Recupero

Guarire dalla malattia mentale si può? Come si può 'guarire' da se stessi?

Ma la malattia mentale esiste? Si può definire malattia un carattere, una diversa attitudine, un'emozione intensa? Purtroppo secondo la psichiatria organicista, la malattia mentale esiste ed è inguaribile, tuttavia curabile necessariamente con i farmaci, anche se non è mai stato dimostrato alcuno squilibrio chimico alla fonte né che gli psicofarmaci curino qualcosa. Numerose esperienze di 'sopravvissuti' e indagini indipendenti dimostrano invece l'esistenza di una 'trappola farmacologica' molto subdola che, lungi dal 'guarire', favorisce il mantenimento o la cronicizzazione della supposta malattia.
Questo spazio vuole dare la possibilità ai cosiddetti malati mentali di conoscere le reali implicazioni dei farmaci , di cui spesso ne abusano, di riflettere sulla propria condizione, di acquisire nuove conoscenze diventando capaci di riprendersi il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Si potrà 'guarire' soltanto quando ci allontaneremo dal nostro punto di vista limitato per abbracciare il problema nella sua globalità, con un approccio di tipo olistico.

Attenzione: È potenzialmente pericoloso dismettere psicofarmaci senza un'attenta pianificazione. È importante essere bene istruiti prima di intraprendere qualsiasi tipo di interruzione di farmaci. Se il vostro psichiatra accetta di aiutarvi a farlo, non date per scontato che sappia come farlo al meglio, anche se dice di avere esperienza. Gli psichiatri non sono generalmente addestrati sulla sospensione e non possono sapere come riconoscere i problemi di astinenza. Numerosi problemi di astinenza sono mal diagnosticati come problemi psichiatrici. Questo è il motivo per cui è bene educare se stessi e trovare un medico che sia disposto ad imparare con voi. In realtà tutti i medici dovrebbero essere sempre disposti a fare questo ai loro pazienti che lo desiderano.

mercoledì 27 marzo 2013

Antipsicotici timeline

MIA (MadInAmerica.com) è una risorsa molto interessante che seguo più o meno dalla sua nascita. 
D'ora in poi inserirò in questo blog le traduzioni di quegli articoli di MIA che ritengo più interessanti. Purtroppo non esiste in italia un sito analogo, formato da professionisti e utenti /ex di altrettanta levatura. Così si scopre che negli stati uniti a fronte di un massiccia medicalizzazione di massa  vi è  per contro un movimento di dissenso molto attivo con progetti concreti orientati al recupero (recovery) al di fuori dalla psichiatria istituzionale. 



Una timeline di ricerca per farmaci antipsicotici

1883 Le Fenotiazine vengono sviluppate come coloranti sintetici

1934 USDA sviluppa le Fenotiazine come insetticidi

1938 Le Fenotiazine vengono usate per uccidere i parassiti dei suini

1949 In esperimenti sui ratti, le Fenotiazine ostacolano l'abilità di arrampicarsi.

1950 Rhone Poulenc sintetizza la Clorpromazina, una fenotiazina, per uso come anestetico

1952 Gli psichiatri francesi ricorrono alla clorpromazina come parte di un cocktail di farmaci capace di  mettere i pazienti mentali in "ibernazione"

1952 La Cloropromazina è descritta capace di produrre una sorta di lobotomia chimica

1954 La Clorpromazina, commercializzata negli Stati Uniti come Thorazina, si scopre in grado di indurre i sintomi della malattia di Parkinson

1955 Si dice che la Cloropromazina può indurre sintomi simili all'encefalite letargica

1959 Prime notizie di una disfunzione permanente al sistema nervoso collegata ai  neurolettici, poi chiamata discinesia tardiva

1960 Medici francesi descrivono una reazione tossica ai  neurolettici potenzialmente fatale, in seguito denominata sindrome neurolettica maligna

1962 Il dipartimento di Igiene Mentale della California stabilisce che  i neurolettici come la clorpromazina e altri prolungano l'ospedalizzazione

1965 Scoperto che i neurolettici mettono in pericolo l'apprendimento negli animali e nell'uomo

1966 Uno studio del NIMH di un anno rileva che i pazienti trattati con farmaci hanno più probabilità di essere riospadalizzati rispetto ai pazienti trattati con placebo.

1972 Si dice che la discinesia tardiva assomiglia alla malattia di Huntington, o "danno cerebrale postencefalitico"

1973 E' domostrato che i neurolettici causano una diminuzione delle cellule nervose dei gangli basali nei ratti

1975 ricercatori di Boston riferiscono che i tassi di ricaduta erano inferiori prima dell'epoca dei neurolettici, e che i pazienti trattati con farmaci hanno maggiori probabilità di essere socialmente dipendenti

1977 In studi su animali con neurolettici viene osservato un aumento significativo dei recettori della dopamina nel cervello, che è la patologia ipotizzata essere una causa della schizofrenia

1978 Il  ricercatore Californiano Maurice Rappaport riporta decisamente superiori a tre anni gli esiti per i pazienti trattati senza neurolettici

1978 Ricercatori canadesi descrivono  cambiamenti nel cervello indotti da farmaci che rendono il paziente più vulnerabile alle ricadute, che chiamano "psicosi indotta da neurolettici supersensitivita"

1978 Si osserva che i neurolettici causano il 10% di perdita cellulare nel cervello dei ratti

1979 La prevalenza di Discinesia Tardiva  in pazienti trattati con farmaci neurolettici va dal 24% al 56%

1979 La Discinesia Tardiva si scopre essere associata a deterioramento cognitivo.

1979 La ricaduta nei pazienti trattati con flufenazina iniettabile si osserva che porta a un "grave peggioramento clinico"

1979 Loren Mosher, responsabile degli studi sulla schizofrenia presso il NIMH, riporta i risultati di qualità superiore a un anno e di due anni per i pazienti trattati senza neurolettici.

1980 ricercatori del NIMH trovano che i neurolettici non migliorano la performance sociale e ruolo nei non-relapser

1982 I farmaci anticolinergici usati per trattare i sintomi parkinsoniani indotti da neurolettici sembrano essere causa di decadimento cognitivo

1985 L'Acatisia indotta da farmaci è legata al suicidio e  omicidi violenti

1992 Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che i risultati positivi sulla schizfrenia sono molto superiori  nei paesi poveri, dove pochi pazienti sono mantenuti su neurolettici

1992 I ricercatori riconoscono che i neurolettici possono causare una patologia riconoscibile, che hanno chiamato sindrome neurolettica indotta da deficit

1994 I neurolettici causano un aumento del volume della regione caudata nel cervello, che è un segno di danno cerebrale

1994 ricercatori di Harvard riferiscono che i risultati sulla schizofrenia sono peggiorati negli ultimi 20 anni, e ora non sono migliori che nei primi decenni del 20 ° secolo

1995 Il tasso di recidiva per i pazienti schizofrenici trattati con neurolettici risulata essere superiore all' 80% in due anni dopo la dimissione ospedaliera, che è molto superiore a quella dell'era pre-neurolettici.

1995 La "Qualità della vita" in pazienti trattati con farmaci risulta essere "molto scarsa"

1998 studi di risonanza magnetica mostrano che i neurolettici sembrano  causare ipertrofia del caudato, putamen e talamo, con l'aumento  "associato con una maggiore gravità dei sintomi sia negativi che positivi"

1998 L'uso di neurolettici si trova ad essere associato ad atrofia della corteccia cerebrale

1998 ricercatori di Harvard concludono che "stress ossidativo" può essere il processo attraverso il quale neurolettici possono causare un danno neuronale nel cervello

1998 Il trattamento con due o più neurolettici comporta un aumento del rischio di morte prematura

2000 L'uso di neurolettici è legato alla formazione di coaguli di sangue fatali

2000 La Discinesia Tardiva è legata alla morte precoce

2003 Il rischio di morte precoce per i pazienti affetti da schizofrenia si è riscontrato in aumento dopo l'introduzione degli antipsicotici atipici

2005 i ricercatori NIMH riferiscono che gli antipsicotici atipici forniscono pochi, se del caso,  vantaggi rispetto ai vecchi neurolettici

2006 Il tasso di suicidio per i pazienti schizofrenici è segnalato per essere 20 volte più alto di quanto non fosse un secolo fa.

2007 ricercatori britannici riferiscono che la qualità della vita era migliore con i vecchi farmaci rispetto agli  atipici

2007 ricercatori Illinois riferiscono che a lungo termine i tassi di recupero per i pazienti schizofrenici non trattati sono otto volte superiori rispetto ai pazienti medicati

Link articolo originale: MIA

venerdì 8 febbraio 2013

Luoghi comuni in psichiatria X


10 - Poiché i disturbi mentali nell'infanzia hanno un forte impatto nel futuro di queste persone, solo un trattamento precoce, mirato ed efficace potrà prevenire il rischio di un aumento dei malati mentali nel futuro.


Questo sembra ragionevole. In effetti, cogliere ad esempio un tumore al primo stadio di sviluppo quando è appena agli esordi offre migliori possibilità di guarigione rispetto a quando è già molto sviluppato.
Però in realtà cosa significa oggi 'trattamento precoce' nel caso delle malattie mentali? Significa indubbiamente usare farmaci tossici per lungo tempo su delicati organismi in fase di crescita. Inevitabilmente queste sostanze influiranno sullo sviluppo di questi bambini, adolescenti con esiti difficilmente prevedibili.

L'epidemia di bambini bipolari
Negli stati uniti c'è stata una fioritura di diagnosi pediatriche , a parte la nuova sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) sono cresciute in modo esponenziale anche le diagnosi di disturbo bipolare nei bambini. Si stima che il numero di bambini americani e adolescenti trattati per il disturbo bipolare sia aumentato di ben 40 volte dal 1994 al 2003.
Diagnosi che nel passato non esistevano affatto. Segno che vi è stato un marcato interesse dei fornitori di farmaci verso una delle fasce più deboli della popolazione: l'infanzia, l'adolescenza in concomitanza con il trattamento sempre più diffuso della vecchiaia anche semplicemente per rendere docili i vecchietti irrequieti senza necessariamente essere di fronte ad una vera e propria diagnosi psichiatrica.
Per esempio, si stima che in USA oltre 500.000 bambini in età scolare stanno attualmente assumendo antidepressivi. 
Il libro The Bipolar Child, pubblicato nel 2000 ha venduto 70.000 copie in sei mesi e ha fatto la differenza per una bambina, la cui mamma, dopo averlo letto, ha cambiato medico per correggere la diagnosi di sua figlia da ADHD alla “corretta” diagnosi di disordine bipolare, poiché secondo la madre la bambina era peggiorata con il trattamento per l’ADHD. Come risultato all’età di due anni è stata la bambina più giovane ad avere una diagnosi per disturbo bipolare in Texas.
Leggere queste cose mi rende veramente triste, tanto che potrei affermare che:
Rendere i bambini dipendenti dagli psicofarmaci è tanto criminale e inaccettabile quanto abusarne fisicamente.
Oggi le persone per bene sono molto sensibili verso la violenza sui bambini: sono pronte a denunciare senza indugio una maestra dell'asilo a cui è scappata una sberla, castrerebbero chimicamente il pedofilo che approfitta di un bambino, ecc. Anche se allo stesso tempo sono indifferenti alle migliaia di giovani vite perse ogni giorno per denutrizione e conflitti nel mondo, non si sognerebbero mai di prendersela col loro medico, con lo psichiatra che sta drogando i loro figli, a meno che non ci scappi il morto come purtroppo a volte accade.

Maria Bradshaw ha perso il suo unico figlio nel 2008, suicida mentre era in cura con antidepressivi SSRI. Co-fondatrice di CASPER (Azione Comunitaria in materia di istruzione Prevenzione Suicidio & Ricerca), ha ottenuto l'ammissione di responsabilità dall'azienda produttrice del farmaco.

Maria Scrive:

“In Nuova Zelanda abbiamo registrato un aumento del 140% nella prescrizione di antidepressivi per neonati e bambini di età compresa tra 0-4 anni in un periodo di 12 mesi, il periodo in cui l'unità di salute mentale infantile è diventata una delle caratteristiche dei nostri servizi di salute mentale.”

Quali sono le ragioni per cui vengono prescritti gli antidepressivi ai lattanti? Una di queste è perché il bambino piange troppo. Una volta i neonati piangevano per via di una ragione precisa, per esempio avevano le classiche coliche. Oggi invece a quanto pare ci sono bambini che piangono molto senza una ragione! Questo giustificherebbe l'uso di farmaci tossici su queste piccole vite innocenti.

Ecco alcuni pensieri, il primo di un operatore sanitario:
Quando ho iniziato a lavorare molti anni fa, terapisti, assistenti sociali e molti medici sapevano che i giovani hanno un modo di comportarsi, di sentire e di agire che non dovrebbe destare preoccupazioni, perché è una parte dell'essere giovani. Al giorno d'oggi invece sembra che tutto deve essere definito, diagnosticato ed etichettato, in un modo che ha conseguenze enormi, sia per le singole persone, che per la società e la nostra idea comune su ciò che significa essere umani.
Un medico, Dr.Michael Cornwall:
Quando il Prozac ha cominciato ad essere prescritto a bambini e ragazzi che vedevo in terapia, ho assistito diversi giovani che hanno avuto reazioni drammatiche sul controllo degli impulsi del farmaco.
Una paziente (Vanessa)::
In sostanza, gli effetti collaterali di un singolo farmaco (Prozac), prescrittomi a 16 anni per un livello adeguato di una situazione di tristezza ha aperto la strada per 15 anni di vita sui farmaci più pesanti. In ultima analisi, sono rimasta insensibile, malata, con problemi cognitivi e ancora più staccata da me stessa e gli altri rispetto a prima di entrare nel sistema di salute mentale.

Giù le mani dai bambini
Non voglio affermare qui che i problemi di alcuni bambini non esistono o sono da sottovalutare.
Rispetto alle generazioni precedenti, oggi i piccoli sono sottoposti a dosi crescenti di stress: le loro giornate sono frenetiche, piene di impegni. Le madri non hanno tempo di preparare cibi genuini e spesso i bambini mangiano roba ad alto tasso di industrializzazione , perciò contenente dosi spropositate di zuccheri raffinati e nocivi, coloranti, conservanti sintetici e particelle metalliche. L'obesità infantile poi, non è più una rarità. I bambini alle feste si comportano con i dolci come gli adulti con l'alcool. Ed in effetti il saccarosio ha un alto contenuto energetico che produce uno 'sballo' simile all'euforia prodotta dall'alcool.
Il problema dei bambini medicalizzati per ADHD ha assunto in USA proporzioni allarmanti, si stima che siano circa l'11%  6 milioni 400 mila (!!) i bambini con una diagnosi per ADHD e sottoposti a terapia con farmaci stimolati come il Ritalin, una sostanza che è stata introdotta nella tabella degli stupefacenti alla stregua della cocaina.
Che stranezza: uno stimolante che funge da calmante per i bambini irrequieti.. chissà perché non hanno cominciato subito con gli antipsicotici o gli ansiolitici. Forse perché ritenuti troppo pericolosi per un utilizzo pediatrico? Macchè, questi ultimi verranno ampiamente dispensati quando il Ritalin dopo qualche tempo avrà reso 'psicotici' i poveri pazienti, così come è successo alla piccola bambina 'bipolare' del Texas.  

venerdì 7 dicembre 2012

Luoghi comuni in psichiatria IX


9 - Gli psicofarmaci  riducono il rischio di suicidio e atti violenti

Questo è il cavallo di battaglia, la scusa maestra che la psichiatria organicista usa per giustificare l'utilizzo degli psicofarmaci. Il suicidio è il più grande spauracchio messo in campo che legalizza e giustifica ogni violenza e coercizione verso i pazienti, in nome della cosiddetta pericolosità per gli altri fino al caso estremo (omicidio) e per sé stessi (suicidio).
Peccato che le statistiche non mentono. In primo luogo non vi è nessuna evidenza di un numero maggiore di crimini commessi dai cosiddetti 'malati di mente' rispetto alla popolazione considerata sana. La presunta pericolosità è una scusa fomentata dai luoghi comuni , dall'enfasi con cui i media si accaniscono sui casi di cronaca nera in cui sono coinvolti i presunti 'malati di mente'.
E a tale proposito, quasi sempre si sente dire che tali persone erano malate e perciò 'seguite' e 'curate' dal locale centro di igiene mentale. In altre parole stavano assumendo psicofarmaci.
Il sito ssristories.com sta raccogliendo storie di violenza scaturita in seguito all'uso di antidepressivi SSRI. Al momento sono state raccolte circa 5000 testimonianze di fatti violenti collegabili all'uso di tali antidepressivi. Le case farmaceutiche produttrici di questi farmaci sono state costrette ad includere il suicidio tra gli effetti indesiderati dei loro prodotti, dopo che sono fioccate azioni legali contro di esse, relative a casi molto espliciti di rapporto causa-effetto.
Se veramente questi farmaci fossero in grado di evitare i suicidi, si dovrebbe notare una netta diminuzione di questi atti che attualmente ammontano a circa 10 milioni ogni anno nel mondo, tra tentativi con circa un milione di 'successi'. I farmaci antidepressivi sono tra quelli più comunemente prescritti anche con estrema disinvoltura da qualunque medico non necessariamente psichiatra.
Statisticamente i suicidi sono in aumento, contrariamente a quello che ci si dovrebbe aspettare.
Ma non sono in causa solo gli antidepressivi, leggiamo cosa scrive il dott. Healy, noto psichiatra molto critico verso gli psicofarmaci:
I pazienti con schizofrenia hanno 10 volte più probabilità di essere morti alla fine del primo anno di trattamento rispetto a 100 anni fa. Non vi è alcuna altra malattia in medicina, dove una tale affermazione potrebbe essere fatta.
La morte nei primi anni di schizofrenia non viene da attacchi di cuore o ictus - proviene da suicidio. Nel loro primo anno di trattamento, i pazienti con schizofrenia hanno oltre un centinaio di volte più probabilità di commettere suicidio rispetto al resto della popolazione.
La schizofrenia ha provocato il suicidio?
No, non è così. I dati storici mostrano che i suicidi non provengono dalla malattia. I pazienti che 100 anni fa non si erano suicidati - non sembra essere un rischio significativo inerente alla malattia.
Che cosa provoca i suicidi? L'evidenza indica gli antipsicotici. In studi clinici controllati con placebo in doppio cieco, questi farmaci presentano un eccesso di suicidi e atti suicidari con i farmaci come Zyprexa con il più alto tasso di suicidi e di atti suicidari nella storia della sperimentazione clinica.

Quindi anche gli antipsicotici presentano questo rischio maggiore di suicidio.
In sostanza allora quasi tutti i farmaci psichiatrici anziché contrastare ed evitare il suicidio e i tentativi suicidari lo promuovono! Questo è veramente sorprendente, ed è una cosa che viene puntualmente ignorata dai professionisti della salute mentale.
Cosa bisogna aspettarsi nel futuro?
Io spero solo che la gente si svegli e metta fine a questo scempio: 25 sono gli anni di aspettativa di vita in meno per chi viene medicalizzato a vita. Innumerevoli sono le morti dovute a problemi fisici, agli effetti iatrogeni di queste sostanze. A queste dobbiamo aggiungere anche una parte di suicidi.
Auspico che le vittime e le famiglie si riuniscono in class actions e a colpi di risarcimenti miliardari mettano fine a questo crimine legalizzato..

martedì 31 gennaio 2012

Luoghi comuni in psichiatria VIII

8 - Gli psicofarmaci  semplificano la vita

Ma.. ci era sempre stato detto che le medicine fanno bene, per quale ragione si dovrebbe stare peggio? Le hanno inventate apposta per semplificarci la vita, basta ingoiare una pillola e tutto è più facile.
Purtroppo questo non è vero per la maggior parte dei farmaci in commercio, e a maggior ragione  per i farmaci psichiatrici. Perché come ho detto più volte, è il metodo allopatico profondamente sbagliato, ovvero non è concepibile intossicare l'organismo per guarire un sintomo.

Intossicazione
Ora, i pochissimi che riescono a rimanere in mono-terapia con farmaci di provata efficacia a lungo termine (esempio gli stabilizzatori) possono sentirsi sollevati e scegliere di subire gli inevitabili effetti come un male minore rispetto alla vita che farebbero se ne fossero privi.
Anche se a questi purtroppo non gli viene detto,  esistono terapie organiche altrettanto o più efficaci, ma rispondono bene al farmaco e tutti sono più contenti.
Ma a quale prezzo?
Al prezzo di una lenta e inesorabile intossicazione che porterà inevitabili problemi nel lungo termine.
Tante  persone ho sentito poi lamentarsi, dell'appiattimento emotivo provocato dal lito o da altre sostanze. E questo è solo uno dei molteplici aspetti  che si verificano nel breve termine. Ma nel lungo termine di una terapia protratta a vita c'è da aspettarsi di tutto.   
C'è però un numero sempre crescente di persone che  fanno uso di miscugli .
Come si può umanamente pensare che con un  simile attacco chimico al corpo, un individuo  si senta  meglio?
E infatti si odono lamentarsi continuamente della loro malattia, difficilmente  pensano che sia colpa del cocktail che gli è stato prescritto. Il più delle volte, molti continuano  a eccedere con altre sostanze 'ludiche' ammesse o meno per trovare un minimo di sollievo.
Questi passano con facilità da una cura all'altra, con leggerezza e senza riguardo per gli effetti  di dismissione rapida delle sostanze lasciate.
Una trappola senza fine, da cui è difficilissimo uscire, perché fondamentalmente sei convinto di avere una malattia cronica, inguaribile. Dal momento che questa convizione crolla,   sarà possibile uscire  riducendo drasticamente le sostanze fino alla completa liberazione e disintossicazione del corpo. 

Dipendenza
La dipendenza non è sempre una cosa negativa. Noi dipendiamo dall'aria e dal cibo per esempio.
Ma qui si tratta di dipendenza da sostanze tossiche , proprio come l'alcoolismo il tabagismo e altre dipendenze nefaste. L'unica differenza è che le sostanze da sballo sono più desiderabili, anche se diversi psicofarmaci ormai hanno preso quella strada. Una grossa fetta di malati psichiatrici proviene da storie di abuso, anche di psicofarmaci.
 "Avrò preso le pillole oggi?"  ecco la domanda più gettonata.
Molti psichiatri lamentano una minima percentuale di aderenza alla cura, scervellandosi per cercare strategie di convincimento dei  pazienti, per prendere queste benedette medicine. Ignorando però che questo loro comportamento viene peggiorato dalle cure stesse, in un perverso gioco di reazioni.
Più le persone sono intontite dai farmaci, maggiori sono probabilità di commettere errori, purtroppo  anche fatali.
Spesso si fa confusione con i dosaggi, fino a sbagli clamorosi e molto pericolosi.
Gli psicofarmaci sono un'arma letale in mano al 'paziente'.
Anche non conoscendo  la tossicità delle sostanze prese ad altissime dosi, è facile trova la soluzione più a portata di mano per togliersi la vita. E infatti molti scelgono l'overdose di un mix alcoolico come metodo  preferito per tentare di suicidarsi. 

Difficoltà a distinguere i sintomi.
Spesso si senti dire "ho questo problema" ma non so se è dovuto ai farmaci o alla malattia. Questa difficoltà di distinguere è logorante. La maggior parte delle volte viene imputato alla supposta malattia anziché ad un possibile e comprensibile effetto collaterale dei farmaci, col risultato di aggiungere un altra sostanza alla collezione.  Sento di persone che assumono fino a 5 anche 10 molecole differenti contemporaneamente. Ogni nuovo sintomo che spunta è presto 'coperto' dal successivo farmaco. Fino a quando è ammesso continuare a tappare falle sempre più grosse e numerose se non si toglie l'acqua dalla diga? Fino alla morte del paziente? 

Problemi pratici
Ma i problemi non sono finiti , purtroppo.
Dobbiamo aggiungere tutti quelli dovuti ad una drastica riduzione cognitiva, gente perfino incapace di svolgere azioni semplici come per esempio guidare un'automobile, figuriamoci fare un qualunque lavoro che richiede attenzione e impegno.
La maggioranza dei giovani che vedo, non è ancora in tali condizioni ma tende a diventarlo col passare del tempo. Una parte di essi ha già ottenuta l'invalidità parziale con l'assegno se  nullafacente, che a malapena gli copre la spesa delle sigarette.
E' molto probabile che in futuro gli venga tolta la patente insieme alla salute psicofisica.

Spesso vengo apostrofato in questi termini :
“Io sto peggio con la malattia, quindi devo ringraziare  le mie medicine perché adesso posso continuare a vivere”.  
Bene hai fatto la tua scelta, perché ci credi e sei libero di scegliere. Ma questo tuo benessere è illusorio o precario, perché non stai cercando di cambiare le vere cause del tuo malessere.
Fino a quando riuscirai a mantenere questa illusione, ti perderai tutto ciò che sta intorno a te, in un declino inesorabile verso la cattiva salute.
Hai fatto solo un passo ,  perché ti hanno convito che è necessario ed hai visto dei risultati ma questi  benefici li perderai con gli interessi nel tempo.
Io non ti dico di non curarti, ma che piuttosto curarti in tal modo è sbagliato. Anche se è dimostrato che senza psicofarmaci vi è una maggiore percentuale di recuperi, trovo che esistono per fortuna metodi efficaci privi di conseguenze indesiderate. 
Esiste dunque questa  terza via, poco esplorata e che va ricercata un tutti quelli che capiscono e riconoscono la trappola chimica, riuscendo a recuperare la propria vita e la dignità per mezzo di azioni molto più efficaci ma che hanno il brutto difetto di sacrificare la parte stupida di noi stessi. 

Problemi economici

Qui in Italia i costi sono per la maggior parte a carico del SSN ma non tutto. I farmaci  non espressamente prescritti per quella patologia vengono solitamente pagati, e spesso si ricorre a farmaci generici per limitare altri sintomi farmaco-indotti.
Una famosa 'paziente' americana spende solo di farmaci, due stipendi medi italiani. Quanto costa in Italia un 'malato' psichiatrico?
 Risorse che potrebbero essere ridotte e dirottate in ben altro modo, vengono sprecate per arricchire  baroni della medicina. Si stima in circa 120 miliardi annui  la spesa italiana attuale nella sanità.
Una bella fetta di questo mercato è in mano alle compagnie farmaceutiche.



Luoghi comuni in psichiatria VII

7 - Gli psicofarmaci non producono danni irreversibili. Gli effetti indesiderati degli psicofarmaci sono il male minore.

Ecco una testimonianza presa tra le tante dello stesso tenore, tra le più drammatiche:
"Dirigo il più grande gruppo di supporto per i disturbi dell'umore e membri familiari nella zona di Philadelphia.
Diagnosticata  bipolare sono stata curata per circa 8 anni e adesso sono libera da tutti medicinali.
Il giorno di Natale compirò 65 anni. La gente rifiuta di credere che sono guarita per sempre. So di altre due persone che, a questa età, si sono privati dei farmaci e stanno bene da tanto tempo.
Purtroppo ho bisogno di un trapianto di rene a causa di 16 anni di litio e conosco tanti altri nella stessa situazione. 
Vorrei mettere in guardia chi usa il litio da tanto tempo, consideri questo problema spesso  sottovalutato dai medici i quali dicono che non c'è una correlazione diretta con problemi renali, nonostante queste testimonianze.
Dunque avere i reni distrutti dal litio, si può definire un 'male minore'?
E' noto inoltre che il litio influisce sul funzionamento della tiroide. Tanto che molti sotto terapia di litio sono costretti ad assumere una farmaco apposito chiamato Eutiorox.
Anche avere la tiroide compromessa si può  ancora definire un male minore?
Ho già abbondantemente parato dei neurolettici, quindi non mi dilungherò in dettagli sui loro effetti deleteri a carico del sistema nervoso in primo luogo, del sistema cardiovascolare, del metabolismo. del diabete, del pancreas ecc ecc.
Una vita ridotta ad automi, con la salute che è il bene più prezioso, gravemente compromessa si può dunque definire il male minore?

“E' stato evidente da molti anni che l'esposizione cronica a farmaci antidepressivi SSRI rende spesso le persone  apatiche o meno impegnate nella loro vita, e in definitiva più depresse. Nella mia esperienza clinica, questo è un motivo frequente per cui i familiari incoraggiano i pazienti a cercare aiuto nel ridurre o interrompere i loro farmaci. L' apatia indotta si verifica negli adulti e comprende perdite nelle funzioni cognitive e funzioni del lobo frontale. “

Sento sempre con maggiore frequenza le persone sotto terapia, in particolare antidepressivi che non hanno più stimoli sessuali. La libido risulta gravemente ridotta sia nelle donne che negli uomini. In questi in particolare, sono frequenti casi di impotenza sessuale. La cosa si fa drammatica fino ad assumere un fattore importante nella scelta del mio 'amico virtuale' di togliersi la vita a soli 33 anni di età.
Dunque avere il desiderio sessuale compromesso, specialmente nei giovani è da considerarsi il male minore? Cosa altro gli resta a queste persone? Sfogarsi nel cibo spazzatura? Farsi preti?
La cosa più drammatica è che alcuni effetti rimangono anche dopo anni di sospensione dei farmaci. Segno che qualcosa è stato modificato in modo permanente e irreversibile.
Ecco un estratto molto eloquente dal libro "Anatomia di un epidemia":


Immaginate che un virus appaia improvvisamente nella nostra società, che fa dormire dodici, quattordici ore al giorno. Le persone affette da questo virus si muovono un po 'lentamente e sembrano emotivamente assenti. Molti acquistano quantità enormi di peso:  venti, quaranta, sessanta, e anche cento chili. Spesso i loro livelli di zucchero nel sangue salgono, e così fanno i loro livelli di colesterolo. Un certo numero di quelli colpiti dalla misteriosa malattia, compresi i bambini e gli adolescenti, diventano diabetici in modo molto precoce. Il governo offre centinaia di milioni di dollari per gli scienziati presso le migliori università per decifrare il funzionamento interno di questo virus, quindi riferiscono che il motivo che provoca tale disfunzione globale è che questo virus blocca un gran numero di recettori dei neurotrasmettitori nel cervello: recettori dopaminergici, serotoninergici, muscarinici, adrenergici e istaminergici. Tutte queste vie neuronali nel cervello sono compromesse. Nel frattempo, gli studi di risonanza magnetica trovano che in un periodo di diversi anni, il virus contrae la corteccia cerebrale, e questo ritiro è legato al declino cognitivo. 
Ora una tale malattia ha realmente colpito milioni di bambini e adulti americani. Abbiamo appena descritto gli effetti antipsicotici del farmaco best-seller di Eli Lilly, lo Zyprexa.


Già, tutti questi problemi però, secondo gli esperti sono bazzecole di fronte alla gravità dei sintomi depressivi o psicotici. Perciò meglio obesi, in dialisi, col fegato compromesso, cardiopatici, e chi più ne ha più ne metta , che pazzi!  Non è vero?