Recupero

Guarire dalla malattia mentale si può? Come si può 'guarire' da se stessi?

Ma la malattia mentale esiste? Si può definire malattia un carattere, una diversa attitudine, un'emozione intensa? Purtroppo secondo la psichiatria organicista, la malattia mentale esiste ed è inguaribile, tuttavia curabile necessariamente con i farmaci, anche se non è mai stato dimostrato alcuno squilibrio chimico alla fonte né che gli psicofarmaci curino qualcosa. Numerose esperienze di 'sopravvissuti' e indagini indipendenti dimostrano invece l'esistenza di una 'trappola farmacologica' molto subdola che, lungi dal 'guarire', favorisce il mantenimento o la cronicizzazione della supposta malattia.
Questo spazio vuole dare la possibilità ai cosiddetti malati mentali di conoscere le reali implicazioni dei farmaci , di cui spesso ne abusano, di riflettere sulla propria condizione, di acquisire nuove conoscenze diventando capaci di riprendersi il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Si potrà 'guarire' soltanto quando ci allontaneremo dal nostro punto di vista limitato per abbracciare il problema nella sua globalità, con un approccio di tipo olistico.

Attenzione: È potenzialmente pericoloso dismettere psicofarmaci senza un'attenta pianificazione. È importante essere bene istruiti prima di intraprendere qualsiasi tipo di interruzione di farmaci. Se il vostro psichiatra accetta di aiutarvi a farlo, non date per scontato che sappia come farlo al meglio, anche se dice di avere esperienza. Gli psichiatri non sono generalmente addestrati sulla sospensione e non possono sapere come riconoscere i problemi di astinenza. Numerosi problemi di astinenza sono mal diagnosticati come problemi psichiatrici. Questo è il motivo per cui è bene educare se stessi e trovare un medico che sia disposto ad imparare con voi. In realtà tutti i medici dovrebbero essere sempre disposti a fare questo ai loro pazienti che lo desiderano.

martedì 14 luglio 2020

Il fallimento epocale della medicina moderna

Basterà questo sfacelo a permettere finalmente un radicale cambiamento di paradigma?




Nel mio articolo precedente mi ero fermato prospettando un bivio: una via che va verso l'autodistruzione della razza umana che consiste nel proseguire lo stesso andamento adottato finora oppure andare verso una rivoluzione radicale del concetto stesso di 'cura' che tiene conto di tutto ciò che può conseguire il traguardo di una buona salute duratura.
Oggi sempre più persone si starebbero 'svegliando' ad una nuova concezione della vita intesa come modo più corretto di stare al mondo. Molte sono le teorie ed i consigli in tal senso ma tutti più o meno concordano su un paio di punti basilari: Il primo è l'attenzione verso ciò che si mangia secondo il detto Ippocratico: "Fai del cibo la tua medicina" il secondo è di natura prettamente spirituale, quasi una logica conseguenza del primo e da qui il detto: "Mens sana in corpore sano" (Mente sana in un corpo sano), mente che dovrebbe tendere al riconoscimento e alla liberazione da un parassita chiamato ego.
Durante questa cosiddetta 'pandemia' non ho potuto fare a meno di notare che nessuno tra i 'liberi pensatori' considerate guide spirituali, ovvero persone dotate di un certo livello di consapevolezza, e non solo medici o esperti di medicina, nessuno di questi dico ha accettato acriticamente quello che era il dogma della scienza ufficiale.
Per contro, ho invece visto alcuni amici o conoscenti che già avevano la loro brava posizione pro-psichiatrica ed hanno mantenuto tale posizione in difesa di questa 'falsa scienza' anche contro le più schiaccianti evidenze. Casualmente sono comunque persone che non hanno avuto alcun danno da questa tragedia.
Chi invece viene danneggiato difficilmente accetta acriticamente  una certa narrazione della realtà quanto da più parti si levano voci contrastanti. E' naturale che si cercherà di comprendere più a fondo la questione.  Chi ha fatto questo avrà avuto l'occasione di compiere un ulteriore  passo in avanti, magari ribaltando completamente il proprio paradigma, e queste io credo che siano le persone più fortunate.  
Come diceva qualcuno, ricevere solo conferme sul proprio pensiero non è di alcuna utilità rispetto invece a qualcosa che ha la potenzialità di ribaltare completamente la propria concezione della questione. Certo che diventa una cosa dolorosa, perchè perdere una certezza può fare anche molto male. Ma una volta superato  il trauma iniziale ci si accorge di essere cresciuti un bel po'.
A me è capitato,  raramente ma è capitato , penso che a tanti non capiti mai, ma non perchè  non hanno occasione di guardare 'fuori dalla loro caverna' , piuttosto perché hanno paura del dolore dovuto alla perdita delle loro certezze. Eppure la vita stessa è dominata dall'incertezza e dalla impermanenza di tutti i fenomeni.

Ma anche sul tema del 'risveglio' vi sono più tendenze. Ci sono quelli più moderati che si mantengono cauti davanti alle teorie più azzardate complottiste, tra presunti illuminati , rettiliani alieni, demoni e angeli in lotta per la supremazia, falsi filantropi, persone assai danarose diventate mostri assetati di sangue e chi più ne ha più ne metta. Io cerco di mantenere verso  queste teorie una certa distanza e non do mai nulla per completamente campato in aria o assolutamente vero. In effetti se non ho modo di valutare la veridicità di una teoria, qualunque essa sia, semplicemente la ignoro, non sto a prenderla come oro colato ne a denigrarla.
Faccio un piccolo esempio relativamente  a questa situazione pandemica.
Dicono che le migliaia di persone che sono morte intubate non avrebbero necessitato di questo trattamento estremo, come abbiamo scoperto più avanti ma bensì di ben altro trattamento a base di farmaci specifici contro la cosiddetta  'tromboembolia polmonare' ; sono allora morte per caso o per un preciso disegno?  
Io sarei propenso a credere che i medici in buona fede hanno applicato quel protocollo pensando ad una situazione ben differente, ovvero un trattamento di routine davanti a dei sintomi che potevano ricondurre alla polmonite interstiziale. Ma io adesso faccio una semplice constatazione: possibile che dopo mesi di studio su questo problema in cina non sia arrivato niente  a noi?
A quel tempo  mi ero documentato su siti cinesi trovando un protocollo che guarda caso rispecchiava la giusta cura o una cura senz'altro migliore di quella praticata qui da noi. Cosa significa tutto ciò?
Nemmeno prendersi la briga di parlarsi fra persone di scienza? Di scambiarsi le proprie esperienze in una situazione così drammatica? Per quale motivo?
E questa è solo una cosa, purtroppo ci sono tante cose di questa faccenda destinate a rimanere senza una risposta chiara.
Perchè vietare (sconsigliare) le autopsie quando è risaputo che un virus non può sopravvivere su un'ospite morto? Eccesso di prudenza o cosa altro?  
Perchè incenerire subito i corpi?
Perchè nessun capoccione della task force governativa ha mai accettato un confronto serio con colleghi molto più preparati ma con pareri discordanti?  
Ci sarebbero altre questioni ma mi fermo qui, veniamo al punto di questo articolo.

Quindi abbiamo appurato che anche il fiore all'occhiello della scienza medica, la medicina di urgenza e salvavita, l'unica cosa che forse si poteva salvare dell'attuale paradigma medico ha fallito miseramente davanti ad un virus letale quanto un'influenza o un raffreddore o poco più. Anzi la cura è diventata la condanna a morte dei malcapitati, partiti da questo mondo infame senza nemmeno un saluto e un'abbraccio dei propri cari. Si dirà che tanto erano vecchi , tanto erano malati.. in effetti la maggioranza erano anziani e malati in modo grave ma anche in quelle condizioni potevano 'godere' della loro vita ancora per un po di tempo proprio grazie ai loro farmaci 'salvavita' tra i quali ACE inibitori guarda un po' favorenti il disordine da COVID.  
Dunque siamo sempre convinti che la cosa migliore per gestire malattie croniche sia il farmaco salvavita vita natural durante?  Siamo davvero convinti che non ci siano valide alternative?
Non sono della stessa opinione centinaia di medici olistici, naturopati, fisioterapisti , igienisti ecc.  
Il farmaco, i vaccini e il metodo allopatico sembrano funzionali solo agli interessi economici di chi li produce, non certo alla buona salute dei pazienti.
Spero che sempre più persone si rendano conto di questo inganno e considerino prioritaria la prevenzione essenzialmente tramite una corretta educazione alimentare, il miglioramento dello stile di vita che non favorisca lo stress, la messa in sicurezza fin quanto e possibile degli ambienti ma non tramite disinfestazione inutili e dannose, piuttosto con l'abbattimento delle fonti inquinanti dell'aria e delle acque. Limitare i trasporti inquinanti favorire mezzi di trasporto puliti specialmente nelle città e per i piccoli spostamenti.  
Nonostante i disagi , si è visto che una drastica riduzione delle attività industriali e gli spostamenti hanno fatto soltanto del bene al nostro ambiente. La strada è tracciata, lavoriamo per una cambiamento possibile finché siamo in tempo ad invertire questa tendenza maligna.
L'alternativa quale sarebbe? Lasciare tutto come sta, tornare ai tempi precedenti il problema, affidare la salvezza del genere umano ai fabbricanti di vaccini e aspettare il prossimo turno con una vera ecatombe che decimerà questa volta davvero la popolazione mondiale. Una ecatombe secondo alcuni complottisti ben programmata e realizzata proprio tramite i vaccini. 
Ma davvero siamo intellettualmente così limitati?
Mi ritorna in mente un commento che scrissi in un gruppo di discussione tanti anni fa, credo oltre 20 anni or sono: in breve predissi che con lo sviluppo del web sarebbe sparito o comunque messo fortemente in crisi il concetto di privacy. "Se accettiamo che internet sia un'estensione della nostra mente" dissi, "si arriverà ad un punto che ricalca ciò che Asimov descrisse così brillantemente nella sua trilogia, quando si sarebbe andati verso la condivisione dei pensieri di tutti tramite telepatia". Quello che infatti è accaduto finora è che la nostra privacy è diventata sempre più preda dei grandi network  del web, e nonostante timidi tentativi di limitare il loro strapotere, siamo arrivati al punto di accettare che i nostri gusti e abitudini siano acquisiti e usati per 'guidarci' nelle nostre scelte nell'acquisto di prodotti, ma niente vieta a questi signori di carpire informazioni ben più sensibili, cose che per esempio riguardano la nostra salute o la nostra disponibilità economica.  
Il bivio odierno credo sia quello di dover arrivare ad accettare che anche questi 'padroni' sconosciuti sono o saranno soggetti ad uscire allo scoperto proprio grazie ai loro stessi strumenti con i quali stanno tenendo sotto controllo le masse. Ne consegue che arriverà il momento in cui 'ogni giustizia sarà provata' ed ogni crimine punito, senza necessariamente mettere in ballo la legge del  karma o per chi ci crede, alla resa dei conti finale nel giorno del giudizio.  
Sarebbe auspicabile allora tornare o incominciare a considerare la dignità della vita al centro della scala dei valori, spodestando il profitto e la ricerca del potere. Non una rivoluzione nel senso canonico del termine perché sarebbe soltanto un ennesimo passaggio dei poteri da un gruppo ad un'altro. Piuttosto auspico una sorta di rivoluzione umana che nasce dall'interno, dal cuore di ogni singolo individuo. I poteri oscuri tendono a dividere le persone, a metterle l'una contro l'altra e questo lo stiamo vedendo sempre più accentuato. Ma la salvezza rimane nel reciproco aiuto, dopo tutto siamo animali sociali come diceva qualcuno.
C'è una metafora molto bella che mi ha sempre colpito la illustro brevemente per chi non la conosce:
Un tizio visita l'inferno accompagnato da una guida. Ad un grande tavolo rotondo pieno di ogni prelibatezza siedono i dannati, tristi e dall'aspetto scarno perchè nonostante avessero tutto quel ben di dio davanti a loro non riuscivano a portarselo alla bocca a causa di lunghe bacchette legate agli avambracci.  
Il tizio esclama: "cavolo che terribile punizione è questa qui!".
"Andiamo a vedere il paradiso" disse la guida. Stessa scena , stesso tavolo , stesse bacchette , ma la gente mangiava allegramente. Beh cosa era cambiato? Semplicemente ciascuno imboccava la persona che aveva davanti.
La soluzione per vivere tutti meglio forse esiste e sarebbe anche semplice come un piccolo, ma profondo cambiamento nella visione del mondo.

mercoledì 1 aprile 2020

TSO per tutti prossimo venturo?

La dittatura sanitaria sta arrivando?



Citazione presa dalla rete:

"Il Virus passerà, ma il vostro odio resterà se non imparare ad Amarvi.
Gente che sventola il Tricolore orgogliosa e poi filma, denuncia e mette alla gogna pubblica un corridore, voi odiate il prossimo, oggi perché non rispetta le regole, ieri perché non era del vostro partito o perché non tifava la vostra squadra del cuore.
L'Italia è un eterno asilo, ma al contrario dei bambini gli adulti sarebbero disposti ad uccidere per dimostrare di avere ragione.
Il Coronavirus ha tirato fuori il peggio di molte persone che non hanno perso l'occasione per abbaiare le proprie frustrazioni come cani rabbiosi.
Tutti che temono per la loro vita, quando fino a ieri hanno mangiato schifezze industriali, hanno accettato aziende sputaveleno perché "danno lavoro", hanno accettato i pesticidi nel vino e sulla frutta e gli scarichi industriali dove i bambini poi d'estate fanno il bagno.
E quando la gente gli diceva: "guarda che questa cosa fa male" altri rispondevano: "Però è buona..."
Ed ora tutti allarmati per la propria vita, non per i tramonti persi, non per i cieli azzurri persi, non per i sogni infranti, ma per l'incertezza di non poter tornare a fare le stesse cose di sempre"


Lo so che non avrei scritto nuovi articoli su questo blog ma non ho resistito a non dire la mia in questa situazione particolarmente delicata di emergenza sanitaria.
Penso che al di la dei proclami altisonanti dei depositari della verità assoluta, spesso dimostratisi fallaci e perfino in disaccordo fra di sè, bisognerebbe cercare per quanto possibile di ragionare con la propria testa, facendo uno sforzo di astrazione e di umiltà per non cadere nei dogmi radicati nel profondo e arrivare finanche a smascherare le favole che fin dalla nascita ci hanno raccontato.
La prima cosa che mi viene da pensare è che ora come ora i canali mainstream facciano tutti a gara per terrorizzare le persone, anziché tranquillizzarle fornendo dati reali, e non gonfiati ad arte per seminare preoccupazione e terrore.
Eppure lo sanno bene anche questi capoccioni che l'ansia e lo stress sono i nemici numero uno del nostro sistema immunitario.

Si dice che questo virus Covid-19 attacchi in modo specifico il sistema respiratorio. Ok dunque ci si aspetterebbero consigli del tipo: state fuori a ossigenarvi all'aria pulita e a prendere il sole (ma guarda, abbiamo un grande effetto positivo della quarantena con traffico quasi azzerato e aria che non è mai stata così pulita) Invece è vietato uscire di casa, consentito solo per lavoro, comprare il necessario per vivere o altre ragioni di emergenza. Niente ossigenazione dei polmoni, niente restrizione ai fumatori incalliti che allegramente continuano ad avvelenarsi i polmoni  a valanga. Mai sentito un capoccione affacciarsi alla tele e dire di stare attenti al fumo attivo e passivo delle sigarette. Mi moglie è una grande fumatrice, io mi sono allontanato da lei per necessità. Con dispiacere perché mi manca molto la sua persona ma non mi manca affatto il suo fumo passivo.

Altra cosa che non mi quadra: non capisco come un virus così facilmente trasmissibile non abbia già infettato tutto il mondo. Un affarino così minuscolo si sposterebbe comodamente nell'aria e si trasmetterebbe con estrema facilità fra le persone nonostante tutte le quarantene che vogliamo, nonostante ogni precauzione. Questo non ci vuole molto a capirlo. Una mascherina di quelle più comunemente usate non offre alcuna protezione al virus perché passa dalle fibre molto facilmente. Ha senso tuttavia usare la mascherina per il potenziale infetto che così limiterebbe lo spargimento di bacilli nell'aere dentro goccioline di saliva, sudore e altri liquidi. Per il rischio di prendere il virus cosa serve la mascherina se poi abbiamo gli occhi e gli orecchi necessariamente esposti all'aria?

Quindi l'idea che io mi sono fatto, è che questo virus dovrebbe in teoria già essere arrivato a convivere pacificamente con la maggioranza della popolazione, come sappiamo di convivere pacificamente con centinaia di miliardi di altri microbi e batteri a meno che non si abbia un sistema immunitario già compromesso. Questo spiegherebbe perché i più colpiti sono anziani che fra l'altro hanno anche gravi patologie pregresse e prendono farmaci immuno-soppressori.
Ma anche se a un giovane questa cosa può interessare relativamente, a me e anche ad altri interessa come metterebbe in allarme chiunque abbia vicino un genitore con età avanzata e specialmente con patologie croniche in particolare che affliggono il sistema respiratorio.
Se poi aggiungiamo anche la 'leppa' ecco che la frittata è già bella pronta. Ecco che in questo modo si spiegano anche le morti di persone apparentemente in buona salute e il colpo di grazia a quelle già debilitate.

Cos'è la 'leppa'?

Per spiegare devo raccontare un piccolo aneddoto. Purtroppo tanti anni fa mi sono fatto convincere ad operarmi di ragadi anali dopo un'estate infernale di estrema sofferenza. Ancora purtroppo non sapevo che avrei potuto superare il problema anche tramite cure naturali.

Mentre ero in preparazione nell'anticamera della stanza operatoria sapevo che stavano per farmi una iniezione nel midollo spinale con una sostanza che mi avrebbe paralizzato tutta la parte inferiore del corpo.  Guardo l'ago enorme della siringa con il sottofondo del mio battito  cardiaco già monitorato. Sento il battito che scende paurosamente, comincio a sudare freddo , mi gira la testa vacillo sto per perdere i sensi, mi afferra prontamente l'infermiere dicendomi: ecco la Leppa!  Dopo qualche minuto che sono rimasto fermo, mi spiega che la mia reazione era dovuta alla paura di questa iniezione.

Quindi mi chiedo semplicemente: se la paura di una 'banale' iniezione può arrivare a tanto, posso immaginare una persona dichiarata positiva al covid-19 già provata da una martellante propaganda di una presunta pericolosità mortale di questa nuova bestiola. Aggiungiamo che tale persona abbia delle patologie specifiche al sistema respiratorio come asma o bronchite cronica  (come ne è affetta mia madre 88 enne) ed ecco che una eventuale ospedalizzazione con molta probabilità può esserle fatale. Si pensi ad una persona fortemente impaurita, che viene trasportata lontano dalla stabilità della sua casa , dalla sua routine sconvolta da personaggi scafandrati come alieni, immessa in un letto in rianimazione o i reparto esposta alle sovra-infezioni, sola senza alcun sostegno dei familiari. Aggiungiamo infine che le terapie farmacologiche applicate siano sperimentali o date a casaccio lungi da essere salvifiche possano peggiorare ulteriormente la situazione. Aggiungiamo infine farmaci da banco presi per automedicazione a dosaggi elevati: antiepiretici, antiinfiamatori, aspirina, paracetamolo e compagnia bella. Ecco allora come  si spiegherebbe un surplus di persone costrette in terapia intensiva tutte nello stesso periodo, una tempesta perfetta.  Purtroppo questo diventa un ciclo che si autoalimenta da solo finché non caleranno i nuovi casi, in modo che come già accaduto in cina (si ipotizza) sarà raggiunta una certa immunità di gregge.


Quindi sarebbe opportuno cercare di informarsi anche su canali non ufficiali cercando di tagliare ogni estremismo, che provenga da quelli più catastrofici di cui purtroppo è piena l'informazione mainstream, ma anche di quelli che sostengono la completa innocuità di questo virus. Ascoltare persone non solo ferrate sul problema ma che sono in grado di dare spiegazioni logiche e ragionevoli, dati reali alla mano, sulla situazione reale.

Probabilmente c'è qualcuno che gode a tenere le persone nel terrore, che forse perfino guadagnerebbe da questa situazione ma questo non è il momento di fare simili congetture, ci si potrà pensare forse tra qualche mese. Ricordo le parole dell'illuminato: " Se vieni trafitto da una freccia avvelenata è perfettamente inutile che stai a disquisire sul tipo di veleno o chi l'ha tirata. La cosa più sensata da fare nell'immediato è togliere velocemente la freccia!"


Le persone 'comuni' danno il peggio di sé in questi frangenti. Sono tutti diventati spie e controllori degli altri , ciascuno pronto ad accaparrarsi anche più del necessario a scapito di altri che ne avrebbero pari necessità.  Siamo diventati sospettosi di tutti, l'altro giorno al supermercato una signora che evidentemente mi conosceva perché mi ha chiamato per nome mi ha rimproverato che stavo avvicinandomi troppo a lei, forse 80-90 centimetri, probabilmente aveva un metro digitale impiantato nei bulbi oculari. Ho fatto una battuta mi ha guardato malissimo. Sono convinto che se una a persona venisse un mancamento per la strada nessuno si avvicinerebbe per soccorrerla. Già questa indifferenza era in auge prima nelle grandi città, adesso sarà endemica.

Mi viene in mente una scena del film 'La Pelle'  in cui ad un personaggio di spicco apparentemente tranquillo che se ne stava a casa sua fu chiesto : scusi ma lei non teme l'eruzione del Vesuvio in corso?  "La sola cosa abbiamo ragione di temere",  disse, "è la stupidità umana".

Comunque non mi voglio dilungare e vengo all'argomento principale di questo post.

Quello che mi preme dire qui è che vorrei far riflettere, che siamo ad un bivio fondamentale. Seguendo la solita strada che abbiamo intrapreso finora il genere umano andrà paurosamente alla deriva verso una situazione molto pericolosa di dittatura sanitaria. Presto per esempio potranno imporre obbligatoriamente la vaccinazione a tutti, in nome di una  falsa sicurezza che non è mai stata dimostrata. Questo non sarebbe un grande problema se i vaccini fossero veramente sicuri, efficaci  e affidabili, ma , stando a sentire cosa sta dietro ad un vaccino,  non c'è affatto da stare  tranquilli.  Non voglio qui disquisire sulla sicurezza e efficacia dei vaccini  e rimando ad informarsi presso persone , medici ricercatori, scienziati molto più ferrati in merito, preferibilmente professionisti non collusi con aziende produttrici.

Una delle novità che io immagino sarà l'estensione del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) anche a persone che non danno segni di squilibrio mentale. Magari persone che per motivi propri si rifiutano di farsi inoculare veleni, che vengono portate a forza e ricoverate per farsi iniettare delle sostanze sconosciute, con molta probabilità inutili e tossiche. Già adesso i bambini non vaccinati non vengono ammessi a scuola ma questo sarebbe ancora il minimo di ciò che ci aspetterà.

Fin qui sono considerazioni più o meno condivisibili, che possono piacere oppure no poco conta, ma io mi vorrei adesso spingere un po oltre e azzardare un possibile futuro scenario.

Un mondo dove il pensiero unico domina incontrastato (come se non lo stesse già facendo) dove le menti vengono ancora di più plasmate e portate a dimenticarsi di ragionare con il proprio intelletto, perdendo lo spirito critico. Vedo avvicinarsi minacciosamente un periodo cupo, fatto di polizia sovranazionale dotata di poteri assoluti al di fuori delle leggi locali o da ogni logica di buon senso, addestrata a punire chi sgarra, chi osa parlare fuori dal coro. Temo che molta più gente capirà cosa significa Trattamento Sanitario Obbligatorio, non solo nel campo ristretto ma non troppo dei cosiddetti problemi mentali, ma in ogni aspetto della vita quotidiana.

Se per esempio rifiuti la vaccinazione obbligatoria, oppure l'impianto di un microchip, tutto fatto nel nome di una presunta sicurezza per il bene della collettività, allora saremo passabili di internamento coatto e forzato.  Ecco allora che tanta gente scoprirà cosa significa arrivare ad una situazione paradossale in cui tutto quello che dici e tutto il suo contrario viene usato come scusa per privarti della libertà e inocularti sostanze tossiche con la forza senza il tuo consenso. Tanti proveranno quella rabbia soffocata, quel senso terribile di impotenza, confusione , disperazione, disillusione. Ecco che il libero pensiero diventerà l'ennesima patologia mentale da inscrivere nel nuovissimo DSM VI, e badate bene che non mi sto riferendo unicamente ai cosiddetti complottisti.

Cari miei, siamo arrivati ad un bivio. Il futuro del genere umano  dipenderà esclusivamente dal quanti riusciranno a svegliarsi e contribuire a svegliare le moltitudini narcotizzate.

Lo scenario che auspico vivamente che arrivi, che si superi una massa critica di individui 'risvegliati' a livello planetario che si ribellino alla dittatura sanitaria. Che la medicina come scienza perda completamente o quasi di credibilità una volta che le menti si saranno aperte e accorte delle infinite possibilità di guarigione del corpo umano. Che ci si renda conto della insensatezza e pericolosità del metodo allopatico tossicomolecolare ormai fallimentare in quanto responsabile della maggioranza delle morti, adesso al terzo posto tra le cause di morte nei paesi occidentali.  Che il sistema capitalistico imploda ricoprendo se stesso e riscoprendo un approccio completamente diverso e nuovo dell'uso del denaro e delle risorse, focalizzato sul mutuo aiuto e le relazioni. Ecco vorrei essere ottimista, diversamente l'alternativa  può essere purtroppo solo l'estinzione della razza umana in tempi molto brevi.

mercoledì 25 dicembre 2019

Quando le tragedie non erano prevenibili con i farmaci

Avevo detto che non avrei scritto  più nulla tuttavia in questo giorno speciale di Natale non ho resistito per lasciare questo contributo affinché rimanga traccia dato che il sito originale da cui proviene non esiste più (o forse esiste qualche copia in giro ma non sono al corrente). 
Dato l'argomento religioso  posso immaginare reazioni negative dei miei cari amici credenti. Vi prego di non prendervela, la satira ha sempre toccato tutti i temi, anche quelli più delicati. E comunque alla luce dell'attuale conoscenza psichiatrica la figura in questione con il suo comportamento sarebbe realmente riconosciuta e conseguentemente trattata come un 'malato mentale' se fosse vissuto oggi senza alcun dubbio, così come si fosse trattato di Buddha, Maometto o Manitù. Pace e bene.



Antiche famiglie dei malati di mente: Quando le tragedie non erano prevenibili con i farmaci

La prematura morte di Gesù di Nazareth potrebbe essere stata evitata se la sua malattia mentale grave e persistente fosse stata trattata correttamente, ma, ahimè, non c'erano farmaci antipsicotici miracolosi 2000 anni fa, e purtroppo, sono stati costretti a crocifiggere il giovane.
No, amici miei, non vi era alcuna organizzazione NAMI (1) a Nazareth per assistere i bisognosi Giuseppe e Maria. 

Si può vedere dalla storia familiare di Gesù che anche sua madre, Maria, aveva sofferto di deliri e allucinazioni non trattati. All'età di quattordici anni, la giovane Maria credette di essere  stata visitata da un Arcangelo di nome "Gabriele" il quale  apparve  al fine di informarla che lei era incinta del Figlio di Dio. Maria soffriva anche di allucinazioni di comando in cui, sentiva l'angelo che le stava ordinando di chiamare il suo figlio Gesù bambino. E' comune per la schizofrenia avere una storia 
familiare. In realtà, Anche la madre di Maria,  Anna era afflitta da visioni allucinatorie di angeli.

Il compagno molto più vecchio di Maria, Giuseppe il falegname, dopo aver scoperto la sua situazione, non era contento. Era deciso a lasciare Maria e respingere del tutto la sua versione. Lo stress di essere nubile e incinta, in tempi antichi, potrebbe aver innescato la predisposizione genetica di Maria per la malattia mentale, la stessa malattia che Gesù ha continuato a sviluppare durante la prima età adulta. Giuseppe ha optato invece per aiutare a nascondere il crimine di Maria, e sono stati segretamente sposati dal sommo sacerdote.
In effetti, questa era una famiglia tormentata, incline a instabilità, errante e senza casa. Gesù stesso nacque in cattive condizioni igieniche, circondato da animali e dei loro escrementi, che dà credito alla possibilità che egli possa essere stato infettato alla nascita da uno schizo-virus trovato nella materia fecale animale. Dopo la nascita di Gesù, tre assistenti sociali lo hanno visitato per valutare la situazione, e hanno fornito qualche aiuto limitato. 
Eppure, nonostante le grandi tasse che si pagavano  a Betlemme, non vi erano finanziamenti sufficienti per aiutare queste persone senza tetto sfollati e malati di mente,  Maria e Gesù bambino sono caduti attraverso le crepe di un sistema freddo e indifferente. 

No, amici miei, non vi era alcuna legge a favore delle mamme. Senza il sostegno di Giuseppe, Maria e Gesù sarebbero caduti molto prima per i danni della schizofrenia non trattata.
Fin da bambino, a quanto pare i sintomi Gesù 'erano evidenti. Aveva pochi amici a causa del suo comportamento scandaloso e rischioso, e molti genitori scelsero di non consentire ai propri figli di giocare con il giovane Gesù. Forse, fu durante questo periodo di isolamento sociale che Gesù iniziò a sviluppare i tratti di personalità patologici che sono stati esacerbati dalla sua malattia cerebrale non trattata. 

Con il tempo raggiunse l'età adulta, all'età di 12 anni, Gesù era alle prese con i suoi sintomi. Scelse di fuggire da Gerusalemme, credendo che gli fosse stato detto di andare a casa di suo "padre", Gd. Giuseppe era morto in questo periodo, e Gesù diventò l'unico sostenitore per sua madre e se stesso. Anche in questo caso, erano caduti in disgrazia, perdendo le loro proprietà e lottando contro la povertà. "Nessun giovane adolescente che ha vissuto e mai vivrà in questo mondo o in qualsiasi altro mondo ha mai avuto o avrà problemi più pesanti da risolvere o più intricate difficoltà da districare."

Gesù raggiunse il suo sviluppo fisico completo. Era un giovane virile e avvenente. Divenne sempre più sobrio e serio, ma era gentile e simpatico. Il suo sguardo era gentile, il suo sorriso era sempre coinvolgente e rassicurante. La sua voce era musicale, ma autorevole, il suo saluto cordiale ma inalterato ... eppure stava sviluppando un temperamento un po' altalenante e aggressivo.
Gesù cominciò a impegnarsi in comportamenti violenti, entrò nel tempio e prese a girare i mobili in preda alla rabbia (2). Diceva di ricevere messaggi da Dio, di cui egli affermava di essere il figlio inviato per redimere l'umanità. Gesù vagava per le strade nel suo stato delirante, parlando di cose che nessun altro poteva capire. I suoi sproloqui cominciavano a dare noia alle autorità, finché Gesù venne arrestato.

No, amici miei, non vi era alcuna deviazione verso il carcere per  i malati di mente gravi e persistenti in quei giorni. Non c'era lo stato dell'arte psichiatrico che poteva contenere Gesù, che lo potesse tenere al sicuro dalle sue idee bizzarre e dal suo vagabondaggio errante. Le autorità non capirono che Gesù aveva una grave malattia del cervello. Con ignoranza e odio, lo crocifissero. Gesù è diventato solo un altro dato statistico, una tragica vittima della sua grave malattia mentale non curata.

Ma oggi, abbiamo farmaci neurolettici e l'organizzazione dei familiari NAMI. Oggi avremmo potuto impedire a Gesù errante di sbraitare, di dire le sue minacce sulla fine dei tempi, di evitare i suoi comportamenti dirompenti. La sua famiglia NAMI amorevole avrebbe potuto chiamare il 911, non appena iniziava a girare sopra i tavoli al tempio, e gli ufficiali CIT appositamente addestrati lo avrebbero  sottomesso, amorevolmente trattenuto per la sua sicurezza, rimosso dalla società e trasferito  un porto sicuro di cura psichiatrica, dove gli sarebbero stati somministrati farmaci  altamente efficaci che avrebbero consentito il suo pacifico e produttivo reinserimento nella società.

Hai fatto molta strada NAMI ... Amen.

Fonte: Namidearest

Note

1 - NAMI : La più grande e influente organizzazione americana di familiari di utenti psichiatrici. Ricevere cospicui finanziamenti dalle aziende farmaceutiche, ha sposato in pieno l'approccio medicalizzante e i dogmi privi di fondamento della biopsichiatria. 

2 - GIRARE I MOBILI : Famosa quanto infelice raccomandazione che un responsabile NAMI scrisse in un opuscolo divulgativo. Egli consigliava in caso di problemi con il proprio congiunto che dava in escandescenze (spesso a ragione ndt) di 'girare i mobili' di casa per convincere meglio così gli ufficiali del 911 a trascinarlo in TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio costretto in reparto psichiatrico). 

venerdì 4 ottobre 2019

Come la psichiatria rovina le giovani vite

Questo potrebbe essere uno degli ultimi post del presente blog. Non è che non vi sia più altro da scrivere riguardo alla psichiatria e le cosiddette 'malattie mentali', ma credo che il mio impegno qui sia a conclusione dato che da poco è nato il sito che raccoglie l'eredità (se così si può dire) e integra questo blog in modo migliore di quello che avrei potuto fare io con meno rabbia e vena polemica. D'altronde io non avrei potuto  esprimermi diversamente in quanto vittima in passato di trattamenti psichiatrici aggressivi.
Questo blog rimarrà comunque a testimonianza di un lavoro e un percorso di consapevolezza a beneficio di chiunque vorrà approfondire certe tematiche. Non è diretto a chi è ormai plagiato al punto da rifiutare categoricamente ogni evidenza contraria al proprio pensiero 'malato' o asservito ad una casta di intoccabili quali i vari medici psichiatri plagiati anch'essi dalla loro stessa formazione unidirezionale.
Oggi vorrei fare una cosa mai fatta prima: dare risalto ad una delle tante testimonianze che mi arrivano per e-mail o nei commenti di questo blog. Un blog di un amico che seguo con interesse anche se non condivido in toto il suo pensiero adopera sempre tale sistema di scrittura, commentando le domande dei suoi lettori e le loro storie spesso drammatiche di persone assoggettate alla supremazia psichiatrica.
In breve una storia esemplare che evidenzia ciò che qui scrivo da anni, ossia che una diagnosi psichiatrica è come una profezia auto avverante.  Questa è la cosa più triste ma allo stesso tempo anche la chiave  per una 'guarigione'. Arrivare a prendere consapevolezza di questo aspetto essenziale è quindi della massima importanza ma anche la cosa più difficile da mettere in atto. Inoltre occorre ribadire ancora una volta che la 'malattia' o come si voglia chiamare una serie di sintomi di un certo tipo non può essere una condanna nè la conseguenza di dover scontare un determinato karma personale, ma nemmeno una cosa aleatoria che capita per puro caso.  In sintonia con quello che è il pensiero esoterico credo che la malattia in generale indica una condizione di disarmonia che il corpo e la mente sono naturalmente portati a correggere allorquando viene compreso il significato e lo scopo 'didattico' di tale evento. Ne consegue che il superamento del disagio non può portare semplicemente  alle condizioni antecedenti la 'malattia' ma ad una nuova visione globale di sè, più completa.
Tale superamento non può avvenire quando le neurotossine che si assumono ci mantengono perennemente in uno stato di confusione rendendoci incapaci di qualsiasi progresso della coscienza di sè. Si potrà forse arrivare ad un equilibrio comunque molto precario  ma con un prezzo da pagare altissimo in termini di salute fisica e spesso anche psichica.


Unknown ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Dismissione psicofarmaci: come fare?":

"Mio figlio ha 24 anni gli hanno diagnosticato il doc ...all eta di 18 anni ha iniziato ad autolesionarsi da qui curato con serenase e EN per un ansia generalizzata eccessiva ...miglioramento poco ..distacco assoluto dal sociale e un continuo dormire ....dal 2015 prende Abilify ( neurolettico) Maveral (antidepressivo) Xnax(ansiolitico)...miglioramento scarso ...decide di lasciare le medicine con mio grande stupore all inizio senza effetti collaterali (gravi) ma con alti e bassi stati di agitazioni e calmezza dopo un anno più o meno arriva il vero effetto collaterale (allucinazioni delirio confusione una persona irriconoscibile niente ansia ma azioni senza un senso logico cosi anche in parole in poche parole PAZZO)....Sono ritornata dalla psichiatra e con grande fatica e prendendo nuovamente i farmaci già descritti sopra gli effetti devastanti sono spariti e lui e ritornato nella sua letargia quotidiana ...abbiamo intrapreso da pochissimo una terapia psicologica cognitiva comportamentale dove entrambi ci siamo aggrappati per arrivare almeno ad una sufficienza di una vita quotidiana da vivere ...nel frattempo lui passa le giornate o a dormire e quel poco che non lo fa a ripetere se avrà mai LA SUA VITA ...da mamma e struggente vedere un figlio soffrire ed essere inerme aspettando un miracolo. "

Quindi a fronte un disagio esistenziale profondo che ha come effetto l'autolesionismo' anzichè indagare su potenziali cause organiche o psicologiche si preferisce mettere a tacere i sintomi con un mix composto da un potente neurolettico tipico tra i più devastanti e una benzodiazepina, data naturalmente per un periodo maggiore di quello consigliato dal buon senso e dalle stesse linee guida del farmaco, pardon neurotossina. Successivamente si cambia con una versione atipica del neurolettico e si aggiunge un antidepressivo perchè nel frattempo le altre neurotossine hanno provocato depressione. Sfido chiunque a diventare felice tramite alto dosaggio di Serenase.. poi naturalmente Xanax perchè ormai siamo anche assuefatti alle benzo e l'ansia è peggiorata.
Ma il bello deve ancora venire, infatti la brusca sospensione di questo mix provoca a distanza di un anno una ricaduta tale che compaiono sintomi mai visti prima: alla diagnosi di DOC si aggiunge anche qualcos'altro che comprende sintomi psicotici, come ad esempio un disturbo schizo-affettivo, o bipolare se non addirittura schizofrenia . Quale sia il verdetto finale, il malcapitato viene prontamente reimmesso del suo consueto cocktail che dovrà assumere  immagino a questo punto per il resto della sua vita.  
Questa madre può scegliere se adattarsi e pendere dalle labbra dei vari esimi dottori, come tanti genitori di mia conoscenza, o fare leva sul suo amor proprio e specialmente l'amore verso suo figlio e darsi da fare, intanto per comprendere che quello che sta succedendo può essere anche una grande occasione per dimostrare al mondo che si può fare diversamente e meglio.
Mi viene in mente una madre che abita nel regno unito e si fa chiamare Rossa Forbes con un figlio con una grave diagnosi di schizofrenia e che non si è mai rassegnata. Ha fatto un percorso enorme esplorando il vastissimo panorama olistico ed aumentato così la sua cultura a dismisura. Che io sappia non ha 'guarito' completamente suo figlio ma lo ha portato a vivere in una condizione tale che non sarebbe mai stato possibile con le sole cure psichiatriche.  Ma la cosa secondo me più importante è che lei così facendo ha incoraggiato e sta incoraggiando centinaia di persone in tutto il mondo che hanno lo stesso problema con i loro figli. Ecco dunque che la sua 'disgrazia' diventa l'occasione per svolgere la sua grande missione di incoraggiare gli altri, spingendoli a rivedere e spesso a combattere anche l'evidenza più eclatante del dogma psichiatrico.
Non essendo un medico non posso consigliare né prescrivere alcunché a questa mamma per suo figlio anche se ho scritto da altre parti qui cosa si può tentare nel campo dei rimedi alternativi. Ma se io fossi nei suoi panni, tenterei tutte le strade possibili purché abbiano un senso , o meglio per dirlo i altro modo che abbiano un cuore. Buona fortuna.

mercoledì 4 settembre 2019

Adoro la mia diagnosi!

Curioso articolo di un altro psichiatra 'dissidente'.
Significativo quello che lui scrive alla fine, quasi come a voler introdurre un anticipo della 'prossima puntata' : 

"..c'è qualcosa di intrinseco nel farmaco stesso che sembra convalidare la narrativa della malattia mentale. In particolare, è mia opinione controversa che i trattamenti di prima linea attualmente utilizzati per i malati di mente, vale a dire i farmaci psicotropi, possano effettivamente perpetuare in modo affidabile o addirittura causare i sintomi che sono commercializzati per trattare" 

A parte questa conclusione, il tema dell'articolo può sembrare sarcastico; chi mai penserebbe di gioire sapendo di avere una grave malattia mentale? 
Ma paradossalmente, ho letto molte volte commenti di psichiatrizzati sulla loro soddisfazione di avere finalmente una diagnosi. Può anche essere un sollievo e lo sarà sicuramente sapere che i nostri problemi particolari hanno un nome e una ragione di essere. Poi si arriva fino alla 'perversione' quando persone senza particolare sintomatologia vorrebbero dichiararsi ad esempio bipolari perché hanno letto che questa condizione è sinonimo di genialità, intelligenza, creatività e sensibilità, quasi fosse un nuovo status symbol.
Esiste anche l'orgoglio di essere 'matti', e questo può avere un senso , ma secondo la nosologia medica che senso ha? Come suonerebbe l'orgoglio diabetico, o l'orgoglio di essere cardiopatici? 
Se si seguono i gruppi di psichiatrizzati, la maggioranza di loro maledirebbe la propria condizione di malato mentale e avrebbe voluto molto volentieri farne a meno. Sono quelle persone che dall'esperienza  della follia hanno sempre avuto esiti negativi, che si sentono o si sono fatti persuadere di essere inferiori a tutti gli altri, convinti di avere dei difetti piuttosto che delle possibilità in più. E' la solita storia del bicchiere mezzo pieno. 
Se si guarda lucidamente, la condizione della follia può assumere risvolti terribili o fantastici o ancora di più , non mi viene un termine appropriato che sia maggiore di fantastico. La differenza sta sostanzialmente nella reazione individuale verso determinati stimoli sensoriali emotivi , umorali.
Parlando della mia esperienza, non ho particolari rimpianti, a parte qualche cavolata più o meno innocente che si fa in determinate condizioni di assenza totale di inibizioni. Ma tra l'averla avuta e il non averla, preferisco di gran lunga l'averla sperimentata. Ora , a differenza forse della maggior parte delle persone so cosa andare a cercare, la vita potrebbe avere un senso. Sicuramente non è l'euforica mania, resterei invischiato nell'altalena come mi succedeva sotto le amorevoli cure psichiatriche. Ma proprio grazie a questa 'disfunzione' si aprono degli orizzonti nuovi che mi hanno fatto dire in una conferenza che forse, la condizione di questo tipo di 'follia' non è affatto lontana  dall'obbiettivo primario che l'essere umano ha sempre assiduamente cercato da millenni in tutte la tradizioni religiose. 




"Amo la mia diagnosi": I benefici della malattia mentale

Di Fred Moss, MD 
4 aprile 2019

Un mio conoscente ha recentemente condiviso con me ciò che a quanto pare si è rivelata una notizia eccezionale:

"Ho appena scoperto di essere clinicamente depresso!" Sorrideva soddisfatto.

Forse pensava che io, come psichiatra, avrei condiviso la sua eccitazione. Forse pensava che avrebbe colpito un cordone di affinità per farmi sapere che è "una delle mie persone". O parte della mia "popolazione target". In linea con il mio allenamento, sono rimasto colpito dal modo in cui il suo affetto sembrava seriamente fuori luogo data la sua diagnosi proclamata. (Hmm, a pensarci bene, forse è rimasto davvero profondamente disturbato).

Nell'indagare ulteriormente, ho appreso che era estremamente soddisfatto di scoprire che ora c'è una spiegazione per il senso di disfunzione personale (sono le sue parole) che dice di aver vissuto tutta la sua vita. Indossava la sua nuova diagnosi come un distintivo lucido, come se si fosse appena iscritto a un club esclusivo.

Tali sentimenti per quanto ne so non sono semplici anomalie. Infatti, dopo quasi quattro decenni nel settore della salute mentale, ho visto più di alcuni pazienti venire nel mio ufficio sperando in realtà in una diagnosi. Una volta garantito tale status speciale, molti di loro avrebbero prontamente informato tutti intorno a loro - amici, famiglia, reparto risorse umane - in modo che tutti potessero salire a bordo e agire di conseguenza, alterando le aspettative che potevano avere per questa persona. (Dopo tutto, possiamo solo aspettarci molto da qualcuno che è malato di mente.) Ho persino avuto pazienti congedati dal mio ufficio con rabbia quando, dopo averli esaminati, ho condiviso la mia conclusione che non soddisfacevano i criteri clinici per la malattia mentale. Alcuni annunciarono che avrebbero trovato un medico che li avrebbe diagnosticati "correttamente".

Non intendo fare luce su questi o su nessun paziente. E, nonostante il rischio di apparire insensibile, lo sto facendo notare perché è un sintomo di un problema culturale più ampio relativo alla salute mentale.

Come può qualcuno essere arrabbiato nello scoprire di essere mentalmente sano? La maggior parte delle persone che sospettano una grave malattia fisica, come il cancro, vorrebbe certamente sentire che, nonostante le loro preoccupazioni, sono in realtà senza cancro. Celebrare la scoperta di una "grave malattia" sembra assurda in superficie, se non masochista.

Tutto ciò indica la realtà che la malattia mentale può fornire a chi guarda alcuni benefici unici. Un guadagno. Quali benefici o vincoli intrinseci possono esistere ad identificarsi come malati di mente?

Qui ci sono alcune aree in cui ho visto coloro che portano una diagnosi di malattia mentale considerandola un vantaggio e fornendo un senso di sollievo:

1 Nelle aree della vita per le quali la loro malattia li colpisce, i pazienti possono essere meno responsabili. Se si presentano come inefficaci, non produttivi, cattivi, stanchi, arrabbiati o disperati, non hanno più bisogno di assumersi la piena responsabilità delle loro azioni. Sicuramente, non dipende  tutto da "loro"; la loro malattia mentale può sopportare gran parte, se non tutte, la responsabilità del loro comportamento.

2 I pazienti con malattie mentali non devono affrontare se stessi;   quando falliscono nelle relazioni - al lavoro o a casa - come conseguenza del modo in cui hanno agito o per quello che hanno detto. Ancora una volta, data la loro malattia mentale, sicuramente altri dovrebbero fornire qualche ulteriore garanzia o margine di manovra per esibirsi meno che in modo ottimale in queste aree critiche della vita.

3 I pazienti non devono più sottoporsi al lavoro emotivamente rischioso di valutare e modificare la propria vita in aree in cui si sentono deboli o carenti. Possono invece ricorrere alla loro malattia come scusa, o almeno come un contributo apprezzabile per i loro fallimenti. (E sicuramente nessuno oserebbe sfidare questa nozione. Dopo tutto, sono "malati".)

4 I pazienti hanno l'opportunità di rimanere turbati, depressi, ansiosi e / o inefficaci come linea di base. Non c'è bisogno di prendere in considerazione alternative. Di nuovo, una volta diagnosticato clinicamente, c'è un limite a ciò che gli altri possono ragionevolmente aspettarsi.

C'è un altro fenomeno sociale prevalente che contribuisce all'emancipazione della persona "malata di mente" che invoca i quattro punti precedenti. E questo è il forte contraccolpo contro lo stigma della malattia mentale.

Prima di andare avanti, voglio riconoscere che sono pienamente consapevole che la posizione che sto condividendo qui potrebbe essere percepita da alcuni come uno scontro con lo stigma a una velocità significativa.

Anche se a questo punto dell'articolo potrebbe non essere evidente, chi mi conosce può attestare quanto segue:

Tutto ciò che dico è guidato da una posizione profonda per la diagnosi mentale. Sono convinto della la possibilità di un profondo livello di empowerment, e una vita piena e ricca, per coloro che sono stati diagnosticati come malati di mente.

Spero che sia molto chiaro.

Quindi, abbiamo esaminato alcuni benefici che una diagnosi di "malattia mentale" può permettere ai pazienti. Ma cosa c'è nell'altra parte? In altre parole, perché i medici e gli operatori sanitari mantengono in vita le diagnosi?

Infatti, non sono solo i pazienti a "trarre beneficio" da una diagnosi. I professionisti della salute mentale hanno in effetti una seria partecipazione in materia. Ecco come funziona:

Dichiarando qualcuno malato di mente, il clinico crea immediatamente un nuovo paziente. Ciò può comportare un accordo a lungo termine, e per il medico curante, sia una fonte di gratificazione personale che di reddito. Il clinico si sente a suo agio nel "aiutare" una persona malata e viene pagato per questo.

Questo intrinseco conflitto di interessi non suggerisce in alcun modo che l'industria della salute mentale sia semplicemente egoista o priva di vera cura e preoccupazione per i pazienti. Tuttavia, implica che una ridefinizione della malattia mentale minaccerebbe il cuore dell'industria. Questo è praticamente innegabile.

C'è poco o nessun incentivo a discutere o persino a esaminare la possibilità di ridefinire la malattia mentale. Come psichiatra pagato profumatamente, per esempio, perché dovrei voler minacciare il mio sostentamento? Forse una domanda migliore è: perché ho rinunciato al mio sostentamento? Perché la verità è che l'ho fatto.

Oltre ai "benefici" sia per il paziente che per il clinico, c'è un altro 'partito' (davvero di parte) coinvolto nell'equazione che rende la rivalutazione della malattia mentale apparentemente impossibile. In particolare, i fornitori delle sostanze commercializzate per trattare i sintomi.

Non solo le case farmaceutiche hanno investito profondamente nel modello attuale (quello che io chiamo diagnosi-farmaco-licenziamento ), ma c'è qualcosa di intrinseco nel farmaco stesso che sembra convalidare la narrativa della malattia mentale. In particolare, è mia opinione controversa che i trattamenti di prima linea attualmente utilizzati per i malati di mente, vale a dire i farmaci psicotropi, possano effettivamente perpetuare in modo affidabile o addirittura causare i sintomi che sono commercializzati per trattare.

Sì, lo so che è una grande richiesta da fare delle cui implicazioni richiede ulteriori spiegazioni e discussioni. 

Fonte: madinamerica.com