Recupero

Guarire dalla malattia mentale si può? Come si può 'guarire' da se stessi?

Ma la malattia mentale esiste? Si può definire malattia un carattere, una diversa attitudine, un'emozione intensa? Purtroppo secondo la psichiatria organicista, la malattia mentale esiste ed è inguaribile, tuttavia curabile necessariamente con i farmaci, anche se non è mai stato dimostrato alcuno squilibrio chimico alla fonte né che gli psicofarmaci curino qualcosa. Numerose esperienze di 'sopravvissuti' e indagini indipendenti dimostrano invece l'esistenza di una 'trappola farmacologica' molto subdola che, lungi dal 'guarire', favorisce il mantenimento o la cronicizzazione della supposta malattia.
Questo spazio vuole dare la possibilità ai cosiddetti malati mentali di conoscere le reali implicazioni dei farmaci , di cui spesso ne abusano, di riflettere sulla propria condizione, di acquisire nuove conoscenze diventando capaci di riprendersi il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Si potrà 'guarire' soltanto quando ci allontaneremo dal nostro punto di vista limitato per abbracciare il problema nella sua globalità, con un approccio di tipo olistico.

Attenzione: È potenzialmente pericoloso dismettere psicofarmaci senza un'attenta pianificazione. È importante essere bene istruiti prima di intraprendere qualsiasi tipo di interruzione di farmaci. Se il vostro psichiatra accetta di aiutarvi a farlo, non date per scontato che sappia come farlo al meglio, anche se dice di avere esperienza. Gli psichiatri non sono generalmente addestrati sulla sospensione e non possono sapere come riconoscere i problemi di astinenza. Numerosi problemi di astinenza sono mal diagnosticati come problemi psichiatrici. Questo è il motivo per cui è bene educare se stessi e trovare un medico che sia disposto ad imparare con voi. In realtà tutti i medici dovrebbero essere sempre disposti a fare questo ai loro pazienti che lo desiderano.

lunedì 25 agosto 2014

Cure alternative per i disturbi mentali

Mi sono accorto che su questo blog ho scritto molto sugli psicofarmaci e la psichiatria ma molto poco su quello che dovrebbe essere più attinente al titolo, ovvero il recupero della salute mentale. 
La mia intenzione nel preparare questo lungo articolo è quella di rispondere alla classica domanda che i miei interlocutori mi fanno appena ho finito di spiegare cosa penso delle cure psichiatriche e quindi degli psicofarmaci. " Ma allora cosa altro proponi di diverso?"  

Come se per forza si dovesse effettuare un qualche tipo di terapia, o un intervento per ristabilire la salute mentale ammesso che sia veramente compromessa. 
Ok sono d'accordo che spesso la sofferenza e/o la confusione è tale per cui sarebbe veramente da stupidi non fare niente, ma tuttavia anche non fare assolutamente nulla può essere una opzione possibile, e  a chi lo desidera dovrebbe essere data questa possibilità. Infatti normalmente chi invoca  le cure psichiatriche sono solitamente i familiari o i congiunti, mentre spesso i diretti interessati/e non ne vogliono proprio sapere, magari perché hanno letto questo blog o altri siti simili di stampo anti-psichiatrico, oppure più semplicemente non si sentono affatto 'malati' e perciò bisognosi di cure. 

E come ho scritto in precedenza, anche il non fare nulla può essere sempre meglio delle cure psichiatriche.
Tuttavia se qualcuno si interessa veramente della salute propria o del proprio congiunto/familiare e magari si mette a fare delle ricerche sul web, è facile che si imbatta in quei siti 'allineati' che a loro volta contengono forum o gruppi di persone felicemente 'psichiatrizzate' a cui hanno fatto un tale lavaggio del cervello che non possono che parlare bene dei miracoli farmacologici delle cure psichiatriche, anche se ne stanno subendo consapevolmente o meno, dei gravi danni fisici e cognitivi, attribuiti comunque, non alle cure psichiatriche ma  alla malattia che avanza. (vedi articolo precedente su Anosognosia). 
Pertanto normalmente chi mi scrive chiedendomi un parere, (ovviamente non contattandomi da questo blog ma tramite altre vie), si pone già preventivamente nell'ordine delle idee di intraprendere una terapia psichiatrica, perché appunto gli è stato calorosamente consigliata dalle innumerevoli vittime felici : " Finalmente ho smesso di soffrire", "Quelle pillole mi hanno salvato la vita" e via discorrendo. Queste persone solitamente sono in quella fase di amore verso il farmaco perché per una serie di situazioni fortuite, effetto placebo, fiducia nel medico, ecc pare che i farmaci abbiano  prodotto il risultato desiderato, il quale potrà durare settimane, mesi o addirittura anche degli anni se si è molto fortunati, prima di precipitare in un inferno anche peggiore della stessa 'malattia' che si vuole curare.  

Difficilmente quindi troveranno in rete delle alternative a meno che non cerchino sui motori di ricerca questi termini specifici. E anche se questo è il caso, si trovano informazioni spesso incomplete o specifiche di un solo settore delle infinite possibilità del mondo delle terapie olistiche. 
Lungi dall'essere completamente esaustivo, con questo scritto vorrei mettere in evidenza gli approcci che a mio parere possono avere una certa validità, o perché provati personalmente oppure per aver letto esperienze di altri che hanno seguito un percorso diverso dalla massa inerme di psichiatrizzati, assoggettati alle cure psichiatriche tradizionali basate sulla somministrazione continuativa e spesso perfino coatta di veleni tossici.

Allora quali sono queste alternative ai farmaci?  Prime di parlarne ecco 4 punti da considerare:

1 - Prepararsi moralmente

Intanto occorre mettersi nell'ordine delle idee che per ottenere qualche risultato serve un certo sforzo di volontà e uno spirito di sacrificio di cui normalmente le persone psichiatrizzate difettano, anche perché tutti siamo stati abituati a pensare che quando sei è malati basta prendere diligentemente le medicine e poi tutto passa.
Non è così semplice, perché qui non siamo davanti a vere malattie e perciò nemmeno a medicine adeguate, anche se ci danno ad intendere il contrario, anche se ci fanno sempre il solito esempio del diabete per farci capire di dover sottostare alle loro cure per tutta la vita, nei secoli dei secoli amen.
Quindi levarsi dalla testa il prima possibile tutto quello che abbiamo letto o ci hanno detto sulla nostra presunta malattia mentale. Fare tabula rasa di tutto ciò, a cominciare dalla eventuale diagnosi che ci hanno affibbiato o che abbiamo in mente. 


2 - Indagare a fondo sulle possibili cause organiche

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare esistono numerose cause organiche - biochimiche in grado di produrre problemi mentali. In effetti se siamo in presenza di uno squilibrio chimico dovuto per esempio ad una cattiva assimilazione delle vitamine contenute nel cibo, oppure ad una intossicazione per esempio da mercurio causata dalle nostre otturazioni dentali, vi è la possibilità che tale squilibrio si ripercuota nel funzionamento del cervello, perché si altererebbe così anche la produzione di sostanze fondamentali per questo organo molto delicato come i neurotrasmettitori.
In un mio precedente articolo ho elencato una trentina di queste possibili cause, ma ve ne sono molte altre. 
Purtroppo qualunque psichiatra non avrà mai la pazienza di indagare a fondo su tutte queste possibili cause organiche, perché hanno un fretta terribile di prescrivere  (sindrome da prescrizione?) subito i veleni chimici a loro ben noti. E' già grassa se dispongono un esame del sangue per cercare tracce eventuali di cannabinoidi o altre sostanze stupefacenti e anche nel caso si scopra una positività ai cannabinoidi si fa comunque una diagnosi psichiatrica perché allora si è 'predisposti' alla malattia e quindi sempre suscettibili di cure a vita mentre basterebbe molto più semplicemente chiudere i battenti ad ogni sostanza psicotropa illecita o meno. 

Quindi nell'ordine quali sono le cose su cui concentrarsi? 

  •  Reazioni anomale a sostanze stupefacenti
  •  Reazioni a farmaci (es. anticoncezionali orali) o psicofarmaci prescritti per insonnia, ansia ecc.
  •  Malassorbimento del cibo (disbiosi intestinale) 
  •  Problemi alla tiroide  
  •  Intossicazione da metalli pesanti (es. amalgame in mercurio), eccesso di rame ecc.
  •  Abuso di cibo spazzatura (dolci industriali,bibite zuccherate, farine raffinate ecc)
  •  Particolare sensibilità a sostanze quali caffeina, tabacco, alcool.
  •  Intolleranza al glutine, celiachia, intolleranza al lattosio
  •  Carenza vitaminica (esempio pellagra subclinica, scorbuto subclinico, pyroluria)
  •  Problemi relativi all'ambiente in cui si vive  (a volte si risolve semplicemente cambiando ambiente abitativo o di lavoro)


TEST DI LABORATORIO.
  •  Tiroide
  •  Kryptopirroles nelle urine (pyroluria)
  •  Test del rame in eccesso
  •  Acidi grassi essenziali nel sangue (Omega3, Omega6)
  •  Analisi minerale del capello
  •  Test metalli pesanti nelle urine
  •  Organic acid testing per trovare:
  •   - Insufficienza di vitamine e minerali
  •   - Insufficienza di aminoacidi
  •   - Danno da ossidazione
  •   - Deficienza vitaminica del complesso B
  •   - Deficienza di acido lipoico e coenzima Q10 
  •  profilo microbico gastrointestinale  per individuare malassorbimento, o mancata sintesi di nutrienti essenziali
  •  test delle intolleranze alimentari (glutine, latte ecc)
  •  test per le allergie
  •  test per ipoglicemia


Test fai da te per l'Ipotiroidismo

Suggerito dal Dr. Broda Barnes ecco un test per l'ipotiroidismo. Prendete un vecchio termometro a mercurio, agitatelo per abbassarlo sotto i 35 gradi e mettetelo sul comodino prima di andare a letto. La mattina al risveglio, senza alzarsi o muoversi, mettere il termometro sotto l'ascella per 10 minuti controllando con l'orologio. Se la temperatura è inferiore a 36,5 gradi probabilmente vi è ipotiroidismo. La temperatura deve essere compresa tra 36,5 e 36,8 gradi. La maggior parte dei medici non consigliano questo test ma i medici alternativi si. 
E' consigliabile tuttavia fare anche un test di laboratorio di conferma qualora vi fossero forti sospetti.


Test fai da te per la candida

Test della saliva
Questo test di autodiagnosi si effettua come segue: al mattino, al risveglio, prima di mettere in bocca qualsiasi cosa, stimolare la secrezione di un po’ di saliva e sputarla in un bicchiere di acqua pulita. Tenere sotto controllo il bicchiere per un periodo di tempo di massimo 30 minuti. Se da essa si sono formati dei filamenti che vanno verso il basso o se l’acqua è diventata torbida o ancora se la saliva è andata a fondo, avete sicuramente un problema che concerne la candida. Una saliva sana semplicemente galleggia in superficie.


Autotest delle urine
Un auto- test casalingo abbastanza affidabile, almeno come primo indizio sul cammino dell’auto-accertamento, è il seguente: riempire un bicchiere della propria urina e coprirlo con un coperchietto. Lasciare riposare per ventiquattro ore. Se dopo tale periodo di tempo ci sono delle briciole giallastre nell’urina sarà meglio fare dei test più approfonditi perché le possibilità che ci sia un’infestazione sono elevate.




3 - Indagare su possibili fattori psicologici

Questo è solitamente un compito da psicologi ma qualcosa è possibile anche trovare da soli se si ha la voglia di studiare un po in giro e guardarsi dentro. Anche se passata di moda la teoria dei traumi irrisolti riscuote ancora un po di credito presso alcuni psicologi. 
Comunque esistono tecniche apposite per combattere gli effetti dei traumi vedi ad esempio EFT, adesso è abbastanza in auge una forma di meditazione derivata dal Buddismo chiamata Mindfulness che pare riscuota un certo successo, va citato anche l'EMDR, una tecnica di rieducazione dei movimenti oculari involontari.   
Insomma per trattare tutto ciò che riguarda il lato psicologico e spirituale si apre un mondo di possibilità che normalmente fanno bene per un sacco di problemi non solo del tipo psichiatrico. 

Per approfondire:






4 - Emergenza spirituale

E se fossimo in presenza di una emergenza spirituale?
Che significa? 
Questa è una opzione che nessuno psichiatra mai considererà davanti ad un caso di sospetta psicosi, ovvero comportamenti o pensieri bizzarri, del tipo credere di avere delle facoltà speciali come ad esempio parlare con i morti, leggere nel pensiero,  parlare con Dio, credere di avere il potere di guarire gli altri ecc. 
Normalmente la persona che per la prima volta riceve questi 'doni' o diventa consapevole di avere certe facoltà difficilmente riuscirà ad inquadrarle nella prospettiva 'spiritica' e spesso in preda all'esaltazione oppure se va male al terrore e alla paura finisce nelle maglie della psichiatria senza avere la minima possibilità di affrontare la questione in modo diverso. Purtroppo così finiscono miseramente un grande numero di aspiranti medium o sciamani, a meno che non vengono presi in carico e addestrati da veri esperti spirituali. 

Approfondimenti







LE TERAPIE ALTERNATIVE / INTEGRATIVE

Lungi da essere esaustivo ecco un elenco delle terapie alternative delle quali sono venuto a conoscenza direttamente da chi le ha sperimentate o indirettamente tramite gli scritti delle loro esperienze. 
Le metto in ordine di importanza (secondo me) ma è ovvio che non corrisponde necessariamente alla realtà. 
Le varie possibilità non devono spaventare, naturalmente non vanno praticate tutte insieme ma uno dovrebbe scegliere tra le cose a lui/lei più congeniale e con cui ha maggiore predisposizione, familiarità o semplicemente simpatia. 


- Medicina ortomolecolare
Termine introdotto dal doppio premio nobel Linus Pauling.  
"Il programma ortomolecolare richiede la piena partecipazione del paziente nel cambiare il suo stile di vita e l'abbandono di abitudini alimentari sbagliate. Questi principi di nutrizione sana sono inerenti al programma, incluso una dieta che fornisca alti valori nutritivi ad ogni individuo, evitando comunque l'assunzione di cibi allergenici. In molti casi, sono necessari alti dosaggi di fattori essenziali, ed infine i pazienti vengono mantenuti in un normale stato con l'aiuto della sola terapia nutrizionale".
"Legge Pfeiffer: Qualunque cosa un farmaco può fare, può essere trovata una sostanza nutritiva che fa di meglio - e senza effetti collaterali. Ho lavorato per molti anni con il dottor Carl Pfeiffer, fondatore di Brain Bio Center di Princeton. Abbiamo trattato persone con la schizofrenia, il disturbo bipolare . ecc con megavitamine e psichiatria ortomolecolare. Abbiamo testato e prescritto individualmente le sostanze nutritive  necessarie per il corretto funzionamento del loro cervello, senza farmaci - che non curano nulla, tranne sopprimere i sintomi e trasformare un problema acuto in una malattia cronica."
http://www.orthomed.org




- Omeopatia 
 " La cura omeopatica agisce stimolando le naturali reazioni di difesa dell’organismo, portandolo ad un miglioramento o alla guarigione, tramite la correzione dello squilibrio profondo che aveva portato alla comparsa dei sintomi fisici e mentali."



- Medicina tradizionale cinese 
"Secondo la medicina tradizionale cinese (MTC) ogni circuito energetico  simbolicamente legato ad un organo sostiene determinate attività mentali e sentimenti.
Così i circuiti energetici producono emozioni, e a loro volta le emozioni possono danneggiare i circuiti stessi.
La collera danneggia il fegato; la gioia eccessiva il cuore; la tristezza il polmone; la paura il rene.
Il medico che conosce la MTC ha una vasta griglia concettuale che orienta la sua azione terapeutica volta al riequilibrio del corpo e della mente."
Tratto dal libro: Mente inquieta. Stress, ansia e depressione

- Medicina ayurvedica
 " E' la medicina tradizionale utilizzata in India fin dall'antichità, diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale.
  L'ayurveda si occupa da tutti i punti di vista del benessere delle persone, nel loro aspetto fisico, psichico e spirituale e si occupa delle patologie tanto quanto dello stato di salute normale. Lo scopo è quello di aiutare le persone malate a curarsi, e le persone sane a mantenere il proprio benessere e prevenire le malattie. I principi medicinali utilizzati sono, in genere, minerali, metalli purificati e combinati con acidi fulvici ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi ecc."




TRATTAMENTI ALTERNATIVI

- Metodo alla salute (Dr. Loiacono)

Il "Metodo Alla Salute"  è un percorso di carattere terapeutico che rinuncia definitivamente all’utilizzo degli psicofarmaci, portando avanti attività di gruppo con l’inserimento attivo e funzionale dei familiari. Sviluppato dalle esperienze professionali sul campo del disagio psichico dello psichiatra Mariano Loiacono.

"Da medico-psichiatra-psicoterapeuta mi son voluto "de-vertere" dall'approccio psichiatrico dominante (diagnosi, ricoveri TSO, psicofarmacoterapia, ricoveri per cronici in comunità psichiatriche) perché, per me, è un approccio inadeguato, è causa di inopportuni trattamenti, è fonte di pesanti conseguenze esistenziali per le persone, è causa di cronicizzazione e di menomanti effetti collaterali."





- Piano di vita (Dr. Eduardo Grecco)

Al paziente bipolare non si dovrebbe proporre un trattamento, ma un nuovo progetto di vita, vale a dire una motivazione a fare un cambiamento sostanziale e progressivo della sua esistenza.
[..]
Il paziente bipolare ha bisogno di regole, non rigide, ma ben strutturate; ha bisogno di un tessuto per sostenersi, ma non affogare; ha necessità di sviluppare spazi sistematici e definiti di attività quotidiane senza sentirsi imprigionato.
[..]
Il cambiamento di vita può cambiare le credenze errate e il cambiamento delle convinzioni può a sua volta cambiare la vita. 

Maggiori informazioni su:




 - Il ruolo degli amminoacidi nel Disturbo Bipolare e nella Salute Mentale

Di Margot Kidder


(L'attrice Margot Kidder, ben nota per la sua lunga carriera sullo schermo, tra cui la sua interpretazione di Lois Lane in Superman, è stata un potente portavoce per trattamenti di salute mentale alternativi dopo un personale recupero da sbalzi d'umore che sono comunemente indicati come disturbo bipolare. Ms . Kidder ha inviato ad AlternativeMentalHealth.com le seguenti informazioni, sulla base della sua esperienza di successo con la terapia nutrizionale.)


GABA, o acido gamma-amminobutirrico , è scarso in entrambi gli stati di mania e depressione, come la serotonina. L-triptofano è il precursore principale della serotonina, quindi se si prende triptofano, insieme a B6, B12, C, calcio, magnesio, zinco e il necessario per metabolizzarlo prima in 5HTP e poi in serotonina, non è necessario prendere farmaci potenzialmente dannosi chiamati inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI).  

Alcune persone, a causa di un difetto genetico oppure danni ai neurorecettori o problemi di circolazione, oppure a causa di intolleranze alimentari (grano e latticini in particolare) hanno ridotto la capacità del  loro intestino di assorbire le sostanze nutrienti dal cibo e quindi non sono in grado di accedere o assorbire  correttamente il Triptofano. Quindi la quantità necessaria da ingerire può variare notevolmente da persona a persona. Questo è vero per tutti gli aminoacidi. Il Triptofano non deve essere assunto in concomitanza con un SSRI. 

Il GABA è disponibile nella maggior parte dei negozi di alimenti naturali ed è un amminoacido che è di per sé un neurotrasmettitore, inibitore specifico di dopamina e noradrenalina. Si metabolizza più facilmente se viene assunto con inositolo e niacinimide (B3).
E' anche un antidepressivo di provata efficacia. 
Molti degli anticonvulsivanti ora regolarmente dati ai maniaco-depressivi cercano di mimare il GABA. Ovviamente non possono essere la stessa cosa perché non è possibile brevettare una sostanza presente in natura, e di conseguenza, i loro effetti collaterali per molte persone sono spaventosi. 

L-Taurina aiuta a stabilizzare l'eccitabilità delle membrane nel sistema nervoso. È sia un neuroinibitore che un neurotrasmettitore. Sopprime le uscite per incentivare neurotrasmettitori come la dopamina e noradrenalina. È un amminoacido non essenziale nel senso di essere prodotto dal corpo, ma molti corpi non possono produrre abbastanza sostanze per soddisfare le proprie esigenze. 
La sua funzione fondamentale è quella di aiutare gli ioni di sodio, potassio, calcio e magnesio  dentro e fuori delle cellule e quindi di stabilizzare elettricamente le membrane cellulari. E tutti sappiamo quanto sono importanti il calcio il sodio, il potassio e il magnesio per i maniaco-depressivi! 
Ha una grande utilità nel controllo delle crisi e visto che molti dei farmaci somministrati per la mania sono farmaci anti-psicotici, è ovvio che la taurina è l'opzione più sana in quanto è un orto-molecola (naturale), non una sostanza sintetica fatta in laboratorio che il corpo riconosce come tossica con conseguenti effetti collaterali. 

Secondo un paio di articoli che ho letto sul New England Journal of Medicine, in molti maniaco-depressivi è stata trovata scarsità di Tirosina. L-tirosina è un precursore sia della dopamina e noradrenalina e trasmette impulsi nervosi al cervello. E 'quindi un forte anti-depressivo e un eccitante quindi  non deve essere assunto da qualcuno che sta sperimentando qualcosa di simile all'ipomania o alla mania, o da persone che hanno "cicli rapidi." 
Viene sintetizzato dalla fenilalanina, che è un amminoacido essenziale, cioè il corpo non lo produce e deve essere ingerito in qualche modo. (La selvaggina ha da 3 a cinque volte di più di questo aminoacido rispetto ad un manzo) Ha bisogno di B6, C, ferro, magnesio, rame, manganese e zinco per essere metabolizzato in noradrenalina e dopamina.

Dovrebbe essere preso al mattino per assicurarsi che non interferisca con il sonno, proprio come il GABA. La taurina, e il triptofano dovrebbero essere presi la sera per favorire il sonno. L'equilibrio di amminoacidi nel corpo / mente è una componente essenziale della salute mentale ed è imperativo che la gente capisca questo. Importante: Prendere abbastanza Sole! Le persone dovrebbero anche cercare di prendere almeno un'ora di  sole ogni giorno, al fine di contribuire a stabilizzare i loro ritmi circadiani. 



Mio commento: 
Anche se apprezzo il fatto che queste sostanze non danno i grossi problemi che sono attribuibili ai farmaci, credo che così facendo, ancora non si intacchi l'origine del problema. Nel senso che come con i farmaci si è costretti ad assumere costantemente queste sostanze per tenere a bada i sintomi, che si ripresenterebbero qualora il trattamento venisse interrotto. 
Nonostante questo, se l'efficacia fosse scientificamente provata, sarebbe assai meglio dei veleni che veniamo costretti ad assumere oggi.





Altre terapie / interventi di tipo psicologico

- Dialogo aperto 
  forma di terapia di gruppo che coinvolge tutti gli elementi (familiari educatori , pazienti) orientata alla minimizzazione di farmaci ed al recupero. Adottata  per ora con notevole successo in Finlandia. 
Particolarmente indicata per il trattamento delle fasi acute che solitamente richiedono ospedalizzazione e terapia chimica forzata.




- Psicoterapie (CBT, psicoeducazione, psicoterapia familiare)

- Terapia di gruppo 

- Supporto tra pari 
  Si viene seguiti da una persona (pari) che conosce il problema perché lo ha già affrontato e risolto.

- Ipnoterapia

Terapie specifiche per alcune condizioni

- Idroterapia
- Light therapy (detta della luce per la depressione)
- Dartkness therapy (detta del buio per contrastare la mania)

Esercizio e discipline fisiche
  - yoga
  - Tai chi
  - Danza e sport

- Esercizi di respirazione 

Controllare la respirazione, imparare a respirare correttamente potrebbe essere di grande giovamento per gli stati ansiosi, per la depressione e per un'infinità di patologie cliniche, prima fra tutte l'asma bronchiale. Il Dott. Buteyko, famoso medico russo ha studiato la respirazione per tutta la vita. Ha elaborato dei semplici esercizi respiratori e guarito grazie ad essi una moltitudine di asmatici. 
Il Dr. Buteyko ha osservato che le persone malate, non solo di asma, respirano troppo, ovvero che il pericolo maggiore è rappresentato dall'iperventilazione. Egli ha escogitato un test molto semplice per fare un check della propria condizione di salute generale che ha chiamato: 

Test della pausa controllo

Secondo il dr. Buteyko, quando si respira in modo sano si introducono nei polmoni non più di 4-6 litri di aria al minuto. E' facile introdurne di più senza rendersene conto e chi ne introduce di più respira troppo e quindi cade nei pericoli dell'iperventilazione, magari leggera ma preoccupante se diviene permanente.
Per accertare da soli quale sia il volume d'aria che si introduce nei polmoni non servono complicate apparecchiature, serve solo un orologio con la lancetta dei secondi, e si procede in questo modo:

1. Sedetevi comodi su una sedia con lo schienale dritto.
2. Rilassatevi ed espirate normalmente.
3. Ripetete una normale inspirazione, esalate normalmente e dopo l'esalazione chiudete il naso con le dita e tenetelo chiuso.
4. Tenendo anche la bocca chiusa, contate quanti secondi potete aspettare senza molto disagio prima di dover inalare di nuovo.
Non sforzatevi troppo. L'esattezza del test dipende dal fatto che vi fermiate prima di raggiungere la soglia di un vero disagio.
Il numero di secondi che trascorre prima che sentiate la netta esigenza di dover inalare è la cosiddetta "pausa-controllo"; (abbreviata in "PC").

E' molto importante misurare correttamente la pausa-controllo. A questo proposito va' precisato che con il termine "senza molto disagio" si intende appunto questo. Nel momento in cui si inizia ad avvertire distintamente la sensazione di disagio, la netta sensazione di mancanza d'aria, si misura il tempo trascorso da quando, dopo aver esalato, ci si è tappato il naso; non bisogna quindi esagerare ed aspettare un disagio forte (si avrebbe un valore eccessivo ed illusorio della PC), ma non bisogna nemmeno interrompere la pausa non appena si avverte la prima voglia di inalare di nuovo (si avrebbe un valore della PC troppo breve); bisogna aspettare la sensazione distinta di mancanza d'aria e di un netto disagio, e solo allora misurare il tempo raggiunto.

E' importante anche tenere presente che non bisogna mai trattenere il respiro a polmoni pieni; bisogna prima espirare normalmente e poi trattenere il respiro per misurare la pausa-controllo.
Una pausa-controllo di 50-60 secondi o più indica che siete in eccellente salute. 
Se invece non superate i 25 secondi, ciò significa che nella vostra salute c'è qualcosa da migliorare, anche se non si è ancora manifestata alcuna malattia. E’ bene adottare urgentemente delle misure preventive, sotto forma di un miglioramento della respirazione, con gli esercizi  Buteyko. 
Se la pausa-controllo non supera i 10 secondi avete un serio problema di iperventilazione; probabilmente soffrite già di asma o di qualche malattia che si è già manifestata. 

L'importanza di tenere regolarmente sotto controllo la vostra salute con la pausa-controllo non può essere sottovalutata. La sua durata rispecchia esattamente il vostro attuale stato di salute. 
Se, a seguito degli esercizi Buteyko, raggiungete dei valori di 50-60, tutti i vostri sistemi quello immunitario, metabolico, digestivo, cardiovascolare- funzioneranno in modo ottimale, avrete più energia , meno bisogno di sonno, raggiungerete il vostro peso ideale e sembrerete ringiovaniti di dieci anni..
Se la vostra PC si aggira sui 20 dovreste iniziare subito gli esercizi Buteyko, per sventare il pericolo di essere colpiti, in un futuro più o meno prossimo, da qualche serio disturbo. Non è il caso tuttavia di farsi prendere dal panico. Il problema in genere si localizza nel   punto più debole di ognuno; tutti abbiamo dei punti tradizionalmente deboli e questi punti deboli risentono più degli altri dei fattori negativi, come gli eccessi di alimentazione , di respirazione, stress o altri.
Se la vostra PC non supera i 10-15 secondi è probabile che si sia già manifestata qualche malattia, anche se forse non ve ne siete ancora accorti. Malattie come il diabete, la tubercolosi, il rialzo della pressione, possono essere presenti già da tempo senza che l'interessato se ne sia accorto. Secondo il dr. Buteyko non esistono praticamente eccezioni nel collegamento tra la durata della PC e le condizioni di salute di una persona Questa affermazione, che può sembrare azzardata, è basata sui controlli effettuate dal dr. Buteyko in Russia su centinaia di migliaia di persone.

Per maggiori informazioni sul metodo Buteyko :



- Gestione dello stress e sonno
Le persone con problemi mentali sono fino a 5 volte più propensi ad avere anche problemi di sonno. Quindi è importante trovare delle soluzioni efficaci. La mancanza di sonno sembra che sia anche  la causa principale delle psicosi. 
Ho scritto in precedenza che l'esposizione regolare alla luce solare è un buon fattore che favorisce il sonno. 
Altri fattori sono un costante esercizio fisico, non necessariamente impegnativo, per esempio una lunga passeggiata e naturalmente del cibo sano. 
Tra le cose da evitare, naturalmente sostanze  eccitanti come il caffè prese prima di andare a letto, da evitare anche guardare la televisione  o stare al computer fino all'ora del sonno.   
Tra le sostanze utili da integrare per favorire il sonno posso citare la vitamina C , il Cloruro di Magnesio che ho sperimentato personalmente e la Melatonina. 
Tranquillanti naturali in forma di tisane o decotti anche posso essere utili: Valeriana, camomilla e altre erbe come la Cicoria selvatica. 



Sostanze interessanti 

NB: Anche se alcune sostanze sembrano piuttosto semplici e di facile reperibilità, è sconsigliabile il fai da te. Conviene trovare l'appoggio di un medico che  approvi la vostra scelta e vi possa seguire.
A maggior ragione quando si è in fase di dismissione da psicofarmaci e si vuole passare ad altro.


Le prime 3 sostanze sono state sperimentate da me personalmente.


- Vitamina C (acido ascorbico) 
E' incredibile in quante funzioni vitali viene coinvolta la vitamina C. Potente antiossidante, rinforza il s
istema immunitario e previene un'infinità di malattie. Secondo alcuni famosi scienziati che l'hanno studiata (Stone, Linus Pauling ecc), noi umani, insieme ai primati e a un tipo di roditori  abbiamo una deficienza genetica rispetto al resto degli animali che se la autoproducono in quantità di circa 100 volte quella che noi assimiliamo tramite il cibo. 

Per approfondire:




- Niacina (vitamina B3)
 Usata dal compianto famoso psichiatra ortomolecolare Abram Hoffer insieme alla vitamina C per curare la schizofrenia, da lui considerata essenzialmente un problema di tipo organico di deficienza o malassorbimento di questa vitamina la cui carenza provoca la Pellagra, una malattia che presenta la demenza tra i suoi sintomi. 

Vedi anche:



- Cloruro di Magnesio

Il cloruro produce l'equilibrio minerale che anima gli organi nell'espletamento delle loro funzioni. Il cloruro di magnesio elimina l'acido urico dai reni. Il cloruro decalcifica fino alle più sottili membrane nelle articolazioni e nelle sclerosi calcificate. Evita gli infarti purificando il sangue, ringiovanisce il cervello, restituisce o mantiene la gioventù fino alla vecchiaia. Dopo i 40 anni l'organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò, deve essere preso secondo l'età. 

NB: Il cloruro di magnesio è controindicato in pazienti con insufficienza renale ed in pazienti con prolasso mitralico e/o tricuspidale

Vedi anche:





- Probiotici 
Aiutano in modo significativo ad abbassare lo stress e migliorare l'umore.

- Iperico (erba di san Giovanni)
  E' il più conosciuto antidepressivo naturale 

- Inositolo
Da qualche anno si sperimentano e si studiano le proprietà benefiche dell'inositolo riguardo alla cura dell'amenorrea e dell'infertilità femminile. 
Pare che sia un potente ansiolitico di efficacia al pari degli psicofarmaci ma senza avere effetti indesiderati.

Abbassano il livello di inositolo il diabete, un forte stress, una dieta ad alto contenuto proteico o una dieta a basso contenuto calorico, antibiotici, eczema, costipazione, anomalie degli occhi, colesterolo alto, alcuni medicinali.
L'assunzione di antibiotici a lungo termine può aumentare il bisogno di inositolo, come pure se si consuma un sacco di caffè. Il caffè uccide questo nutriente.


Menzione a parte meritano 2 stabilizzatori dell'umore alternativi a farmaci come litio carbonato oppure antiepilettici come l'acido Valproico, lamotrigina e carbamazepina. 

Acidi grassi Omega 3/6
Si tratta dell'olio di origine animale o vegetale Omega3 il quale viene studiato per il trattamento della depressione e il disturbo bipolare. Personalmente ho provato l'olio di semi di canapa, che rispetto a quello di pesce ha il vantaggio di essere libero da sostanze pericolose come il piombo e sembra che abbia il perfetto equilibrio di acidi grassi omega3 /6. 

Litio orotato
Altra sostanza interessante, non ha la tossicità del litio carbonato e la sua biodisponibilità superiore consente un dosaggio assai ridotto rispetto al litio carbonato (es. 150 mg contro 1500 del carbonato) per ottenere lo stesso effetto terapeutico. Inoltre non c'è bisogno del periodico controllo ematico. C'è solo un piccolo particolare: non è facile trovarlo qui in italia. Dovrebbe essere venduto come integratore. 




Ultimo punto ma non di inferiore importanza che merita un'esposizione approfondita riguarda le condizioni del nostro intestino. 



Da una news fresca fresca:
"I batteri nell'intestino influenzano voglie alimentari, malattie e stati d'animo, secondo una revisione delle attuali evidenze scientifiche pubblicate in BioEssays . In un comunicato stampa, i ricercatori di UC San Francisco, Arizona State University e University of New Mexico hanno dichiarato che "i microbi influenzano il comportamento alimentare umano e le scelte alimentari per favorire il consumo dei nutrienti particolari con cui crescono meglio" I ricercatori si sono concentrati principalmente su prove che batteri intestinali possono influenzare le scelte alimentari e malattie fisiche, ma hanno anche citato studi che dimostrano impatti su stati d'animo come irritabilità e ansia."

Cos'è la disbiosi intestinale

Nel nostro intestino, in condizioni naturali, è presente sin dalla nascita una popolazione di batteri benefici che producono vitamine ed altre sostanze nutritive, che ci difendono dai batteri, dai funghi e dai lieviti patogeni, e che ci aiutano a digerire il cibo. In loro assenza non riusciamo a digerire correttamente il glutine, la caseina, il lattosio e non riusciamo ad assorbire molte delle sostanze nutritive presenti nel cibo.
Tale flora benefica può venire danneggiata da cattive abitudini alimentari, cure di antibiotici, cure ormonali, cure chemioterapiche, uso della pillola anticoncezionale, utilizzo di farmaci antidolorifici ed anti-infiammatori, dai vaccini, e anche da una condizione di stress psicologico prolungato.

La disbiosi intestinale, causa carenze di magnesio e vitamine del gruppo B (nonché di altri nutrienti essenziali) indispensabili al buon funzionamento del sistema nervoso,  causa la presenza nel sangue di un notevole carico di tossine generate dai microbi patogeni. A tal riguardo la dottoressa Campbell-McBride ha ben spiegato nel suo libro La sindrome psico-intestinale come dai problemi intestinali si originino i cosiddetti problemi mentali.

Dieta GAPS, dieta Paleo

Sono diete studiate appositamente per ridurre i problemi della disbiosi. Cercare i termini citati per approfondire.

Lista delle malattie che secondo la dottoressa Campbell possono essere trattate col suo metodo GAPS: Dipendenza (da alcool, droghe o altre sostanze), disturbo dell'attenzione/iperattività, alcoolismo, allergie, anemia, anoressia ansietà artrite asma, problemi autoimmuni (inclusa quindi sclerosi multipla), infezioni da candida e da altri lieviti, colite, costipazione, morbo di Crohn, cistite, problemi dentali, depressione, disordini digestivi, dislessia, infezioni auricolari, eczema, epilessia, intolleranze alimentari, FPIES (sindrome da enterocolite indotta dalle proteine del cibo), riflusso gastro-esofageo, allergie da inalanti (oculo-riniti, asma e faringiti allergiche), perdita di capelli, mal di testa, iperattività, problemi di cuore, sindrome dell'intestino irritabile, infertilità, malattia di Kawasaki, Lupus, problemi mestruali, cefalea, narcolessia, disturbo ossessivo compulsivo, PANDAS (disordine autoimmune pediatrico associato con infezione da streptococchi), attacchi di panico, PDD-NOS (disordine dello sviluppo pervasivo non altrimenti specificato), PMS (sindrome pre-mestruale), psoriasi, riflusso, rosacea, schizofrenia, sinusite, apnea durante il sonno, insonnia, attacchi di collera, problemi alla tiroide, tic, colite ulcerosa, problemi urinari, vomito.

Parassitosi intestinale

Nel nostro corpo convivono numerosi parassiti più o meno dannosi. Non c'è modo di evitarli, sono ovunque in Natura, non esiste nessun essere umano su questo pianeta che non ne abbia.Alcuni parassiti sono lunghi più di un metro,(es. la Tenia) altri sono microscopici. Ma ancora non sappiamo abbastanza su di loro e perché compaiano. Si nutrono dei rifiuti del nostro metabolismo e del cibo rimasto nel nostro apparato digerente. Ingoiano anche le tossine (sostanze chimiche, radioattive, tessuti alterati da inquinamento elettromagnetico e altri prodotti artificiali). Più tossica una persona è, più parassiti avrà. Se i vermi e parassiti sono troppo numerosi causeranno dei problemi. Questo è il motivo per cui così tante persone notano un miglioramento dei loro sintomi quando cercano di rimuovere dei parassiti.

Rimedi per la parassitosi

- L'agio, un potente antiparassitario
Secondo Kerri Rivera, "l’aglio, mangiato regolarmente, trasforma lo stomaco e l’intestino in un ambiente letale per i parassiti, fornendo costante protezione Il trattamento più semplice consiste nel mangiare tre spicchi di aglio ogni mattina o di prendere un cucchiaino da tè di olio di aglio. In alternativa mescolate aglio sminuzzato in un poco di acqua fresca e bevete immediatamente la mistura."
NB: fare attenzione ad eventuale intolleranza all'aglio e se avete otturazioni dentali al mercurio in bocca. In ogni caso è consigliabile rivolgersi al proprio medico. 



Contro i parassiti secondo le esperienze di molti genitori che stanno aiutando i propri figli a guarire dall'autismo (e non solo) è molto utile il biossido di cloro (MMS), specie se associato al protocollo antiparassitario Kalcker; secondo il dottor Ruffini anche l'ipoclorito di sodio ha azione antiparassitaria.



Concludo questa carrellata con un doveroso avvertimento, che lungi da scoraggiare dall'intraprendere queste terapie alternative dovrebbe indurre alla cautela, specialmente se siete già sotto terapia farmacologica. 
E' altamente sconsigliabile smettere di colpo gli psicofarmaci, di qualunque tipo essi siano. 
Consiglio vivamente di trovare un medico qualificato che appoggi le vostre scelte o, in mancanza di questo documentarsi a fondo, leggere esperienze di altri, seguire forum appositi. In definitiva , cercare di diventare il maggiore esperto di sé stessi.

domenica 27 luglio 2014

Suicidio Divino

Ecco una storia emblematica che rafforza quello che ho scritto tempo fa sul suicidio, cioè che spesso questo desiderio in realtà nasconde la voglia di nuova vita, di uccidere il 'vecchio sé' per ricominciare da capo. 
Chiaramente non tutti i comportamenti suicidari sono da considerarsi in questo senso, tuttavia io credo che gran parte di quelli che meditano il gesto estremo per lungo tempo appartengono a questa categoria.
Queste persone generalmente vengono aiutate? 
Hanno la fortuna di imbattersi in qualcuno che realmente riesce a capirli? 
Le statistiche ci dicono che almeno il 25% dei suicidi avviene entro il primo giorno di dimissione da un ricovero in reparto psichiatrico. Questo dimostra che il trattamento standard per le persone 'suicide' (ricovero e imbottimento chimico) in realtà non fa che rimandare il compimento del gesto estremo. 



SUICIDIO DIVINO: Rivalutazione della depressione come una chiamata verso il risveglio

di Jeff Foster, luglio 2012


"Portami a Cypress Hill. E sentiremo i morti parlare. Loro parlano lì. Chiacchierano come uccelli a Cypress Hill, ma tutti dicono una parola e quella parola è "vivere", dicono "vivere, vivere, vivere, vivere! '" E' tutto quello che hanno imparato, è l'unico consiglio che possono dare. Basta vivere. Semplice! Una semplice istruzione ... "

- da 'Orpheus Descending' , Tennessee Williams



Ho parlato di recente con una donna che stava progettando il proprio suicidio. Aveva trascorso le ultime settimane a sistemare le sue finanze, pagare i suoi debiti, e cercare di trovare dei genitori adottivi per la sua giovane figlia, che dopo il suo gesto sarebbe rimasta senza madre. Così tante persone hanno cercato di intervenire, ma il suo proposito era fermo nella sua mente. Stava sicuramente per andare a morire. L'aveva minacciato per anni, ma alla fine si stava avverando.

I suoi amici e la famiglia stavano cominciando a farsi prendere dal panico. Ho accettato di parlare con lei.

"Ecco. Ho finito qui. Il mio tempo sulla terra è finito ", mi disse, di punto in bianco, all'inizio della nostra sessione faccia a faccia. Tutto era diventato un peso per lei - il suo lavoro, le sue cosiddette amiche, le sue relazioni fallite, la sua mente brillante ma iperattiva, anche la sua amata figlia. E 'stato tutto davvero troppo. Era sopraffatta dal dolore, completamente svuotata, stanca e sfinita dal tentativo di aiutare sempre tutti, e non ottenere nulla in cambio. Era colei che ha sempre dato tutto a tutti, ma chi ha mai dato niente a lei? Dove era la gratitudine? Dove era l'amore? Anche la sua giovane figlia era semplicemente "prendere-take-prendere" - le sue richieste erano incessanti. L'unico modo per uscire da questo inferno era la morte. Il suicidio era la soluzione logica al problema della vita. La sua polizza di assicurazione sulla vita sarebbe stata generosa con la sua famiglia in lutto.

La lascio parlare e parlare. Aveva molto da dire, e io dicevo molto poco. Mi sono semplicemente messa dalla sua parte, cercavo di vedere e sentire le cose come le vedeva e le sentiva lei, e ciò mi ha permesso di sperimentare ciò che stava vivendo, consentire che la sua esperienza diventasse anche la mia, così intimamente. E' stato facile, dal momento che conoscevo bene quello stato di esaurimento totale, dove "Ho cercato così duramente di salvare gli altri e non ho ricevuto nulla in cambio", con la disperazione di morire (o almeno alla fine l'onere di vivere), e anche il senso di colpa e la terribile tristezza che nasce dall'immaginare i propri cari  che cercano di andare avanti senza di me.

Le sono stata vicino. Non ho provato a giocare al 'maestro spirituale', 'esperto di prevenzione del suicidio' o anche al 'terapeuta'. Io certamente non ho insegnato a lei la non-dualità, l'assenza del sé, la perfezione ideale di perfetta consapevolezza, o la 'non esistenza dell'Io'. Non abbiamo avuto discussioni intellettuali sull'Assoluto e il relativo, l'illusione del libero arbitrio o gli angoli più riposti dell'Unità. Non ho provato a 'fissare', a riparare, o anche 'salvare' lei. Ho semplicemente ascoltato. Volevo imparare da lei, non insegnarle o nutrire nuove convinzioni. Com'è stato, esattamente dove si trovava, in quel momento?

Mi sono unita al concetto 'le nostre vite sono estenuanti e vogliamo essere liberi da tutto'. Noi eravamo quelli esausti, quelli amati, quelli che nessuno apprezza, quelli brutti, quelli in sovrappeso, quelli sull'orlo del collasso, quelli che volevano morire. Quelli che nessuno capiva. Mi chiedo se qualcuno l'avesse mai veramente incontrata lì prima? Mi chiedevo se qualcuno le avesse parlato nel corso degli anni del suo desiderio di morire - terapeuti, amici, famiglia - avevano appena cercato di salvarla, per ripararla, per convincerla a rimanere in vita e vivere nella vecchia maniera, piuttosto che venirle incontro nel suo dolore e disperazione e convalidare la sua esperienza del momento attuale. Qualcuno l'aveva mai veramente incontrata? E se fossero stati cacciati via dalla sua autocommiserazione e rabbia, o forse proprio dal disagio e i desideri frustrati per aiutare?

Abbiamo parlato per circa tre ore. Più parlavamo, più semplicemente mi trovavo nei suoi panni: ascoltare e vedere le cose dal suo punto di vista, stare con lei senza cercare di correggerla o considerarla sbagliata o corretta, più si rilassava e più si apriva sui suoi veri desideri e sogni nascosti. 
Quello che è diventato chiaro era questo: Segretamente, non voleva morire. Sapeva, in fondo, che chi ha veramente da dire - la coscienza stessa - non può morire. Sapeva che solo il falso sé può morire. Solo l'immagine di sé stessa può morire. Solo i sogni possono morire.

Quello che veramente desiderava non era la morte fisica, nè la morte del corpo, nè la fine del respiro, o la cessazione del battito cardiaco, ma la morte del falso sé, la morte della pretesa, la morte della falsità e della inautenticità. Il suo limitato 'sé' che stava fingendo di essere - la regina del settore immobiliare, la donatrice altruista, colei 'in sintonia' con gli altri, la brillante,  "mente a 16 brani" come diceva lei - era assolutamente falso. La sua vita come stava vivendo la stava soffocando, e fino a questo punto, aveva visto solo la morte, case-famiglia, polizze vita, e fuga psicologica, come  soluzioni.

Divenne presto chiaro che questa donna, anche se 'moriva' dal di fuori, aveva una ricca vita interiore, creativa, alla quale semplicemente non era mai stato dato espressione. Al suo interno, era così viva, così aperta alla vita, così sensibile a tutto quello che stava intorno a lei, così "grandangolare", come diceva lei, così "collegata a tutto e tutti". Era una forza della natura, uno spirito libero e selvaggio che si era totalmente auto limitata nel corso degli anni, fino a costringersi ad 'adattarsi' a qualche idea di seconda mano di ciò che è normale,  corretto, suo, oppure vero. Aveva vissuto "la vita sbagliata", per così dire, una vita morta e fonoassorbente, una vita di soldi, numeri e prevedibilità, e fu schiacciante questa esplorazione interiore, questo avventura, il poeta, il visionario, il veggente, questo ricercatore spirituale, il grande cuore pellegrino che lei era.

Il sé limitato desiderava  morire, e il "Grande Sé", come diceva lei, desiderava liberarsi. E anche se questa non è la mia lingua (io raramente parlo di grande Sé o essere allineati con l'universo), sapevo che con il suo incontro, dovevo entrare nel suo mondo, nel suo linguaggio, e rimanere lì, e non indietreggiare  un momento.

Quanto più si sentiva ascoltata e compresa, senza alcun giudizio, più si rilassava, e più lei cominciava a parlare apertamente del suo desiderio segreto di viaggiare, di esplorare, di cavalcare verso l'ignoto senza una mappa. Ha parlato con crescente passione di quelle volte in passato, quando si era sentita libera, viva e leggera. C'era il desiderio di tornare a quella semplicità. C'è stato un incendio in lei, una fornace ardente d'amore che era stata soffocata tutti quegli anni nei suoi tentativi di 'adattarsi'.

La sua depressione suicida era stata davvero un pretesto per la vita! Il dolore della vita asfissiante  era apparso a lei come un desiderio furioso di morte. Ma non era proprio un desiderio di morte, vero? Era il desiderio per la vita! Per più vita! Avrebbe voluto vivere, vivere veramente, non soffocare più sotto il peso della falsa immagine. Solo chi desidera vivere potrebbe sperimentare un tale travolgente bisogno di morire. Con ogni cellula del suo corpo avrebbe voluto porre fine alla finzione, la falsità ed aprirsi alla vita in tutta la sua crudezza e la bellezza - non morire,  ma vivere in modo vero.

A che cosa potrebbe assomigliare, una vita vera e senza paura? Aveva una mente brillante, e un cuore completamente aperto, ognuno dei quali era stato soffocato e sprecato nel settore immobiliare. Abbiamo iniziato a esplorare la possibilità molto realistica di vendere la sua casa e di partire verso l'ignoto con la sua amata figlia ("il mio angelo, mandato dal cielo"). Aveva sempre desiderato viaggiare in Nuova Zelanda, lavorare lì, costruire una vita lì,  vivere una vita più semplice e veritiera lì,con sua figlia arricchendosi di paesaggi e possibilità. Il suo sogno sarebbe potuto diventare realtà? Sarebbe stato possibile?


Amava la sua piccola figlia così tanto, che era chiaro quello che desiderava. Voleva che la figlia vivesse, prosperasse e imparasse la verità, questo era chiaro. Se lei avesse messo la figlia in una casa famiglia per poi uccidersi - come era stato il suo piano per anni, fino a questo momento - avrebbe limitato colei che amava più di ogni altra cosa. Avrebbe insegnato qualcosa di falso. Avrebbe insegnato chiusura verso le possibilità piuttosto che l'apertura. Avrebbe insegnato la morte, non la vita. Non avrebbe insegnato la verità profonda di sé stessa.
Il suicidio sarebbe stato un falso insegnamento, un modo falso di vivere e non vivere, e lei lo sapeva nel profondo del suo essere.

Senza uccidere sé stessa, lasciando il corpo vivo, smettendo di fingere di essere quello che non era,  lasciare questo lavoro e questa vita che schiacciava il suo spirito, partire verso l'ignoto, e aprirsi ai misteri dell'universo,  potrà finalmente diventare la madre (e la sorella,  figlia, amica, amante) che ha sempre desiderato di essere. Non desiderare più liberarsi da ogni responsabilita' ma al contrario sentirsi  totalmente, completamente, incredibilmente responsabile nel pieno senso della parola e in grado di rispondere in modo autentico alla vita, a se stessa, a sua figlia. In grado di rispondere ad una chiamata che stava negando per così tanto tempo.


La vita non sarà messa a tacere. Il desiderio di morte, la certezza del suicidio, era davvero la vita che gridava  un'ultima volta. "VIVI! VIVI! "
Avrebbe ascoltato il suo grido, ormai, al punto in cui tutto era quasi perso?

Improvvisamente, tutto è diventato chiaro. Non c'era più alcuna scelta. Sapeva cosa fare. Sapeva ciò che la vita le stava dicendo. Lo aveva sempre saputo. Sì, stava per uccidersi ... ma non nel modo in cui la mente aveva immaginato. Stava per uccidere il suo vecchio Io, il suo sé limitato, il suo falso sé. Questo è stato il vero e proprio suicidio! il richiamo della vita! Stava per interrompere una vita che era diventata priva di senso, vuota, e soprattutto ingiusta per lei e i suoi cari - una vita che l'aveva trasformata in qualcosa che non poteva sopportare, pertanto è partita verso l'ignoto, con la sua amata figlia, i loro cuori aperti ad ogni possibilità. Questa non è stata una decisione mentale, neanche una conclusione basata sulla paura. Questo è stato l'esonero totale. Questo giaceva nella verità profonda di se stessa. Questo è stato un profondo onorare la vita. Questo era un profondo riposo.

La sua  'mente' geniale era stata solo in grado di concludere 'morte'. Pensava che ci fosse una sola scelta tra 'vita' e 'morte', e aveva scelto 'morte'. Ma che cosa sapeva? La verità del suo essere stava dicendo solo una cosa: VIVI. La mente non lo avrebbe mai capito.

Non c'era altra scelta che vivere.

** 

La mattina seguente, ho saputo che la sua avventura era già iniziata. Stava già prendendo accordi, vendere beni indesiderati, preparandosi per una nuova vita, una vita di libertà, possibilità e novità. Lei non stava più preparandosi per la morte, ma per una vita migliore. Era ancora un suicidio, ma una sorta di suicidio divino - il suicidio del falso sè. Lei, però, ha avuto così tanto da fare, tanti progetti, tanto da risolvere - tanto come prima - ma adesso non era più esaurita, non più depressa da tutto ciò, dal momento che finalmente tutto il suo 'fare' consisteva nel fare quello che più amava, e lei non si aspettava più qualcosa che gli altri gli potessero 'restituire'.

Il suo rapporto con la figlia era cambiato durante la notte. Era ormai chiaro: sua figlia non era - e non era mai stata - un "blocco" fastidioso per la sua libertà, un salasso per le sue energie, una ragione in più per il suo suicidio. Sua figlia era la sua compagna, il suo compagno di viaggio, una parte di questo suicidio divino! Sua figlia non era più un "intralcio" per vita che desiderava - era ormai parte di quella vita. Non era più "la mia vita" contro "la sua vita" - c'era semplicemente la vita. Questa vita. La nostra vita.

Non avevo insegnato niente a questa donna. Non avevo davvero 'fatto' nulla. Non ho teorie psicologiche brillanti. L'avevo semplicemente ascoltata profondamente, ricordandole ciò che aveva sempre saputo, che riflette la sua profonda verità su di sé, in modo che potesse effettivamente sentirla per una volta. Fuori dalla devastazione, dal collasso totale, alla sua verità era stato dato lo spazio per emergere.

E 'interessante che la parola "depresso" suona foneticamente come "profondo riposo". Siamo in grado di visualizzare la depressione non come una malattia mentale, ma a un livello più profondo, come un profondo (e molto frainteso) stato di riposo, che subentra quando siamo completamente esausti dal peso delle nostre (false) storie di noi stessi. Si tratta di una perdita inconsapevole di interesse - il desiderio di 'morire' verso il falso. Questo desiderio deve essere onorato, non medicato, meditato e analizzato con distacco.

E 'incredibile come si può evolvere, naturalmente quando la depressione e il desiderio di suicidio  sono veramente onorati, incontrati, abbracciati,  senza fuggire dal dolore o allontanarsi da esso. È incredibile quello che può accadere quando si ascolta attivamente una persona in un luogo amorevole di accettazione non giudicante, confidando nell'intelligenza della vita stessa, e permettere che il suicidio divino e amorevole del risveglio possa tessere la sua magia misteriosa.

 Fonte: madinamerica.com

lunedì 7 luglio 2014

Storie di recupero: può andare meglio!

Come in tutte le storie simili quel'è il terribile messaggio che viene fuori? 
Che lo stigma, e  tutto il contorno dell'attuale paradigma psichiatrico di malattia mentale - crudele - cronica - degenerativa ecc. contribuisce grazie alle loro droghe a rendere maledettamente complicato un problema altrimenti temporaneo e più facilmente risolvibile. Così complicato e deprimente che spesso porta a compiere l'azione estrema del suicidio quando vi è consapevolezza della propria misera condizione, specialmente quando ogni speranza di miglioramento viene soffocata e sepolta da un sistema spietato.

Quello che mi ha colpito in questa storia, è che la sua 'promessa' di 10 anni fa l'ho fatta anche io, ma senza scrivere una lettera. Nell'autunno  2004 ero nel mezzo del mio periodo di 'cure' prichiatriche ed avevo appena subito il secondo 'trattamento' coatto della mia vita. 
L'incubo per fortuna finì dopo l'ultima crisi del 2006 quando decisi di smettere le loro 'cure'. La 'resa dei conti' scadeva nel 2008, anno in cui cominciavo a riprendere in mano in pieno la mia salute mentale.

L'esperienza di Bertel  aggiunge una  speranza per tutti coloro che si trovano in una simile trappola. E in definitiva :


Può andare molto meglio!

Di Bertel Rüdinger



Poco più di 10 anni fa, quando avevo 29 anni e a 2 settimane di distanza dal compierne 30, ero un paziente nel sistema psichiatrico qui a Copenaghen. Io sono un farmacista e mi sono specializzato in neurochimica e psicotropi durante i miei studi.

Mentre stavo lavorando nei laboratori presso il Royal Danish School of Pharmacy ero intento a ottenere un lavoro come chimico medicinale presso Lundbeck - l'azienda farmaceutica danese che sta dietro Celexa e Lexapro, secondo loro, l'unica azienda specializzata esclusivamente nello sviluppo di farmaci per la il trattamento di disturbi neurologici e psichiatrici.

All'università ci hanno insegnato che i disturbi psichiatrici sono malattie proprio come il diabete e l'ipertensione. Ci hanno detto che tutte le 'verità' che gli psichiatri ora ammettono erano miti sui cosiddetti squilibri chimici nel cervello e una chiara componente genetica della schizofrenia e di altri disturbi psichiatrici.

Ho sentito voci da quando avevo 14 anni e ho sempre saputo che se lo avessi detto a uno psichiatra vi era un rischio significativo che sarei stato etichettato schizofrenico. Avevo mantenuto quella parte della mia vita nascosta per molti anni. Ero così abile a prescindere dal fatto che sentivo voci che potevo scherzare con i miei amici di "non finire là" quando passavamo davanti al locale reparto psichiatrico.

La vita non è senza ironia. Non sono mai arrivato al punto in cui ho potuto contribuire alla prosperità della Lundbeck in altro modo se non come un cliente alla mia farmacia locale e ce l'ho fatta a finire in quel reparto psichiatrico. La prima volta  ho 'visitato' quel reparto soggiornandovi per 8 lunghi mesi.

Nel giugno 2004 ero appena tornato a Copenaghen e vivevo con mia madre, dopo un periodo di 11 mesi in vari reparti psichiatrici in tutta la Danimarca. In quei giorni ho raramente scritto qualcosa e ho poca memoria di aver scritto una lettera per me. Eppure in qualche modo nel corso degli anni sono riuscito a tenere al sicuro la busta che avevo attentamente etichettato: "Da aprire il 19 giugno 2014 ".

Non mi ricordo di aver scritto quella lettera. Tale evento è impantanato in una nebbia indotta da neurolettici e benzodiazepine ma in qualche modo ho avuto sia la forza che l'intuizione di scrivere questa lettera per il mio futuro.

Ricordo di aver visto la busta quando mi sono trasferito in una struttura di sostegno nel 2006 e di nuovo nel 2009, quando mi sono trasferito nel mio appartamento e, infine, quando ho comprato la mia attuale casa e mi ci sono trasferito nel 2011.

Nel 2006 e nel 2009 ero ancora fortemente medicato così ho subito dimenticato la busta e nel 2011 avevo finalmente dismesso tutte le medicine, la vita era così piena di nuove impressioni, colori e conquiste che mi ero quasi dimenticato della lettera.

Mercoledì 18 giugno 2014 ho aperto la lettera. Vi era scritto una nota mal formulata dicendomi che se fossi rimasto  ancora un paziente nel sistema psichiatrico e un disabile civile non  c'era davvero alcun motivo per celebrare il mio 40° compleanno. Ho speso più di 12 anni come  paziente psichiatrico e se non avessero trovato la giusta combinazione di farmaci da allora era mia intenzione scrivere una lettera addio alla mia famiglia e prendere l'overdose di farmaci necessaria.

Nel 2004 la mia 'cura' consisteva in un mix pazzesco di Risperdal, Zeldox, Nortriptilina, Mirtazapina, Clorpromazina, Clonazepam e Movane.  Eppure, nonostante fossi così pesantemente drogato, sono stato abbastanza lucido  nella mia testa per sapere che non svegliarmi più sarebbe stato molto facile.

In precedenza, nel giugno 2004 la mia famiglia ed io avevamo avuto il primo di molti colloqui con lo psichiatra che ha sottolineato che ero malato cronico, che non avrei mai potuto lavorare di nuovo, che avrei avuto sempre bisogno di cure psichiatriche e psicofarmaci necessari e che dovevo accettare che la vita sarebbe stata molto diversa da quello che avevo sognato.

Mi ricordo che mia mamma mi disse poi di non ascoltare gli psichiatri. "I medici dicono tante cose, nessuno sa cosa porterà il futuro."

Ho ascoltato i consigli di mia madre, ma avevo preso una decisione per cui, se dieci anni non portavano ad un miglioramento sufficiente, allora avrei guadagnato il diritto di porre fine a questa miseria.

Anche se gli psichiatri sono più abili a predire il futuro di quanto non siano a scoprire la causa della 'schizofrenia', il futuro tetro che lo psichiatra aveva previsto in quel piccolo ufficio nel 2004 non si sarebbe avverato.

Nel 2007 mia mamma aveva bisogno di un sito web e anche se non ho potuto fare la programmazione,  mia mamma mi chiese di disegnarlo. Quando presentai il progetto alla la donna che alla fine lo ha programmato, mi ricordo pensai che codificare una pagina web non può essere così difficile se lei poteva farlo.

Lei non sarebbe potuto essere un genio del computer, ma eccelleva nella fatturazione e con le sue fatture mi ha mostrato un modo promettente per guadagnare qualche soldo extra. In novembre e dicembre 2007 ho iniziato a seguire tutti i corsi e-learning sulla programmazione web che potevo e nel febbraio 2008 ho frequentato un corso serale sulla programmazione HTML avanzata. Nel maggio del 2008 ho iniziato la prima delle sei settimane di corsi di web design e DTP (Desktp publishing) che hanno cambiato il mio futuro. Nel gennaio 2009 mi sono trasferito fuori della struttura  dove avevo soggiornato per quasi 3 anni.

Il 15 di marzo ho iniziato a lavorare come webmaster in una casa residenziale psichiatrica dove ho imparato a conoscere il recupero e sentito parlare di un approccio completamente diverso al disagio mentale. Il fatto che il grave disagio mentale e le esperienze traumatiche sono collegate risuonato profondamente dentro di me. Quando sono diventato parte del Hearing Voices Network in Danimarca, ho appreso del loro approccio nel trattare con le voci. Ho creato un sito web per il Hearing Voices Network in Danimarca e nell'ottobre 2009 ho partecipato alla prima Conferenza Internazionale di Hearing Voices  a Maastricht. Improvvisamente mi resi conto di quanto emotivamente insensibile i farmaci mi avevano fatto diventare quando  ho sentito Jacqui Dillon raccontare la sua storia e ho visto come ha interessato le persone intorno a me, mentre io ero più concentrato su come ottenere il mio prossimo colpo di caffeina.

Quando sono tornato da Maastricht ho iniziato il processo di sospensione graduale dei miei farmaci. Sono anche tornato con una chiara comprensione che, come un farmacista con esperienza personale di circa il 40% dei farmaci psichiatrici utilizzati in Danimarca, ho potuto giocare un ruolo  importante nell'aiutare le persone che si sentivano ostacolati dai loro farmaci psichiatrici.

Ho parlato con Jørn Eriksen, il capo della struttura in cui lavoro, per cambiare il mio lavoro da webmaster a diventare il primo farmacista clinico che lavora con gli utenti in psichiatria sociale in Europa.

Dagli ultimi quattro anni e mezzo mi batto per i diritti degli utenti psichiatrici in difficoltà per scendere i loro farmaci ed ho aiutato molte persone a trovare una nuova vita senza assumere psicotropi. Ho visto come le persone cambiano e prosperano quando dismettono i loro farmaci e li ho sostenuti nelle loro consultazioni con gli psichiatri in tutto il paese.

Dan Savage ha lanciato la campagna 'C'è di meglio'  dopo che tre adolescenti LGBT (Lesbiche , Gay, Bisessuali, Transgender ndt) si sono suicidati in tre mesi. La campagna si concentra sul portare il messaggio di speranza ai ragazzi gay aiutandoli a comprendere che la vita potrebbe essere difficile in questo momento, ma se superano l'inferno della scuola superiore, quindi quello che sembra una vita travagliata cambierà e avranno una chance per realizzare i loro sogni di una vita serena.

La campagna comprende i video dei singoli LGBT,delle celebrità gay e degli alleati che raccontano le loro storie personali e le società che promettono i diritti degli omosessuali, garantendo un ambiente equo e solidale di lavoro per persone LGBT e politici che promuovono il loro parere su come migliorare i diritti civili per la comunità LGBT.

Per molto tempo ho voluto lanciare una campagna simile per le persone sottoposte a trattamento psichiatrico. Dopo aver sperimentato il processo di 'coming out'(uscire allo scoperto ndt) come gay e lo stigma associato all' avere una etichetta psichiatrica, la mia esperienza è che il coming out come gay è facile rispetto alla lotta contro lo stigma associato con una o più diagnosi psichiatriche.

Questo sito (MIA) è ricco di storie di speranza e di recupero e diventa chiaro che coloro che vogliono recuperare dal disagio mentale devono interrompere il trattamento chimico e le loro credenze in una causa biologica.

Per coloro che leggono questo post e sono ancora in cura - credetemi, c'è di meglio - anche se al momento sembra impossibile. Anche se gli uomini e le donne onniscienti in camice bianco ti dicono diversamente. Anche se la tua famiglia ti dice che sei chimicamente squilibrato/a. Anche se stare svegli più di 6 ore al giorno  o scrivere ai vostri futuri sé richiede più energia di quello che avete - IT GETS BETTER!

Sarà sempre meglio il giorno che lascerete il sistema psichiatrico  e troverete la vostra strada - non tornando a chi eravate, ma la bella persona che siete, senza droga!

Fonte: madinamerica.com

venerdì 20 giugno 2014

Come aiutare chi sta delirando

Nelle nostre discussioni on-line, tra gli argomenti più gettonati vi era la supposta pericolosità del malato di mente. Benché la maggioranza fosse d'accordo che gli atti di violenza compiuti dai cosiddetti malati di mente siano statisticamente inferiori a quelli dei presunti 'normali' non mettevano in dubbio l'assunto psichiatrico che il 'delirante' fosse meritevole di venire rinchiuso e forzatamente drogato in base alla cosiddetta "pericolosità per sé stesso e per gli altri". Purtroppo, considerando anche la mia esperienza, la violenza quando c'è non è altro che una  risposta perfettamente umana alla violenza inflitta dalla coercizione psichiatrica, dall'abuso 
della forza e dalla violazione dei più elementari diritti umani. 

Da secoli la risposta alle manifestazioni estreme, a parte certe culture, è stata quasi sempre di tipo coercitivo e quindi traumatico, con l'unico risultato di peggiorare le condizioni del malcapitato nel lungo termine. 
Oggi le cose non sono migliorate di molto. L'approccio biomedico, considerando malattia ogni manifestazione estrema del disagio emotivo e cognitivo non impedisce al 'malato di mente' di subire grosse ingiustizie e maltrattamenti, tutto per via della sua presunta pericolosità. 
Tuttavia ci si chiede se può esistere un'altro modo per approcciarsi a chi sta sperimentando stati alterati senza infliggere traumi e senza coercizione. Anche se la violenza non è argomento di questo articolo,  Paris Williams  fornisce  alcune idee e spunti su cui riflettere partendo appunto dalla domanda:



Come possiamo aiutare chi sta delirando?


di Paris Williams, Ph.D

5 giugno 2014

Nella società tradizionale, quando si tenta di valutare se qualcuno è "pazzo" o "malato di mente", un grande sforzo è messo in atto per cercare di determinare se qualcuno è "delirante" (cioè, è nutre convinzioni non conformi a quelle generalmente detenute all'interno della società tradizionale), e se ritenuto tale, si cerca di costringere la persona a conformarsi. Credo che questo approccio, tuttavia, non è solo gravemente sbagliato, ma potenzialmente molto dannoso, non solo per l'individuo ma anche per la nostra società, la nostra specie e il nostro pianeta.

Sono prontamente d'accordo che quando si cerca di sostenere il movimento di qualcuno verso la salute e il benessere, è molto importante considerare i propri sistemi di credenze; Tuttavia, non credo che sia il grado di anomalia (il grado del cosiddetto "delirio"), che è particolarmente importante, ma piuttosto la capacità di sostenere queste credenze o interferire con l'incontro dei propri bisogni. Credo che questo spostamento di enfasi (lo spostamento dalla conformità alla riunione dei propri bisogni), ci offre un quadro relativamente semplice per offrire un sostegno reale per qualcuno che è soggetto ad angoscianti credenze anomale.

Prima di tutto, in qualità di sostenitori, è importante che valutiamo se le credenze anomale di un individuo sono davvero debilitanti (cioè, impediscono in modo significativo l'aiuto di altri), e valutiamo onestamente le nostre ragioni per volerle sfidare.
Occorre un sano scetticismo sulle proprie convinzioni, non solo per la persona che stiamo cercando di sostenere, ma anche verso noi stessi.
Infine, cercare di determinare le esigenze di base che non sono sempre soddisfatte, distinguere queste esigenze da una particolare strategia o un comportamento che qualcuno possa avere al momento, e sostenere la persona ad esplorare le strategie più sostenibili e meno dannose per soddisfare queste esigenze. (Qui do seguito c'è una buona lista di ciò che intendo per "bisogni").Io esamino ciascuno di questi:

1 - Credenze disturbanti e credenze anomale  non disturbanti:

Come ho già detto, tende ad esserci una forte enfasi nella corrente principale della salute mentale e il pensiero mainstream generale di considerare il nostro obiettivo primario per determinare una particolare credenza è conforme o meno al consenso, per vedere la deviazione a questo proposito come rappresentativa di una  "malattia", e poi sforzarsi per costringere la persona a conformarsi. Ma è davvero così vantaggioso, e se sì, per chi?

Io credo che Ernest Becker (nel suo libro, "Denial of Death"), ha descritto molto bene come la mera presenza di altri individui in possesso di sistemi di credenze radicalmente diverse dalla nostre può generare dentro di noi un profondo senso di angoscia, minacciando il nostro senso di sicurezza esistenziale e  agire non diversamente da qualcuno che ci punta una pistola alla testa. Inoltre, questa profonda insicurezza rischia di costringerci a fare tutto il possibile per eliminare questa minaccia, sia convertendo l'individuo/i  sui nostri sistemi di credenze o eliminandoli dalla nostra sfera di esistenza del tutto, ad esempio uccidendoli, incarcerandoli o invalidandoli (per esempio, sono "pazzi", "malati di mente", "male", ecc)

Ma se abbiamo il coraggio e l'onestà di riconoscere la nostra insicurezza a questo proposito, alla pratica "accomodante nel non sapere", e rivalutiamo il sistema di credenze di qualcuno da questo punto di vista, saremmo probabilmente  in una posizione molto migliore per determinare se le credenze di questa persona sono in sé e per sé è in realtà dannose. Solo perché sono anomale non significa che sono dannose; e in effetti, possono anche essere utili.

Per fare un esempio personale, mia madre crede che un venusiano sia venuto ad abitare il suo corpo  quando aveva solo 7 anni, benevolmente presa in consegna dopo che l'occupante originale aveva sperimentato gravi abusi e aveva bisogno di una via d'uscita (lei agì apertamente, quindi non ha importanza la condivisione qui). Ha mantenuto questa convinzione solidamente per tutto il tempo che posso ricordare, e non sembra avergli causato alcun danno significativo per sé o per gli altri, al contrario, penso che in molti modi le è  davvero servita. Trovo difficile vedere il beneficio di cercare di convincerla a conformarsi al consenso comune e abbandonare questo sistema di credenze.

Guardando più in generale, noi come società abbiamo messo tanta enfasi sull'importanza di determinare che le credenze e le percezioni delle persone siano allineate con la realtà di consenso, insistendo sul fatto che coloro che si allontanano troppo hanno bisogno di un "trattamento". Questo va bene? Diamo un'occhiata in giro a questo mondo che sta rapidamente prendendo la forma dei suoi abitanti umani: sempre più indottrinati e globalizzati che acconsentono alla realtà dilagante della distruzione ambientale e della biosfera; della guerra perpetua e dell'imperialismo; dell'aumento esponenziale della distribuzione ineguale della ricchezza, delle risorse e del potere; un occhio di riguardo alla costante erosione dei diritti umani e della democrazia genuina; una delle più grandi estinzioni di specie che il nostro pianeta abbia mai visto, con la nostra specie probabilmente non molto indietro; e la lista potrebbe continuare all'infinito ... ho davvero difficoltà a vedere i nostri sistemi di credenze consensuali e comportamenti corrispondenti come "sani di mente." Se questo è ciò che chiamiamo "sanità mentale", ho il sospetto che la nostra specie potrebbe utilizzare molto di più la "follia", e  molto più rispetto, curiosità e apertura verso i messaggi trasmessi da coloro che riteniamo "pazzi" o "deliranti".

In breve, se le credenze anomale di qualcuno non stanno causando un danno significativo per sé o per altri, possiamo trovare il coraggio di lasciarle essere, e forse anche aprirsi alla possibilità che le loro credenze possono avere qualche merito ed essere disposti a rivalutare le nostre convinzioni ?


2 -  Promuovere un sano scetticismo :

Credo che tutti noi percepiamo e sperimentiamo il mondo attraverso le lenti deformanti dei nostri sistemi di credenze. Se vogliamo offrire un sostegno reale a chi è afflitto da credenze anomale, è importante che siamo disposti a sospendere il nostro sistema di credenze in modo che possiamo sostenere la persona in un'esplorazione realmente "open-minded" delle proprie credenze, aiutandoli a guardare onestamente le prove a favore e contro le loro convinzioni. In questo approccio, è particolarmente utile  sottolineare la distinzione tra osservazione e interpretazione, e incoraggiare la volontà di mantenere interpretazioni leggere.

Per esempio, un giovane uomo con cui stavo lavorando è venuto da me con una diagnosi di "schizofrenia paranoide", era su un pesante cocktail di psicofarmaci, e stava lottando con la convinzione altamente angosciante che la maggior parte delle persone che incontrava (sconosciuti sull'autobus, studenti e insegnanti in classe, ecc) erano occupati a fissarsi intensamente su di lui, con pensieri molto critici e di odio. Ho riconosciuto che non ero in grado di confutare direttamente le sue convinzioni (come avrei potuto, non ero stato con lui in quei luoghi e anche se ci fossi stato, come potevo mai sapere con certezza cosa stava succedendo nelle altre menti?) Tuttavia, incoraggiandolo a notare prima come era preoccupato con se stesso e le sue necessità, e condividendo la mia esperienza personale e la mia esperienza con gli altri in questo senso, lo incoraggiai a considerare che forse gli altri erano anche troppo preoccupati per sé stessi e le proprie esigenze per dedicare a lui il tipo di attenzione che stava immaginando. Abbiamo anche esplorato quali ragioni poteva immaginare la gente aveva per avere un tale odio intenso per lui, e lui non era in grado di trovare qualcosa di concreto. Così insieme abbiamo sviluppato una nuova ipotesi, che altri possano in realtà essere molto più preoccupati di se stessi di quello che era stato immaginato, e che forse la maggior parte di loro in realtà non nutrono un tale intensa animosità verso di lui. Io poi l'ho incoraggiato a testare questa nuova ipotesi nel mondo, confrontandola con i comportamenti che stava realmente osservando in altri. Ben presto si rese conto che queste nuove credenze sembravano essere molto più congruente con le sue osservazioni rispetto alle sue ex convinzioni. La sua angoscia diminuì, ha ridotto e dismesso con successo il  suo cocktail di farmaci, e la porta si è aperta per noi per cominciare ad esplorare il materiale del nucleo più profondo che stava alimentando questo tipo di credenze dolorose.

Come secondo esempio, tornando a mia madre e le sue convinzioni anomale, negli anni della mia gioventù. Ci sono stati momenti in cui ho provato a sfidare le sue convinzioni (per vari motivi, tra cui le mie insicurezze esistenziali); eppure, era sempre in grado di replicare con risposte difficili da confutare molto coerenti, anche considerando che io sono una persona che ha studiato fisica e cosmologia abbastanza estesamente. Lei era così convincente, infatti, che ha sviluppato un seguito di fedeli. Come risultato, sono arrivato a tenere le mie convinzioni a questo proposito molto leggermente da un lato, forse ha inconsciamente costruito un sistema di credenze elaborato per proteggere se stessa dalle terribili ferite della sua giovinezza; d'altra parte, forse lei è davvero un venusiano, chi sono io per dire il contrario?

3 - Infine, Esplorare i  bisogni insoddisfatti sottostanti al sistema di credenze disturbanti, e sostenere la persona a sviluppare strategie efficaci per soddisfarli:  

Credo che questo sia davvero quello che possiamo definire un reale sostegno. Come organismi viventi, quando i nostri bisogni primari sono soddisfatti "abbastanza bene", generalmente godiamo la nostra vita ed è improbabile dover ricorrere a strategie potenzialmente nocive o dolorose o sistemi di credenze nei tentativi di soddisfare le nostre esigenze.

Tornando al caso del giovane che ho discusso in precedenza, quando abbiamo iniziato insieme il nostro lavoro, la sua esigenza più pressante era quella di sentirsi al sicuro. Poiché il suo sistema di credenze in sé era chiaramente doloroso e relativamente semplice da sfidare, concentrandosi inizialmente sulla strategia di favorire un sano scetticismo verso questo sistema di credenze, e sviluppando la sua capacità di distinguere osservazioni da interpretazioni, egli fu in grado di soddisfare il suo bisogno di sicurezza, "abbastanza bene." Questo poi ha aperto la porta a riconoscere bisogni più profondi che erano stati generalmente insoddisfatti nella sua vita e che avevano alimentato le sue angoscianti credenze, primo fra questi era l'auto-accettazione, l'appartenenza l'accettazione da parte degli altri, che siamo rimasti in grado di esplorare e poi lavorare sullo sviluppo di strategie efficaci per soddisfarla.

Quindi, in questo caso, le credenze erano relativamente semplici da sfidare, ma come facciamo a sostenere qualcuno che sta avendo convinzioni anomale angoscianti che non sono così facili da sfidare? Un esempio che trovo illuminante a questo proposito (credo in Tamasin o Rufus May) era di una donna che credeva che gli alieni irraggiassero  messaggi nella sua mente. Questa è chiaramente una convinzione molto difficile da sfidare direttamente. Come potremmo mai veramente smentire questo? Chi lo sa? Ipoteticamente, potrebbe in realtà essere vero? Così la persona di sostegno ha scelto di concentrarsi sul più urgente bisogno insoddisfatto di sicurezza, ma senza sfidare direttamente la convinzione. Lavorando in collaborazione, si è convenuto che la persona dovrebbe provare ad indossare un cappello di carta stagnola sulla sua testa. Questo ha effettivamente avuto il risultato di sentirsi più al sicuro, ma ora si trovava in imbarazzo quando notava che gli altri la guardavano col suo cappello di carta stagnola. Quindi questa strategia, pur soddisfacendo il suo bisogno di sicurezza, non soddisfaceva i suoi bisogni di accettazione e di appartenenza. Quindi la strategia è stata modificata, la carta stagnola è rimasta ma un cappello ordinario è stato usato per coprire e nascondere la carta stagnola. Ora che i suoi bisogni di base per la sicurezza e l'accettazione sono rispettati abbastanza bene, la sua sofferenza è stata ridotta a un livello più praticabile, gli "alieni malvagi" scomparvero, e lei fu in grado di fare la risoluzione significativa con più materiale di base da porre sotto queste esperienze.

E per quanto riguarda i casi in cui un individuo sta vivendo sistemi di credenze che sono altamente instabili, una condizione che spesso vediamo come "psicosi florida"? Credo che questa particolare esperienza suggerisce una sorta di stato estremo in cui una persona sta subendo una trasformazione orientata alla crescita ad un livello di base del loro essere. Anche in questi casi estremi, la ricerca di recupero è abbastanza robusta nel suggerire che, quando l'enfasi è sulla soddisfazione dei loro bisogni di base (ad esempio, la sicurezza, l'empatia, la dignità, il rispetto, la scelta, ecc), sono molto più propensi a sperimentare un successo nella risoluzione di questa condizione caotica e procedere verso il benessere autentico (ho discusso questo più in dettaglio nel mio libro "Ripensare la follia" ).

Infine, sul tema dei bisogni e lo sviluppo di strategie per farvi fronte è importante riconoscere che siamo esseri molto sociali che vivono in un mondo profondamente interconnesso e interdipendente. Questo è il motivo per cui è importante prendere in considerazione non solo i nostri bisogni, ma anche quelli degli altri nello sviluppo di strategie efficaci. Ad esempio, uccidere qualcuno che pone una sorta di minaccia per noi può sembrare essere una strategia efficace per soddisfare il nostro bisogno di sicurezza o forse di dignità. Tuttavia, per quanto riguarda le esigenze della persona a cui si intende fare del male? E anche se siamo così furiosi o insensibili che non siamo in grado di prendere in considerazione le esigenze di quest'altra persona, dobbiamo ancora riconoscere che i nostri bisogni rischiano di essere compromessi da tale atto. 

Così, dopo aver indirizzato le Credenze anomale,  cosa facciamo con quelle credenze che hanno il consenso generale ma che sono nocive?  

Suggerisco di adoperare lo stesso approccio nel lavoro con tali credenze prevalenti come facciamo con le credenze anomale nocive.

Un esempio di una convinzione che ha il consenso all'interno di molti grandi gruppi, e che potrebbe essere potenzialmente molto dannosa è la convinzione che le attività umane non portano al cambiamento climatico. Quindi, per sostenere coloro che adottano questa particolare credenza, vorremmo in primo luogo valutare se la convinzione è effettivamente dannosa. In questo caso, il fatto che questa convinzione ha il potenziale per spazzare via gran parte della vita su questo pianeta, tra cui la nostra specie, mi sembra essere molto pericoloso, quindi penso che possiamo dire che questo criterio preliminare è soddisfatto in modo sicuro.

In secondo luogo, promuoviamo sano scetticismo: Le prove a sostegno della teoria del cambiamento climatico indotto dall'uomo sono molto abbondanti e in crescita da molto tempo, mentre le prove contro di essa stanno rapidamente diminuendo avvicinandosi a zero, se non siamo già lì. Tuttavia, poiché la convinzione che gli esseri umani non  possono causare un cambiamento climatico non può apparire direttamente doloroso per l'individuo in possesso di esso e può essere anche vantaggioso per loro, è probabile che essi avranno poca motivazione per sfidare questa convinzione in modo aperto. Pertanto, potremmo avere bisogno di iniziare con il terzo passo e andare dritto a individuare i bisogni insoddisfatti alla base di questa convinzione.

Ho il sospetto che per molte persone che negano il cambiamento climatico indotto dall'uomo, tale rifiuto è una strategia per cercare di soddisfare il loro bisogno di sicurezza e forse anche la facilità (con la "negazione" che implica un rifiuto di guardare onestamente ad osservazioni reali fatte da se stessi e da altri ). Tuttavia, non è difficile notare che la negazione tende ad essere una strategia efficace a breve termine e una strategia molto povera a lungo termine, in quanto inibisce l'osservazione aperta e la capacità di risposta flessibile necessaria per continuare a soddisfare i propri bisogni, chiaramente queste persone potrebbero usare qualche sostegno nello sviluppo di strategie più efficaci per soddisfare le loro esigenze di sicurezza a lungo termine. Un'altra strategia che possiamo dire è spesso impiegata da chi nega il cambiamento climatico (in particolare quelli investiti nel settore dei combustibili fossili) è l'accaparramento delle ricchezze e delle risorse per se stessi, per i quali più probabilmente significa incontrare il proprio bisogno di sicurezza e potere personale . Ma ancora una volta, vediamo una strategia che può essere molto efficace per questi individui nel breve termine, ma molto inefficace nel lungo termine. Ancora una volta, questi individui potrebbe davvero usare un supporto nello sviluppo di strategie più sostenibili per soddisfare le loro esigenze. (E considerando quanto sia devastante questo particolare sistema di credenze ha il potenziale per essere, questo potrebbe essere uno di quei casi in cui sia giustificato l'uso della forza nella protezione, ma questa è un'altra storia.)

Ci sono molti altri esempi di credenze consensuali nocive che avremmo potuto avvicinarsi a lungo su queste stesse linee (ad esempio, la credenza nel modello medico di "malattia mentale", la credenza nella sostenibilità dell'economia di espansione e il capitalismo sfrenato; la convinzione che la violenza è un modo efficace per ottenere la pace, ecc.) 

Ma il mio punto principale è che quando si tratta di sostenere il movimento verso il benessere, sia per gli individui, le società e il nostro pianeta nel suo complesso, non credo che sia particolarmente utile concentrarsi su come sia sbagliata una particolare credenza. Piuttosto, ciò che è più utile è riconoscere che, in ultima analisi, il benessere è direttamente legato al modo in cui siamo in grado di soddisfare le nostre esigenze.Quando esploreremo tutti i sistemi di credenze con sano scetticismo e  svilupperemo strategie efficaci per soddisfare tali esigenze in modo sostenibile, riusciremo con molta più probabilità a muoverci verso la vera salute e benessere.

Fonte: madinamerica.com

mercoledì 4 giugno 2014

Lettera al mio medico

Ho già scritto qui traducendo articoli sulle terribili esperienze che le persone attraversano quando vogliono dismettere i farmaci psichiatrici. Questo in particolare mi ha colpito per la sua lucida descrizione della sintomatologia che questa donna ha provato e continua a provare solo per aver scalato e dismesso una benzodiazepina, noto farmaco tranquillante che a detta degli esperti medici è uno dei farmaci più 'sicuri' e tollerati nonché probabilmente uno dei più usati al mondo. Le sue parole riescono ad esprimere meglio di ogni altra cosa quello che in realtà succede con tali sostanze, prescritte con infinita leggerezza anche dai medici di famiglia. 

"Perché non ha capito che gli effetti collaterali delle benzodiazepine e degi altri psicofarmaci possono imitare ciò che la nostra società chiama "malattie mentali" e mantenere i pazienti in uno stato drogato zombie fino a quando (si spera) un giorno dicono "Basta!" e combattono per la loro via d'uscita?" 

Questa è la domanda chiave con  altre domande che si pone. Il terribile sospetto che si fa sempre più certezza: gli psicofarmaci promuovono la malattia mentale.



Lettera al mio medico 

Lisa D.


Dott. X,

Sto scrivendo questa lettera, dopo aver profondamente considerato  la riduzione delle benzodiazepine. Ho bisogno di essere una voce in mezzo al silenzio; ho bisogno di essere ascoltata prima che mi scriva ancora una prescrizione per una benzodiazepina o un qualsiasi altro farmaco che altera la mente. Scrivo questo nella speranza che cominci a farsi domande quando si siede di fronte ai suoi pazienti: "Perché  sono depressi, ansiosi, insicuri, affaticati, paranoici, agorafobici? Sono i farmaci che così facilmente prescrive che contribuiscono al loro declino fisico, mentale ed emotivo? Sono davvero questi farmaci la risposta? Che cosa stanno realmente facendo al loro cervello?

Una volta mi disse: "Tu sei il mio paziente più difficile, e qello che se la cava meglio di tutti." Ma per favore, mi sento come una persona che era una volta precedentemente sana, che stave bene, felice, sicura, energica. Questa è la mia verità.

Le istruzioni fornite con queste sostanze psicoattive sono da prendere sul serio; causano confusione, perdita di memoria, cambiamenti di umore, depressione, rabbia, agitazione, ansia, paranoia. Lo so perché è successo a me. Mi sono lentamente trasformata dentro un guscio, confusa paurosa, agitata, depressa, insicura, arrabbiata. Questi farmaci, in particolare le benzodiazepine nel mio caso, sono stati un succhia-anima, e credo che questo accade alla maggior parte delle persone nel tempo, causando una discesa nel mondo della diagnosi psichiatrica e farmaci da cui molti non potranno mai sfuggire.

Dopo che il nostro rapporto si è concluso, sono stata ricoverata per due volte, ho completato due ampi programmi parziali, e mi hanno dato più diagnosi e persino più farmaci. Ero convinta di essere malata di mente e che c'era una "pillola magica" che ancora non avevo trovato. Il 2012 è stato una porta aperta in un inferno che mai avrei creduto esistesse. Ma è davvero iniziato prima, molto prima, quando ho iniziato il ritiro del Klonopin nel 2009.

Il Klonopin, che mi ha prescritto costantemente per sei anni, ha dato l'impulso per i miei sempre più disastrati mente, corpo ed emozioni. Entro l'estate del 2009, versavo in una profonda depressione e restavo a letto ogni mattina disperando della vita, aspettando la mia piccola pillola gialla di fiducia che mi togliesse le scosse elettriche. A mezzogiorno, trascinavo il mio corpo stanco di lavorare, non vedevo l'ora di tornare a casa e sdraiarmi. Scrivevo nel mio diario regolarmente: "Mi sento come se il mio corpo fosse  passato attraverso un tritacarne, cosa c'è di sbagliato in me?  Non posso andare avanti. Quanto ne posso prendere in più?". A volte, una vocina dentro di me si chiedeva se fosse colpa del farmaco, ma era distante e poco  convincente, inoltre ogni medico che avevo sentito, aveva respinto facilmente tale ipotesi; dopo tutto, come potevo vivere senza la mia pillolina gialla?

Entro il 2011, ho cominciato a sentire un aumento della fatica, debolezza, muscli traballanti, nausea, reflusso acido, nebbia nel cervello, peggioramento insonnia e, ancora, una profonda depressione che consuma. Ancora ricoveri, diagnosi, più farmaci ... più disperata. Nel gennaio del 2012 nel reparto psichiatrico Waukesha ho dormito un'ora su quattro imbottita di farmaci sedativi ... Che cosa c'era di sbagliato in me?

Ho sofferto di stanchezza delle ghiandole surrenali, problemi alla vescica, problemi alla tiroide, grave IBS: un ricovero di tre giorni solo per quello (IBS = Sindrome del colon irritabile ndt). Ho passato tutto il 2012 come paziente medico a tempo pieno dagli specialisti, al pronto soccorso e cure urgenti. Con la caduta del 2012 avevo molta difficoltà a guidare e lavorare a causa della nebbia nel cervello e le vertigini. Ho anche avuto un improvviso distacco della retina con intervento chirurgico oculare di emergenza. Mi chiedo ancora se il Seroquel che avevo assunto per anni è stato il colpevole, lo sapevate che il sito ufficiale Seroquel cita possibili problemi agli occhi  e suggerisce un esame della vista ogni 6 mesi durante l'assunzione di questo farmaco? Questo non mi è mai stato detto da nessun medico che lo prescrive.

Sono atterrata al pronto soccorso di nuovo alla fine del mese di dicembre 2012 per estreme vertigini e finalmente ho sentito le parole che avrei dovuto sentire più volte prima dai miei medici: "Potrebbe essere il Klonopin"

Un gran numero di test neurologici del sangue erano tutti negativi e il 1 gennaio  2013, ho iniziato la mia riduzione graduale di 1,5 milligrammi in tre mesi  di Klonopin. Il mio psichiatra corrente era favorevole, ma molto male informato su come scalare correttamente il farmaco e io ero a casa, legata e costretta a letto all'inizio di febbraio 2013 con oltre trenta sintomi.

Ero molto malata, e lo sono ancora.

Ora so che l'ho scalato troppo velocemente,  avrei dovuto impiegare possibilmente diciotto mesi per diminuire questo farmaco insidioso al fine di consentire al mio povero cervello torturato, di regolare il proprio ritmo e tenermi funzionale. Non sono arrivata a questo se non fino alla scorsa estate, quando mi sono iscritta ad alcuni forum di Facebook gestiti dal gruppo più incredibile di guerrieri che io abbia mai incontrato. Sono persone che hanno sfidato questo e capito a proprie spese che i loro medici semplicemente non credevano che esistesse una cosa come il ritiro da benzodiazepine.

Ho esaurito gli ultimi 0,12 milligrammi alle 11:30 il 3 aprile 2013. E 'stato un momento eroico! Ma non sapevo che mi aspettava una discesa all'inferno ancora peggiore.

Questa è la mia vita da quando ho fatto il "salto" più di undici mesi fa:
Vivo in una realtà alterata di depersonalizzazione e derealizzazione; in ogni momento della giornata, niente sembra,  o lo sento reale. Non vedo le mie mani come mie  mentre sto scrivendo questo; sono stupita mentre guardo i miei piedi che si muovono. Ho messo lo yogurt nel gabinetto e un hamburger di carne nel ripostiglio delle pulizie. Il mio cervello è a pochi secondi indietro rispetto ai movimenti del mio corpo che mi mantiene in un perpetuo stato di confusione. La mia realtà attimo per attimo è composta da un tormento costante senza alcun sollievo, nessuna tregua. Non posso fuggire a me stessa e al sentirmi imprigionata in un cervello malato. Mi sento claustrofobica, incassata in profondità dentro di me ad osservare la vita da qualche luogo lontano impossibilitata ad accedere a un qualsiasi livello normale. Ho trascorso molte ore vicina a uno stato catatonico, lo sguardo fisso.
Non riesco ad accedere ai miei ricordi, e mi sento come se avessi avuto un vita precedente, ma, a volte vengono  a galla improvvisamente troppi ricordi, troppo velocemente, che sembrano più reali del mio "adesso".

I miei pensieri sono contorti, densi e ammantati di negatività; sono ossessiva e ruminante, tetra e paurosa. Ho pensieri orribili intrusivi che lampeggiano nella mia mente, molti violenti e disgustosi, rendeno impossibile  cercare di riposare gli occhi durante il giorno. Tutto il mio sistema nervoso è in estrema sovraeccitazione, sono diventata iper-vigile.

Non c'è pace.

La paura e il terrore chimico mi stanno consumando e mi visitano ogni mattina. La depressione è diventata più profonda  e trovo quasi impossibile sorridere e ridere, la mia faccia è rigida come il mio corpo, che si sente come compresso in una morsa. L'ansia grave è iniziata a Luglio e solo ora, dopo otto mesi, si è calmata un po'. (Qualsiasi ansia che avevo prima era come un blip sul radar rispetto a questa "ansia chimica"). Ero senza fiato, vicino all'iperventilazione per gran parte del tempo, e le mie palpitazioni cardiache erano gravi. Ma sento ancora una continua apprensione, agitazione e nervosismo. Sono costantemente in movimento, dondolo, mi tiro su i capelli e prendo le mie cuticole. Come dice il 'benzo-guerriero' Matt Samet: "Mi sentivo come un frigorifero mezzo rotto ".

I miei occhi sono doloranti, secchi e vitrei,  spesso li sento delle dimensioni di palline da golf. Mi sento tagliare visivamente fuori dal mondo. Per molti mesi la luce del giorno è stata molto dolorosa. Le mie orecchie sono alle prese con acufeni, gorgoglii e 'pop', e sono piene di estrema pressione. Il mio udito è distorto, facendomi sentire rumorosamente tagliata fuori dal mondo. C'è così tanta pressione nella mia testa che la sento come se dovesse esplodere. A volte, ho spasmi del collo e la sensazione che la mia mascella potrebbe incrinarsi. Ho distorsioni facciali: sento le mie labbra enormi, oppure il mio naso come se premesse in faccia. Sento le mie mani e i piedi un po' intorpiditi come la mia pelle. Vi è un implacabile ronzio elettrico su ogni centimetro della mia pelle (anche nei miei denti). Le contrazioni muscolari, i brividi, il mal di testa, le gambe gelatinose, la debolezza e l'affaticamento osseo per i primi mesi sono migliorati, ma altre cose hanno preso il loro posto.

Nel mese di Luglio un'estrema sensazione "come essere su una barca" ha preso il mio corpo, mi ha fatto sentire come se fossi tirata e spinta in giro qua e la. Ho inciampato a volte e ho dovuto tenere le gambe sul mio comodino mentre stavo sdraiata perché mi sembrava di venire catapultata fuori dal letto. Ci sono delle volte in cui mi sento davvero alta e altre volte come se dovessi sprofondare nel terreno, e  sento una forte pressione che spinge sul mio corpo dall'interno, simile a quella nella mia testa, facendomi sentire come se dovessi esplodere attraverso il mio petto, costringendomi a tossire. La stanza mi gira intorno e spesso mi sento come mi limitassi a galleggiare lontano. Non posso stare ferma; devo oscillare incessantemente per tentare di contrastare i movimenti di controllo. Ho urlato, calciato e pianto in crisi isterica. Ho pianto su un albero fuori in pigiama per sfogare la mia "benzo rabbia." Mi sono tirata i capelli e battuto il mio cuscino cercando di liberarmi da questa tortura. 
Mi sento come se stessi impazzendo per gran parte del tempo. Ora so perché alcune persone si fanno del male ... per sfuggire al dolore emotivo.

Questo è quanto ho vissuto ogni giorno dallo scorso Febbraio. Non riesco a guidare e non ho nemmeno tentato di lavorare più di un  po' di tempo. Il lavoro di ufficio è molto difficile, posso completare solo le attività rudimentali perché il mio cervello non in grado di elaborare qualcosa di più complicato. I miei dipendenti vedono davanti a loro una persona fremente, agitata e frammentata. Riesco a fare le faccende semplici ma tutto quello che faccio richiede uno sforzo erculeo. Devo chiamare a raccolta tutta la mia energia emotiva, fisica e mentale per tutto quello che faccio. Non vi è alcun movimento fluido naturale, nessuno stato di calma rilassante, non c'è pace ... mai.

Ho sentito che possono occorrere da sei a diciotto mesi per guarire, e per i recettori GABA danneggiati tornare normali. Sono in contatto con  sopravvissuti che sono da due anni fuori dai farmaci e ancora soffrono notevolmente. Non ho avuto le finestre e le onde di cui parlano gli altri (finestre = sprazzi di benessere , onde = miglioramento graduale a ondate  ndt), non ho idea di quando questo finirà, il mio cervello è talmente malandato.

Ho bisogno di chiedere: perché?

Lo sapeva che questo è stato possibile? Sapeva che c'era la possibilità che avrei sofferto così se e quando avrei  cercato di liberarmi da questo farmaco maledetto? E se sì, perché non sono stata avvertita e se non lo sapeva, è perché non è vero?

Perché mi è stato prescritto regolarmente per sei anni, quando la FDA lo raccomanda solo per quattro settimane? 

Perché , quando questo farmaco è consigliato solo per 2-4 settimane, e non ci sono studi di follow-up sugli effetti collaterali a lungo termine (almeno che io sappia), ci sono pazienti che sono trascurati e derisi quando segnalano questi sintomi di ritiro? Non dovrebbero la FDA, i medici e aziende farmaceutiche essere allarmati e alla ricerca di risposte? La gente sui forum sono regolarmente spazzati via dai loro medici e ridicolizzati. Il mio neurologo, dopo aver sentito tutti i miei sintomi e visto i miei risultati dei test, si strinse nelle  spalle, mi diede uno sguardo interrogativo, e uscì.

Perché , quando ho sperimentato l'insonnia e panico come il risultato di un periodo di stress nella mia vita e non avevo precedente storia di problemi di salute mentale, mi hanno dato  tre farmaci che alterano la mente e lasciato su di loro (e più) per sette anni?

Perché, quando ho chiesto se la corrente elettrica che sentivo era il mio corpo in astinenza che chiedeva il farmaco, non ha detto: "Forse si"? Invece lei ha detto, "No, quella è l'ansia." Era convinto che aveva davanti un caso cronico incurabile di grave ansia.

Perché , quando ho chiesto se stavo diventando dipendente dai farmaci lei ha detto: "No, non hai una personalità dipendente"? Perché non sapeva niente di dipendenza fisica, o se lo sapeva, perché non è stato onesto con me circa questa possibilità?

Perché , quando nel 2009 è iniziata la depressione e ho chiesto se il farmaco poteva esserne la causa, ha respinto la mia domanda e continuato a giocare alla roulette russa con il mio cervello, convincendomi che avevo la depressione clinica e quindi sempre più farmaci?

Perché non ha capito che gli effetti collaterali delle benzodiazepine e degi altri psicofarmaci possono imitare ciò che la nostra società chiama "malattie mentali" e mantenere i pazienti in uno stato drogato zombie fino a quando (si spera) un giorno dicono "Basta!" e combattono per la loro via d'uscita?

Perché non mi è stato detto nulla sul consenso informato?

Perché , dopo avere (stupidamente) smesso di colpo  tre  farmaci nel 2006 e dicendovi che sentivo come se degli insetti strisciassero tutti su di me, mi disse che "suonava come un bambino di sei anni," quando io ora so che è un effetto collaterale chiamato formicolio. Perché non lo sapevate?

Perché ci sono decine di migliaia di altri che soffrono da soli, senza assistenza medica?  Perché questo non è riconosciuto nella comunità medica?

Perché ci viene detto c'è un "squilibrio chimico nel cervello", quando non esiste alcun test diagnostico per dimostrare questo?

Perché andava bene per lei mantenere aggredito il mio cervello con più farmaci che alterano la mente, senza alcuna responsabilità e neanche, a quanto pare, la consapevolezza di come sono invalidanti?

Perché , nella nostra epoca moderna, colta, società socialmente in rete sta succedendo questo?

Perché non ha mai guardato su internet per scoprire cosa sta realmente accadendo nella vita delle vittime innocenti di psicofarmaci? (E se lo ha fatto, cosa sta facendo in proposito?) Le persone stanno perdendo posti di lavoro, matrimoni, case e vita cercando di liberarsi dalla morsa di questi farmaci. È la beatitudine dell'ignoranza ? Spero di no.

Perché l'esperienza umana ha bisogno di essere etichettata ? Perché  qualcuno non può essere triste, ansioso, malinconico, agitato,  timido, iperattivo, aggressivo, ribelle, irritabile o semplicemente "diverso" senza che sia un "disordine"? Senza che venga drogato? Si tratta di soldi? Potenza? Orgoglio? Ignoranza?

So che lei è una brava persona, e so che si preoccupa per i suoi pazienti. So che ci teneva a me, ho visto le lacrime agli occhi a volte quando abbiamo parlato. So che non ha mai intenzionalmente cercato di farmi del male ed è per questo che le scrivo .. Lo so che le interessano.

Se questo le parla, se risuona a qualsiasi livello, spero che farà ulteriori ricerche. Vi consiglio di leggere il Manuale di Ashton online, scritto dal Dr. Heather Ashton, che gestiva una clinica di disintossicazione dalle benzodiazepine in Inghilterra per anni ed è una miniera di informazioni. 
Consiglio anche di leggere  'Benzo Buddies' per le storie personali di recupero e diversi libri di sopravvissuti, tra cui Matt Samet Death Grip e Bliss Johns '.  Ci sono anche molti blogs sul ritiro presso il sito Mad in America. Le consiglio anche vivamente di vedere un breve video su YouTube dell'illustre Dr. Peter Breggin del titolo "Semplici verità sulla  Psichiatria", e il suo libro, "il tuo farmaco può essere il tuo problema" .

Non so cos'altro dire,  questa è una epidemia mortale silenziosa che deve essere portata alla luce. Medici e pazienti sono stati ingannati dalle aziende farmaceutiche multi-miliardarie  e mi spaventa quando ho letto che la FDA è gestita da molti CEO in pensione da tali società. Siete responsabili di sapere, molte più informazioni rispetto a quelle a voi fornite  dalle aziende farmaceutiche.(1)

Sono felice di dire che, anche se sto ancora soffrendo molto, la mia tiroide è tornata alla normalità, la mia IBS è migliorata, le mie ghiandole surrenali sono in guarigione, e ho più energia. Posso sentire tornare la mia salute. Ora sto dormendo otto ore con appena sei milligrammi di Seroquel, il mio ultimo psicofarmaco, che molto presto lascerò del tutto. La vita sarà di nuovo buona, meglio che mai ... ho solo bisogno di tempo. Tempo per il mio cervello molto danneggiato per imparare a funzionare da sola, senza una neurotossina dentro. 

Mi è stato chiesto se mi dispiace che io abbia mai preso quella prima benzodiazepina per dormire. Io non sono dispiaciuta. Non so che altro mi avrebbe fatto dormire. Mi dispiace, però, che sono stata lasciata sulle benzodiazepine e diversi altri psicofarmaci nel corso dei successivi sette anni ... il che è una farsa.

Prego per un miglioramento giorno per giorno.

Lisa D.

Fonte: madinamerica.com

Note:
1 - FDA = (Food and Drugs Administration) Ente nazionale americano per l'approvazione dei farmaci.
 CEO = (Chief Executive Officer) Posizione più alta all'interno di un'azienda equivale all'amministratore delegato.