata. Hanno chiesto a 24.300 persone  tre tipi di traumi infantili (abusi fisici e sessuali, violenza domestica). Se le persone erano cresciute con tutti e tre questi traumi, avevano 26 volte più probabilità di tentare il suicidio rispetto a quelli che non ne soffrivano. Questa è quasi una fotocopia dei risultati dei Dr. Felitti e Anda. Lo studio canadese è andato oltre la replica dei risultati di San Diego. Ha valutato quasi tutti i principali disturbi mentali, sia attraverso l'autovalutazione e l'intervista strutturata. Sommando i disturbi mentali, il rischio era 2,5 volte maggiore se la persona aveva un solo trauma, 4 volte maggiore se ne aveva due, e 8 volte maggiore se avevano tutti e tre i traumi.

Questo è il modello per il disturbo bipolare:  le persone avevano 8 volte più probabilità di sviluppare il disturbo bipolare se sono presenti tutti e tre i traumi. Sebbene sia largamente concepito come uno squilibrio chimico, la ricerca dipinge un'immagine completamente diversa della causa primaria. È una significativa disregolazione emotiva a seguito di un trauma infantile. La stessa cosa per la schizofrenia. Un riassunto della ricerca ha rilevato che le persone con trauma infantile avevano una probabilità 3 volte maggiore di sviluppare la schizofrenia rispetto a quelle che non ne avevano.  Studi importanti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna hanno rilevato che avere cinque traumi aumenta il rischio di avere sintomi di schizofrenia tra 53 e 160 volte. 

Questi numeri sono così sconcertanti che vale la pena  tornare indietro per capire cosa significano. Dimostrano che la schizofrenia non è fondamentalmente una malattia del cervello e neanche uno squilibrio chimico. No. Nella maggior parte dei casi, ciò che chiamiamo schizofrenia sono in realtà persone con traumi che hanno notevoli difficoltà a regolare le emozioni, a organizzare i loro pensieri ea connettersi con la realtà.

A questo punto, alcuni protesteranno vigorosamente. Faranno notare che le persone che riferiscono di aver sentito voci o hanno strane esperienze hanno problemi nella struttura e nel funzionamento del cervello. Citeranno il danno all'ippocampo nel cervello, l'atrofia cerebrale e altri problemi strutturali. Diranno che l'asse HPA (ippocampo-pituitario-surrenale) è iperattivo nel cervello e che ci sono anomalie in alcuni sistemi di neurotrasmettitori. Questo è vero. Tuttavia, come ha sottolineato il Dr. John Read, quelli sono esattamente gli stessi cambiamenti che si verificano nel cervello dei bambini che sono stati traumatizzati. Quando un bambino di 7 anni è terrorizzato e imbarazzato mentre sua madre lo schiaffeggia e gli grida che è un fallito tanto quanto suo padre, il suo cervello è inondato. L'amigdala si accende con la risposta di lotta-fuga-volo. La paura fa scatenare l' adrenalina e il cortisolo nel suo sangue. Se ciò accade giorno dopo giorno, mese dopo mese, il suo cervello cambierà sicuramente. E se il bambino ha cinque o più traumi diversi, allora il rischio del bambino di avere difficoltà a regolare le proprie emozioni, organizzare i propri pensieri e connettersi alla realtà sale da 53 a 160 volte nell'età adulta. È la varietà e la frequenza dei traumi che alterano il cervello aumenta enormemente il rischio di problemi più avanti nella vita.

Eventi di vita stressanti come lesioni psicologiche

Questi eventi altamente stressanti possono verificarsi anche nell'età adulta. Uno studio ha seguito 2000 gemelli per oltre un decennio. Ciò ha permesso ai ricercatori di separare i fattori genetici da quelli ambientali. Quando la vita era calma, quelle persone con il più alto rischio genetico avevano il doppio delle probabilità di sviluppare la depressione come il gruppo a minor rischio. Ma quando la vita è diventata molto stressante, come essere improvvisamente licenziati, o un figlio adolescente che inizia a usare pesantemente la droga, allora avevano 14 volte più probabilità di sviluppare depressione. Sebbene la genetica possa aver avuto un ruolo nell'insorgenza della depressione, le lesioni psicologiche sono state un fattore molto più potente nel far cadere qualcuno nella depressione. Questo ha scatenato una raffica di ricerche. Il riassunto di tutti questi articoli era che il gene del trasportatore della serotonina non aveva alcuna influenza sul fatto che qualcuno diventasse depresso o meno. Sono stati eventi di vita stressanti come scoprire che il  coniuge ha tradito, o un grave conflitto con la madre, che ha predetto la depressione. Anche quando le persone sono state seguite fino a 12 anni, l'88% degli episodi di depressione sono stati attivati da eventi stressanti della vita. Questo risultato contraddice la teoria dello squilibrio chimico, che assumerebbe che la depressione si verifica su base casuale, estranea a eventi nella vita di una persona. Ma quando l'88% delle depressioni può essere ricondotto a un evento di vita stressante, allora il modello di lesione psicologica ha un solido supporto.

Il lavoro come ferita psicologica

Il terzo gruppo di lesioni psicologiche (dopo i traumi dell'infanzia e gli eventi della vita altamente stressanti in età adulta) non è nella nostra vita personale, ma nella nostra vita lavorativa. Ogni settimana, nel mio studio privato di psicologo, arriva un cliente nuovo di zecca. Dicono di essere così depressi che vogliono morire o che si svegliano alle tre del mattino tremando di paura. E quando chiedo perché stanno così tanto male, dicono: "Penso che sia il mio capo". Descrivono i manager che dicono loro che il loro lavoro vale 2 su 10, ma non danno consigli su come migliorarlo. Parlano di capi che sostengono che la loro collega di lavoro Kelly non li gradisce, ma quando la persona si incontra con Kelly, dice onestamente che tutto va bene. Mentre mi raccontano queste storie di abusi e manipolazioni, iniziano a singhiozzare nel mio ufficio. Una persona, che era stato nominato dipendente dell'anno per una società da molti miliardi di dollari, tornò dalle vacanze e fu assegnato a un capo prepotente. In poche settimane di rapporti con il nuovo responsabile, mi disse che stava andando nei boschi con un'arma appresso.

Se i manager tossici possono cambiare le persone da dipendente dell'anno a un suicida in soli tre mesi, immagina quanto sia profondo il pregiudizio psicologico. Trascorriamo la maggior parte delle ore di veglia al lavoro, in balia di un manager che ha il potere di promuoverci o licenziarci. Le persone sono anche psicologicamente molto investite nel loro lavoro, poiché valutiamo lo status nella nostra società dal prestigio che deriva dalla nostra occupazione. Durante le riunioni sociali, alcune persone annunceranno che sono "solo una casalinga", indicando che sono vicini al fondo della scala dello status. Se qualcun altro dice di essere un neurochirurgo, riceve automaticamente uno status elevato. E i nostri manager non solo influenzano il nostro status, ma essere licenziati da loro può rovinarci finanziariamente. Invia anche un messaggio che la persona è un cattivo dipendente, e dovrebbe essere evitato dai futuri datori di lavoro.

Questa non è solo osservazione clinica. In uno studio di 4234 dipendenti in Danimarca si è chiesto loro quanto si fidassero del loro manager e quanto fossero corrette le politiche sul loro posto di lavoro. Hanno anche valutato i dipendenti su 13 altre variabili, che vanno dalla personalità alla storia al fumo e altro ancora. I ricercatori hanno seguito le persone per due anni. Anche dopo aver controllato le altre 13 variabili, hanno scoperto che le persone che avevano bassi livelli di fiducia nel loro capo, o sentivano che le politiche sul posto di lavoro erano ingiuste, avevano tre volte il rischio di sviluppare depressione rispetto a quelli che avevano buoni dirigenti e datori di lavoro corretti. Questo dimostra che i boss 'tossici' causano la depressione, nello stesso modo in cui il fumo provoca il cancro ai polmoni.

Traumi nell'età adulta come lesione psicologica

L'ultimo gruppo di lesioni psicologiche in età adulta è costituito da eventi traumatici. Essere coinvolti in un incidente stradale, in un disastro naturale o in un combattimento può portare a disturbi da stress post-traumatico e / o depressione. Lo stress cumulativo può essere insopportabile per molte persone. In effetti, le lesioni psicologiche sono più pericolose dei criminali o dei terroristi. Anche se è compito della polizia catturare i criminali (molti dei quali sono drogati e / o armati) e spingerli dentro le macchine della polizia per portarli in prigione, questa è la parte più sicura del loro lavoro. La parte più pericolosa è quando vanno a casa e devono affrontare il dolore e il trauma di quello che vedono ad ogni turno. Nel 2017 gli agenti di polizia si sono suicidati con il triplo della frequenza rispetto  a morire in servizio. Esattamente gli stessi risultati sono stati trovati nei veterani militari: soldati canadesi che muoiono di suicidio tre volte quelli morti in servizio in Afghanistan. Quando è più sicuro avere i talebani a lanciare granate contro di te che affrontare i flashback del combattimento, la gravità delle lesioni psicologiche è chiara.

Questi quattro gruppi di lesioni psicologiche si presentano ogni giorno nel mio ufficio. Le persone con traumi durante l'infanzia, eventi di vita molto stressanti, manager tossici o traumi in età adulta siedono sul mio divano. Ho fatto 24.000 ore di terapia nel mio studio privato, e c'è solo una piccola percentuale di persone che non hanno avuto uno di questi infortuni psicologici che hanno causato il loro umore negativo. Esistono, ma molteplici linee di ricerca e decine di migliaia di ore di esperienza clinica affermano che la principale causa di problemi di salute emotiva deriva da infortuni psicologici.

Un nuovo modello ha bisogno di una nuova misura

Ora che vediamo il ruolo degli infortuni psicologici, il passo successivo è la valutazione, al fine di comprendere la portata dei problemi di salute mentale. Sfortunatamente, l'approccio alla valutazione più diffuso manca il punto. Il Manuale Diagnostico e Statistico non chiede informazioni sulle lesioni psicologiche in modo sistematico. Il DSM si preoccupa di quale sintomo si adatta a quale cluster. Non inizia chiedendo: "Qual è la tua storia di vita? Quali sono le lesioni psicologiche del passato che provocano tale dolore e confusione per te oggi? "Invece, è impostato per dire:" Hai avuto questo gruppo di sintomi per l'ultimo mese. Quindi hai questa diagnosi. " Perciò è facile dire: "Prendi questa pillola per intorpidire quei sintomi".

L'approccio PI prende invece la strada opposta. Chiede delle varietà di lesioni psicologiche che la persona ha vissuto. Quando queste vengono mappate, altri possono iniziare un dialogo con la persona su come hanno affrontato tali lesioni. Possono discutere di come le lesioni si riferiscono al disagio emotivo e ai pensieri strani che hanno ora. La traiettoria della vita della persona è ora davanti e al centro. L'attenzione non è su quale gruppo di sintomi hanno avuto negli ultimi 30 giorni. Si tratta del percorso della loro vita. E quando le persone possono parlare di ciò che ha causato loro dolore, come hanno affrontato il problema, come quei metodi funzionano (o meno) e cosa vogliono cambiare nella loro vita per raggiungere un benessere maggiore, allora hanno molte più probabilità di crescere.


Se vuoi la psicoterapia, perché prendi le pillole?

Quindi possono scegliere come raggiungere la loro guarigione. E in modo schiacciante, vogliono parlare con qualcuno . Tre volte di più delle persone che vogliono la terapia con pillole, in diversi paesi, fasce di età e tipi di problemi. Anche quando agli psichiatri viene chiesto di trattare se stessi, il triplo di loro sceglie la terapia per sé. Non importa chi sei, vuoi parlare con qualcuno della tua vita e del tuo dolore.

Ma ciò che le persone vogliono non è quello che ottengono. Vogliono una psicoterapia, ma ottengono delle pillole. Gli psichiatri invierebbero solo l'1% dei loro pazienti alla psicoterapia. All'altro 99% prescrivono pillole e farebbero 1/3 di terapia in combinazione con le pillole. Il riflesso per dare alle persone pillole è così forte che in Canada, un paese di 35 milioni di persone, ci sono stati 50 milioni di prescrizioni per antidepressivi compilate nel 2015 . Questo è abbastanza per ogni uomo, donna e bambino nel paese. E ne rimane abbastanza per ogni cane, gatto e cavallo.

E queste pillole non sono particolarmente sicure. Se le persone le prendono per un po ', hanno alti tassi di ricaduta in depressione. Gli antidepressivi, e in particolare gli antipsicotici, possono causare un notevole aumento di peso. Ciò aumenta il rischio di diabete dal 30% al 258%, rispettivamente. Le pillole possono innescare il pensiero suicida nei giovani. Gli antidepressivi aumentano il rischio di morte cardiaca improvvisa del 33%, mentre gli antipsicotici raggiungono il 226%. Non c'è da stupirsi che le persone siano riluttanti a prendere queste pillole.

Questa tendenza di dare alle persone interventi che non vogliono ha implicazioni enormi. Quando le persone si riferiscono a un trattamento che non vogliono, un numero significativo non compare nemmeno per la prima sessione, mentre tutti si presentano per il trattamento che vogliono.  Una volta iniziato, le persone che ricevono un trattamento che non vogliono hanno fino a 7 volte più probabilità di abbandonarlo presto (sempre se glielo permettono ndt). Se completano il trattamento, è meno probabile che migliorino se non ricevono il trattamento che desiderano. Uno studio ha rilevato che solo l'8% delle persone che preferivano la psicoterapia, con le pillole sono migliorate. Il 50% delle persone che hanno preferito la psicoterapia  sono migliorate. 

Facendo un passo indietro, possiamo vedere perché dare pillole alle persone, quando vogliono veramente la psicoterapia, visto che porta a risultati di abbandono e risultati scarsi. Perché imporre qualcosa di indesiderato e che  spesso riecheggia la lesione psicologica che ha causato la depressione in primo luogo? L'allenatore di nuoto pervertito, il capo prepotente, hanno imposto la loro volontà alla persona nel passato. Il cliente non voleva quello che gli facevano, ma era impotente per  resistere. E quando una dinamica simile accade nel presente (prendi questa pillola per prima, anche se vuoi la psicoterapia), allora il cliente non si presenta mai per un trattamento, o abbandona presto o fa meno progressi. Ma se chiedi alle persone quale trattamento desiderano, questo è un approccio cooperativo. Hanno voce in capitolo. Non sono spinti verso qualcosa, stanno scegliendo. E tre volte più spesso, vogliono la psicoterapia.


Che cosa guarisce le lesioni psicologiche?

Questa forte preferenza per la psicoterapia è perché a un livello profondo, conosciamo il metodo più potente per la guarigione delle lesioni psicologiche. È questo: Le persone guariscono le persone. Questo risuona proprio nel nostro nucleo. Le persone guariscono le persone. 

Pensiamo ai tempi in cui le parole premurose di un'altra persona attenuavano il nostro dolore, e lo vorremmo quando il dolore ritorna. Certo, alcune persone feriscono la gente, e questa è la causa della maggior parte delle lesioni psicologiche, ma il vero cambiamento e la guarigione arriva quando qualcuno ascolta profondamente e con rispetto. Il modo migliore per guarire un danno psicologico è con la psicoterapia.

E quando il terapeuta cammina con loro, usando un approccio che ha senso per loro, la fiducia si costruisce di nuovo. Quando il cliente vede che il terapeuta si concentra su come aiutarli a raggiungere i loro obiettivi, e non a manipolarli per i propri scopi, la guarigione continua. La maggior parte delle lesioni psicologiche sono inflitte da un perpetratore che non si è preoccupato dei sentimenti della vittima, a cui importava solo il proprio programma, indipendentemente da ciò che la vittima pensava o voleva. Ma quando il terapeuta fa il contrario, ascoltando rispettosamente, aiutando il cliente con i suoi obiettivi, lavorando con il cliente, poi una persona guarisce un'altra.

E la guarigione dura veramente. Diversi studi hanno esaminato le persone che assumono pillole o la psicoterapia per la depressione e poi interrompono ogni trattamento. Dopo un anno o due di follow-up, le persone che hanno ricevuto la terapia hanno il 260% di probabilità in più di star bene, rispetto a chi ha assunto le pillole. Le persone guariscono davvero le persone. Ingoiare le pillole può intorpidire il dolore per un po'. Ma quando la persona arresta le pillole, probabilmente tornerà con la massima forza. Solo la terapia può guarire il danno psicologico. Ecco perché è il 260% più efficace nel lungo periodo.

L'importanza della connessione umana spiega uno dei grandi enigmi della psichiatria. Un fatto che è abbastanza scomodo per gli psichiatri biologici da ammettere o discutere. Perché in realtà chi prescrive la pillola è più importante di cosa prescrive. In uno studio molto sofisticato sulla depressione del NIMH, hanno chiesto ai pazienti come si sentivano riguardo al loro psichiatra. Se i pazienti pensavano che lo psichiatra fosse freddo o arrogante, il loro miglioramento era piccolo quando avevano preso una pillola attiva. Ma se il paziente  percepiva il loro psichiatra come premuroso e utile, avevano un maggiore recupero. Anche quando  ricevevano un placebo! Questo dimostra ancora una volta che le persone guariscono le persone. Uno psichiatra empatico che dà un placebo inutile ai propri pazienti ottiene risultati migliori di uno che distribuisce pillole attive. È la cura che guarisce, non i prodotti chimici. Questa verità fondamentale, che le persone guariscono le persone, incrina il fondamento intellettuale della psicofarmacologia. La psicofarmacologia cerca di trovare la sostanza chimica giusta per trattare specifici problemi emotivi. Ma è più importante trovare la persona giusta.

Perché è l'interazione tra una persona e l'altra che alla fine conta. Ecco perché il modello di Lesione Psicologica alla fine trionferà. Non perché ci sono letteralmente migliaia di studi che mostrano come il trauma infantile, eventi di vita stressanti, superiori tossici o traumi da adulti comportano problemi di salute mentale. Non perché non ci sia alcuna ricerca a supporto del mito delle compagnie farmaceutiche secondo cui gli squilibri chimici causano problemi di salute mentale. Tra 50 anni, guarderemo indietro e ci meraviglieremo che una nozione senza supporto scientifico abbia ottenuto un così ampio consenso, semplicemente spendendo dollari pubblicitari e pagando molti psichiatri con grandi spese di consulenza. Il modello di Lesione Psicologica trionferà perché nel nostro nucleo, sappiamo che è vero. Ogni ragazzo che è stato molestato dal suo allenatore di hockey sa nel profondo che è così depresso e arrabbiato a causa di quella ferita psichica. E quando chiediamo "Cosa ti è successo?" E chiedi informazioni su ogni tipo di danno psicologico, allora può raccontare la sua storia.  E poi scegliere la guarigione che vuole. Invece di ricevere opuscoli scritti da venditori di droga e confusi con i miti, la sua scelta sarà rispettata. E poiché le persone guariscono le persone, può guarire e stare bene per tutta la vita.


fonte: madinamerica.com

lunedì 8 aprile 2019

Disintossicarsi con la niacina

Dopo l'interessante articolo che ho pubblicato tempo fa, sull'inversione dei danni cerebrali, ecco un altro simile che però riguarda la disintossicazione dell'intero organismo. 
Questo Dottor Yu è impegnato in un programma di disintossicazione dei soldati che sono rimasti esposti a sostanze tossiche tra le quali metalli pesanti,  e dei reduci dell'11 Settembre intossicati dalle polveri sottili sviluppatesi nel crollo delle torri gemelle. 
Si parte dal presupposto che le tossine si accumulano preferibilmente nei tessuti adiposi , perciò oltre a incentivare la riduzione dei grassi occorre trovare un modo di espellere il prima possibile le tossine così 'liberate'. 
Trovo interessante attuare questo metodo in particolare quando si desidera dismettere i farmaci psichiatrici.  Naturalmente sempre sotto stretto controllo medico. E al di la di questo non sarebbe male provare a vedere si si hanno benefici in ogni caso. Tutti noi chi più chi meno, siamo continuamente esposti a tossine di ogni tipo, dal cibo e nell'ambiente in cui viviamo. 


Se stai lottando con problemi di salute cronici, è probabile che trarrai grandi benefici da un programma di disintossicazione. Ma come si fa a farlo, in modo sicuro ed efficace? In questa intervista, il dottor George Yu risponde a questa importante domanda. Laureato alla Tufts University Medical School, ha svolto il suo tirocinio chirurgico ad Harvard. Negli ultimi 35 anni è stato associato alla George Washington University.  

Il Dr. Yu è stato, ed è tuttora, coinvolto in alcuni studi clinici molto eccitanti per aiutare a disintossicare persone dalla Guerra del Golfo attualmente per veterani sotto il principale investigatore David Carpenter dell'Università di Albany e il Dipartimento della Difesa, e il salvataggio di lavoratori dell'11 settembre  esposti a detriti tossici e altre persone esposte in passato all'agente Orange.

La medicina integrata e la disintossicazione possono sembrare una strana specialità di un chirurgo con una formazione convenzionale. Il suo interesse in questo campo iniziò nel 2002 quando, come oncologo urologico che eseguiva interventi chirurgici per malattie in stato avanzato, gli fu chiesto di verificare alcuni casi in cui veniva usata la restrizione calorica per trattare il cancro terminale.

Il Dr. Yu scrive: "Una delle cose che abbiamo notato quando abbiamo esaminato le radiografie con il Dr. Peter Choyke al National Institutes of Health (NIH) è che quando il tumore regrediva, il grasso - il grasso viscerale - regrediva allo stesso tempo, e abbiamo definito questo processo sgrassatura viscerale.

Poiché ero così interessato alla regressione dei grassi e dei tumori contemporaneamente, il dottor David Root, che era coinvolto nella disintossicazione dei pompieri dell'11 settembre, e io ho abiamo discusso in merito e chi siamo chiesti se i residui di sostanze chimiche tossiche rimangono nel grasso e nel cervello, allora quali sono  le conseguenze future?"

A quanto pare molti dei pompieri erano sovrappeso e il dottor Root voleva scoprire cosa succede quando si rimuovono sostanze chimiche tossiche dal grasso corporeo. Quanto rimane nel grasso viscerale?

Il Dr. Yu ha ipotizzato che alcuni dei tessuti grassi potrebbero espellere le sostanze chimiche tossiche quando subiscono il processo di disintossicazione della niacina in un mese, ma se perdono peso in un secondo momento hanno la possibilità di rimuovere ulteriormente questi residui chimici.

Lo studio classico condotto da Roy Walford e John Laseter negli anni '90 e pubblicato nel 2002 mostra la stessa movimentazione  delle tossine chimiche da grasso a sangue nel periodo di due anni mentre si consuma una dieta ipocalorica ad alta nutrizione da 1500 a Dieta a 1800 calorie

Il regime di niacina serve semplicemente per mobilizzare grasso e tossine più velocemente utilizzando questi approcci artificiali. Nel diagramma schematico la lipolisi del grasso e della tossina in basso mostra quando si verifica la lipolisi, anche il sonno porterà alla lipolisi e alla perdita di peso, e naturalmente al rilascio tossico, insieme all'uso di agenti come la niacina e  come l' efedra .


Il tuo corpo immagazzina tossine nei grassi e altri organi grassi come il cervello.

Nel 1990, il dott. David Root, uno specialista di medicina del lavoro, aveva pubblicato un articolo  in cui raccoglieva campioni di grasso dai lavoratori  jugoslavi esposti a sostanze chimiche tossiche. Il loro grasso conteneva livelli di tossine da 140 a 150 volte più alti del loro sangue.

Dopo l'uso del programma di disintossicazione, le sostanze chimiche tossiche nel grasso erano diminuite del 30 percento, quindi i residui di sostanze chimiche tossiche erano ancora presenti nei grassi, anche se questi lavoratori si sentivano meglio.

Questa è la domanda che si è  posto: che cosa accadrà a loro se hanno lasciato residui chimici anche dopo un trattamento aggressivo? Il dottor Yu e il dott. John Laseter hanno poi esaminato quali potrebbero essere i livelli in condizioni normali, in persone che non erano state esposte a sostanze chimiche altamente tossiche. I suoi risultati sono stati pubblicati online nel 2011.

Lo studio ha valutato il livello di sostanze chimiche tossiche nel grasso viscerale nei seguenti quattro diversi compartimenti di pazienti sottoposti a chirurgia elettiva, alcuni per tumori, altri per condizioni benigne. Questo è un vero studio In-Vivo.

Il grasso sottocutaneo - sotto la pelle
Il grasso viscerale - grasso nell'addome accanto a stomaco, fegato e intestino
Il grasso retroperitoneale nella zona dietro lo stomaco e vicino al pancreas, ai reni, alla ghiandola surrenale e ai vasi sanguigni maggiori dell'aorta e della vena cava
Il grasso pelvico - grasso nell'area della vescica, della prostata e delle arterie inferiori

Scoprì che alcune sostanze, come il diclorodifenildicloroetilene (DDE), che è un metabolita del diclorodifeniltricloroetano (DDT), erano in media circa 1.000 volte più elevate nei grassi rispetto ai livelli sierici nella persona media.

È probabile che la persona media abbia più di 500 volte più alti livelli di tossine nel corpo rispetto a ciò che viene rivelato nel siero del sangue. È interessante notare che alcuni organi interni, come i reni e la prostata, non hanno mostrato la presenza di sostanze chimiche tossiche. Di seguito sono riportati alcuni esempi dei livelli medi di tossine (pesticidi clorurati e PCB) presenti nel sangue rispetto al grasso corporeo.

I livelli medi di pesticidi clorurati elevati trovati nel siero e nel grasso possono essere 1000 volte più alti nei grassi rispetto al siero del sangue


Livelli medi di PCB trovati nel siero e nei grassi

Allora la domanda è diventata: come si eliminano queste tossine? Il Dr. David Root ha la maggiore esperienza nel detossificare i veterani che sono stati esposti all'Agente Orange in Vietnam. Ha usato la niacina (vitamina B3) come un metodo per mobilitare il grasso e liberare sostanze chimiche tossiche rinchiuse in tutti i tessuti grassi lipofili, cioè nel grasso e nel cervello. Il programma del Dr. Yu si basa anche sull'uso della niacina per mobilizzare sostanze tossiche dalle cellule adipose.

"Certo, molte sostanze escono dal tuo corpo, ma le due più grandi aree superficiali sono la pelle e il tratto gastrointestinale,  nella nostra clinica abbiamo iniziato a pensare che dobbiamo mobilitarle non solo dalla pelle, sudando dopo l'uso della niacina, ma anche usando il tratto gastrointestinale per estrarle ", spiega il dott. Yu .

"Una delle cose che voglio chiarire è che la gente pensa che la disintossicazione sia il processo, penso che sia in realtà la mobilitazione delle sostanze chimiche tossiche, e quindi avere un modo per eliminarle ed espellerle.

La 'Disintossicazione' secondo la terminologia  medica avviene solo nel fegato. Questo è molto importante. Ma per mobilitare le cose velocemente, devi usare questo tipo di sistema di [mobilitazione ed eliminazione]. "


Elementi chiave per una disintossicazione efficace


Se perdi peso, muovi gradualmente le sostanze chimiche tossiche dal grasso con la mobilizzazione dei trigliceridi nel sangue, da dove possono essere rimosse. Ciò è stato chiaramente dimostrato in uno studio del 1999. Questo è un concetto importante, dato che i due terzi degli americani sono sovrappeso.

Un modo semplice per disintossicare è quello di ottimizzare la massa corporea magra, perché non è possibile accumulare le tossine se il grasso è assente. Per mobilizzare ed eliminare le tossine, il dottor Yu raccomanda l'uso della niacina in combinazione con l'esercizio fisico e la terapia della sauna. L'esercizio fisico è fondamentale per eliminare le tossine attraverso la pelle, altrimenti finiranno per essere riassorbite dal corpo. L'utilizzo di una sauna consentirà anche l'escrezione attraverso i pori. Le saune a infrarossi sono un'ottima opzione e possono accelerare in modo significativo il processo di disintossicazione.

La sauna riscalda i tessuti a diversi centimetri di profondità, il che può migliorare i tuoi processi metabolici naturali. Inoltre migliora la circolazione e aiuta a ossigenare i tessuti. Se si utilizza una sauna a infrarossi, assicurarsi che sia un modello EMF basso o assente poiché molte delle saune a infrarossi emettono livelli molto elevati di radiazioni EMF potenzialmente dannose. La tua pelle è un importante organo di eliminazione, ma molte persone non sudano regolarmente. Ciò potrebbe essere dovuto a indumenti sintetici o aderenti che non permettono la traspirazione. Anche la vita sedentaria e il danno del sole rendono inattivi la pelle. L'uso ripetuto della sauna ripristina lentamente l'eliminazione della pelle, che può aiutare a ridurre il carico tossico in modo significativo.

Per un'ulteriore eliminazione, è possibile utilizzare anche sostanze come carbone attivo (il Dr. Yu raccomanda in genere 500 mg o circa cinque compresse da 100 mg) e / o argilla zeolitica (anche oli che assorbono sostanze chimiche tossiche), entrambi i quali attirano fuori le tossine dal sangue attraverso il tuo tratto gastrointestinale. Ai vecchi tempi, si usava trattare il sovradosaggio di farmaci con farmaci antiasmatici, come la teofillina, semplicemente usando una pesante dose di carbone per assorbire il farmaco attraverso il tratto gastrointestinale.

Fai attenzione che in tal caso eventuali farmaci e integratori che prendi all'incirca nello stesso momento saranno anch'essi legati dal carbone attivo ed espulsi prima che possano avere effetto. Allo stesso modo, i pesticidi tossici e le sostanze chimiche industriali non sono le uniche tossine mobilitate ed eliminate dalla combinazione di esercizi e niacina. Altre sostanze che saranno anche espulse includono quanto segue. Dr. Yu consiglia di utilizzare questo tipo di disintossicazione post-intervento chirurgico (e in caso di abuso di droghe), per eliminare i farmaci che altrimenti potrebbero rimanere intrappolati nei tessuti grassi:


Anestesia dopo l'intervento chirurgico
Prodotti chimici cosmetici
Detergenti
Additivi del cibo
Vitamine


Dosaggio e raccomandazioni di frequenza

In termini di dosaggio, le persone esposte a situazioni altamente tossiche, come i pompieri dell'11 settembre, vengono lentamente sottoposte a una dose di 5.000 milligrammi (mg) di niacina nel corso di 30 giorni. Normalmente tuttavia, 100 mg di niacina, da una a due volte alla settimana, saranno sufficienti per la maggior parte delle persone, in combinazione con l'esercizio fisico e / o la sauna post-allenamento o un bagno caldo per estrarre le tossine. Se sei impegnato in un programma di perdita di peso attivo, puoi beneficiare della niacina quotidiana , dell'esercizio e della sauna.

"Bisogna mescolare l'esercizio perché provoca anche vasodilatazione in aggiunta all'effetto di irrigazione della niacina e aumento delle uscite cardiache", spiega il dott. Yu . "Stai spostando le cose, insistiamo sul fatto che seguiamo lo stesso protocollo per le persone più tossiche: prendono [niacina], si allenano e poi vanno nella stanza calda per sudare".

Una dose da 100 mg o superiore può darti quello che viene definito "rossore della niacina", per gentile concessione della vasodilatazione causata dalla niacina. In genere, questo effetto durerà per circa 30 minuti. Fare una doccia fredda può aiutare a migliorare i disagi che si possono verificare col rossore della niacina. È anche consigliabile iniziare con una dose più bassa, ad esempio 50 mg / giorno, e lavorare, in modo da abituarsi al suo effetto. La niacina causa una "lipolisi del rimbalzo" descritta per la prima volta da Carlsen in Svezia quando studiava la niacina per il trattamento dell'ipercolesterolemia: questa vitamina prima cerca di prevenire la lipolisi e poi dopo una o due ore, rimbalza e porta al rilascio massiccio dei trigliceridi e allo stesso tempo rilascio di sostanze chimiche tossiche. 

Sebbene Carlsen abbia fatto questi studi elaborati, ciò che è necessario è ancora più studi sulla scienza di base; studi di trigliceridi simultanei e rilascio di sostanze chimiche tossiche. Questo processo è dove vengono rilasciati anche i prodotti chimici tossici. Sebbene ci siano molti effetti della niacina, il Dr. Yu ritiene che sia il fenomeno della lipolisi del rimbalzo che è il fattore più importante nella mobilizzazione di grassi e tossine. Ora siamo circondati da così tante sostanze chimiche tossiche, è praticamente impossibile evitare completamente l'esposizione. Oltre a evitare esposizioni tossiche note, la soluzione migliore è utilizzare un approccio proattivo per ripulire il corpo regolarmente.

"..dovrebbe essere una parte del tuo stile di vita", afferma il Dr. Yu . "Dovresti fare una sauna a casa, dovresti farlo forse due volte a settimana come parte della tua routine di allenamento con la niacina usata in dosi graduali che iniziano con 50 mg e aumentano lentamente così che il tuo il corpo si abitua ad essa una volta al mese o più quando si ha un po 'di esposizione.

Ricordate, il colorante per i capelli è una sostanza chimica tossica, in particolare un parrucchiere, persone con un grande carico di sostanze chimiche da tatuaggi massicci, e le persone che lavorano con prodotti chimici e solventi probabilmente hanno bisogno di più  pulizia. Direi di stare nella sauna per un'ora. La temperatura deve essere abbastanza alta, quindi dovrete sudare. Ora, potreste sudare anche in una vasca da bagno di acqua calda pulita.

Se fate un programma di perdita di peso aggressivo, nella nostra clinica è imperativo usare questo sistema in quanto si stanno espellendo grandi quantità di sostanze chimiche tossiche nel programma di perdita di peso e avete bisogno di eliminarlo altrimenti si riassorbe nel grasso e nel cervello. Pertanto, le diete Yo-Yo possono essere più pericolose di quanto si pensi.

Qual è il lato negativo dell'uso della Niacina oltre alla vasodilatazione? Molto poco! Come io e altri abbiamo visto, lievi aumenti della funzionalità epatica che sono transitori. Io stesso dovevo seguire il programma (usando fino a 3000 mg in un periodo di 30 giorni) per capire e controllare le mie funzioni epatiche senza alcuna modifica. È la niacina ad azione prolungata non più a livello che può causare più problemi al fegato, che non consiglio mai. "

In termini di tempo, dovresti iniziare il tuo esercizio 20 minuti dopo aver preso la niacina. Esercitati per circa 20 minuti, assicurandoti di sudare davvero, poi sali in sauna per un'ora. La sauna dovrebbe essere almeno da 130 a 140 gradi Fahrenheit, al fine di produrre un'abbondante sudorazione. Dopo aver lasciato la sauna, puoi utilizzare carbone attivo o argilla zeolitica per contribuire ulteriormente all'eliminazione delle tossine attraverso il tratto gastrointestinale.

Tieni presente che quando si suda, si perdono molti minerali e anche  vitamine, quindi assicurarsi di rifornirsi di elettroliti e potassio. L'acqua di cocco è un ottimo reidratatore. È un concentrato di elettroliti naturali, vitamine, minerali, oligo-elementi, amminoacidi, enzimi, antiossidanti e fito-nutrienti, ed è povero di zuccheri ma ha bisogno di vitamine e minerali, in particolare di magnesio, sodio e potassio. I consigli del Dr Yu sembrano avere senso e inizierò a sperimentarlo presto e lo integrerò nel mio programma di allenamento prendendo niacina prima dei miei allenamenti di Fitness, facendo il Peak Fitness sulla mia ellittica, e poi andrò in sauna per mezz'ora due volte a settimana.


Trattamento di disintossicazione per i veterani con la malattia della Guerra del Golfo

Il programma di disintossicazione della malattia della Guerra del Golfo (GWI) è un programma di ricerca approvato dal Dipartimento della Difesa. Il suo scopo è "valutare la capacità della terapia riabilitativa di ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita dei veterani della Guerra del Golfo che soffrono di malattie della Guerra del Golfo". Le strategie di mobilizzazione e di eliminazione delle tossine discusse sopra (niacina, esercizio e terapia quotidiana della sauna) sono impiegate in questo programma.

Il programma è gratuito ed è aperto ai veterani schierati nella regione del Golfo Persico in qualsiasi momento tra l'agosto 1990 e il luglio 1991 e che stanno vivendo sintomi associati alla malattia della Guerra del Golfo. Ciò include ma non si limita a fatica, dolori muscolari e articolari, difficoltà a dormire e problemi di memoria. La struttura terapeutica si trova ad Annapolis, nel Maryland. 

Il lavaggio regolare delle tossine è una parte importante di uno stile di vita sano

Quando si considera il numero di tossine che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni, attraverso il cibo, i prodotti per la casa e la bellezza, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua, e altro, sarebbe saggio integrare una strategia di mobilitazione ed eliminazione come quella discussa dal Dr. Yu. Per ricapitolare, due volte a settimana (o più frequentemente se siete impegnati in un programma di perdita di peso per perdere molto peso) prendi circa 100 mg di niacina; attendere 20 minuti, quindi esercitarsi per 20 minuti per sudare e stimolare la circolazione.

A seguire, fino a 60 minuti in una sauna calda, per sudare davvero via tutte le impurità. Puoi terminare prendendo cinque compresse di carbone attivo o argilla di zeolite, che si legheranno con le tossine, consentendone l'eliminazione attraverso il tratto GI. Assicurati di non prenderlo in combinazione con farmaci o integratori, in quanto anche questi saranno legati ed eliminati.

fonte:https://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2014/05/04/detoxification-program.aspx